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  1. #51
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    Quote Originariamente inviata da toninon Visualizza il messaggio
    Qualunque problema tecnico per essere risolto deve essere evidenziato ed affrontato.
    E soprattutto deve prima manifestarsi o quantomeno essere previsto con sufficiente anticipo. Se le rinnovabili hanno e stanno correndo molto più velocemente delle capacità di adattamento delle infrastrutture elettriche, i rimedi da prendere sono ben pochi. Chi avrebbe investito milioni di euro per potenziare e rinnovare le reti elettriche 5 anni fa?
    Ricordo che ad inizi 2006 si parlava di 500 MW come obiettivo nazionale di potenza nominale cumulata da installare entro il 2015. A fine 2010 la potenza cumulata è quasi 7 volte maggiore!
    Quindi la questione è: era meglio frenare la corsa alle rinnovabili o meglio trovarsi di fronte a queste problematiche tecniche?
    Io preferisco la seconda, ma se proprio avessi potuto scegliere, avrei preferito incentivare maggiormente la produzione di piccoli impianti in modalità di SSP a sfavore dei grossi impianti a terra, limitando la serie di problematiche che ho citato in qualche post precedente.
    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
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  2. #52
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    Quote Originariamente inviata da MrDish Visualizza il messaggio
    Non cadete nella trappola organizzata da ENEL & CO. per fermare le rinnovabili a favore della la più remunerativa "energia nucleare".......

    Esistono molti sistemi per fermare una buona iniziativa che fino a circa 1 anno e mezzo fa sembrava andasse a morire da sola!

    Ora le rinnovabili fanno paura ed è ovvio che tra il guadagnarci in 200.000/300.000 ed in poche grandi multinazionali "loro" preferiscono la seconda!

    Cmq, la saturazione delle reti è solo un problema tecnico, risolvibile con pochi investimenti e sopratutto con la sostituzione dei software che vengono utilizzati da ENEL per il calcolo del dimensionamento delle linee, visto che considerano un prelievo anche un impianto FTV, rendendo sature le linee in pochissimo tempo quando invece potrebbero non esserlo!!!!!!!!

    Meditiamo gente, meditiamo!!!!
    concordo in PIENO.....
    ci stiamo battendo con enel per la connessione di un imp.FV da 600 kWp ubicato su un capannone nel quale esiste utenza in prelievo da 300 kWp, enel ci aveva prospettato che la linea di MT idonea per la connessione era a 600 metri dalla cabina MT/BT del cliente, in quanto riteneva e ritiene satura la linea MT che fornisce il capannone... dopo diverse nostre rimostranze ha ceduto concedendoci di connetterci nella cabina BT/MT del cliente, previo ovvio adeguamento, ma ha tirato fuori il discorso che dovranno adeguare 1200 metri di linea MT...... Assurdo, in quanto così facendo ci catalogano la connessione come lavoro complesso... e quindi addio incentivo primo scaglione, come possiamo spuntarla evitando l' adeguamento dei 1200 metri?

  3. #53
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    Però è più semplice e molto più comodo che non cambiare vecchie linee o vecchi trasformatori che magari non riescono neanche a rispettare le citate norme di power quality dell'amico atomax.
    Certo, sapere che la colpa è dovuta al fatto che da molti anni (per non dire decenni) ENEL (ma si potrebbero citare anche altri Gestori di reti pubbliche, vedasi Telefonia ed Adsl) non fa manutenzioni programmate o migliorative sulle linee/cabine ma solo in caso di guasto, perchè così stacca un dividendo più altro e prepensiona i tecnici "storici" senza il passaggio generazionale della conoscienza, la cosa da molto fastidio, anzi, irrita notevolmente e ci fa capire in che razza di paese stiamo "facendo" i nostri "investimenti"....Loro si pappano il pappabile e noi giù con le scartoffie, affogati dalle menzogne e dalla burocrazia.....

  4. #54
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    Quote Originariamente inviata da MrDish Visualizza il messaggio
    Certo, sapere che la colpa è dovuta al fatto che da molti anni ENEL non fa manutenzioni programmate o migliorative sulle linee/cabine ma solo in caso di guasto, perchè così stacca un dividendo più alto...
    Bravo, qui mi trovi totalmente d'accordo!!!
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  5. #55
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    Se dai calcoli fatti da Enel, per verificare la idoneità della sua rete a supportare una ipotetica richiesta (ad es. 600 kWp) di connessione di impianto fotovoltaico;

    salta fuori che la rete non supporta la potenza richiesta.... visto che è risaputo che i tecnici Enel, calcolando le correnti, con il loro software in dotazione, (che considera l' immissione del fotovoltaico come un carico!!!! e quindi in tal modo si fa presto a saturare una linea nella quale viene richiesta la connessione dell' impianto, e richiederne quindi l' adeguamento per la connessione.

    Ovviamente, in tal modo, i costi di adeguamento della rete, vengono a gravare sul soggetto che realizza l' impianto fotovoltaico.
    Quindi, in tal modo enel si potenzierà le reti a spese dei realizzatori di impianti fotovoltaici.

    A fronte di ciò Visto che dovremmo essere in un paese libero e a libero mercato, un tecnico qualificato, (ad esempio un ingegnere abilitato) non potrebbe, calcoli alla mano, contestare il fatto che la linea risulti satura. Quindi credo sia giusto che enel, visto quanto ci fa pagare il kWh elettrico, prevveda alla manutenzione e potenziamento delle reti.... Sicuramente così come stanno facendo in Enel, significa che staccheranno a fine anno dividendi più alti per gli azionisti, intanto noi paghiamo la bolletta + il potenziamento delle reti.... quindi molti direbbero: la solita italia.... io, ivece esorterei che se non facciamo qualcosa per farci sentire, la "solita italia" è anche colpa nostra
    Ultima modifica di solarwatt77; 26-02-2011 a 22:11

  6. #56
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    Quote Originariamente inviata da solarwatt77 Visualizza il messaggio
    .... visto che è risaputo che i tecnici Enel, calcolando le correnti, con il loro software in dotazione, (che considera l' immissione del fotovoltaico come un carico!!!!
    capperi solar, questa non la risapevo. non aspetterei un attimo a fare reclamo a enel, aeeg, gse, cesi, cei (non la conferenza episcopale italiana).....

  7. #57
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    l' aeeg che è l' organo di vigilianza che dovrebbe come dire essere al di sopra delle parti, nei fatti non interviene,

    riporto in merito un fatto:
    a maggio 2010 abbiamo richiesto una verifica all' aeeg su una preventivo di connessione enel, gli abbiamo comunicato tramite procedura dedicata, una contestazione di preventivo per una connessione di impianto FV da 180 kWp in una zona ind.le, dove tra l' altro, il richiedente aveva già 100 kW in prelievo. Ebbene, l' Enel aveva preventivato al richiedente 44.000,00 euro come costo di realizzazione della connessione... a causa di adeguamento interrato di una loro linea MT.

    Ad oggi a distanza di 10 mesi l' AEEG non ci ha ancora risposto, nonostante i ripetuti e continui solleciti. Mentre, a causa di ciò. il richiedente ha rinunciato alla realizzazione dell' impianto....

  8. #58
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    Questa mattina ho parlato con la divisione mercati dell' aeeg facendogli presente che enel nel calcolo delle potenze in gioco sulle reti, a seguito di richiesta di connessione impianto FV, considera il fotovoltaico come un "Carico" e che pertanto in tal modo si fa preso a dichiarare satura la rete pertinente la connessione

    nello specifico abbiamo ricevuto prev. di connessione enel per imp.FV da 600 kWp nel quale appunto viene contemplato il fatto che per connettere detto impianto dovranno adeguare 1.200 metri di linea MT.... e inoltre per fare ciò contemplano anche le autorizzazioni di elettrodotto, ma la linea MT è già esistente va solo adeguata, quindi perchè richiedono autorizzazioni di elettrodotto?

    comunque l' AEEG ha avviato una istruttoria conoscitiva sull’erogazione del servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica da parte dei gestori di rete. Io gli segnalo il mio problema, spero voi facciate altrettanto

    Riporto il link

    Autorità per l'energia elettrica e il gas - Avvio di istruttoria conoscitiva sull’erogazione del servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica da parte dei gestori di rete
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  9. #59
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    a breve, quando il fotovoltaico ripartirà, ci troveremo a fare i conti, come postato in questa discussione, con il problema delle reti sature dichiarate da enel.... che comporteranno problemi di connessione anche per impianti medi (50-100 kWp)
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  10. #60
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    amici, avete tutti ragione.
    La rete è totalmente satura. Ma l'impianto da 72 MW c'entra veramente poco. Il problema è che la rete è satura dal punto di vista amministrativo non fisico. Chi ha una STMG in mano, anche se non ha l'impianto ha diritto vedersi ritirata l'energia quando la produrrà. Se arrivo io con il mio impianto nello stesso punto di cessione (es. una cabina ENEL) posso attaccarmi lì solo se c'è ancora potenza libera residua. Libera si intende esistente e non prenotata. Se c'è capacità di prelievo (cioè di trasformazione e trasporto) fisicamente, ma è tutta prenotata la rete mi deve mandara altrove o deve programmare di potenziare i trasformatori, o la rete, o entrambi.

    Inoltre la rete di distribuzione è progettata per la produzione concentrata e non diffusa. E per una produzione programmata e non libera.
    Voglio dire: la rete elettrica italiana (come tutte) è progettata per grossi centri di produzione -centinaia quando non migliaia di MW- dai quali partono linee in AAT (le cosiddette '380) "dorsali" che trasferiscono l'energia -come sapete praticamente instantaneamente- dove viene usata. Ma dove c'è richiesta la rete "chiama" l'energia che, però, deve essere trasformata alla tensione di utilizzo. Quindi da AAT passa in AT e di qui (tramite reti '240 e '220) arriva alle cabine primarie ENEL che la convertono in MT ('20). Le linee MT arrivano vicino a tutte le case (diciamo a un chilometro) e da lì partono le linee BT che servono le case.
    Il problema diventa grave perchè l'energia elettrica non si può accumulare. Se non viene usata quando è prodotta (o meglio prodotta-trasformata-trasportata-trasformata-consumata) la linea va in sovratensione (o sottotensione) e deve essere staccata (black out).

    Dal punto di vista fisico ciò che è più in crisi non è la capacità di dispacciamento sulla '380 (dorsale), che comunque si sta potenziando, ma la capacità di trasformazione.
    Dal punto di vista amministrativo (che è il più grave) la rete è tutta "prenotata". A causa di una Direttiva mal pensata, ma soprattutto di norme troppo "democratiche", chiunque con quattro pezzi di carta ha potuto chiedere l'STMG per potenze illimitate pagando 1.500 euro. Fino alla Delibera AEEG 127/10, che cerca di affrontare il tema, senza neppure chiedere l'autorizzazione.

    Bisogna che la STMG costi in proporzione alla potenza prenotata (es. 10,00 €/kW, minimo 500,00 €). E che ogni sei mesi si paghi di nuovo (poi, magari i soldi possono anche essere restituiti, ma a impianto fatto).

    L'impianto da 72 MW (CHE E' SU TETTO) di cui sopra immette in AT o in AAT. Quindi non coinvolge se non marginalmente la capacità di trasformazione.

    Più impattanti sarebbero centinaia di impianti da 100 kW in una zona a basso consumo dove la potenza di trasformazione è limitata. In quel caso la rete per prendere l'energia senza "staccare" deve trasformare la BT in MT e in AT fino a che trova un consumatore.

    Allora, o si cambia sistema e si programmano le zone di produzione (cioè, non si possono fare più di tot. qui, etc.) o si fa pagare molto la connessione, così chi non fa sul serio ci pensa.
    Ultima modifica di alvisal61; 06-04-2011 a 20:33

  11. #61
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    Il 72 MW di Rovigo è a terra e non su tetto....lo vedo tutte le mattine quando mi sveglio e mi affaccio alla finestra....
    Impianto 3,885 kwp Azimut -2 Tilt 13°pannelli Amerisolar monocristallino 185 Wp, inverter Power One 4.2, 2 stringhe. Impianto 19,975 Kwp Pannelli Solartech Sunrise Policristallino 235 Wp 2 inverter Power One 10.0, 1 stringa -120 Est Tilt 14° (4,7 Kwp) 3 stringhe + 60 Ovest Tilt 14° (15,275 Kwp). Stufa Pellet Piazzetta P961. SAN BELLINO - ROVIGO

  12. #62
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    davvero? avevo capito male.

    Allora anche io che li ho fatti e li difendo sarei contrario. Ogni tecnologia ha la taglia più giusta (quella dove si incontrano i diversi obiettivi e interessi pubblici coinvolti).
    Sinceramente credo che i 3 kW siano una taglia troppo inefficiente per lo stato della tecnologia (adeguatamente aiutata dal miglioramenti di tariffa per ragioni totalmente extraeconomiche che hanno anche un peso, ma appunto quello, + 20%), che 1 MW sia poco (riempiremo di coriandolini il territorio come in Puglia), ma che oltre i 10 MW non bisognerebbe andare. Le economie di scala rendono i grandi impianti più efficienti e quindi giustamente meno incentivati (lo scopo della norma è fare più energia possibile con il minimo di incentivo necessario, non un'altro), ma devono essere adattati al territorio. Nessun impianto così grande può essere adattato. Fa troppa violenza al sistema dei segni stratificato su un territorio (giusto, tu che lo vedi?).

    Meglio fare 10 impianti distribuiti in un raggio sub-provinciale che uno così grande.

    Una volta un tizio mi venne a chiedere se volevo seguire l'autorizzazione di un impianto da 100 MW. A suo dire aveva fondi disponibili e addirittura la Siemens (Germania) pronta ad intervenire. Feci un paio di riunioni e poi gli dissi che secondo me, nella regione in oggetto, nella provincia data e soprattutto nel territorio prescelto un simile impianto non poteva essere autorizzato (per carità cristiana non gli ho detto che non "doveva" dato che aveva già speso una cifra solo di opzioni di ca 250 ettari). Gli proposti di riconvertire il progetto in 4-5 impianti da 5 MW e poi ...
    Lui mi disse che aveva amici altolocati e sarebbe stato autorizzato.

    Quindi ho salutato lui e i soldi che mi offriva (abbastanza).

    Ho fatto sicuramente bene. Da allora noi qualcosina l'abbiamo portata a casa, lui niente.

  13. #63
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    Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas
    Direzione mercati
    Massimo Ricci
    mercati@autorita.energia.it
    tel 0265565 284 336 290
    fax 0265565 265

    cc. Fonti rinnovabili e produzione d' energia e impatto ambientale
    Andrea Galliani

    Questi sono gli indirizzi ai quali mandare reclami.
    L'Autorità ha avviato una "istruttoria conoscitiva sull’erogazione del servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica da parte dei gestori di rete" che durerà 120 giorni.

    Usiamoli. Chi è al corrente di anomalie le segnali.

  14. #64
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  15. #65
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    Il problema è molto serio, molto noto e molto, molto reale.

    Già al convegno di presentazione del nuovo TICA a settembre 2010, Enel disse che erano state presentate richieste per fotovoltaico per 32.951 MW, era stato istallato 1.700 MW, e che:
    - il rapporto medio tra le richieste e i preventivi accettati è 100 a 62 (cioè vengono accettati il 62% delle richieste di allaccio),
    - quello tra richieste e impianti autorizzati è 21%
    - quello degli impianti connessi 7 %

    Quindi, se queste percentuali sono giuste poco più della metà delle richieste ottiene una STMG positiva (e quindi prenota la rete) e quasi 9 su 10 di queste non sono connesse.

    Il tema è trattato anche nella Delibera AEEG 125/10 che denuncia come "nelle regioni del sud dell’Italia sono state presentate richieste di connessione per oltre 70.000 MW alla rete di trasmissione nazionale e richieste per circa 28.000 MW alle reti di distribuzione; e che appare impossibile che vengano effettivamente realizzati impianti per potenze complessive così elevate;"

    D'altra parte anche più di recente, l'AEEG è tornata siull'argomento nella comunicazione annuale al parlamento a febbraio 2011 http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/11/006-11pas.pdf al punto 5.1, p. 40

    "Tale fenomeno costituisce una vera e propria barriera all’ingresso di nuovi operatori che, in alcuni casi, realizzano gli impianti di produzione ma non riescono ad ottenere la connessione in tempi rapidi anche se la rete è satura solo “sulla carta”.



  16. #66
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    ENEL dice..... ma se i dati li prendono dai loro preventivi, siamo tranquilli.
    Vi saranno errori dove 3kWp sono diventati per le statistiche 3MWp, quindi sulla serietà di questa azienda allo sbando, credo che ci si possa fidare poco.
    Così come la saturazione delle reti BT, dove considerano carico anche un impianto FTV....O dei trucchi per annullare i gg di ritardo nella connessione, ecc, ecc. Potrei continuare, ma mi fermo.....

  17. #67
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    Vedo che finalmente in tanti, stiamo comprendendo le politiche poco chiare di "Enel & Gse Company"

    il problema è grave, ma forse è il caso di non approfondirla qui la discussione, potremmo non ritrovarla
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  18. #68
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    riporto un caso concreto in linea con l' oggetto della discussione

    abbiamo ricevuto prev. di connessione Enel per imp.FV da c.a. 600 kW in SSP (da realizzare sul tetto di un capannone con utenza da 300 kW)

    ebbene nella soluzione tecnica elaborata, hanno indicato che devono adeguare, per detta connessione, 1.200 metri di linea aerea MT...... il bello è che per fare questo adeguamento, hanno indicato a preventivo che vanno richieste le autorizzazioni di elettrodotto agli enti preposti..... ma dico io, se l' elettrodotto esiste già, cosa ci devono autorizzare??? Secondo la vostra esperienza è così???
    sto attendendo una loro risposta ufficiale in merito, dopo di che decideremo se segnalare il caso all' aeeg
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  19. #69
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    Quote Originariamente inviata da alvisal61 Visualizza il messaggio
    [EMAIL="mercati@autorita.energia.it"]mercati@autorita.energia.it
    L'Autorità ha avviato una "istruttoria conoscitiva sull’erogazione del servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica da parte dei gestori di rete" che durerà 120 giorni. Chi è al corrente di anomalie le segnali.
    Una cosa che ho notato che il gestore in fase di preventivo spunta sempre le caselline lavori di adeguamento a carico del cliente: cavidotto e cassettina alloggiamento anche se sono gia' istallate, cioe' dichiarano un falso non so per quale ragione.

    Altra cosa che registrano le raccomandate di richiesta connessione quando le inseriscono nel loro protocollo e non quando firmano la cartolina di ritorno alla posta.

    Altra cosa che se l'autorita' da tempo 30 giorni loro si prendono tutto il tempo e se sono in casi rari ingolfati "richiedono integrazioni documentazione", cosi' non pagano penali di per se gia' piuttosto blande.

    Altra cosa a livello operativo trovano sempre difficolta' anche dove non ci sono, so di elettricisti che per accelerare i tempi "fanno" anche il lavoro del gestore.

    Secondo me il buon gse dovrebbe svolgere in futuro anche il lavoro burocratico e tecnico di preparazione agli allacci e al gestore lasciare solamente la parte operativa di allaccio.
    In effetti i gestori e' vero che gestiscono la rete ma sono anche produttori e si e' capito che hanno interessi opposti e trasversali, e' per questo che rallentano le pratiche, creando un danno macroeconomico a livello di sistema Paese. Quanti impianti sono finiti ma non si riescono ad allacciare? Nel globale crea un problema di mancata produttivita' e danni economici molto pesanti, chi paga?

    Ciao
    1° 20 Kwp trinasolar, 3 sma 7000tl, tilt 25°, azimut 15° (in TOP 10 su oltre 9400 impianti europei)
    2° 10 Kwp qixin solar, sma 12000tl, tilt 20°, azimut -105° e -15°
    prov. viterbo
    -----> noi amiamo il sole 365 giorni all'anno <-----


 
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