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Discussione: Finalmente basta incentivi per i campi a terra.

  1. #126
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    Dish.....................? quando parli di inceneritore..di cosa ....[parli]?

    Ovvio che ho investito come tutti per CONVENIENZA..ma almeno non lo nego..non mi ergo a salvatore della patria..e soprattutto CI PAGO LE TASSE! Tu no...

    Ovvio che parlo di 20 ha..e ti ribadisco che la situazione fiscale è come segue..

    .prendo i tuoi dati 1ha..1 mega..20ha di terreno... In Lomellina, 20 ettari danno 120 ton di Riso Arborio..circa 100.000 euro anno...800 kW di solare (perche 200 sono sempre in franchigia) danno 70.000 euro di vendita energia..oh guarda..è maggiore il primo..che bello..non pago un euro di tasse..che bello il Fv quando è agricolo..

    A Lunedi per la spiegazione..

    Marco
    Ultima modifica di alvisal61; 09-02-2012 a 19:45 Motivo: restiamo calmi
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  2. #127
    Pietra Miliare
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    Non eri tu che decantavi il "teleriscaldamento" che ti davano gli inceneritori?
    Ricerco il 3d e te lo riposto, .............. (io sono astemio, anche se il sangiovese è il miglior vino dell'universo conosciuto.... fino all'infinito ed oltre..).

    Ho letto male la parte "
    2. la produzione di energia fotovoltaica eccedente i primi 200 KW di potenza nominale complessiva, può essere considerata connessa all’attività agricola nel caso sussista uno dei seguenti requisiti:"... mi sa che hai ragione.....buco normativo o strumento di aiuto ai grossi agricoltori....!!!???

    Cmq, 20ha di terra faranno fatica a produrre più di 70.000€ di fatturato (volume d'affari), tranne che con il riso come hai detto tu.
    Quindi risulta più facile "falsare" i bilanci (buon commercialista) per far avere alla attività agricola principale un volume d'affari (che non significa utile e quindi tassabile) superiore alla vendita di energia......!!!!!!!

    Se era per me gli agricoltori potevano fare al massimo 100kWp e solo se proprietari (non affittuari), le banche erano più propense al finanziamento ed evitavamo speculazioni di ogni sorta, ma si sa, le leggi sono pensate da chi "soldi" ne ha per investire, quindi sempre per i soliti noti.

  3. #128
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    Va beh.. visto che almeno hai riletto il documento e inizi a vedere che di agricoltori che pagano tasse sul FV probabilmente non c'è ne uno ..ti dirò dove sbagli quando dici:

    [QUOTE]1MWp produce circa (fatto bene come i miei) 1400 ore utili/a, diciamo per equità 1200. :-)
    Di incentivo (200kWp sono in franchigia) ne abbiamo 800 * 1200 * 0,3 (prezzo 2010) = 288000€, C.E., poi ci sono 800 * 1,108 * 1200 * 0,10 (prezzi 2011) = 106000€ circa di vendita.
    Il reddito imponibile per l'agricoltore di grosse dimensioni diventa 288000+106000 = 394000€[/QUOTE]

    La circolare a pagina 9 , quando parla dei limiti (disgiunti) sotto il quale è esentasse dice:
    "b) il volume d’affari derivante dell’attività agricola (esclusa la produzione di
    energia fotovoltaica) deve essere superiore al volume d’affari della
    produzione di energia fotovoltaica eccedente i 200 KW. Detto volume deve
    essere calcolato senza tenere conto degli incentivi erogati per la produzione
    di energia fotovoltaica;"

    Morale..per capire se si sta facendo un'attività agricola o no, si deve paragonare il FATTURATO AGRICOLO (diciamo i ns 20 ha..più quello che acquistate e mescolate per "migliorare" il prodotto sino al 49% del totale venduto..più le attività connesse da codice civile..) con la VENDITA DI ENERGIA AL NETTO DELL'INCENTIVO..e campa cavallo! Intanto magari (speriamo) una buona fetta l'agricltore la USA e non la vende..altrimenti sarebbe speculatore della peggior specie..altro che industriale, che almeno il 70-90% della sua energia la usa (io circa il 99,5%)..quindi sono a MILLIMETRI ZERO..manco Kilometri.. e se anche non la usa, al prezzo di 70 euro al mega (RID attuale) sono 75.000 euro/anno ..basta che lui fatturi piu di questo ed è a posto..sai che ci vuole..come giustamente dici tu..è carta..

    Se passa questo limite..Incentivo esente..IRAP agricola..

    E se lo passa..AL MASSIMO..si applica Reddito commerciale sulla parte MARGINALE..quindi non sull'esubero dei primi 200 kwp..ma sull'esubero del FATTURATO AGRICOLO..ma come si diceva..il Fatturato agricolo è un concetto che ci perde nelle brume delle campagne invernali..

    MARCO

    PS resto a favore del teleriscaldamento...cioè..considerato che l'incenerimento con recupero di energia è una forma di gestione dei rifiuti e non una forma di produzione di energia (nessuno pensa che produciamo rifiuti apposta per produrre energia)..che possiamo anche non usare se ne abbiamo di migliori per la parte residuale non riciclabile (ma non ne vedo..)... ritengo che ove sia necessario incenerire..sia uno spreco farlo senza sfruttare il calore prodotto, sia per produrre EE che per riscaldare (bassa entalpia).

    Se poi mi chiedi se son favorevole alla differenziata dell'umido..dico si se diretta alla digestione e produzione di biogas da immettere in rete..con sterilizzazione del digestato per uso agricolo..dico no agli impianti di compostaggio, vera e propria truffa e fonte di inquinamento agricolo.

    Sono favorevole a spingere la differenziata ove si crea un flusso di materiali che il mercato richiede e riusa (anche l'umido visto che crea biogas..merce preziosa)..ma sono contrario a differenziare solo per il gusto di differenziare, per poi trovarsi col 50% del raccolto che era, è e sarà sempre un rifiuto da smaltire (salvo incentivare anche quello come il FV aumentando le tasse per la differenziata sui prodotti , che ora il consumatore non vede, ma che sono centinaia di milioni di euro già ora).
    Quindi se non si è certi di poterlo riutilizzare, meglio non differenziarlo e lasciarlo nel flusso che va ad incenerire.
    Probabilmente ne servono MENO di quanti ne abbiamo oggi..ma probabilmente ne servono di MIGLIORI di alcuni di quelli che abbiamo oggi.. e soprattutto vietare di farli usare a chi ha interessi nella filiera agricola, alimentare e dell'imballaggio..perchè la tentazione è sempre forte..

    I Flussi cui faccio riferimento sono:
    - carta patinata
    - carta accoppiata plastica
    - carta verniciata e pesantemente icnhiostrata
    - plastica diversa da flaconi per liquidi in PET e HDPE

    tutto questo oggi comporta uno sforzo costosissimo per la sua raccolta, e poi crea comunque un flusso di materiali destinati all'incenerimento..quindi ala fine emetto più CO2 del'incenerimento diretto..perchè differenziare, raccogliere, vagliare, trasportare crea comunque CO2 (ma senza creare un nuovo materiale utile).
    M dirai..vietiamoli..
    Ma il mercato (noi) li volgiamo..guarda ad esempio agli shoper..sono stati banditi se non riciclabili..quindi la loro qualità è scesa in modo drammatico, a tal punto che sono inutilizzabili per il pattume domestico..morale..i trasformatori di plastica, dopo un momento di sconcerto iniziale e di dure proteste..hanno visto che:
    - i kg trasformati per gli shopper sono diminuiti ma solo LEGGERMENTE..perchè la gran parte delle persone continua ad usare quelli biodegradabili ..
    - sono drasticamente aumentati i kg si sacchetti blu destinati al pattume domestico in sostituzione degli shopper usati prima (che avevano doppia funzione).
    Quindi oggi rispetto a prima si trasforma quasi il doppio dei materiali, poichè il sacchetto biodegradabile finisce (in teoria) nell'umido..in pratica nell'indifferenziata (ma vuoto..perchè già strappato prima di arrivare a casa).
    Poi..siccome lo shopper lo comprava Esselunga e tirava il colo al produttore, poi lo rivendeva ad un prezzo politico perchè era un "servizio"..ora lo stesso produttore continua a vendere lo shopper a Esselunga(ma a prezzo elevato perchè ora è BIO! e qualche cosa gli resta pure in tasca..) ..e in paralelo vende IN Esselunga la borsa per il pattume..se ci fai caso ad un prezzo/kg circa DOPPIO rispetto allo shopper (si però ha i manici per annodarlo..eh capirai..).
    Il consumatore paga... e per chi opera sull'umido non cambia nulla..perchè comunque deve prima passare sulla rompisacchi ed eliminare il sacchetto..perche se lo lascia dentro non può amdare in biodigestione..e comunque non composta in 90 giorni..e quindi lo separa 8e ricrea il rifiuto..penso lo mandi all'inceneritore)

    Cosa voglio dire..che alla praticità non siamo disposti a rinunciare..anche se questo comporta la creazione di un rifiuto..e anche di fronte ad azioni legislative che imporrebbero un comportamento virtuoso..poi la gente si comporta badando al sodo..il sacchetto bio si rompe? lo butto via..dove lo metto il rifiuto? compro un sacchetto adatto.
    Ultima modifica di marcober; 09-02-2012 a 11:20
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  4. #129
    Pietra Miliare
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    Mi scuso per l'o.t.

    Come sai il discorso è molto più ampio. Ci sono nuove opportunità di lavoro nel mondo del riciclo. A Forlì stenta a partire la filiera corta del riciclo, cosa che porterebbe anche un input finanziario non indifferente (e creazione di posti di lavoro), ma ovviamente "la gestione della cosa" in casa del gigante delle multi-utility non è proprio un gioco facile, neanche per i "politically incorrect" che abbondanon dalle mie parti.

    Cmq il fatto che ci sia ancora poca "educazione" sul differenziare e sul come differenziare la dice lunga sul tipo di società che è la nostra ed in cui viviamo.....

    La mia (e quella di altri come me) lotta, è appunto quella di cambiare un modo di "fare" e di "pensare", una trasformazione sociale che parte dal "buon senso" e non dal "economicamente migliore", almeno non nel breve periodo.

    E vedo che piano piano i risultati sono evidenti (anche se sempre in ritardo), sempre più allineati a quello che pensavo e penso sia il buon senso.

    Oggi anche a Forlì si punta alla chiusura degli inceneritori (tra l'altro anche sotto inchiesta per autorizzazioni rilasciate su falsi presupposti, dove comune e provincia si sono fatti parte civile, apoteosi delle apoteosi), alla raccolta differenziata spinta e probabilmente tra qualche anno al mitico "rifiuto 0".

    Spero impediscano alle aziende di produrre ed utilizzafre imballaggi non riciclabili, per legge, che introducano la "tariffa puntuale" (per ovvie ragioni di qeuità), e che si lasci avviare al più presto la fielera corta del riciclaggio, dei biodigestori e perchè no, inserire nel circuito il gas prodotto per il normale riscaldamento che già tutti abbiamo in casa, magari incentivando la sostituzione delle caldaie con quelle a condensazione e l'installazione sul tetto anche del solare termico per legge! Buoni propositi che sono costi iniziali ma che alla lunga sono i veri toccasana del paese, sia a livello ambientale che economico che lavorativo.

    Scusate l'o.t.

  5. #130
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    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    va beh.. Visto che almeno hai riletto il documento e inizi a vedere che di agricoltori che pagano tasse sul fv probabilmente non c'è ne uno ..ti dirò dove sbagli quando dici:
    se non ce n'e' uno e' perche' saremo contadini, ma due conti li sappiamo fare anche noi!!sarei ben lieto comunque se il mio impianto producesse piu' del previsto e sforassi con i paramatri!!le pagherei volentieri le tasse!!

    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    1mwp produce circa (fatto bene come i miei) 1400 ore utili/a, diciamo per equità 1200. :-)
    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    di incentivo (200kwp sono in franchigia) ne abbiamo 800 * 1200 * 0,3 (prezzo 2010) = 288000€, c.e., poi ci sono 800 * 1,108 * 1200 * 0,10 (prezzi 2011) = 106000€ circa di vendita.
    il reddito imponibile per l'agricoltore di grosse dimensioni diventa 288000+106000 = 394000€[/quote]

    la circolare a pagina 9 , quando parla dei limiti (disgiunti) sotto il quale è esentasse dice:
    "b) il volume d’affari derivante dell’attività agricola (esclusa la produzione di
    energia fotovoltaica) deve essere superiore al volume d’affari della
    produzione di energia fotovoltaica eccedente i 200 kw. detto volume deve
    essere calcolato senza tenere conto degli incentivi erogati per la produzione
    di energia fotovoltaica;"

    morale..per capire se si sta facendo un'attività agricola o no, si deve paragonare il fatturato agricolo (diciamo i ns 20 ha..più quello che acquistate e mescolate per "migliorare" il prodotto sino al 49% del totale venduto..più le attività connesse da codice civile..) con la vendita di energia al netto dell'incentivo..e campa cavallo!
    le attivita' connesse non possono essere sommate all'attivita' prettamente agricola.se produco 100 dall'agricoltura e 50 da un' attivita' connessa il riferimento per il fv e' 100.

    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    intanto magari (speriamo) una buona fetta l'agricltore la usa e non la vende..altrimenti sarebbe speculatore della peggior specie..altro che industriale,
    stai parlando di me...ma io non mi sento uno speculatore della peggior specie!!.speculatrici sono le societa' che hanno realizzato impianti enormi su suolo agricolo, anche se loro pagano le tasse ed io no (sei contento che lo ribadisco?)e probabilmente tra i soci di queste societa' ci saranno anche numerosi industriali perche' per operazioni di questo tipo serve il portafoglio pieno (in un modo o nell'altro)...

    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    che almeno il 70-90% della sua energia la usa (io circa il 99,5%)..quindi sono a millimetri zero..manco kilometri..
    ti era piaciuto il mio commento sul km 0, eh?
    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    e se anche non la usa, al prezzo di 70 euro al mega (rid attuale) sono 75.000 euro/anno ..basta che lui fatturi piu di questo ed è a posto..sai che ci vuole..come giustamente dici tu..è carta..
    fermo restando che se si parla di false fatturazioni si parla di un reato, prova tu a tirare fuori 75.000 euro/anno dalla campagna...vedi quanto c'e' da sputare sangue.ma non sarebbe nulla se con 75.000 euro avessi almeno un margine del 30% (la media minima degli industrialotti...),e' che avresti una perdita del 30%....ti converebbe sempre, dirai, ma sai che vita? E poi solo ora visto che tutto e' finito.per questo ritenevo l'opportunita' fv in agricoltura una bella cosa....

    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    se passa questo limite..incentivo esente..irap agricola..

    E se lo passa..al massimo..si applica reddito commerciale sulla parte marginale..quindi non sull'esubero dei primi 200 kwp..ma sull'esubero del fatturato agricolo..ma come si diceva..il fatturato agricolo è un concetto che ci perde nelle brume delle campagne invernali..

    Marco
    Ultima modifica di alvisal61; 09-02-2012 a 19:42 Motivo: citazione troppo lunga (e in oparte inutile o senza commento)

  6. #131
    Pietra Miliare
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    Infatti RIGOSSA, l'FTV in agricoltura doveva essere una risorsa per gli agricoltori o per almeno provare a diventarlo.
    Sono un imprenditore agricolo con solo 3ha di terra, 1ha a lavanda ed il resto a foraggio ed ulivi.
    Non tiro fuori ancora quasi nulla dalla terra (ci vorranno almeno altri 2 anni per lavanda ed olio), tranne il miele delle api che provo ad allevare, ma poca cosa.
    Una marea di investimenti, che senza ftv avrei dovuto chiedere allo stato (imprenditore agricolo sotto i 40 anni, almeno lo ero quando ho cominciato) come fondo perduto oppure tramite le associazioni di categoria finanziamenti, con parte a fondo perduto, se ancora ne esistono oppure alle banche, senza però averne un ritorno economico ma solo un peso.
    Di "contadini" confinante ne ho tanti e quando ho cominciato molti mi hanno detto che ero pazzo, a buttare tutti quei soldi.
    Alcuni hanno tanta di quella terra che non sanno più come coltivare, visto che i figli non faranno mai i contadini e l'età avanza, diventando difficile anche coltivare il grano, che di ulu ne necessita poche.
    Bisognerebbe invece incentivare il rimanere sulla terra ed i nostri politici non hanno capito che il ftv poteva essere una forma di investimento della collettività per il mantenimento della terra ai contadini, tanti e piccoli.
    Bisognava impedire la creazione di parchi fotovoltaici enormi, bastava limitare a 100kWp per ogni proprietario, dando così la possibilità a tutti i contadini (in regione ci sono ancora finanziamenti per l'ftv a terra che andranno solo a chi ha i capannoni) di farsi la piccola rendita che poteva giustificare il rimanere a coltivare la terra a margine 0. Cosa che il nostro piacevolissimo ed ocluatissimo "industialotto" non riuscirà mai a concepire, il margine 0 intendo......
    Ma rimaniamo su tono pacati, siamo persone civili, le parole in Italiano da usare sono molteplici ed anche fantasiose, usiamole.
    :-)

  7. #132
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    Dish..solo per il fatto che coltivi lavanda ..mi sei simpatico!
    Ho passato un paio di estati fantastiche da studente lavorando un un'officina Alfa Romeo di Cavaillon in Porvenza..e li era tutto un campo di lavanda..e di meloni..
    Comunque non esiste un dogma che obbliga a coltivare tutto..anzi..da noi si coltiva anche troppo rispetto ad altri Paesi Europei.

    relativamnete all'obbligo di usare imballaggi riciclabili..di per se lo sono tutti..ma per alcun diventa piu inefficiente riciclarli che rifarli (in termini di uso di risorse)..ad esempio..un paccjetto di patatine in PP METALLIZZZATO ha una barriera tale che permette al prodotto del tuo concorrente olandese di durare 6 mesi..il tutto usando 2 grammi di materia prima..quai nulla..solo che poi riciclarla sarebbe uno sforzo energetico tale da rendere ingiustificato (anche per l'amniente) tale operazione..per cu non si farà mai..e rresta un rifiuto.
    Per cui..o vieti la bambino di magiare lepatatine in spiaggia ad agosto fatte con la patate del contadino dell'anno prima..oppure accetti 2 gr di PP METALLIZZATO per conservarle e trasportarle..e la miglior fine per quel PP è una caldaia..
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  8. #133
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    Bella questa discussione!Da una modifica di una legge si sta sparando a zero sull'agricoltura. Non vi va giu che gli agricoltori non paghino le tasse sul ftv? Ho la soluzione: diventate agricoltori anche voi così poter sfruttare tutte le agevolazione della lobby agricoltura.Ci sono tanTissimi terreni in vendita anche a basso costo! così potrete vivere di tutte le agevolazioni che l'agricoltura ha!20 ettari a mais vi fabbro guadagnare 100000€ ogni anno, cosa aspettate! Ma fatemi il piacere per favore, se non sapete di cosa parlate fatemi la cortesia di stare zitti!Spero solo che le cose continuino su questa strada: avete visto quanti giovani lavorano in agricoltura? Tra un Po quando il settore sarà definitivamente morto e mangerete cibo che proviene da chissà dove forse ci si renderà conto che la lobi agricoltura non esisteva come si cpv. leva fare credere.Buon proseguimento.
    LA RIGOSSA e mietto piace questo messaggio

  9. #134
    Pietra Miliare
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    Personalmente direi che questo non è lo spirito giusto di un forum: se fossi stato un moderatore vi avrei bannato

  10. #135
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    MA infatti così succede..vedi anche in questo forum quante discussionoi se si debba essere agricoltori professionali..coltivatori diretti..o basta essere agricoltori da "codice civile" ..per appofittarsi di questo sconto fiscale.. facendosi il bravo impiantino da 200 kw in esenzione..quando l'attività agricolla è ridicola..
    E voi volete farl apassare per vera agricoltura? Ridicolo! quanto sostenere che l'elettrone è un prodotto agricolo..se cosi fosse lo sarebbe anche quello eolico, idrico, etc..perchè dovrebero esssere esclusi? mistero..

    Marco
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  11. #136
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    Rigossa,
    ti prego non riportare citazioni lunghissime ed illegibili (oltre che complete). Altrimenti da regolamento le dovremo cancellare. E poi, evitiamo il tono urlato (maiuscoli e grassetti). Stiamo solo discutendo, non è una guerra.

    Dish e Marco
    Questo vale anche per qualche riferimenti ad "industrialotti", più o meno capaci di prestazioni fisiche, e "contadini", più o meno sobri, cerchiamo di conservare il rispetto. alcuni passaggi sono al limite dell'offesa personale.

  12. #137
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    Quote Originariamente inviata da sischo Visualizza il messaggio
    Personalmente direi che questo non è lo spirito giusto di un forum
    magari bannare è eccessivo, non ti pare?

    Comunque concordo. Non è lo spirito giusto per un forum. cerchiamo di contare fino a dieci prima di scrivere certe frasi, la prossima volta le cancello.

  13. #138
    Pietra Miliare
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    Dai, scherzavo un pò per stemperare gli animi

  14. #139
    Pietra Miliare
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    Io ho sempre pieno rispetto per marcober, anche quando lo appello come "industrialotto", questo perchè ormai negli anni ho capito che di solito non sbaglia e la sa lunga. Lui lo sa benissimo che non volevo e non lo ho offeso, tant'è che si era autodefinito "il tuo industrialotto preferito", ed io qualche faccina sorridente l'ho sempre messa.
    Cmq, la divagazione sul tema è a volte dovuta, anche perché ci sono realtà e realtà, ma questa cosa di togliere il poco pane per alcuni agricoltori (la maggior parte ormai) mi sembra solo la chiusura della stalla dopo che sono scappati i buoi, discorso trito e ritrito già usato per il salva alcoa, ecc, ecc. Possibile che si debba sempre essere in ritardo e mai in anticipo? Paese strano, ma che adoro cmq.
    E per questo coltivo la terra e provo ad essere una persona migliore, peccato che altri pseudo giovani come me non potranno provarlo se non con enormi sacrifici che difficilmente una persona sensata si presta ad affrontare. Chi è agricoltore sa di cosa parlo!
    Spero che qualche "industrialotto" (che rimane il mio preferito) possa capire meglio il settore di cui si parla, magari conoscendo di persona qualche contadino, approfittando del km 0 ed andando a fare la spesa direttamente da qualcuno di questi per valutare la situazione di persona. Forza "imprenditori agricoli", forse questa legge verrà cambiata, magari migliorata, speriamo!

  15. #140
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    Dish..lo conosco abbastanza bene il tuo mondo..perchè i miei nonni erano entrambi agricoltori...sia paterno che materno.. e alcuni loro figli hanno continuato la tradizione. Anche mio padre è cresciuto sul cingolo Orsi.. e insieme abbiamo anche provato a fare gli allevatori..producevamo uova con allevamento a terra..polli a terra..vitelli non punturati...i vitelli erano francesi...limousine (maschi..le vacche le tenevano loro)..40 kg all'arrivo..arrivavano spesso di notte e facevo io il peso..
    Eravamo troppo in anticipo..e il mecato pagava il prezzo dell'uovo in gabbia, il pollo in batteria e il vitello punturato..che faceva 40 kg in piu in 6 mesi ...abbiamo smesso..ma non ci è mai sfiorata l'idea che siccome avevamo un'azienda agricola..allora qualcuno doveva garantirci di chiudere almeno a zero... così come non abbaimo mai pensato di punturare..
    Ma proprio perch lo conosco ababstanza il tuo mondo..ti dico che il FV non è un'aiuto..ma una rovina. Inatnto è "capital intensive", quando invece servirebbe un aiuto "labour intensive"..perche se investi 200mila euro nel solare non fai lavorare nessuno..se lo investi in un'attività relamnete agricola, devi assumere, magari giovani, spiegare e insegnare un mestiere..etc.
    Poi non hai legami col territorio e con la sua tradizione..che senso ha levare viti e ulivi per mettere FV? e anche dobe non ci sono..comunque non è che fanno parte della tradiizone contadina locale.
    Ma soprattutto non hanno alcun impatto con la manutenzione e gestione del territorio..anzi..se l'hanno è negativo..almeno in collina..

    Io preferisco allora il biometano (meglio s eimmesso in rete)...la coltivazione della biomassa e la sua valorizzazione energetica( meglio se totalmente termica e in service presso utenti residenziali-industria-terziario)..al limite un incentivo alla semlplice cattura della CO2 in biomassa.. tutte attività ad alta intensita di lavoro (agricoltori sui trattori e non sull'inverter)...legate alla vera tradizone agricola (che mi pare sia quella di far germogliare un seme o far nascere un animale)...e positivamente impattanti con la difesa e la cura del territorio... che secondo me rimane l'unica vera ragione per cui ci serve un'agricoltura e per cui sono disposto a capire un esenzione fiscale.
    Insomma..piu boschi e meno pannelli..
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  16. #141
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    Buongiorno a tutti,
    ........... e vissero tutti felici e contenti !
    Avendo anch'io i nonni paterni e materni di estrazione contadina "sposo" la posizione di Marco.
    Solo mio papa' ha infranto la regola che vedeva i figli portare avanti le aziende agricole di famiglia ma di quel mondo e di quei tempi (ho quasi 55 anni) ho ricordi ed immagini bellissime e se penso ai bimbi di oggi (alcuni di loro pensano che le pere e le mele crescano nelle cassette .......) che vivono "nell'ignoranza" sono molto preoccupato.
    Il nostro futuro deve ripartire dall'agricoltura e nn da altri settori, nn dalla finanza creativa ma dal lavoro e dal sudore, quindi :
    "piu' boschi e meno pannelli".
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.

  17. #142
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    [QUOTE=alvisal61;119294109]Rigossa,
    ti prego non riportare citazioni lunghissime ed illegibili (oltre che complete). Altrimenti da regolamento le dovremo cancellare. E poi, evitiamo il tono urlato (maiuscoli e grassetti). Stiamo solo discutendo, non è una guerra.

    Chiedo ufficialmente scusa, ma non era assolutamente mia intenzione lasciare intendere che volessi usare un tono urlato...ho usato il maiuscolo e grassetto solo per evidenziare le mie risposte...non sono tanto pratico... idem per la lunghezza del testo....scusate ancora...non succederà piu'...

  18. #143
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    io rispetto le vostre posizioni e inclinazioni affettive, così ben espresse da marco e dish. anche io provo ad essere una persona migliore anche senza coltivare la terra. al massimo io coltivo la mente.
    del resto le mie tradizioni contadine sono alquanto più remote (devo risalire ai bisnonni di un solo ramo, paterno. E anche in quel caso più che contadino era un abbiente proprietario terriero siciliano), quindi mio padre ricorda le vigne, la vinificazione etc. ma io ricordo solo Milano e Roma (peraltro anche i rispettivi centri).
    non credo che questa sia una colpa, o che faccia di me una persona meno completa. Sinceramente sarei per dare pari dignità anche alla cultura urbana della quale, peraltro, l'Italia è da millenni uno dei centri più raffinati.

    dunque, dal mio (ovviamente limitato) punto di vista sono alquanto perplesso con affermazioni (che capisco sul piano emotivo ma meno su quello intellettuale) come quella di carlo (ripartire dall'etica del lavoro mi vede completamente d'accordo; dal sudore fisico, meno) di cui ovviamente "leggo" i riferimenti biblici (ma anche su questo ho delle riserve mentre condivido "la chiusa" del pezzo di marco. Difesa e cura del territorio sono gli unici termini nei quali si può moralmente, e operativamente, giustificare il sacrificio che chiediamo ai contadini africani e indiani con la nostra concorrenza sleale (da loro molte volte accusata). Ma non bisogna esagerare. E immaginare il fotovoltaico nei campi come "cavallo di troia" per rendere possibile vendere sottoprezzo i propri prodotti è alquanto problematico.

    Poi, voi lo sapete, io non sono contrario affatto al fotovoltaico nei terreni non specializzati (ovvero in quelli non residenziali, industriali o commerciali) ma con le dovute regole e garanzie. Purtroppo la nostra cultura amministrativa inclina più verso la proibizione generalizzata di comportamenti problematici che non verso una più complessa ed impegnativa attività di valutazione caso per caso e di controllo. ma questo è un discorso lungo (ci avevo fatto la mia tesi di dottorato di ricerca).

  19. #144
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    Come era prevedibile, l’articolo 65 del decreto Liberalizzazioni emanato dal governo Monti sarà modificato. Sembrano salvi, quindi, gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 1 MW che erano rimasti fuori dagli incentivi per appena 40 giorni e, allo stesso tempo, si farà chiarezza sulle serre fotovoltaiche per evitare la speculazione.Le novità emergono dal parere espresso dalla XIII commissione Ambiente e Territorio del Senato sul decreto Liberalizzazioni, pubblicato al termine della seduta dell’otto febbraio alla quale ha partecipato anche il Ministero dell’Ambiente. Numerosi gli appunti fatti dai membri della commissione Ambiente. Riguardo all’incremento degli incentivi per il fotovoltaico su serra, parificati a quelli previsti per i pannelli sui tetti, la commissione precisa:

    Nell’intento di impedire che la produzione di energia fotovoltaica sottragga terreno alle produzioni agricole e di evitare la sostanziale elusione della stessa disposizione, occorre statuire il vincolo della permanenza della produzione agricola all’interno delle serre su cui vengono installati gli impianti

    Le serre, cioè, devono continuare a produrre cibo e non sacrificare la produzione agricola a quella energetica. E’ la stessa preoccupazione avanzata da molti, Legambiente compresa, perché le attuali regole del GSE prevedono una copertura fotovoltaica fino al 50% della falda esposta al sole di una serra. Un valore incompatibile con praticamente tutte le coltivazioni orticole attualmente diffuse nel sud Italia.Non esiste pomodoro, peperone, melanzana o zucchina che sotto una serra mezza al buio riesca a crescere senza problemi. Coprire una serra di pannelli fotovoltaici, infatti, dimezza l’insolazione, abbassa la temperatura (problema più invernale che estivo) e cambia completamente la serricoltura per come oggi la conosciamo.Riguardo agli impianti su suolo agricolo tagliati fuori dagli incentivi, invece, la commissione afferma:

    Inoltre, è necessario assicurare certezza al regime transitorio degli incentivi previsto dal decreto legislativo n. 28 del 2011, sulla base del quale numerosi progetti sono stati approvati e sono in avanzato stato di realizzazione o di avvio all’esercizio secondo le modalità già disciplinate dal recente decreto legislativo n. 28 del 2011

    Il Senato, quindi, chiede con urgenza che si riapra la finestra per il fotovoltaico a terra sopra il MW di potenza. E lo dovrebbe ottenere, come dovrebbe anche ottenere una qualche forma di sorveglianza sulle serre fotovoltaiche. Lo si deduce dalle dichiarazioni fatte in commissione dal sottosegretario all’Ambiente, Tullio Fanelli:

    Il Governo è intenzionato a modificare l’articolo 65 del decreto al fine sia di tutelare diritti acquisiti, sia di assicurare che le serre abbiano caratteristiche ecosostenibili

    Si conferma, quindi, quello che avevamo già ipotizzato: si va verso un robusto aggiustamento del tiro del decreto.



    Leggi tutto: Incentivi fotovoltaico agricolo, decreto liberalizzazioni verso modifica - Energia, Fotovoltaico - GreenStyle


  20. #145
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    Buonasera a tutti,
    leggendo il testo del messaggio di Gio, l'unico commento che mi viene in mente, rimanendo nel campo agricolo, e' che ci troviamo di fronte al classico "mercato delle vacche".
    ciao car.boni
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  21. #146
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    Ero certissimo che andava a finire così...................questa è l'italia.

  22. #147
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    Gli interessi forti (e non certo quelle delle associazioni dei lavoratori della terra) si fanno sentire. Il problema, giusto, è quello della certezza del diritto, soprattutto quello acquisito.
    Purtroppo il mercanteggiare è parte della politica, anzi deve. Il problema è che come sempre si fanno brutte leggi, piene di buchi interpretativi, ed a colmarli si fa come con i buoi, si chiude la stalla dopo che sono scappati...... Siamo in Italia, il famoso paese dei cachi.
    Potevano fare una legge correttiva che impediva nuovi impianti a terra sopra i 100kWp, così evitavano speculazioni dei grossi ed improvvisati "imprenditori agricoli", ma lasciare la speculazione (che come dice Alvisi è anche positiva) più ridimensionata solo ai piccoli imprenditori agricoli che così avevano di che continuare a lavorare la terra, e badate bene, lavorare la terra significa anche mantenere i fossi e gli scoli delle acque e del terreno, cosa che in la forestale non riesce più afare visti gli organici, così come il contenimento dei boschi, che se lasciati a se stessi fanno più danni che altro. Insomma, meglio che ci si metta tutti a lavorare per un paese ed un sistema migliore, altrimenti la grecia si avvicina e non solo quella finanziaria.

  23. #148
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    Predefinito impianto a terra al servizio di un privato in area agricola periurbana

    Salve ragazzi,

    come da titolo mi si chiede di preventivare un impianto a terra (il committente non può sfruttare il tetto...)
    di piccola taglia (< 20 kW) da esercire in regime SSP. L'area secondo il PRG ricade in Z.T.O. "E1 - area agricola periurbana",
    il committente ha li la propria abitazione di residenza ed è un privato. Secondo quanto leggo non può avere accesso
    alle T.I., infatti non trovo distinzione tra mostri da MW e piccoli impianti al servizio delle abitazioni, sbaglio???

    grazie a tutti per i commenti,
    micma80

  24. #149
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    Che salvino quelli che avevano fatto legittimo affidamento sul termine inzialmente previsto del 28 marzo per finire i lavori, mi pare sacrosanto.

  25. #150
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    Micma..infatti è così..può però fare una tettoia..
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein


 

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