
Originariamente inviata da
sandrod
riprendendo il discorso del RID, è prevista l'emissione di fattura, quindi il produttore deve essere necessariamente una azienda per poter emettere fattura.
Leggendo le norme, il prezzo zonale orario sembra essere lo stesso sia per il RID che per l'SSP.
Il problema, secondo me, sta nel misurare le quantità di energia immessa divisa per fascia oraria; nelle faq sul ritiro dedicato del GSE ho trovato:
Il regime di ritiro dedicato avviene al prezzo che si forma sul mercato elettrico (prezzo zonale orario), corrisposto sulla base del profilo orario di immissione del singolo produttore. Ciò consente di riflettere fedelmente le condizioni economiche di mercato. Ne consegue che il GSE riconosce il prezzo zonale orario all’energia elettrica immessa in rete e ammessa al ritiro dedicato. Nel caso di produttori che non dispongano di misuratori orari dell’energia elettrica immessa in rete sarà il gestore di rete che procederà a determinare il profilo orario di immissione del singolo produttore (la deliberazione n. 118/03 prevede che l’energia elettrica immessa in rete da impianti che non dispongono di misuratori orari sia ripartita sulle ore che appartengono a ciascuna fascia secondo un profilo piatto).
Perciò mi sembra di capire che: o il produttore è attrezzato per misurare i kWh immessi per fascia oraria, o si prende in considerazione la media, ne più ne meno come per l'SSP.
Inoltre il GSE addebita lo 0,5% (fino ad un massimo di 3500€ anno) a titolo di sua remunerazione. GSE addebita anche la 'Componente tariffaria da del. AEEG 348/07, art. 16.1' per ogni kWh immesso.
I Kwh immessi in B.T. sono aumentati del coefficente 10,8 (il famoso 1,108 dei post precedenti). Tale calcolo, come spiegato da Luciexpo, si effettua anche al'SSP.
Detto tutto questo, non mi pare che il RID sia così conveniente, o mi sbaglio?

Sandro