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Discussione: Onlus conto energia

  1. #26
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    mi pare di averti gia risposto nel post 5..lo puo fare, ma valutando le ricadute fiscali..
    Occorre che l'amministratore ritenga verosimilmente che possa essere parte dell'attivita istituzionale o almeno "connessa per natura"..cioè ad esempio preparare una delibera di consiglio dove si evidenzia che il costo energetico diventa importante, tale da minare la solidita della struttura e mettere in pericolo la funzionalita della ONLUS,e che fra le varie operazioni (nomina di un consulente energetico, cambio lampade basso consumo, valutazione di cogeneratore)..si prende in considerazione anche il FV in parziale sostituzione del fornitore attuale..quindi NECESSARIAMENTE in SSP, rimarcando una altissima % di autoconsumo, che per una struttura del genere è certo posibile, penso addirittura al 100% se impianto non troppo grande ..
    Bisogna dimostarre che la produzione è strutturalmnete funzionale (e non ci sono porblemi se si fa sul tetto dell astruttura e in SSP), che i PROVENTI sono necesasri al sostentamento della ONLUS, che l'attività è legata all'attivita istituzionale (ad esempio legare funzionalmente ed economicamente l'impianto ad un sistema di aria condizionata in un repato dove manca..oppure a pompe nuov eper una piscina di riabilitazione, etc).
    Ad esempio di potrebbe per sicurezza (se GSE lo permette) rinunciare al contributo SSP (non fare proprio la convenzione)...come pure valutarte di stare sotto 20 kw (non è che sia una gran garaznia visto che è fatto dentro un'attivita che comunque è di impresa..ma in caso di controversia col fisco sarebbe almneo un argomento, cercare di stare nel 9.1 e non nel 9.3 della circolare, come invece in realta sarebbe..)
    Se infatti il Fisco dovesse rigettare questa interpretazione (attivita connessa) in un controllo, c'è a rischio il riconoscimento di ONLUS alla struttura e gli amministratori ne rispondono..perche le Onlus NON possono fare attivita commerciali fuori da questi paletti.
    Comunque poi il ricavo delle attivita "connesse" in totale non deve superare il 66% dei costi generali della ONLUS..da vedere se ne hanno gia altri..

    Questo vale anche per NICO ..ed è quello che dicevo nel post 5 in modo sintetico
    Poi si potrebbe obiettare che tale attivita commerciale sia o meno MARGINALE per la ONLUS..col rischio di perdere tale STATUS..questo rischio per me è reale per le ONLUS-ass. volontariato meno per le ONLUS-coperative sociali
    .
    Ultima modifica di marcober; 27-09-2011 a 17:27
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  2. #27
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    Grazie Marcober per l'esauriente spiegazione. Parlerò con l'amministratore .. ma conoscendolo ho dei dubbi sulla possibilità di montare l'impianto.
    Ciao

  3. #28
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    se hanno un minimo di motivazione, costa poco fare un interpello all AdE..se danno ok, si è piu che tranquilli..e potretsi usare la risposta per gli altri casi analoghi..le case di riposo in fondo sono ideali perche consumano tutti i giorni e soprattutto di giorno..di potrebbe facilmnete arrivare al 100% di autoconsumo e massimizzare la resa..e poi meglio che i contributi vadano ad una ONLUS piuttosto che ad altri..marco
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  4. #29
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    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    ..le case di riposo in fondo sono ideali perche consumano tutti i giorni e soprattutto di giorno..di potrebbe facilmnete arrivare al 100% di autoconsumo e massimizzare la resa..e poi meglio che i contributi vadano ad una ONLUS piuttosto che ad altri..marco
    Marco da quello che hai scritto mi dai l'idea che sei abbastanza esperto su questo tema e che la situazione della mia casa di riposo sia un po' anomala.
    I punti fermi sono che è un impianto da 20 KWp che produrrà circa 25000 kWh /anno e attualmente ha consumi nettamente superiori per cui prevedo alte quote di autoconsumo ma è impossibile arrivare al 100% istantaneo: ci arriva ma in tempi differenti per cui è indispensabile lo SSP.
    Ti confermo che ha PIva ma non è iscritta in CamCom (lo so per certo perchè ho verificato quando mi serviva il certificato antimafia) e non recuperano l'Iva pagata sui costi.

    A livello fiscale il GSE (si lo so la valenza che può avere il call center) mi ha suggerito di trattarlo come ente non commerciale, poi nel caso si regolarizza , cioè non andare a creare problemi adesso...
    Ciao Nico

  5. #30
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    Il GSe risponde per quanto di sua competenza..e in questo caso in modo errato..nel senso che come ho gia detto, le ONLUS nn sono una FORMA di organizzazione , cioè una TIPOLOGIA di SOGGETTO..quindi metterai Ente non commercile se lo sono..Coperativa se lo sono..etc..

    Questo non ha nulla a che vedere sulle conseguenze fiscali che possono ricadere sulle ONLUS nel caso facciano un impianto..queste le deve valutare l'amministratore della Onlus in base alle valutazioni che dicevo prima..in questo caso il fatto che se si resti sotto 20 kw "aiuta" di certo in caso di contenzioso con AdE..ma non da ALCUNA SICUREZZA..in quanto è assai probabile che l'attivita "casa riposo" sia gia considerata attivita d'impresa (e non vedo come possa essere altrimenti e poi il fatto di avere P IVA è indicativo..) e quindi anche 1 kw di impinato gestito all'interno di una attivita di impresa produce anche lui reddito di Impresa..aprendo il problema di "compatibilità" di attivita non istituzionali o "connesse per natura" che sono VIETATE pe rle ONLUS.
    relativamente al consumo..s ela struttura è media, con cucina integrata, aria condizionata, piscina riabilitazione..la vedo dura scendere sotto i 20 kw diurni, piuttosto che mettano una PDC che fa la sanitaria inaiuto al metano, che parte se c'pè eccesso di produzione..io per condizionare 300 metri di casa ho macchine per 6 kw..non consigliavo ovvimente di fare RID (che sarebe peggio, denoterebbe una volonta di vendere tutta l'energia quindi di certo un'attivita o autonomia reddituale VIETATA)..dicevo , se possibile, di rinubciare allo SSP, per far vedere che si punta all'autoconsumo al 100%, non si vende nulla e quindi non si ha autonomia reddituale ma solo un "risparmio "su un acqusito necesasrio..alla fine se autoconsumo il 99%, sono 2 spicci...

    Il fatto che non siano iscritti a CCIAA è dibattuto..se l'attivita esercitat è di impresa ed è prevalente..a mio parere la CCIA non potrebe negare iscrizione..tuttavia l'iscrizione o meno non ha ALCUNA ricaduta sulla normativa FISCALE della ONLUS..le normative fiscali ONLUS come gia detto sono un aggettivo che vanno applicate ad un panorama ampio di Soggetti che possono/non possono essere ONLUS..
    le uniche ricadute sono di tipo CIVILISTICO..di opponibilita ai terzi..di fallimento, etc..cose non colegate al discorso fattibilita del FV..Marco
    Ultima modifica di marcober; 28-09-2011 a 11:48
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  6. #31
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    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
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    Questo non ha nulla a che vedere sulle conseguenze fiscali che possono ricadere sulle ONLUS nel caso facciano un impianto..queste le deve valutare l'amministratore della Onlus in base alle valutazioni che dicevo prima..in questo caso il fatto che se si resti sotto 20 kw "aiuta" di certo in caso di contenzioso con AdE..ma non da ALCUNA SICUREZZA..in quanto è assai probabile che l'attivita "casa riposo" sia gia considerata attivita d'impresa (e non vedo come possa essere altrimenti e poi il fatto di avere P IVA è indicativo..) e quindi anche 1 kw di impinato gestito all'interno di una attivita di impresa produce anche lui reddito di Impresa..aprendo il problema di "compatibilità" di attivita non istituzionali o "connesse per natura" che sono VIETATE pe rle ONLUS.
    Condivido la logica del tuo ragionamento.
    Considerato che l'amministratore della Onlus (che è anche il parroco) e oltre chè cliente è anche e soprattutto amico, cosa devo consigliargli? Devo avvisare il loro commercialista che in bilancio metta anche gli introiti (incentivo e ristoro energia) del GSE?
    Poi ci sarebbe (forse) il problema che l'applicazione GSE nella pratica GSE FTV-SR di default ha considerato il SR senza PIva essendo ente non commerciale, ma forse questo come dici non interferisce con il rapporto con l'AdE...

    Non so cosa mi suggerisci di fare? Grazie Nico

  7. #32
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    Mi par di capire che impianto è gia fatto..per cui ormai l'unica cosa da fare, piuttosto che cercar di capire ex-ante se compatibile con attivita della ONLUS..occore capire come gestire un eventuale contestazione dell'Ag.dele entrate .
    Ormai l'interprello è inutile, anzi sarebbe un'auto-denuncia..

    Col parroco (e magari ci sarà un consiglio di amministrazione? magari c'è qualcuno che ha esperienza amministrative? e comunque coinvolgi di certo il commercilista che vi segue..che anzi andrebbe coinvolto sempre prima, maio dopo..) dovete capire come costruire l'operazione (a livello di documentazione, come ad esempio delibere di consiglio) in modo che sembri un'attività "connessa per natura", le uniche che le Onlus possono fare oltre a quella istituzionale..

    Per il GSe..non conosco affato l'applicativo GSe..ma un Ente ecclesiastico è certamente un Ente privato non commerciale, con personalita giuridica (se riconosciuto dal diritto canonico e la parrocchia lo è) che qualora esercita un'attività commerciale apre P IVA e poi (se l'attività è di un certo tipo) chiede il REGIME ONLUS, cje lo esenta da IRES IRAP e ritenuta 4%..ma non dagli adempimenti IVA (ad esempio).
    Per cui presumo che il GSE se non clicchi su "reddito impresa" non ti chieda P IVA..se lo clicchi, in automatico applica ritenuta 4%..per cui la scelta corretta sarebe (dopo averlo chiesto al GSE) cliccare ENTE NON COMMERCIALE, reddito impresa e accompagnare la richiesta con documentazione che attesti che sia ONLUS (ad esempio iscrizone Agenzia di competenza) e la P IVA, chiedendo di NON applicare ritenuta 4%..
    Marco
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  8. #33
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    Ok ti ringrazio. Approfondirò e ti farò sapere. Ciao Nico

  9. #34
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    si dai..fammi sapere come finsce..e se puoi anche il motivo per cui IVA non si recupera..io penso si recuperi, ma forse se non fatturano con IVA, la devono chiedeer a rimborso..ma pur sempre prima o poi arriva..marco

    MODIFICA mi sono informato e in effetti le Onlus non possono recuperare IVA su acquisti..sono come persone fisiche.

    Poi pensavo..nel caso in cui la gestione FV sia "incompatibile" con al ONLUS, la parrocchia potrebe sempre gestirlo direttamente, come attivita commerciale gravata da tasse..credo basterebe metere un POD in Rtotale e cambaire la registrazione al GSE.. il SR non cambia..si levano un pensiero..
    Ultima modifica di marcober; 28-09-2011 a 16:36
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