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Discussione: Cambio titolarità

  1. #41
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    In merito al mio quesito ho risolto cinque minuti fa telefonando al GSE che mi ha confermato l'esattezza della mia interpretazione: basta trasferire la titolarità della convenzione SSP con voltura del contratto di fornitura. A questo punto penso che tale variazione comporti di adempiere al cambio di titolarità anche su GAUDI, ma per questo mi informerò direttamente all' ENEL.
    Per quanto riguarda il tuo quesito, FVOr, ti consiglio di telefonare al GSE dove ti daranno tutte le delucidazioni che chiedi. L'unico inconveniente è l'attesa, circa 10 minuti per avere una risposta, ma almeno ti chiariscono tutti i dubbi.

  2. #42
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    Valter..fatti poi un apio di domande..

    1)alla fine hai che Tizio è titolare di un impianto di produzione di EE..che in parte viene goduta da Caio (autocosnumo) e una parte viene immessa. Quella immessa viene Venduta al GSE in regime di SSP, chi vende è Tizio, che vende però direttamente ma da un Mandato a Caio per farlo a suo nome (quindi per il fisco il venditore finale è Tizio)

    2) Tizio poi percepirebbe anche Incentivi CE..ma su che tipo di impianto? su un impinato che NON è piu usato per alimentare le esigenze domestiche del SOGGETTO RESPONSABILE (tizio), ma quelle di CAIO...ealimentare le esigenze domestiche del SR (e non di altri) è l'UNICA situazione per la quale tale produzione di EE NON è ritenuta attivita di impresa ma appunto autoproduzione domestica per uso personale (motovo per cui anche lo SSP non è tassato SALVO CHE diventi Eccedenza cioe che Valore immesso superi Valore Energia prelevata!)

    Morale..per il fisco Tizio diventa un IMPRENDITORE..che ha un impianto su un tetto di una abitazione nella DISPONIBILTA di Caio (affittuario)..e quindi deve gestire tale attivita con PARTITA IVA..i ricavi sono i proventi del CE..ma anche i proventi dell'energia immessa (perche immessa fisicamente sul contatore di Caio, ma è pur energia che ga Tizio!)...e in piu Tizio fa usare della sua corrente a Caio..che si puo anche fare, ma sul quel regalo si dovrebbe pagare IVA e Accise (trattandosi di vendita a costo zero e non di autocosnumo e autoproduzione)

    Auguri neh.

    FVOr..ragionamento analogo..unico caso in cui impianto è esentasse è quando contemporaneamente:
    - è posizionato su abitazione o sua PERTINENZA (e non ci siamo)
    - è destinato a soddisfare esigenze DOMESTICHE del SOGGETTO RESPONSABILE (e da come descrivi pare che cosi non sia oggi e che non si possa fare..ma anche se possibile ti manca punto precedente, salvo che capannone sia il garage della casa...ma occhio che il Comune non ci tiene a farsi prendere per i fondelli...)
    CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

  3. #43
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    @ValterPT ho inviato un quesito al GSE, preferisco avere qualcosa di scritto ;-) E ovviamente quando risponderanno vi renderò partecipi

    @marcober.. come hai capito l'abitazione non c'entra niente, è un capannone in campagna lontano da tutto, che ora è sede di un'azienda agricola il cui proprietario però deve andare in pensione. Secndo te come dovrebbe comportarsi? L'obiettivo ovviamente non è aggirare nessun obbligo, ma è un problema capire cosa SI PUO' fare. Dovrebbe tenere la p.iva aperta? O può chiuderla e pagare le tasse dovute?

    P.S.: come sarebbe bello poter fare progetti senza dover diventare consulenti fiscali!!

  4. #44
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    Dovrebbe tenere la p.iva aperta?
    Eh certo!
    Non è che un imprenditore "va in pensione"..se uno esercita una attivita imprenditoriale, lo è sino a che campa.
    e produrre EE è una di quelle.
    Per andare in pensione..deve davvero SMETTERE..cioè stacca impianto e non immette nulla...cosi come il falegname puo tenere le sega, ma se non produce piu mobili , non è piu imprenditore..

    Venda capannone e impianto ..mio consiglio.
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  5. #45
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    @marcober:
    stiamo parlando di un impianto da 3Kw installato nel 2009 (II conto energia) e la normativa fiscale di riferimento è data dalla Circolare_Del 19.07.2007 N. 46 Dell’Agenzia Delle Entrate
    Disciplina Fiscale degli Incentivi Per Gli Impianti Fotovoltaici - e dalla circolare N. 36/E, riguardante gli «Impianti fotovoltaici – Profili catastali e aspetti fiscali» emessa dall’Agenzia delle Entrate (Direzione Centrale Normativa Direzione Centrale Catasto e Cartografia) il 19 dicembre 2013.
    nella prima si afferma che :
    al punto 6 - DISCIPLINA IVA DELLA TARIFFA INCENTIVANTE Nel caso in cui la tariffa incentivante sia percepita dal responsabile dell’impianto nello svolgimento di un’attività d’impresa, arte o professione, si ritiene che ai fini dell’imposta sul valore aggiunto la tariffa medesima sia in ogni caso esclusa dal campo di applicazione dell’imposta, ai sensi dell’articolo 2, terzo comma, lettera a), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Detta tariffa, infatti, configura un contributo a fondo perduto, percepito dal soggetto responsabile in assenza di alcuna controprestazione resa al soggetto erogatore. Si osserva, infatti, che nel contesto fiscale la terminologia utilizzata per indicare tale incentivo, “tariffa incentivante”, è atecnica; nel caso specifico, infatti, le somme erogate non rappresentano un prezzo o corrispettivo per la fornitura dell’energia (come il termine tariffa lascerebbe intendere), ma una somma erogata per ristorare il titolare dell’impianto dei costi sostenuti per la costruzione dell’impianto medesimo e di quelli di esercizio, come si evince dall’articolo 7 del d.lgs. n. 387 del 2003. Non si ravvisa, nel caso di specie, alcun rapporto sinallagmatico tra le prestazioni poste in essere dal soggetto che eroga il contributo e quelle poste in essere dal soggetto che lo riceve, che, infatti, non è tenuto a prestare alcun servizio o a cedere alcun bene in contropartita. Il soggetto beneficiario della tariffa si limita a produrre energia elettrica che utilizza direttamente per soddisfare il proprio fabbisogno energetico o vende al gestore di rete cui è collegato; mentre il soggetto attuatore non ricava evidentemente nessuna utilità diretta dall’attività del soggetto al quale corrisponde la tariffa.
    Attesa l’assenza del presupposto oggettivo, l’esclusione da IVA opera anche nel caso in cui il soggetto realizza l’impianto fotovoltaico nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione. Il contributo in questione non può essere considerato, inoltre, nemmeno come “integrazione di corrispettivo” ai sensi dell’articolo 13, primo comma, ultima parte, del DPR n. 633 del 1972, e dell’articolo 73 della Direttiva IVA (n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006), in quanto, ai sensi del citato articolo, detto contributo per essere soggetto ad IVA dovrebbe costituire parte integrante dei corrispettivi dovuti da altri soggetti ovvero una vera e propria integrazione dei prezzi praticati all’atto della cessione del bene o della prestazione del servizio. Tale circostanza non ricorre nel caso in esame in quanto la tariffa incentivante viene erogata per favorire la produzione di energia elettrica, anche se destinata ad esclusivo consumo del percipiente.
    e al punto 9.2.1.1 - i contributi spettanti a titolo di tariffa incentivante, sono irrilevanti fiscalmente.
    Nella seconda:
    Gli impianti fotovoltaici, in base al principio che un impianto FV sul tetto di casa aumenta il valore della casa stessa, aumentano il valore della rendita catastale dell’immobile e solo se superano la potenza dei 3 KW e se l’aumento della rendita catastale supera il 15% del valore catastale dell’immobile allora si devono pagare le tasse sul fotovoltaico e si pagheranno anche più soldi per la rivalutazione dell’immobile (IMU, TASI e altre tasse).
    In merito alla convenzione di SSP si parla di "contributo in conto scambio" e non di "vendita" ed inoltre è proprio il GSE che nel suo Manuale Utente per la Richiesta di Trasferimento di Titolarità dell' aprile 2016 contempla la possibilità di trasferire la titolarità della sola convenzione di SSP all'intestatario della fornitura e di mantenere la titolarità della convenzione CE al proprietario dell'immobile ( e dell'impianto).
    Quindi non credo di fare niente di eccezionale ma solo di operare nel rispetto delle normative vigenti.
    Grazie per gli auguri

  6. #46
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    Quote Originariamente inviata da ValterPT Visualizza il messaggio
    e al punto 9.2.1.1 - i contributi spettanti a titolo di tariffa incentivante, sono irrilevanti fiscalmente.
    Calma e gesso..il punto che citi tu recita


    "Qualora l’impianto, per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto dell’abitazione o su un’area di pertinenza), risulti installato essenzialmente perfare fronte ai bisogni energetici dell’abitazione o sede dell’utente (ovvero per usidomestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a talfine, l’impianto risulti posto direttamente al servizio dell’abitazione) si ritiene che lo stesso possa considerarsi utilizzato in un contestosostanzialmente privatistico"

    in altra successiva circolare su SSP , ribadisce parola per parola che:

    "qualora l'impianto, per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto dell'abitazione osu un'area di pertinenza), risulti installato essenzialmente per fare fronte aibisogni energetici dell'abitazione o sede dell'utente (ovvero per usi domestici, diilluminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a tal fine, l'impiantorisulti posto direttamente al servizio dell'abitazione o della sede medesima) siritiene che l'immissione di energia in rete per effetto del servizio di scambio sulposto non concretizzi lo svolgimento di una attività commerciale abituale e che ilrelativo contributo in conto scambio erogato dal GSE non assuma rilevanza fiscale."

    E per chiarire aggiunge:

    "quando l'impianto, per la sua collocazione, non risulti posto al servizio dell'abitazione o della sede dell'utente (ad esempio, perché situato su un'area separata dall'abitazione e non di pertinenza della stessa), l'energia immessa in rete per effetto del servizio di scambio sul posto dovrà essere considerata ceduta alla rete medesima nell'ambito di un'attività commerciale, perciò rilevante sia ai fini dell'IVA che delle imposte dirette. Gli utenti, quindi. dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;"

    Come si vede chiaramente..per AdE l'impianto esentato è quello che alimenta la casa dell'utente.... e non qualsiasi impianto posto su una qualsiasi abitazione.

    nota che le fattispecie citate sono solo due ESEMPI..e non rappresentano tutta la casistica di possibilità in cui puoi avere impianto su una casa ma che NON è poi al servizio di chi lo possiede....

    Ne tuo caso avresti che Tizio possiede un impianto che è installato a casa di Caio (che vanta diritto reale in base a contratto di affitto)...l'Utente dell'impianto è Caio, che fisicamente ne gode il frutto dell'autoconsumo e dello SSP...e quindi se il frutto dell'INCENTIVO lo gode un Terzo (Tizio, possessore) ecco che per AdE non si configura piu l'uso domestico PER LA SEDE dell'utente..ma un Produttore Venditore (Tizio) e un Utilizzatore (Caio)..e l'attivita di tizio è commerciale..quindi serve P IVA.

    Prova a chiederti..con che titolo Tizio mantiene una sua Installazione sul tetto di una casa che affitta a Caio? per NON affittargli impianto Fv dovrebbe come minimo separare catastalmente il tetto...e non comprenderlo nel contratto di affitto..ma in tal caso ecco che impianto NON è piu posizionato sul tetto della casa che sta alimentando..perche su particella catastale distinta e nemmeno pertinenziale alla casa.
    Ma anche se di fatto non separi il tetto...la sostanza giuridica non cambia..di fatto hai affittato ANCHE impianto FV a Caio..che se volesse, col contratto di affitto, va al GSE e chiede di intestarsi lui come Soggetto responsabile l'impianto...esattamente come un affittuario poteva montare sul tetto di casa in affitto un FV e intestarselo
    E se nel contratto di affitto scrivi che no lo puo fare e che ti riservi impianto..di fatto stai dando evidenza della contraddizione di prima..con che titolo tieni una tua installazione su una casa di cui ha diritto reale un terzo?

    D'altra parte con la tua interpretazione io durante il CE avrei potuto trovare 1000 proprietari di casa che dietro compenso di 100 euro mi davano in uso il loro tetto..io ci facevo sopra 19,9 kw...e quindi avrei potuto oggi godere di Incentivi CE su 20 MEGA di FV ESENTASSE !!

    Magari!...comunque , non devi credere a me..basta che vai da AdE..gli spieghi bene quello che vuoi fare..gli porti tu le circolari che ho citato (perche il funzionario di turno di certo non ricorda dove stanno..ma se le legge le sa ben interpretare) e senti se la pensa come me o come te.

    Queste cose sono state dibattute sino alla noia fra il 2009 e il 2011...quando tutti cercavano ogni modo per fare impianti ovunque..pure sul campanile della chiesa...basta che fossero esentasse..e ci si inventava agricoltori..nudi proprietari di tetti...comodatari..diritti di superficie come se piovesse...impinati in affitto, in uso, in comodato , in leasing...ogni giorno uno si inventava una formula diversa...sino al giorno dopo quando Ufficio AdE gli faceva sempre la stessa domanda.."ma l'energia che si produce sopra il tetto appartiene alla stessa persona che la usa sotto il tetto?"..se la risposta è SI, allora ok..se la risposta è no..allora di mezzo ci sta un passaggio di proprietà di tale energia..che puo essere pure gratuita ma non per qeusto non è impresa (e quindi da fare con P iva).

    PS
    Non ho fatto esame di stato...ma ho fatto studi da comm.sta..puoi chiedere anche al tuo comm.sta..sebbene io andrei alal fonte, cioe da AdE...sono piu aggiornati di mooolti comm.sti..sebbene molto meno preparati di pochisssssimi comm.sti.
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  7. #47
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    @ marcober
    Seguirò il tuo consiglio e mi rivolgerò all' AdE


 
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