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  1. #26
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    Se......
    Comunque, è bello vedere che c'è gente che non si fà problemi a cacciare qualche 7 o 8 mila euro, nella speranza di recuperarli negli anni

    Odisseo
    Quale parte non era chiara tra le due parole "mutuo" e "ventennale" ?
    Ti faccio notare che i 7000 euro li caccia la banca e poi li rimborsa lo stato.

    Certo, senza conto energia il discorso cambia e a quel punto effettivamente diventerebbe moooolto lungo il recupero e comprenderei il disappunto di Federico (anche se condivido in pieno quello che dice BrightingEyes e io avrei installato 1kw a prescindere del conto energia, ma ovviamente queste sono considerazioni personali)

  2. #27
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    Quote Originariamente inviata da Fede1975 Visualizza il messaggio
    ... E il dire: bene, te che ti costruisci una casa, spendi 7.000 Euro per farti l'impianto, non mi sembra giusto. Così io spendo per l'impianto e in più, visto che pago le tasse, spendo anche per i costi ambientali dovuti alla produzione termoelettrica.
    Secondo me infatti andrebbe differenziata la tariffa elettrica tra chi ha installato anche 1 kW di FV e chi sceglie (o è costretto a scegliere) la classica fornitura del 100% Enel. Si tratta di una semplice disincentivazione che permetterebbe di scaricare tutto o quasi il costo investito in pochi anni. Una specie di Conto Energia automatico se vuoi che si va ad aggiungere al risparmio dato dall'auto produzione. In questo modo ti accolli un peso (perchè investire comunque vuol dire cacciare fuori soldi) per averne un beneficio spalmato negli anni che alla fine renderà di più di quanto investito.
    Qualunque sia il meccanismo il punto focale resta che occorre incentivare, disincentivare, obbligare per ottenere una graduale diffusione delle fonti non fossili (nucleare compreso se si raggiungerà un punto di vista condiviso, sia chiaro) sopratutto nel settore del consumo privato. Fra l'altro è un ottimo strumento per creare mercato, occupazione e distribuzione del reddito.
    A questo proposito un pò di OT di cui mi scuso, ma che reputo utile.ù
    Un paio di anni fa indicavo nelle FER (dove la produzione è diffusa per sua natura e permette una distribuzione della ricchezza prodotta molto meno "centralizzata" nei portafogli di pochi) una soluzione per la futura, inevitabile, crisi occupazionale. E mi si rispondeva che era una visione di tipo keynesiana demagogica, alla stregua della famosa politica dello scavo della buca fingendo che serva a qualcosa solo per "dare lavoro".
    Oggi si usano enormi risorse pubbliche per praticamente finanziare la produzione di alcuni beni (auto in primis) che hanno perso fascino di mercato. E questa non sarebbe una politica alla "scava la buca"? E la sacra e giusta mannaia del mercato che si autoregola dov'è finita? Il motivo di queste spese pubbliche qual'è? Sarà mica per caso la consapevolezza delle centinia di migliaia o milioni di posti di lavoro che si rischiano??
    Il nucleo forte del new deal obamiano che più convince gli operatori finanziari NON sono il foraggiamento alle case automobilistiche americane in crisi, ma è proprio la spinta verso il settore della produzione energetica rinnovabile (da dove dovrebbero provenire molti dei 4 milioni di posti di lavoro auspicati) e il pur poco ottimismo che aleggia sul piano obamiano deriva proprio dall'evidenza dei "fondamentali" su cui si può basare il piano.
    Fondamentali che sono sopratutto da una parte la colossale capacità industriale e scientifica di ricerca degli USA e dall'altro l'abbondanza delle fonti rinnovabili offerta dal territorio statunitense: sole, vento, geotermia.
    L'Italia ha una situazione simile per l'abbondanza di fonti (certo molto più della germania o della Francia), e per la ricerca&sviluppo ha le solite proverbiali capacità di risultato straordinario anche in presenza dei tagli ai portaborse sedicenti ricercatori. A mio parere ora si decide il futuro energetico ed economico della nazione e ogni particolare che non spinge nella direzione della diffusione delle FER è un errore.
    Purtroppo si continua solo a vedere un lato dell'utilità delle FER (vabbè... ma quanto vuoi che si produca con le FER?... Prima che coprano il XY% ci vorranno decenni... ecc. ecc.) e si trascura il lato, importantissimo, di cosa il settore produzione energetica diffusa potrebbe diventare in termini di occupazione e distribuzione del reddito nei prossimi anni.
    Vabbè, ce lo spiegheranno gli americani!


 
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