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  1. #1
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    Predefinito Tecnico Abilitato per pratica GSE - requisiti

    A proposito della firma del progetto e della scheda tecnica di impianto sia la delibera AEEG 40/06 e la n. 90/07 prescrivono che il progetto deve essere firmato da "un tecnico abilitato oppure da un professionista iscritto agli albi professionali"

    Esiste una figura di "tecnico abilitato" alla installazione ai sensi del DM 37/08 ma non riesco a trovare documenti che dicano che lo stesso tecnico sia abilitato alla progettazione, o meglio in alcuni documenti è scritto che un responsabile tecnico può firmare progetti fino a 6kW di potenza impegnata.

    Qualcuno può darmi qualche riferimento normativo o documentazione che dica esplicitamente che un responsabile tecnico abilitato alla lettera A del DM37/08
    possa sottoscrivere il progetto e la scheda tecnica finale di progetto ?

    La camera di commercio dice che secondo loro non ci sono dubbi che ci siano i requisiti professionali anche se non c'è un'iscrizione ad un albo specifico (ovvero ing. o periti)

    grazie mille

    nicky

  2. #2
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    L'italia Terra di pizza, spaghetti, mandolino e leggi alla libera interpretazione...

    Anch'io mi ero posto lo stesso quesito, un documento CHIARO che detta le regole di chi deve fare cosa non esiste.
    La definizione di "progetto" e "tecnico abilitato" sulla 37/08 vale anche per il responsabile tecnico dell'azienda di installazione per impianti di sua competenza.
    La libera interpretazione del 3° conto CE sembrerebbe che a differenza del 2° non esisterebbe più la voce "Professionista iscritto ad un Albo (Ing. o Per.Ind.)" ma "tecnico abilitato" e quindi il responsabile tecnico abbia la possibilità di firmare il progetto e scheda tecnica di impianto.
    E quì si pone il problema....ma se in caso di controllo dell'impianto, il funzionario del GSE interpreta che per lui era necessario che il modulo fosse firmato da un professionista per cui essendo nulla la dichiarazione invalida il CE con l'obbligo della restituzione del percepito?
    In caso di ricorsi ricordate sempre che il GSE con i suoi avvocati può tranquillamente affrontare i 3 livelli della giustizia italiana uscendone praticamente indenne...un semplice privato potrebbe affrontare tali spese?

    A questo punto vale la pena rischiare??

  3. #3
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    grazie per la risposta,

    la delibera 40 06 della AEEG a cui fa riferimento esplicitamente la scheda tecnica anche per il secondo decreto, dice espressamente quanto segue:

    DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA PRESENTE DOMANDA
    Alla presente domanda viene allegata, pena la non ammissione alle “tariffe incentivanti”
    previste dal DM 28 luglio 2005, la seguente documentazione:
    a) progetto preliminare dell’impianto fotovoltaico, inclusivo della scheda tecnica di cui
    all’articolo 7, comma 2 del DM 28 luglio 2005 [utilizzare per la scheda il modello
    riportato nell’Allegato A1], firmato da un tecnico abilitato o da un professionista
    iscritto agli albi professionali e redatto tenendo conto di quanto previsto dalla norma
    CEI 0-2 richiamata nell’Allegato 1 al DM 28 luglio 2005. Qualora il soggetto
    responsabile abbia richiesto di usufruire del beneficio aggiuntivo relativo ad
    impianti integrati in edifici di nuova costruzione ovvero in edifici esistenti oggetto
    di ristrutturazione, il progetto preliminare dovrà contenere elaborati grafici di
    dettaglio dell’integrazione.

    Quindi il problema è l'interpretazione di chi abbia i requisiti per essere "tecnico abilitato" e il link con il decreto DM 37/08.

    La camera di commercio rifacendosi al DM 37/08 dice che non serve iscrizione all'albo per firmare progetti per potenza impegnata inferiore ai 6kW.

    Possibile che il GSE possa avere una valutazione differente ?

  4. #4
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    Ma il succo è che si cerca di fare a meno di un ingegnere per evitare delle spese o perchè si può veramente farne a meno?
    Ciao Fabio

  5. #5
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    No il succo non è questo, ma non è possibile che su una cosa così delicata si lasci spazio all'interpretazione.

  6. #6
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    Confermo a seguito di varie analisi che un tecnico abilitato ai sensi del decreto 37/08 risulta avere i requisiti professionali per firmare la scheda tecnica finale di impianto (fermo restando i limiti imposti dalla stessa DM 37/08, quindi sto parlando di impianti di piccola taglia).

  7. #7
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    Buongiorno a tutti. Sono un nuovo iscritto. Anch'io ho combattuto parecchio con leggi, decreti, ecc. che disciplinano il settore, alla ricerca di una chiara definizione di "tecnico abilitato".
    Premettendo il fatto che non riesco ad avere risposte dal GSE (sia via e-mail che via telefono), sono arrivato alla seguente conclusione:
    1- Enel, nella "Guida per le connessioni alla rete elettrica di Enel Distribuzione", ed. 2.1 del dicembre 2010, al punto I.2.5 ELENCO DOCUMENTAZIONE, chiede che le dichiarazioni siano firmate da professionista o dal responsabile tecnico di una impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/08.
    2- Lo stesso decreto Romani (D. Lgs. 28/2011), all'art. 15 cita il D.M. 37/08
    3- Nella "guida al terzo conto energia" del GSE, ed. gennaio 2011, al punto 8.2 "Documenti per la richiesta dell'incentivo", parla di "progettista abilitato" (non cita l'iscrizione all'albo).
    Alla luce di questi elementi, a mio parere la documentazione da inviare a GSE può essere redatta e sottoscritta anche dal responsabile tecnico di una impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/08, ovviamente per impianti con P<6kW.

  8. #8
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    Predefinito Requisiti tecnico abilitato

    Buongiorno.
    Qualcuno ha informazioni precise su chi può firmare questa benedetta scheda di impianto?
    Nelle ultime regole applicative del GSE, al capitolo 4.2 punto 2 si richiede che la scheda tecnica finale di impianto sia firmata da professionista o tecnico iscritto all'albo". Nelle stesse regole applicative, così come nella AEEG 90/07 (alla quale fanno riferimento), in fondo all'allegato A2 c'è la dichiarazione del tecnico responsabile della documentazione finale di progetto: qui il tecnico dichiara di avere i requisiti e le competenze stabilite dalla legislazione vigente.
    In conclusione: da quanto visto, sembra che per impianti <6KW, il tecnico responsabile di una ditta con riconoscimento let. A della CCIAA possa firmare la scheda
    Sono molto interessato ai vostri pareri/esperienze

    Saluti

  9. #9
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    Buongiorno,

    io posso dare la mia esperienza personale, era relativa però al secondo conto energia e impianto di 6kW.
    Una pratica era stata sospesa per difformità del timbro, inizialmente pensavamo si trattasse del discorso requisiti
    poichè la scheda era stata firmata dal responsabile tecnico della ditta che però non è iscritto all'albo ma possiede
    comunque i requisiti professionali come visibile dalla visura camerale.
    Abbiamo corretto il timbro mettendo nome cognome, responsabile tecnico abilitato ai sensi della DM 37/08 e rimandato
    la scheda ed è passata.

    Ora non so come funziona nel caso del 3o 4 4o conto energia, in effetti hanno cambiato alcune diciture.. e comunque
    da quel momento in poi sto firmando io le schede degli impianti visto che sono iscritto all'albo ingegneri e quindi evito a priori il problema.

    nicky

  10. #10
    Pietra Miliare
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    Pratica IV CE: io ho fatto firmare la scheda tecnica dell'impianto al progettista indicando nella stessa me come referente tecnico per la pratica al GSE.

    P.S: Io sono ingegnere iscritto alla Sezione A quindi avrei potuto firmare la scheda tecnica tranquillamente ma quando si tratta di responsabilità è meglio che ognuno se ne assuma la rispettiva quota.

  11. #11
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    Intanto vi ringrazio per le risposte. Oggi pomeriggio ho chiamato il numero verde di GSE ma non hanno saputo rispondere. Prima del D.M. 37/08 esisteva l'albo degli installatori per cui, chi veniva abilitato alle varie lettere, veniva anche iscritto all'albo. Poi l'albo è stato abolito dal citato D.M. Bisogna anche rilevare che Enel accetta lo schema firmato da un responsabile tecnico (anche non iscritto all'albo) e lo stesso decreto Romani cita, a proposito della qualificazione degli installatori sempre il D.M. 37/08.
    Tutto lascia pensare che sia possibile firmare la famosa scheda tecnica finale di impianto anche a un responsabile tecnico con i requisiti riconosciuti dalla CCIAA.
    Purtroppo non so come fare per avere una informazione certa dal GSE.

  12. #12
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    Nel tuo caso chi è il progettista?

  13. #13
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    Buonasera Sischo. Sono io stesso il progettista. Sono iscritto alla CCIAA e abilitato alle lett. A e B ai sensi del D.M. 37/08. L'art. 5 del decreto dice che il progetto di un impianto deve sempre essere redatto da professionista iscritto all'albo nei casi specificati al comma 2 (tra cui p>6KW). Negli altri casi il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico (cioè da me stesso per la mia impresa)

  14. #14
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    Dimenticavo di aggiungere che l'impianto in oggetto è un 3KW.

  15. #15
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    Io per evitare problemi futuri la farei firmare ad un ingegnere iscritto all'albo. Sai, non si sa mai.

    Ad ogni modo attendi anche cosigli di altri utenti.

  16. #16
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    Sono un elettricista,abilitato dalla 37/08 lettera A, già inviato e accettato 2 prog. dal GSE (uno nuovo ancora in elaborazione) e 2 prima del gennaio 2008, perchè anche la 46/90 diceva che il progetto doveva essere firmato dall'ing. oltre i limiti dimensionali,quindi dopo alcune discussioni (solo con enel) mi furono accettati anche quelli.

  17. #17
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    Grazie Clemente. Se può essere utile a confermare ulteriormente la mia tesi (che per impianti <6KW può firmare anche un tecnico abilitato ai sensi del D.M. 37/08) ho visto che la DK5940 - Criteri di allacciamento di impianti di produzione alla rete bt di Enel distribuzione - al cap. 10.1 "Documentazione da presentare alla domanda di allacciamento", a proposito del progetto si parla di tecnico abilitato, quindi non necessariamente iscritto all'albo. Nella stessa DK5940, al capitolo successivo, si cita espressamente la legge 46/90 (nota: la DK5940 è del 2007) a proposito dei requisiti per la dichiarazione di conformità dell'impianto.
    Tutto quindi lascia pensare che il progetto per impianti <6KW possa essere firmato anche da un tecnico abilitato ai sensi del D.M. 37/08. D'altronde, lo stesso GSE, tra la documentazione richiesta, cita una relazione generale sul progetto e sull'impianto ma per potenze superiori a 6KW. Questo livello di potenza verrà pur fuori da qualche normativa! (vedi 37/08)

  18. #18
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    Per me l'interpretazione è questa: Tecnico Abilitato= abilitato all'esercizio della professione... vale a dire Ingegnere settore Industriale (dpr 328/01 in quanto trattasi di impianti di produzione di energia) per tutte le taglie; o abilitato ai sensi del 37/08 per taglie fino a 6kW (ovviamente potendo redigere solo per la propria azienda installatrice).

  19. #19
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    Buongiorno Myung. Anch'io sono d'accordo con la sua interpretazione e pensa che sia, ragionevolmente, corretta. Peccato che non sia scritto da nessuna parte e che quando si chiedono spiegazioni al numero verde del GSE, cadano dalle nuvole.
    Le stesse recenti "Regole applicative del D.M. 5 maggio 2011", non fanno assolutamente chiarezza in merito al problema.
    D'altronde, per scrivere delle norme, bisogna avere parecchia competenza in materia. Purtroppo, non sempre è così

  20. #20
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    Diciamo che, purtroppo, è un pò il sistema "italia" che non è chiaro. Molte volte (anche in altri ambiti) quando viene richiesta la firma di un tecnico abilitato, si sottointende "...che operi nell'ambito delle proprie competenze" (di cui al dpr). In realtà è anche vera un'altra cosa, se proprio bisogna obiettare: tecnico abilitato è anche una persona che ha superato relativo esame di abilitazione all'esercizio della professione (vuoi per Ing. sett. Ind vuoi per periti ind.) e tuttavia, verosimilmente, potrebbe non essere iscritto al relativo ordine o collegio professionale... cioè ha fatto l'esame ma non si è iscritto (e ovviamente non ha il timbro). Tutto questo è italia.

  21. #21
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    Quote Originariamente inviata da Myung Visualizza il messaggio
    ... tecnico abilitato è anche una persona che ha superato relativo esame di abilitazione all'esercizio della professione (vuoi per Ing. sett. Ind vuoi per periti ind.) e tuttavia, verosimilmente, potrebbe non essere iscritto al relativo ordine o collegio professionale... cioè ha fatto l'esame ma non si è iscritto (e ovviamente non ha il timbro). Tutto questo è italia.
    Qui non è un problema dell'Italia... Se è richiesta una documentazione timbrata e firmata, come si può pretendere di farla firmare da uno che non è iscritto all'albo? Allora l'albo non avrebbe più nessun valore... Se non sbaglio per fare il medico, anche se dipendente (in Ospedale) si deve essere iscritti all'Ordine, se no deve fare un altro mestiere. E allora perchè qui le cose debbono andare diversamente? Per far fare la figura del pirla a chi si è preso il disturbo di iscriversi all'Albo e di pagare la quota annua, mentre se ne poteva fare a meno??

  22. #22
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    e allora perchè scrivono: "tecnico abilitato o professionista iscritto all'ordine"? (e parlo da iscritto con 2 lauree in ingegneria e un master)

  23. #23
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    Non so perchè scrivono così, ma soprattutto non so (da iscritto all'Ordine con una laurea in Ingegneria, un master e decenni di attività alle spalle), a questo punto chi me lo fa fare di restare iscritto all'Albo se basta essere abilitati (lo sono dal 1974) ed evitare ulteriori spese e fastidi.

  24. #24
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    Ma infatti un'altra idiozia (sempre italiana) è che, con l'attuale dpr 328/01, un ing. elettronico che voglia iscriversi all'ordine ricadrà nel settore C (informazione) e non sarà abilitato alla progettazione di impianti di produzione dell'energia (anche elettrica es. FV) ... ho infatti colleghi con specialistica in elettronica (e diploma di perito ind.le) che avendo avuto questa sorpresa solo al termine delgi studi, stanno facendo l'esame di abilitazione per periti ed iscriversi a relativo collegio (al fine di poter lavorare nel settore della progettazione di impianti di produzione e distribuzione dell'energia... cosa che invece è consentita ai chimici, gestionali e agli altri industriali). Non capisco perchè, per mere questioni anagrafiche, ci debbano essere delle distinzioni relative alla possibilità di inserimento nei tre settori.

  25. #25
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    Perchè la normativa in materia è stata concepita da personaggi che fanno solo politica, e non sanno nulla del lavoro produttivo.


 
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