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Discussione: La sfida per la costruzione di impianti maremotrice è in corso in Scozia.

  1. #1
    SintEnergy.it
    Ospite

    Post La sfida per la costruzione di impianti maremotrice è in corso in Scozia.



    Promosso dal governo Scozzese è il SALTIRE PRIZE il premio da 10 milioni di sterline per la costruzione di grandi impianti maremotrici.

    Scottish Executive: Web site currently unavailable.

  2. #2
    Novizio/a

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    Predefinito Energia da moto ondoso

    Sicuramente è una fra le più interessanti competizioni a livello Mondiale, dove non sarà semplice produrre i 100 GWh nel termine di due anni. Attualmente sono presenti alcuni dei più famosi Centri di Ricerca a livello Mondiale, Università, oltre a tecnologie consolidate da tempo. Noi siamo entrati in contatto con il Team del Governo Scozzese ancora verso la metà dello scorso anno, ed eravamo, alla fine di dicembre 2008, probabilmente l'unica micro-azienda Italiana ad essere iscritta. Dopo vari contatti sia in relazione alle specifiche legate alla partecipazione sempre con il Team del Governo Scozzese, abbiamo provato ad iniziare a contattare anche in Italia Enti, Ministeri, Investitori, e quant'altro immaginabile. Scriviamo ora, IN QUESTO ISTANTE, dalla Korea, dove oltre ad aver partecipato al "KOREA ENERGY SHOW" a SEOUL, (dove la tecnologia ha interessato anche la KOREA ENERGY MANAGEMENT CORPORATION), stiamo realizzando una Farm per la produzione degli impianti, che saranno esportati oltre che in tutto il mondo, anche in Italia, e che con tutta probabilità parteciperanno (per vincere) al SALTIRE PRIZE. Questa comunicazione è anche posta in relazione a ciò che purtroppo accade nel nostro paese, ma nel contempo è per avere e dare speranza legata alla determinazione delle proprie idee, che spesso vengono meglio interpretate e poste in essere lontano da casa.
    CORDIALI SALUTI A TUTTI

  3. #3
    Novizio/a

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    Predefinito Partecipare per Vincere.

    Tutti mirano a partecipere ad un super premio come il Saltire Prize, per vincere. Complimenti, è certamente un premio importante, ma ...... come fare ad essere certi di raggiungere i tetti di produzione fissati dal premio con la tecnologia del moto ondoso. Le tecnologie sulle correnti di marea vi spiazzeranno. Ho letto che di recente si è sviluppata in italia una tecnologia concorrente molto importanti. il premio è uno solo e vale sia per il moto ondoso che per le correnti di marea. Dal regolamento i punti che contano sono, economicità degli impianti di produzione, oltre l'impatto ambientale e la sicurezza.
    Vi auguro di vincerla, ma non credo che sarete i ptimi.

  4. #4
    Novizio/a

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    Predefinito

    Il “SALTIRE PRIZE” ha subito alcune modifiche, spero vi possano interessare, anche se sul sito del Governo Scozzese sono rintracciabili. La cosa che è maggiormente evidente, è l’allungamento dei termini della competizione, che durerà fino al 2017, cosa che ha irritato anche alcuni rappresentanti del Governo. Per raggiungere la potenza indicata (prodotta da correnti di marea o moto ondoso) si richiedono una serie di “certificati”, se così li possiamo chiamare, che hanno aggravato la produzione di documentazione e incartamenti vari (all’Italiana) per la posa dei sistemi (impianti da 20MW) in competizione; fra le tante, la garanzia di copertura economica non solo per l’istallazione, ma anche per la disinstallazione a fine competizione degli impianti. Diamo un valore ipotetico al MW, uguale per tutti (trattandosi di, per così dire, tecnologie di frontiera) di 4.000.000,00 € al MW, che per 20 MW istallati sono 80.000.000,00 €, più, tra istallazione e disinstallazione, pratiche, personale, interventi di manutenzione nei due anni di competizione previsti per produrre i 100 GWh, oltre a varie ed eventuali, arrotondiamoli a 100.000.000,00 €. Questa è la critica in molti siti anche in Inghilterra, vuoi vedere che nonostante gli iscritti diventa una gara fra pochi noti, e magari hanno anche già in prova i sistemi anche se non performanti, tipo Pelamis, Wave Roller, OSU, OPT, ed altri noti ma poco performanti? Certo che pensare di vincere, indipendentemente dal sistema, 10.000.000 €, spendendone (ipotizziamo) 100.000.000,00 €, non è dal lato economico una buona prospettiva, ma la vera occasione su cui i soliti noti puntano, sono le successive commesse, e poco importa se arriveranno sulla soglia o no dei 100 GWh in due anni, premettendo che molti hanno già dichiarato che nessun sistema sarà in grado in mare di raggiungere i valori dell’eolico. Se, infatti, pensiamo di produrre con un impianto eolico da 20 MW (logicamente vietato in questa competizione) off-shore, ad una media del 30% d’energia all’anno, otterremo i 100 GWh richiesti; in questo caso i sistemi da marea sono completamente tagliati fuori, perché nessun impianto ha rese così elevate, per il moto ondoso il TRITON come tecnologia, anche se nuovo come sistema (nel senso che è stato da poco presentato alla fiera delle rinnovabili di Seoul, 6/7 mesi) per produttività, è il più interessante, essendo l’unico che produce più dell’eolico.

  5. #5
    Novizio/a

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    Thumbs up

    L’affermazione che nessun impianto di marea ha rese del 30% oltre ad essere inconsistente, risulta completamente gratuita e priva di ogni fondamento, (si ignora lo stato dell’arte) ed è ricollegata all’ipotetica critica basata su un conto economico che è solo ipotetico. Affermare quanto sopra vuol dire chiudere gli occhi al processo di innovazione tecnologica in atto. Non si può liquidare il Saltire Prize come una frontiera insuperabile, invece sono proprio le grandi sfide a stimolare l’attività di ricerca verso nuove ed innovative soluzioni tecnologiche.>>
    Lo spirito del Saltire Prize, per chi lo conosce è proprio questo, la gara la vincerà, non solo chi raggiunge la soglia di produzione dei 100 GW in due anni, ma chi abbatte i costi e riesce ad assicurare la compatibilità ambientale. I parametri di valutazione indicati sono molto chiari su questo. L’impegno nella ricerca in questa direzione in ambito universitario, da le più importanti iniziative legate all’innovazione tecnologia nelle rinnovabili, basta guardare cosa stà succedendo in Europa presso gli incubatori universitari e nei centri di ricerca industriale. Produrre energia dal mare, non è consuetudine diffusa nel mondo, per questo la Scozia, ricchissima di potenziale energetico marino ha lanciato la sfida del Saltire Prize mettendo il premio più alto al mondo. Non è un caso che la fiera più grande d’Europa in campo di energia dal mare si tiene in Scozia (ultima ad Aberdeen il 19 e 20 maggio del 2010). Poche le società specializzate che hanno messo in vetrina prodotti tecnologici, ma per chi ha partecipato, ha visto il calibro delle tecnologie marine. Tecnologie nuove e promettenti, altro che soglia insuperabile del 30%, basta guardare il made in Italy nel settore presente in Scozia. Per rendersene conto, cito l'articolo di nòva del sole 24 ore che ha definito la tecnologia italiana del maremotrice un’innovazione radicale di prodotto, visitando il club degli innovatori italiani R4R presente alla Solarexpo di Verona.>>

  6. #6
    Novizio/a

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    Predefinito

    Per “impianti o sistemi da marea”, ci si riferisce ai movimenti verticali del mare o variazione del suo livello, tali sistemi utilizzano poi l’acqua marina immagazzinata per l’azionamento di turbine, di cui al più grande impianto in costruzione in Korea. Questa tipologia d’impianto, per sua natura, non è in grado di fornire una resa del 30%. Per resa del 30%, in genere, ci si riferisce alla percentuale di resa che un impianto riesce a sviluppare, non istantaneamente, ma nell’arco dell’anno. Se prendiamo le rese del fotovoltaico e diciamo che produce con una resa del 14/15%, significa che questa è la media di produzione annuale, cosi come quando si parla del 20% dell’eolico su terra o del 30% dell’eolico in mare, (off-shore), sempre prendendo tali percentuali non come medie assolute ma con possibilità di odierni o futuri miglioramenti, dovuti all’impiego di nuovi materiali o tecnologie di costruzione. Detti sistemi sono anche chiamati a barriera, ma già gli ambientalisti premono perché prima di essere costruiti, vengano analizzate tutte le condizioni e alterazioni che detti sbarramenti artificiali causano al normale fluire della marea. I sistemi che diversamente sfruttano le “correnti di marea”, sono ben altra cosa, e le turbine sono impiegate in modo completamente diverso da quelle (per così dire) fisse utilizzate per la marea; infatti, in quest’ultimi sistemi ci sono progetti in cui le turbine girano orientandosi come meglio credono proprio nell’intenzione di sfruttare sempre l’angolo di spinta più favorevole. Ciò premesso gli “impianti o sistemi da marea” hanno una notevole discontinuità, evidente, ed un basso anzi modesto rendimento, inoltre poche sono le zone adatte ad accogliere impianti che sfruttino caratteristiche di questo tipo. Le turbine marine che sfruttano le “correnti marine” come prima detto sono una cosa completamente diversa, come le turbine “chirali”, le “kobold”, ed altre, ma tutte impiegate senza BARRIERA. Anche quest’ultime, date le enormi pale, non sono ben viste dagli ambientalisti, così come la torre che le sostiene, normalmente piazzata nelle strettoie o budelli di mare, dove più intensa è la velocità di trasferimento fra bacini comunicanti. Non voglio menzionare i sistemi OWC che sono nella loro semplicità comunque complessi, sia in relazione ai sistemi di ritenuta, sia per i volumi delle applicazioni che variano anche per resa da sito a sito. Io non ho mai chiuso gli occhi per vedere e capire le tecnologie applicabili nelle molteplici forme alle “WAVE and TIDAL”, come previsto nel “SALTIRE PRIZE”, anzi se ho citato il sistema TRITON come uno dei migliori, è perché ritengo che alla pari di altra tecnologia sia la più innovativa, la meno costosa, la più performante, la migliore sotto il profilo sia d’istallazione che d’impatto ambientale, inoltre non limita la navigazione e non può essere criticata dagli ambientalisti in ragione d’istallazioni in zone ricche di cetacei, foche, ecc. oltre a determinare una zona di riproduzione per la fauna ittica, e i cui blocchi garantiscono l’aumento di crostacei oltre all’ipotesi di simulazione di barriera corallina artificiale. Ritorniamo al “SALTIRE PRIZE”, non solo io, ma molti altri fra cui gli stessi tecnici, Professori, Docenti, Incaricati dal Governo Scozzese hanno detto che con tutta probabilità la soglia dei 100 GWh in due anni non sarà raggiunta, infatti, vicino alle nuove regole, rispetto alla prima stesura si legge una più ampia valutazione dei vari sistemi. L’esempio dell’Eolico Off-Shore non è casuale, infatti, è uno dei sistemi di produzione da fonte rinnovabile con la più alta percentuale 30%, significa che su una base di 20 MW istallati (anche se questi sistemi logicamente non partecipano al citato concorso) sviluppa 6 MW, cioè il 30%, che senza interruzione garantirà una produzione continuativa in due anni di 105.120 MW, cioè i fatidici 105,120 GWh in due anni di funzionamento continuativo, come richiesto dal “SALTIRE PRIZE”. Questo è quello che intendevo e intendo dire. Inoltre io sono il primo tecnico Italiano iscritto al “SALTIRE PRIZE”, quindi non mi sono molto comprensibili gli appunti che Lei mi ha mosso, sia in relazione all’innovazione, all’eco compatibilità, ed altre, anche perché diversamente non mi sarei interessato a queste tecnologie, che ripeto non sono tutte uguali e non tutte producono con la stessa intensità e con la stessa tecnica. Spero di averLe fatto capire che io non sono CONTRO, ma PRO, in relazione alle succitate tecnologie, questo non significa comunque accettare ad occhi chiusi tutte le regole del “SALTIRE PRIZE”, in quanto il PELAMIS (tanto per fare un nome), è appoggiato, oltre che dal Primo Ministro S., anche dalla banca d’Edimburgo, e il sistema è già in prova, da tempo. Chiudo confermando che il TRITON è per ora il più performante, questo non lo dico io, lo dice l’Università Koreana di Ulsan, una delle più importanti sulle tecnologie (anche marine), dell’Asia. Il problema è che la tecnologia è così nuova, anche se certificata dall’Università, che questo non significa possa partecipare, perché come detto nel precedente post, serve una montagna di denaro, e come spesso è accaduto di leggere negli anni anche sul Forum, in relazione ad altre tecnologie interessanti, i soldi non daranno la felicità ma servono. Quindi, concludendo, il TRITON è il sistema più performante, 50/60% MINIMO di produzione con ricerca e certificazione dell’Università di Ulsan; riuscirà a partecipare?

  7. #7
    Paladino del Forum

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    Ragazzi, per favore, usate caratteri normali e comprensibili, e un minimo di formattazione del documento, altrimenti si riesce appena a leggere sugli schermi 800 x 600.
    "Non date da mangiare ai troll" http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)
    O si pensa, o si crede. (Arthur Schopenhauer)
    Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione (attr. Edmund Burke)

  8. #8
    Super_Mod

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    Gentili Signori,
    concordo con l'intervento di Living sulla formattazione del testo altrimenti sarò costretto a chiudere il post.
    Saluti
    RemTechnology
    "E' meglio essere approssimativamente corretti che esattamente sbagliati"
    http://www.remtechnology.net - (v. 4.7 - Gennaio 2017) - RemTechnology 1999 - 2017
    ing.remtechnology@gmail.com
    Leggete il regolamento del Forum EnergeticAmbiente.it

  9. #9
    Novizio/a

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    Predefinito

    Scusate, ma c'è troppa troppa confusione.
    Se vi sapete guardare intorno, ci sono spinoff che stanno implementando sistemi di generazione a magneti permanenti di svariati MW di potenza per l'eolico ed il marino.
    Al pari è notorio che sono stati sviluppati di recente evoluti sistemi di recupero di energia dalle correnti di marea con rendimenti in termini di raccolta del 40%
    Basta questo.
    Al saltire prize che è in corso, tra i favoriti c'è una multinazionale europea che da anni opera con una soluzione nata nel dipartimento di Meccanica dell'Università della Calabria.

  10. #10

  11. RAD

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