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  1. #1
    BlueIce
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    Ciao a tutti, voglio premettere che non sono ne un fisico ne un chimico quindi, potrei dire un po' di castronerie :P .

    Comunque volevo sapere se e' possibile ottenere l'innesco del plasma a basse tensioni utilizzando elettrodi molto piccoli (es. filamento delle lampadine a incandescenza) e come alimentazione batterie (Ad esempio 2 - 3 o 4 batterie da 9V in serie). Insomma a che tensioni e intensità di corrente avviene l'innesco (lo chiamate cosi vero? :P) e che relazione ha con le dimensioni dell'elettrodo?

  2. #2
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    http://www.overunity.it/struttura.htm

    Il primo ed il quarto link della colonna a sinistra.

  3. #3
    BlueIce
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    Grazie ElettroRik per la risposta immediata ed i chiarimenti,
    Sono riuscito ad ottenere qualche scintilla con 2 batterie da 9V e il filamento di una lampadina da 40W, poi si e' bruciata la parte superiore del filamento che era fuori dalla soluzione. (o almeno credo).
    Premsumibilmene usando delle batterie si potrebbe fare a meno del condensatore ma ne servirebbero almeno 6-7 da 9V credo per "accendere" un ago.

    E' impressionante come sia semplice ottenere queste reazioni!
    Grazie ancora!

  4. #4
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    Ciao BlueIce,
    anch'io feci delle prove con basse tensioni e, quindi, con basse correnti a partire dalle pile. Pero' ne usavo da 1,5 Volts anche in serie e, quindi, non riuscivo ad accendere il plasma.
    Solo con tensioni abbastanza alte, intorno ai 60 Volts, si accendeva il plasma usando aghi come catodi.
    Questo e' il link al topic dove ho riportato i dati delle mie prove con aghi e basse tensioni:
    http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2838986
    Ciao e buona foruna
    Francesco

  5. #5
    BlueIce
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    Grazie ho letto tutto con molto interesse, dai tuoi dati presumo che le batterie non siano sufficenti per "accendere" l'ago, speravo di poter fare qualche esperimento senza l'utilizzo di alimentatori particolari.

    Prima di investire in un alimentatore serio infatti proverò ancora un po' con i filamenti delle lampadine, anche perchè sinceramente non mi fido troppo delle mia capacità per maneggiare cavi e filamenti vari a 150V.

  6. #6
    BlueIce
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    Scusate, ho capito solo ora di aver postato nella sezione "seria" del forum, prego i moderatori di spostare la discussione nella sezione più appropiata, Grazie.

  7. #7
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    Vorrei rinverdire l'argomento 'rievocando' un vecchio utente di questo forum, Renzo Mondaini, guardate un po' cosa combina proprio in questi giorni:

    YouTube - Fusione Fredda con trasmutazione O+O = S, di Renzo Mondaini.

    Certo lascia perplessi, se ci sono le trasmutazioni che descrive Mondaini, ma l'energia (che sia liberata o assorbita) dov'è?
    Piero 'Alex Svoboda'

    Gentes - Il forum da sfogliare

  8. #8
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    Stupefacente il filmato.
    Ora bisogna vedere se è ripetibile, data la banalità lo voglio provare.

    Se fosse ripetibile NON riesco a spiegarmi come mai non ce ne siamo accorti prima.
    Il carbonato di potassio è usato spessissimo nelle elettrolisi.

  9. #9
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    ma l'energia (che sia liberata o assorbita) dov'è?
    E appunto, quanto dovrebbe essere...?
    Comunque al di la delle energie, il fatto di trasmutare atomi con tanta facilita e già di per se una notizia, il che fa di Mondaini un alchimista medioevale oppure un nobel.
    Se cio troverà dei riscontri è un bel colpo di martello in faccia per gli anti fusionisti.....
    Ciao
    __________________________________________________ ___________________________________________
    Stirling

  10. #10
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    GRUPPO ITALCHIMICI :: Copper Italia

    Vedere voce Zolfo.
    Ha preso del rame con molte impurità di zolfo.

  11. #11
    SGF
    SGF non è in linea
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    Vedere voce Zolfo.
    Ha preso del rame con molte impurità di zolfo.
    Molto molto probabile.
    Ciao
    __________________________________________________ ___________________________________________
    Stirling

  12. #12
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    Ha preso del rame con molte impurità di zolfo
    E' così ovvio che sia così che mi stupisce il fatto che il sig. Mondaini non lo abbia considerato.

    In effetti avrebbe dovuto dire che anche il rame era stato fatto analizzare.

    Altre considerazioni potrebbero derivare da una presunta trasmigrazione di zolfo dovuta alla plastica isolante.



    Ora ci sono 2 comportamenti di fronte a questa situazione:

    1) Deduco che la persona sta facendo un errore grossolano e la ignoro. Anche se in questo caso è molto probabile che sia così, questo modo di pensare è sbrigativo e va bene nel 99,99...% dei casi

    2) Personalmente sono uno sperimentale e, se la cosa è facilissima come in questo caso, preferisco verificare di persona. Inoltre tendo sempre a pensare che l'altra persona sia intelligente ed accorta.

    Detto questo vediamo cosa ho fatto.
    Sono andato nel mio laboratorio, ho preso due fili di rame da avvolgimento (ho evitato quelli che erano stati in contatto con plastica isolante), ho raschiato la vernice e fatto l'elettrolisi in acqua bidistillata da me, ho usato bicarbonato di sodio invece che potassio.
    Piazzati i 12 V corrente 0,15 A ho visto bollicine in tutti e due gli elettrodi e sull'anodo si forma della sostanza lattiginosa grigia. Quindi NIENTE ZOLFO o suoi derivati.

    Le differenze con esperimento di partenza sono nel bicarbonato di sodio anzichè di potassio e nella corrente iniziale che più bassa (ma dipende da distanza degli elettrodi dalla loro forma e da quanto sono immersi.)
    Non ho ripetuto esattamente l'esperimento ma direi che le probabilità che si sia formato zolfo dall'ossigino sono praticamente zero.
    Ultima modifica di Camillo; 19-04-2011 a 06:31

  13. #13
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    Predefinito controprova

    Concordo con l'opinione diffusa che leggo qui, ovvero che il rame (o l'acqua, o il bicarbonato...) contenesse impurità di zolfo.

    Tuttavia, non riuscire a riprodurre l'esperimento non è di per sè la prova del fatto che abbiamo trovato la spiegazione.

    Se davvero vogliamo essere certi di quello che diciamo, dobbiamo fare un esperimento nel quale riusciamo a riprodurre quanto dichiarato dal Sig. Mondaini.
    Fino a quel momento, non possiamo dire di avere la certezza di quel che ipotizziamo, in quanto non abbiamo dimostrato (a noi e agli altri) di avere il controllo del fenomeno descritto.

    Detto questo, data la semplicità dell'esperimento, nei prossimi giorni vado a cercare un po' di filo di rame rigido, 'vecchio tipo', e provo anche io.
    Tra l'altro, ho dato un'occhiata al documento linkato, e si legge che sia il rame elettrolitico che quello oxygen-free contengono impurità di zolfo, quello oxygen-free circa (vado a occhio) il 25% in meno dell'altro, una differenza a mio parere trascurabile per questo esperimento...
    E, francamente, dubito che il filo elettrico di qualunque tipo sia oxygen-free, visto che il procedimento produttivo è sicuramente più costoso, e le differenze elettriche (conducibilità) davvero infinitesimali, lo 0,7 %.

    A seguito di un numero consistente di esperimenti non riusciti, possiamo chiedere al sig. Mondaini di analizzare il suo filo elettrico, oppure di inviarci un pezzo del filo per vedere se con quello l'esperimento riesce anche a noi, e/o di invitarci a casa sua a vedere...
    E se rifiuta, allora possiamo pensare a un trucco anzichè a una banale svista...
    Speriamo che non ci abbia fatto solo perdere tempo...


  14. #14
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    Predefinito Hai ragione lostdog

    Mi piace molto il tuo intervento lostdog, non tanto per capire la cosa quanto per la tua enunciazione del metodo.
    Caspita sei molto intelligente, hai la stoffa del ricercatore... magari lo sei?

    Vedi ogni anno faccio lezione a circa 300 nuovi alunni, parlo del metodo della ricerca.
    Quest'anno a partire da gennaio, ho parlato della ff e di questo forum. Pertanto è possibile che qualcuno di loro segua questa discussione ed impari le modalità della ricerca.

    Sì! Hai ragione, non basta criticare, negare occorre dimostrare che si è capito cosa è sucesso al suo esperimento.



    Sono appena andato in laboratorio dove l'elettrolisi ha proseguito, ho visto che l'elettrodo di rame immerso è stato quasi tutto consumato nell'anodo.

    Ebbene, ora si nota bene nel liquido (un bicchiere) la formazione del colore azzurro del solfato di rame e si notano anche i cristallini sull'ultimo residuo del filo rimasto.

    A occhio direi che però è poco, e sicuramente compatibile con le tracce di zolfo presenti.

    Certamente per avere la certezza occorrerebbe avere l'analisi quantitativa relativa allo zolfo sia del pezzo di rame che del liquido ottenuto.

    Purtroppo ho perso i contatti con il mio vecchio istituto tecnico di chimica, dove ho studiato e insegnato (non conosco più i nuovi insegnanti).
    Vedo se qualche collega mi dà la disponibilità di fare un'analisi quantitativa.
    Ma non prometto niente.
    Ciao

  15. #15
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    Quote Originariamente inviata da Camillo Visualizza il messaggio
    Sì! Hai ragione, non basta criticare, negare occorre dimostrare che si è capito cosa è sucesso al suo esperimento.
    Veramente la prima cosa da fare è produrre una documentazione che convinca dell'esistenza del fenomeno, altrimenti si perde solamente tempo a ricreare (o meglio, a cercare di ricreare) esperimenti che già di partenza sono fallimenti.
    Prova a leggere un qualsiasi articolo scientifico peer-reviewed.

  16. #16
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    Predefinito

    Veramente la prima cosa da fare è produrre una documentazione che convinca dell'esistenza del fenomeno, altrimenti si perde solamente tempo a ricreare (o meglio, a cercare di ricreare) esperimenti che già di partenza sono fallimenti.
    Hai ragione anche tu, lì manca l'analisi quantitativa del filo di rame.
    Quindi la documentazione è insufficiente e fa perdere tempo.
    Comunque è stata una perdita di tempo modestissima.

    Piuttosto spinto dalla curiosità ho provato a rifare l'esperimento con acqua distillata e pochissimo idrossido di potassio (attenzione è pericoloso).

    La conduttività è stata molto più forte per avere un ampere di corrente ho dovuto ridurre la tensione da 12 a 5 V. Il gas prodotto era decisamente tanto, l'elettrodo positivo in questo caso viene poco intaccato, voglio vedere lasciandolo lì molte ore cosa succede.

    Comunque dopo circa un quarto d'ora a 5W di potenza l'anodo era solo leggermente intaccato, la soluzione si è subito intorbidita di scuro dovuto a floculazioni che non ho capito.

    Ora se riesco a far sciogliere anche questo pezzo di filo di rame, identico in qualità e quantità al precedente, mi chiedo che fine farà lo zolfo presente?
    Dovrei trovarlo o come solfato o solfito o come solfuro di potassio (rosso).

    Vedremo certo che non mi aspettavo che il carbonato attaccasse così velocenebte il rame, c'è sempre qualcosa da imparare anche in queste sciocchezze.

  17. #17
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    Dalle analisi chimiche si evince che :
    6800+53000 mg/kg sono circa 60 grammi di zolfo totale tra liquido e solido.
    Ipotizzando che siano il frutto di una sola prova su circa 150 ml di soluzione possiamo dedurre empiricamente con grossa aprossimazione quanto segue:

    Diamo all'acqua densità aprossimativa = 1
    Diamo agli elettrodi immersi un peso aprossimativo (spettroocciometricamente :-) di 8 grammi

    In 150 gr di acqua si sono prodotti 6,8x150/1000= 1,2 gr di zolfo totale nel liquido e 53x150/1000= 7,95 gr di zolfo totale nel residuo solido

    Se ipotizziamo (ripeto) che l'analisi chimica è stata fatta a seguito di una sola prova (quella del video) il peso totale dello zolfo prodotto è di circa 9,15 gr su 150 ml o gr di acqua, ben superiore al peso totale dei due elettrodi di rame...

    Si può dedurre quindi che il rame pur contenendo delle impurità di zolfo quest'ultime non possono aver prodotto l'enorme quantità di zolfo evidenziata dalle analisi...in pratica gli elettrodi dovevano essere di zolfo con tracce di rame

    Mi concedo un errore di calcolo del 50%, la sostanza non cambia

    Ci sono molte altre considerazioni in merito ma prima è giusto che prima ci rendiamo tutti edotti, concordo totalmente con la critica di Lastdog, l'esperimento va ripetuto con le stesse metodiche ma soprattutto con con gli stessi elementi, che a seguito di quanto vi posterò hanno una ragion "d'essere" in quanto possibili attivatori (Trigger) di reazioni nucleari a debole energia o per capirci meglio; di moderna alchimia.
    Quanto vi sto per postare è già bagaglio di questo spazio fin dai suoi inizi; al tempo no furono mai presi in seria considerazione (se non dal sottoscritto e pochi altri) ma che oggi oltre ad essere tornati argomento di attualità devono essere studiati, interpretati e digeriti.
    Per essere tutti in pari

    Cominciamo con un piccolo saggio (in forma breve articolo) nato a seguito della prima laurea in Italia sulle reazioni a debole energia ad opera dell'ing Luca Chiesi (Reggio Emilia), per chi volesse il libro completo "la struttura nascosta del mondo", in forma riservata per motivi di studio posso chiedere a Luca Chiesi di fornirvi il formato pdf.

    LA STRUTTURA NASCOSTA DEL MONDO di Luca Chiesi - NEXUS Edizioni

    Tra le molte evidenze SCIENTIFICHE raccolte in questo "saggio" evidenzio gli esperimenti del Dr. Roberto Monti (CNR Bologna), esperimenti documentati, pubblicati etc un anno prima di dei due famosi scienziati che ribattezzarono l'alchimia con le parole "fusione fredda", iniziamo con la formula per produrre oro alchemico dal mercurio:

    www.altrogiornale.org/_/pdf/pdf.php?news.5131

    Il sito di Monti con papers:
    || PAPERS || lowenergytransmutations.org

    In merito al sole freddo ;-) :
    http://www.lowenergytransmutations.o...enic-model.pdf

    Il resto lo potete trovare con chiavi google:

    "roberto monti+andromeda" "roberto monti+mercurio" ...il resto con un po di alchimia...pardon, con un po di reazioni piezonucleari

  18. #18
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    Dimenticavo, ho a disposizone il miglior SEM d'Italia (che colpo di fortuna), già utilizzato per analizzare campioni solidi trattati con ultrasuoni (cavitazione) dal prof. Cardone di cui alcune pubblicazioni:





    Se mi contattate privatamente vi fornirò l'indirizzo dove eventualmente inviare dei campioni da analizzare, ovviamente serve un campione vergine e un campione trattato.

    (non sono presente nelle foto, sono il fotografo:-)
    Ultima modifica di Armando de Para; 20-04-2011 a 00:32

  19. #19
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    Quote Originariamente inviata da Camillo Visualizza il messaggio
    Ebbene, ora si nota bene nel liquido (un bicchiere) la formazione del colore azzurro del solfato di rame e si notano anche i cristallini sull'ultimo residuo del filo rimasto.

    A occhio direi che però è poco, e sicuramente compatibile con le tracce di zolfo presenti.
    Tracce di potassio nel bicarbonato di SODIO o tracce di Arsenico o Piombo?


  20. #20
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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    in pratica gli elettrodi dovevano essere di zolfo con tracce di rame
    Concordo, l'ipotesi delle impurità mi sembra un pò troppo banale, e a primo acchito fuori misura di ordini di grandezza.
    Chiaro che la riproduzione dell'esperimento andrebbe fatta partendo dagli stessi uguali reagenti (Camillo: "ho usato bicarbonato di sodio invece che potassio")
    V

  21. #21
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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    Dalle analisi chimiche si evince che :
    6800+53000 mg/kg sono circa 60 grammi di zolfo totale tra liquido e solido.
    Ipotizzando che siano il frutto di una sola prova su circa 150 ml
    Fai assunzioni troppo generiche.
    Quelle misure si riferiscono al campione, non all'intero esperimento.
    Non si può pigliare quel dato e moltiplicarlo allegramente per il peso (presunto) totale, in quanto è una misura locale.
    Presumo che abbia raschiato via il presunto solfito di rame e portato ad analizzare per vedere cos'era. Ovvio che viene fuori un valore enorme di zolfo, è quasi tutto solfito di rame!
    Ultima modifica di tia86; 19-04-2011 a 23:30

  22. #22
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    Quote Originariamente inviata da tia86 Visualizza il messaggio
    Fai assunzioni troppo generiche.
    Ovvio che viene fuori un valore enorme di zolfo, è quasi tutto solfito di rame!
    Si ho scritto "ipotesi", ma l'alternativa, viste le quantità prodotte è che abbia accumulato il risultato di più test...
    Ma già di per se il dato sullo zolfo in soluzione, sempre che non abbia sommato anche tutte le soluzioni frutto di molte prove, potrebbe inficiare l'ipotesi delle tracce di zolfo nel rame...
    ATTENZIONE CHE DALLA SCHEDA DA TE POSTATA ci sono altri inquinanti in percentuale superiore allo zolfo, che sarebbero dovuti risultare dalle analisi (ma ofrse non sono stati cercati, certo)..

    Chiamate il buon Renzo o scrivetegli chiedendo lumi ...oltre che a ripetere esattamente lo stesso esperimento.


    p.s. Gli inquinanti sono presenti in PPM se non erro...produrre 9 grammi di zolfo...mumble mumble... 500 prove a 150 ml per volta e 6 kg di filo di rame???

    Resta che lo zolfo l'ha grattato dai minerva ;-)

    p.p.s. ho sempre un SEM a disposizione
    Ultima modifica di Armando de Para; 19-04-2011 a 23:57

  23. #23
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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    Si ho scritto "ipotesi"
    Non è che se scrivi "ipotesi" allora puoi trascendere dalla realtà.

    ,
    Ma già di per se il dato sullo zolfo in soluzione, sempre che non abbia sommato anche tutte le soluzioni frutto di molte prove, potrebbe inficiare l'ipotesi delle tracce di zolfo nel rame...
    Il campionamento è un arte a se. E già solo il campionamento basta a spiegare come mai quelle alte quantità di zolfo.

    ATTENZIONE CHE DALLA SCHEDA DA TE POSTATA ci sono altri inquinanti in percentuale superiore allo zolfo, che sarebbero dovuti risultare dalle analisi (ma ofrse non sono stati cercati, certo)..
    Forse non son stati cercati?
    Vorrei porre alla tua attenzione l'assenza del rame nelle schede di Mondaini.
    Non sono stati cercati altri elementi, è un fatto.

  24. #24
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    Quote Originariamente inviata da tia86 Visualizza il messaggio
    Non sono stati cercati altri elementi, è un fatto.
    p.s. Gli inquinanti sono presenti in PPM se non erro...produrre 9 grammi di zolfo...mumble mumble... 500 prove a 150 ml per volta e 6 kg di filo di rame???
    HAI RAGIONEEEEEEE!!!!

    P.S. netiquette della rete, non si evidenziano gli orrori ortografici...dai...su!!!
    Può capitare dopo 1000 km fatti in un giorno in macchina.

  25. #25
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    Predefinito Ci sono delle stranezze che meritano attenzione.

    Bene.
    Un esperimento apparentemente banale, si sta dimostrando "stimolante".

    Molte grazie ad Armando, ho letto con somma soddisfazione
    LA STRUTTURA NASCOSTA DEL MONDO di Luca Chiesi - NEXUS Edizioni

    Da te postato nel N° 17, gran parte delle cose le avevo già lette, ma molte altre sono state una sorpresa.

    Ovviamente non è che creda in toto ma mi piace valutare nuove prospettive.
    Interessante per esempio il punto 4 dove si parla di trasmutazioni geologiche dovute a pressione! Dopo anni sta per essere convalidato!


    Ora le tue valutazioni quantitative sullo zolfo, a spanne, le avevo fatte anch'io.
    Ma, come tia86 rilevavo che NON era chiara la quantità di rame usata, la modalità... insomma mancava un'informazione di base.

    Fatto un rapido conto ho visto che era più facile per me tentare una semplice verifica, di prima approssimazione, senza pretese, per rendermi conto della cosa.

    Qui si vedono due atteggiamenti diversi tra il sottoscritto e tia86, non dico che uno sia migliore dell'altro, sarebbe come dire che nel calcio l'attacco è più importante della difesa.

    Io ho una propensione sperimentale, e fantasiosa (attacco), tia86 è preciso, rigoroso e prima di lanciarsi valuta con attenzione gli elementi e le informazioni in gioco (difesa), si lancerà mai in attacco?
    (Mi rendo conto di divagare ma sono fondamentalmente un didattico analizzatore)

    Tornando al fatto sperimentale, non ho usato carbonato di potassio perchè li per li non l'avevo. Che diamine! dovevo solo farmi un'idea un attimino più precisa.

    Ma vediamo gli sviluppi della seconda prova, acqua bidistillata + pochissimo KOH (2 piccole palline in una provetta per analisi urine). Equivalente filo di rame della prima prova.
    Dopo 10 ore solo meno della metà filo di rame si è sciolto.
    Il liquido permane intorbidito da sostanza scura floculante, NESSUNA evidenza di solfato colorato presente.

    Dove è andato a finire lo zolfo?
    A questo punto sì che comincio ad essere perplesso!

    Ho chiesto in farmacia ma non avevano il carbonato di potassio, vado al mio vecchio istituto e vedo di procurarmi la cosa e magari di prendere contatti per un'analisi quanitativa.

    Quindi rifarò tutto da capo questa volta misuro con la precisione consentitami dagli strumenti in mio possesso. Non so il tempo in quanto parto per le vacanze, ma poi lo troverò.

    Vedo che ognuno ha una parte di ragione, l'importante è la sinergia (azione combinata di due o più elementi).

    ciao a tutti
    Ultima modifica di Camillo; 20-04-2011 a 08:25


 
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