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Discussione: Nuovo impianto norvegese

  1. #1
    Seguace

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    Predefinito Nuovo impianto norvegese



    http://www.energoclub.it/doceboCms/n..._a_osmosi.html

    Finalmente qualcosa di concreto. 25 MW sono parecchio, quanto basta per alimentare una media cittadina.
    E fra poco sarà operativo.

    Ora guardatevi le animazioni di quell'articolo. Devo dire che non mi è chiaro come sono riusciti a sfruttare la pressione osmotica per produrre energia.
    Cioè, in qualche punto dell'impianto c'è una serie di doppie camere (in realtà dei tubi coassiali) separate da membrane osmotiche, dove da una parte c'è l'acqua dolce e dall'altra l'acqua di mare.
    L'acqua dolce cerca di diluire l'acqua salata passando dall'altra parte attraverso la membrana e ne aumenta la pressione.
    L'acqua salata in pressione passando attraverso delle turbine produce energia.
    Questo è quanto ci hanno spiegato in quelle animazioni. Ma per produrre energia idroelettrica occorre un salto d'acqua. Non basta che l'acqua sia in pressione, perchè l'acqua è quasi incomprimibile. Non è in grado di tradurre una caduta di pressione in velocità.
    Capirei come funziona se l'acqua di mare venisse spinta in alto su una colonna di un centinaio di metri e da lì ricadesse attraverso una turbina (magari c'è ma nella figura non si vede), o viceversa se l'acqua del fiume venisse fatta cadere attraverso le turbine in una cavità profonda un centinaio di metri e da lì, attraverso le membrane, risalisse da sè al livello del mare (questi erano gli schemi ipotizzati in precedenza), ma dell'acqua in pressione senza un salto di caduta non è in grado di produrre energia.
    Qualcuno ha capito come funziona ?

    Ho l'impressione che nessuno si renda conto dell'importanza di questa realizzazione norvegese. Intanto per la potenza generata: 25 MW è superiore a tutte le potenze prodotte dai vari impianti solari e eolici. Poi per la realtà del progetto: l'impianto andrà in marcia dal mese prossimo. Per la semplicità dello schema di processo, in pratica limitato all'uso delle membrane osmotiche che già sono usate da anni per dissalare l'acqua di mare. E infine per il ridottissimo impatto ambientale.
    E' un tipo di impianti che manderà in soffitta buona parte dell'eolico e del solare termodinamico e produrrà energia a costo ridottissimo.
    Possibile che non abbiate la voglia di capire come funziona ?
    Ultima modifica di nll; 21-11-2013 a 20:27 Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente

  2. #2
    Monumento

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    Wink

    Per parte mia ho letto con interesse il tuo resoconto, visionato il sito ed il filmato.
    Conoscevo per sommi capi questa tecnologia, da anni applicata nel settore della dissalazione.
    Ovviamente le condizioni di utilizzo sono due, che eccellono in Norvegia e nella stragrande maggioranza delle zone polari (povere di altre risorse), e cioè la presenza del mare e di acqua dolce. Alcuni anni or sono, gli specialisti che operavano sulle membrane, lamentavano la facilità di sporcamento delle stesse e la conseguente perdita di efficienza. Se si considera la loro enorme estensione e la relativa complessità di questi dispositivi, certamente di considerevole costo di realizzazione, vorrei conoscere, prima di entusiasmarmi, quali sono i costi di esercizio e manutenzione, insomma un bilancio economico di un impianto pilota.
    Se hai/avrai altre informazioni, facci sapere.

    Anni or sono, in uno degli stati della penisola Arabica, (che non ricordo) si pensava di utilizzare la evaporazione di una vasta laguna per produrre un dislivello fra la laguna stessa ed il mare in modo da sfruttarlo a fini idroelettrici.

    La tecnologia proposta sposta in un serbatoio in quota la acqua salmastra creatasi nel passaggio delle membrane per poi turbinarla rilasciandola a mare.
    Facile a dirsi...
    Ultima modifica di Wilmorel; 20-10-2009 a 09:22

  3. #3
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Wilmorel Visualizza il messaggio
    Alcuni anni or sono, gli specialisti che operavano sulle membrane, lamentavano la facilità di sporcamento delle stesse e la conseguente perdita di efficienza. Se si considera la loro enorme estensione e la relativa complessità di questi dispositivi, certamente di considerevole costo di realizzazione, vorrei conoscere, prima di entusiasmarmi, quali sono i costi di esercizio e manutenzione, insomma un bilancio economico di un impianto pilota.
    Si potrebbero fare quattro conti. Quell'impianto produce 25 MW, cioè, per 8000 ore/anno di marcia, 200 milioni di kWh/anno.
    Le membrane che usa hanno una superficie di 5 km², cioè 5 milioni di m². Se le membrane venissero sostituite ogni anno significa che su ogni kWh prodotto graverebbe il costo di 0.025 m² di membrane. Se costassero 4 euro al m² (butto lì, ma non mi sembra assurdo) il relativo investimento graverebbe per 10 cent/kWh e tutto diventerebbe antieconomico.
    Bisogna ridurre il costo delle membrane o allungare i tempi di sostituzione.
    Ma forse i fiumi norvegesi sono particolarmente limpidi...

    Anni or sono, in uno degli stati della penisola Arabica, (che non ricordo) si pensava di utilizzare la evaporazione di una vasta laguna per produrre un dislivello fra la laguna stessa ed il mare in modo da sfruttarlo a fini idroelettrici.
    Ho l'impressione che, nonostante i costi ridotti, le potenze prodotte sarebbero scarse. 1 m² di laguna evaporerebbe circa 1 kg/h di acqua. 1 km², 1 milione di kg/h, cioè 278 lt/sec, che cadendo da 50 m. di altezza potrebbero produrre circa 100 kW di potenza. Non proprio esaltante. Ma in cambio, se il vapore venisse condensato a parte, si avrebbe un mare di acqua distillata...

    La tecnologia proposta sposta in un serbatoio in quota la acqua salmastra creatasi nel passaggio delle membrane per poi turbinarla rilasciandola a mare.
    Facile a dirsi...
    e anche a farsi. Basterebbe collegare le celle con una condotta appoggiata a un rilievo alto 50-100 m. e in cima prevedere un piccolo bacino avente la sola funzione di regolarizzare la portata d'acqua in caduta attraverso una seconda condotta e le turbine. Dato che le celle osmotiche sono tante, anche se ognuna funzionasse discontinuamente si avrebbe lo stesso una certa regolarità di erogazione.
    In assenza di rilievi vicini i due tubi potrebbero essere montati anche verticalmente in una torre (che però nelle animazioni non si vede) con un serbatoio in cima.

  4. #4
    Novizio/a

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    Ciao Stregatto, da quando ho letto il tuo post mi sono intrippato a cercare informazioni. In effetti una differenza di pressione piezometrica ci deve essere per garantire il funzionamento a flusso continuo dell'impianto.
    Ho trovato questo:



    In pratica, secondo questo schema, l'acqua dolce per caduta muove la turbina e poi se ne va per effetto osmotico verso il mare. In pratica dal lato mare entra una certa quantità di acqua salata ed esce una quantità maggiore di acqua salmastra.
    Comunque c'è diversa letteratura disponibile in internet, spesso contrastante e poco chiara.
    L'immagine l'ho trovata qui:
    Osmotic energy
    mentre ho trovato un articolo in pdf interessante qui:
    http://192.107.92.31/test/owemes/35.pdf
    Sul pdf si parla però di incremento di efficienza per salti di soli 5 metri.
    Ad ogni modo non ho ancora avuto tempo di leggerlo con attenzione, appena possibile ci tornerò sopra.
    Ciao
    K

  5. #5
    Seguace

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    Hai ragione, si può fare anche così. Ma questo presuppone delle celle osmotiche sistemate sotto terra, a 50-100 metri di profondità.
    Dalle animazioni fornite in quel link mi ero fatto chissà perchè l'idea che le celle fossero sistemate a piano terra (e dunque con un bacino in quota)
    Quanto alle quote, se la pressione osmotica equivale a 100 m di battente (anche con la bassa salinità del mare del Nord) la diluizione dell'acqua di mare dipende dalla quota che si tiene. Con soli 5 m. di battente la diluizione possibile è minima (e così pure la potenza)

  6. #6
    Appassionato/a

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    Scusate la domanda stupida, ma questo tipo di impianto deve usare acqua dolce limpida (per non rovinare le membrane) "mescolarla" con acqua marina per ricavarne (poca) energia...
    Onestamente in un mondo dove si parla tanto di carenza di acqua potabile mi sembra un spreco, altro che energia pulita...

  7. #7
    Seguace

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    Quell'acqua viene da un fiume che si butta in mare.
    Probabilmente non se la bevono tutta.

  8. #8
    Novizio/a

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    Sarebbe ideale per il collegamento idraulico mediterraneo-mare morto.
    l acqua poco salata scende e produce energia el.

    e l acqua che risale è più salata di quella che scende, in questo modo la quantità di sale nel mar morto non aumenta.

  9. #9
    Novizio/a

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    chiedo scusa se mi intrometto guardando gli schemi mi viene da far una domanda a voi che probabilmente ne sapete di più,
    guardando le camere ..che sono in profondità direi considerevole,
    per il calcolo dell'energia prodotta viene inserito nella formula base.. il coefficente gravitazionale, che..a regola piano zero bar..quindi a superfice terrestre è di o.81.... mentre per gli impianti interrati a seconda della profondità è variabile, ora mi chiedo.. acqua dolce acqua salata , acqua salmastra .il peso specifico cambia a seconda delle realtà.
    ....di quanto e quanto influiscono sulle menbrane, e sulla effettiva potenza turbinabile?
    scusate l'intervento e spero di esser stato chiaro, e cosa importante sia utile per capire ..a tutti noi...del settore,
    più informazioni si ottengono più si progrdisce-
    buona serata a tutti

  10. #10
    Novizio/a

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    Ciao, ora mi informerò meglio, ma in materia di centrali ad osmosi nutro seri dubbi. Non sono esperto in materia, ma vi posso dire che dalla finestra di casa mia vedo tutto il golfo tigullio, e di inverno si possono notare in mare i percorsi dell'acqua dolce all'interno di quella salata. A basse temperature il processo di osmosi è molto lento, talmente lento che l'acqua dolce, con un indice di rifrazione differente a quella salata, è visibile ancora per centiania di metri dall'ingresso in mare. ciauu

  11. #11
    Novizio/a

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    aggiungo ...non solo.... come subacqueo ..quindi a contatto con l'elemento , la differenza è visibile nella rifrazione o meglio con la visione dell'acqua stessa, e nella sua temperatura che a contattto con il corpo è diversa rispetto alle concentrazioni saline.
    ... non sò... se la pressione dell'acqua in caduta possa cambiare il suo peso/volume, credo comunque abia una certa importanza nella progettazione e nella movimentazione delle turbine

  12. #12
    Al Mizar
    Ospite

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    Notizie sull'impianto norvegese ad osmosi ?
    Se è entrato in funzione, se lavora bene ...

  13. #13
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Stregatto Visualizza il messaggio
    http://www.energoclub.it/doceboCms/n..._a_osmosi.html
    ...
    l'impianto andrà in marcia dal mese prossimo
    ...
    Possibile che non abbiate la voglia di capire come funziona ?
    Oh io sì che lo vorrei capire! Quanta energia ha prodotto da quando è entrato in funzione?

    M

  14. RAD

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