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Discussione: Stirling no- piston

  1. #51
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    Predefinito Grado Kelvin...

    ...e così il vecchio grado Kelvin potrebbe non essere più una misura convenzionale basata sul centesimo della temperatura necessaria a portare l'acqua da 0° a 100°, ma potrebbe trovare un suo nuovo dimensionamento utilizzando solo massa tempo e spazio...

    D'altronde pensiamo a quello che succede in un termometro comune...

    Ma se noi costruiamo un termometro tarato in metri lineari e contenente un chilo di gas idoneo, viene risolto il problema e il Vecchio Kelvin non è più un dimensione convenzionale, sostituito dal Nuovo Kelvin che diventa un' Unità di misura inseribile nel sistema MKSA.

    Mi meraviglia che per fare l' Unità di misura della Temperatura non abbiano usato l'equazione della legge dei gas ideali, forse perchè di queste equazioni ce ne sono circa una dozzina...
    Ultima modifica di rampa; 08-10-2009 a 14:08

  2. #52
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    Post ASME Press 2001 Pag. 133 .....

    Credo possa essere utile alla discussione...
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    Emilio D'Alessandro.

  3. #53
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    Predefinito Piano preliminare...

    E' mia intenzione pensare alla costruzione di un' unità Stirling OleoDinamico (SOD) di media grandezza (20-50 lt) da usare singolarmente in modo classico, ma che possa anche eventualmente servire di base per impianti multipli collegati tra loro.

    E veniamo all'unità singola.

    Un SOD può funzionare in due modi,
    - o con flusso alternato SOD-A
    - o con flusso unidirezionale SOD-D

    Per forza di cose la progettazione deve seguire alcune norme:
    - la coppa dell'olio deve essere sempre in basso
    - la parte calda deve essere il alto e quella fredda in basso
    - mi piacerebbe che almeno in una prima fase, il motore fosse completamente o quasi smontabile.

    In ogni caso per entrambi il vero problema da risolvere è lo sfasamento del movimento del displacer.
    Volendo rimanere nell'ambito della soluzione OD, l'unica che mi permette di aumentare a volontà la pressione del sistema, possiamo trovare due tipi di meccanismi che comandano e sfasano il displacer:
    - Valvola meccanica ritardante (VMR)
    - Valvola ElettroMeccanica (VEM)

    Nelle configurazioni multiple, questa difficoltà sparisce del tutto e si possono non usare queste VMR e VEM trovando quindi soluzioni così eleganti e così semplici che rendono più facile installare tre SOD tra loro che farne uno solo.

  4. #54
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    Predefinito Valvola elettromeccanica

    Si apre a sensore di pressione positiva e poi negativa.
    Mettendo la regolazione del sensore ad una pressione fissa, si nota che aumentando la temperatura del motore, la salita del displacer avviene con maggior anticipo rispetto a quando la pressione dell'olio è al massimo e viceversa nella fase di pressione negativa.
    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255025550

    Questo comporta oltre all'aumento della pressione e del flusso, anche un'accelerazione automatica della dinamica del sistema e pertanto si evitano ancora meglio le paventate situazioni di surriscaldamento.
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    Ultima modifica di rampa; 08-10-2009 a 23:03

  5. #55
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    Predefinito La Valvola Meccanica Ritardante

    E' una valvola meccanica che che si apre con una resistenza predeterminabile per una certa differenza di pressione, ma che una volta aperta non offre nessuna o quasi resistenza...
    Questo porta ad un ritardo rispetto all'onda pressoria del SOD.

    Anche in questo caso vale il discorso precedente dell'anticipo e della velocizzazione del SOD all'aumento del calore fornito.

  6. #56
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    Predefinito SOD-A

    Stirling OleoDinamico Alternante.
    Di una semplicità unica nello schema.
    Prevede solo la valvola del movimento/sfasamento del displacer.
    Il liquido esegue un movimento di andata e ritorno e fa muovere una dinamo alternante (parte dx dello schema) da cui escono i due capi della corrente elettrica.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255035244
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  7. #57
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    Predefinito SOD-C

    Stirling OleoDinamico a flusso Continuo.
    Ricalca il progetto iniziale.
    Prevede rispetto al precedente altre due valvole direzionali.

    Non lo vedo molto idoneo a funzionare come unità singola, perchè la turbina dovrebbe essere molto, forse troppo piccola.

    Verrà molto utile questo modello, nelle soluzioni MultiStirling, di cui posterò in seguito...

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255035605
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  8. #58
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    Predefinito

    Ciao Rampa. Mi sono guardato gli schemi. Diciamo che preferisco il primo per semplicità concettuale. Però non ho capito come il displacer fa a tornare giù. Supponendo che la valvola apra e lo porti su nel tempismo opportuno, che corrisponde però ad una fase di raffreddamento e quindi di discesa della pressione nel circuito, ma poi come torna giù? Se diciamo che riapre sempre con adeguato tempismo per far scendere il pistone però appena il pistone inizia a scendere la pressione del gas sale, dietro essa sale la pressione dell'olio e l'olio spinge il displacer solo in su. Se invece dimensiono l'asta del displacer in modo che la pressione dei gas sia tale da superare la resistenza dell'olio allora non mi serve più la valvola ed il sistema in realtà diventa autoregolante. Ma torniamo al generatore termomeccanico a diaframmi in cui abbiamo semplicemente interposto dell'olio tra le molle a gas.
    Volendo tenerti sull'oleodinamico puro dovresti avere il displacer collegato a due pistoni, uno per la salita ed uno per la discesa, comandati da altrettante elettrovalvole. Però a catena questo ti riporta alla necessità di serbatoi olio a pressione più bassa per poter far rifluire l'olio in uscita.
    In pratica torni più o meno al tuo primo schema ma con una elettrovalvola in più.
    Il calore è una gran cosa se non ti trovi nel deserto e sai come utilizzarlo.

  9. #59
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    Predefinito Sfasamento displacer...

    E', ma solo apparentemente, la cosa più complicata nel SOD.
    Però teoricamente dovrebbe essere risolta, o almeno mi pare di averlo fatto, da quando ho deciso di postare lo schema eliminando il doppio circuito pressorio presente negli schemi precedenti.

    Il tutto se non è una pia illusione... in questo aiutatemi se sbaglio...

    Per chiarezza espositiva premetto che il disegno postato ieri va leggermente cambiato, e nel displacer va incluso un serbatoio di gas in lieve depressione, ovviamente in comunicazione col pistone.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255094957

    Il segreto di tutto è nella valvola del displacer.

    Ammettiamo per un momento che non ci sia.
    La pressione che c'è dentro il Vaso di Stirling (pressione interna) è la stessa che dovrebbe spingere in su il pistone ad olio del displacer (pressione esterna).
    Sono uguali e opposte, si annullano e quindi il pistone non si alza... neanche se gli dài il Viagra...

    Però abbiamo la valvola elettromeccanica (VEM) con due sensori pressori (UP e DOWN) (pensiamo solo a questa per semplicità, tralasciando quella meccanica a resistenza di cui parleremo in seguito).
    Questa VEM si apre al raggiungimento di un determinato DaltaP positivo (DP+) e al raggiungimento di un determinato DeltaP negativo (DP-).

    Seguiamo in passi concettuali.

    A macchina fredda e ferma, il pistone/displacer che sono un tutt'uno, hanno una pressione bassa e quindi sono posizionati in basso, grazie al peso stesso del pistone/displacer e alla lieve depressione presente dentro al serbatoio di gas del displacer.

    La Macchina quindi è in fase calda, anche se ferma perchè fredda.

    Riscaldiamo la macchina. Aumenta la pressione e la spinta sull'olio.
    La VEM però è chiusa/bloccata e conserva la depressione interna precedente fino a quando il sensore di pressione non la apre facendo affluire l'olio con DP+.
    Solo allora il pistone/displacer si alza e porta la macchina in fase fredda.
    Quando le pressioni interna ed esterna sono parificate, la VEM si chiude ma sopratutto si blocca conservando la pressione elevata ricevuta poco prima.

    In questa fase, la macchina ha assunto la fase fredda perchè il displacer si è posto in alto.
    La macchina ovviamente ora si raffredda, compare un DP- nel sistema, ma la VEM è bloccata, e non si apre fino a quando non si raggiunge il DP- prestabilito.
    Nel frattempo il displacer resta in alto.
    Quando la VEM si apre, la depressione scarica l'olio e il displacer si abbassa facendo assumere alla macchina la configurazione calda.

    E il ciclo è completato.

    Sfasamento displacer avvenuto in modo semplice ed efficace...

    Quindi la VEM lavora in 4 tempi in sequenza,
    1 - apre a DP+ prestabilita
    2 - chiude a DP=0
    3 - apre a DP- prestabilita
    4 - chiude a DP=0

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255094199


    CONCLUSIONE IMPORTANTISSIMA

    Anche se praticamente crediamo che funzione della VEM sia solo quella di aprirsi e chiudersi, dobbiamo concettualmente pensare che il suo lavoro sia sopratutto quello di conservare le DP accumulate nella fase precedente e quindi di far restare il displacer in posizione opposta alla fase del motore, almeno per un certo tempo.
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  10. #60
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    Predefinito Da fermo...

    Mi piacciono le affermazioni categoriche e le definizioni teoriche... tento sempre di farne perchè mi aiutano a fissare bene in mente i concetti.

    Domanda: Quando uno Stirling è autoavviante ?
    Risposta: Quando da fermo assume la configurazione della fase calda.

    E' chiaro quindi che bisogna sapere con certezza se un SOD è in fase calda da freddo, e quindi non resterebbe altro da fare che mettercelo, perchè andarci a vedere dentro è impossibile...
    Laborioso poi sarebbe aprire la VEM, spingere fuori dal pistone l'olio rimasto dentro dall'uso precedente, magari con aria compressa, chiudere la VEM e sfiatare l'aria.

    Basterebbe però riscaldare l'aria dentro il displacer invece di usare aria compressa, ovviamente solo dopo aver aperto la VEM, e poi chiudere il tutto.
    Una volta raffreddatosi il gas dentro il displacer (essendo già stato espulso l'olio dal pistone), il SOD assume da fermo la posizione della fase calda.

    Ma forse, più semplicemente ancora, basta interrompere la corrente della VEM, alla fine dell'uso, quando il displacer è abbassato.
    Questo è il grosso vantaggio della VEM rispetto a quella meccanica ritardante (VMR).

  11. #61
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    Predefinito SOD-C

    Lo Stirling OleoDinamico a flusso continuo.

    Il disegno del post n°57 è sbagliato perchè raddrizza anche il flusso che porta al pistone/displacer, impedendo in tal modo il gioco della VEM come descritto nel post n°59.
    Per il circuito del displacer bisogna mantenere invece il flusso alternato, pena una complicazione costruttiva enorme.

    Il disegno corretto è il seguente...

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255195232

    Con i grafici disegnati sopra i vasi di espansione (Ve1 e Ve2) volevo evidenziare il comportamento pressorio pulsante attuato dalle valvole direzionali V1 e V2. Unendo matematicamente i due grafici si riottiene nella somma tutto il lavoro erogato nel movimento alternato dello Stirling, anche se il flusso fisicamente resta unidirezionale.

    Invece nel circuito piccolo del displacer, che non dipende dalle valvole direzionali, si conserva il flusso alternato che mi permette il gioco/ritardo del Displacer.

  12. #62
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    Predefinito Con anteprima...


  13. #63
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    Predefinito Ancora sulla VEM

    Per rendere ancor più comprensibile il gioco di ritardo pressorio causato dalla VEM invio nuovamente il 2° grafico del post n°59, con l'aggiunta di qualche didascalia.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255197094
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  14. #64
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    Predefinito Miglioramenti... e spiegazioni...

    Quote Originariamente inviata da Stranamore Visualizza il messaggio
    ... Diciamo che preferisco il primo per semplicità concettuale. Però non ho capito come il displacer fa a tornare giù.....
    Il displacer in un SOD si muove per la differenza di pressione tra parte interna dello Stirling (PS) e la parte interna del Displacer (PD).
    Se PS>PD il displacer si abbassa, se PD>PS il Displacer si alza. Se uguali, il displacer non si muove.

    Dobbiamo creare questo DP.

    Probabilmente una sola Vem messa alla base del Displacer non basta, a questo ci siamo arrivati dopo lunga ma costruttiva discussione fatta ieri sera tra amici.

    Basiamoci su questo schema un po' diverso dal precedente.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255277217

    Abbiamo introdotto due valvole elettromotrici, Vem1 e Vem2. Rimane implicita la presenza di sensore di pressione differenziale tra prima e dopo la Vem2.
    La Vem1 permette l'accumulo e la conservazione della pressione dentro il Displacer.
    La Vem2 apre e chiude il flusso d'olio al di fuori del Vaso.

    Perchè questa modifica.
    Abbiamo pensato che fosse importante sfruttare i momenti del riscaldamento e del raffreddamento isocoro.
    Durante il riscaldamento isocoro, che avviene se viene bloccata l'uscita dell'olio dal Vaso di Stirling chiudendo cioè la Vem2, si crea un aumento notevole di pressione, che con la Vem1 aperta posso accumulare nel displacer.
    Ma essendo in questa fase la PS=PD, il displacer ancora non si muove.
    Nel momento in cui però apro la Vem2 e chiudo contemporaneamente la Vem1, in modo quasi esplosivo l'olio fuoriesce dal vaso (espansione isoterma) e si crea un notevole DP tra PD e PS. Essendo allora PD>PS , il displacer si alza, facendo andare la macchina in fase fredda.

    Allora, come ci si aspetta, calerà ulteriormente la pressione dell'olio fuori dello Stirling.
    Quando la pressione del vaso e la pressione esterna dell'olio saranno uguali, quindi a differenza zero, si richiude la Vem2 e si riapre la Vem1.
    Viene permesso così nel vaso il raffreddamento isocoro, la pressione calerà ulteriormente ed essendo aperta la Vem1, si scarica anche il Displacer.
    Come detto sopra, essendo in questa fase la PS=PD, il displacer ancora non si muove. Nel frattempo però si sarà creata col raffreddamento isocoro, una depressione importante nel Vaso di Stirling e quindi una DP tra monte e valle della Vem2 che è ancora chiusa.
    Se ora riapriamo la Vem2 e richiudiamo la Vem1, permettiamo al displacer di conservare la depressione raggiunta col raffreddamento isocoro, ma sopratutto facciamo aumentare la pressione dentro il Vaso. Si ricrea una DP tra vaso e Displacer a favore del Vaso e il Displacer si abbassa.

    Come si può ben capire, la Vem2 funziona in senso opposto alla Vem1.
    La Vem1 si apre quando il DP tra monte e valle della Vem2 è =0. In tal caso la Vem2 si chiude.
    La Vem2 si apre al raggiungimento del pressione massima e minima del riscaldamento e raffreddamento isocori. In tal caso la Vem1 si chiude.

    Provo a mandare un'immagine che spiega il fenomeno. La didascalia mi pare renda comprensibile il tutto.
    Le aree colorate in azzurro e rosso indicano le DP tra Displacer e Vaso.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255279934
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  15. #65
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    Predefinito SOD-C

    I miglioramenti teorico-pratici apportati al movimento del displacer nello Stirling OleoDinamico a flusso alternato (SOD-A), devono e possono essere trasferiti anche nello Stirling OleoDinamico a flusso Continuo (SOD-C).

    Propongo questo disegno che corregge in modo chiaro (e definitivo ?) il precedente:

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255354981

    Resta al suo posto la Vem1, che regola il flusso dell'olio dentro il displacer.
    Ci sono però altre due Vem invece di una sola, la Vem2 posta all'uscita del Vaso e la Vem3 all'entrata.
    In compenso vengono eliminate le valvole unidirezionali.

    La Vem1 si apre durante il riscaldamento isocoro, immettendo olio a pressione elevata nel displacer, e si chiude alla fine dello stesso, permettendo al displacer di conservare la pressione elevata raggiunta durante la fase di riscaldamento isocoro. Si chiude all'inizio dell'espansione isoterma che si attua nel momento in cui la Vem2 si apre permettendo il deflusso dell'olio dal Vaso. All'inizio di questa fase, essendo la pressione nel displacer più elevata di quella nel Vaso, comincia la salita del Displacer che farà assumere alla configurazione la fase fredda.
    La Vem1 si riaprirà poi ancora durante il raffreddamento isocoro, permettendo lo scarico dell'olio pressurizzato dal Displacer, per richiudersi poi, conservandone la depressione, alla fine dello stesso, cioè all'inizio del raffreddamento isocoro, nel momento in cui si apre la Vem3 che permettendo il flusso di olio dentro il Vaso porterà ad un aumento della pressione nello stesso. Ne deriva un DP positivo a favore del Vaso che permetterà al Displacer di calare e far assumere al dispositivo la configurazione della fase calda.

    Voglio far notare che la Vem2 e la Vem3 si aprono alternativamente rispetto alla Vem1,diventando così delle Valvole unidirezionali.
    La sequenza sarà cosi: ....- Vem1 - Vem2 - Vem1 - Vem3 -.... Vem1 - Vem2 - Vem1 - Vem3..... 1-2-1-3-1-2-1-3-1-2-1-3...ecc. ecc.
    La Vem2 si apre solo all'inizio all'inizio dell'espansione isoterma, chiudendosi dalla fine della stessa e per tutte le altre tre fasi.
    La Vem3 si apre solo solo all'inizio della contrazione isoterma, e resta chiusa sia durante la fase del riscaldamento isocoro, che dell'espansione isoterma e del raffreddamento isocoro.

    -
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    Ultima modifica di rampa; 12-10-2009 a 15:57

  16. #66
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    Predefinito Movimento SOD-C

    Il movimento diventa questo:
    -
    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255356925
    -
    -
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  17. #67
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    Predefinito

    Guardo e riguardo questo schema, leggo le tue spiegazioni, ma continuo a non capire come dovrebbe fare il displacer a fare su e giù.
    Quello che mi lascia perplesso è la contemporaneità (potrei sbagliarmi e quindi non prenderlo come un giudizio definitivo) tra il movimento del displacer e l'accumulo di pressione depressione necessario alla sua fase successiva.
    Voglio dire. Supponiamo che io sia col displacer al PMS. Devo farlo scendere, quindi supponiamo di avere dentro di esso la depressione che tu dici. Questo è lo stato iniziale del sistema. Tralasciamo come dovremmo fare per ricreare le condizioni iniziali ad ogni avviamento per il momento.
    Il displacer scende. La pressione nel cilindro sale. Fin qui tutto bene. Salvo che se la pressione sale ed io apro la Vem1 dell'olio tornerà indietro verso il displacer e ne fermerà la corsa. Le pressioni si equalizzerebbero. Questa è la prima contemporaneità che non capisco. D'altronde se la Vem1 fosse chiusa allora non capirei perchè il displacer debba aspettare al PMS che inizi il riscaldamento. Nel senso che se veramente all'interno c'è depressione esso si fermerà prima, all'altezza in cui le pressioni interna ed esterna saranno uguali.
    Secondo me è questo che non funziona. Per muovere il displacer hai bisogno di accumulare pressione (alta o bassa che sia) durante le fasi in cui il dispalcer si muove. Però per accumulare la pressione fermi il displacer.
    Un Ringbom funziona su un principio diverso. Esso accumula energia in un volano. Quando il volano ricomprime il fluido nella camera fredda il gioco delle pressioni fa scendere il il displacer per il riscaldamento isocoro. Al contrario durante l'espansione quando la pressione scende sotto il valore dello spazio di rimbalzo il gioco delle pressioni fa risalire il displacer facendo il raffreddamento isocoro. Non c'è bisogno di valvole.
    Qundo tu mi parli di sfasamento e ritardo io ci leggo resistenze parassite nelle valvole, laddove in un Ringobom il ritardo è dovuto solo all'inerzia del displacer senza strozzamenti fluidodinamici.
    Il calore è una gran cosa se non ti trovi nel deserto e sai come utilizzarlo.

  18. #68
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    Predefinito Sfasamento pressorio

    "Quello che mi lascia perplesso è la contemporaneità...tra il movimento del displacer e l'accumulo di pressione depressione necessario alla sua fase successiva."

    Riferisciti al primo disegno del post n° 64.

    Il Displacer da fermo e freddo è basso, ma c'è modo di posizionarlo in basso con un intervento esterno, che crea depressione al suo interno. Come, non importa, per adesso.
    La parte calda è in alto e la fredda è in basso, quindi si parte in fase calda perche il displacer è in basso...

    Si parte allora:

    1° fase - Riscaldo, e contemporaneamente apro la Vem1 e chiudo la Vem2 .
    Cosa succcede:
    Nel Vaso aumenta la pressione per riscaldamento isocoro (a volume praticamente fisso dato che l'olio dentro il vaso non può uscire perchè la Vem2 è chiusa).
    Però contemporaneamente è aperta la Vem1 che permette ad una piccola parte di olio in pressione di affluire nel displacer aumentandone la pressione interna.
    Non si muove il Displacer ancora, perchè non c'è differenza di pressione tra tra il suo interno e l'interno del Vaso.

    2° fase - Quando la pressione interna al Vaso avrà raggiunto un valore predeterminato (è sempre la stessa pressione sia nel Vaso che nel Displacer, dato che comunicano tra loro tramite la Vem1 aperta) allora si chiuderà la Vem1 e si aprirà la Vem2.
    Succede allora che l'olio contenuto nel displacer vi resta intrappolato dentro, con la sua bella pressione elevata, mentre l'olio contenuto nel vaso viene espulso dal vaso stesso attraverso l'apertura della Vem2.
    Questa espulsione di olio dal vaso attraverso la Vem2 (espansione isoterma), provoca il calo inevitabile della pressione dentro il vaso.
    Il displacer però, che è stato isolato per la chiusura della Vem1 ha ancora la sua bella pressione elevata, e questo provoca il suo innalzamento, portando il vaso in fase fredda.

    3° fase - Quando l'espansione dell'olio fuori dal Vaso sarà avvenuta in modo completo, non ci sarà più differenza pressoria prima e dopo la Vem2,e il flusso si ferma.
    In questo preciso momento si chiude la Vem2 e si apre la Vem1. Il Displacer svuota il suo olio nel vaso, che nel frattempo ha iniziato a raffreddarsi e a diminuire la sua pressione (raffreddamento isocoro). Ovviamente nessun DP c'è tra Vaso e Displacer, anzi hanno pressioni uguali e pertanto il Displacer non si muove di 1 mm.
    Continua il raffreddamento e aumenta la depressione dentro il Vaso e dentro il Displacer che sono comunicanti tra loro essendo aperta la Vem1, (olio da fuori non ne entra nel Vaso dato che la Vem2 è chiusa) fino ad un valore critico predeterminato raggiunto il quale si passa alla fase successiva,

    4 Fase: contrazione isoterma
    Raggiunto il minimo di pressione nella fase precedente, le due Vem invertono assieme il loro stato.
    Si chiude la Vem1 isolando una depressione dentro il displacer.
    Si apre la Vem2 permettendo all'olio oltre la valvola Vem2 di defluire nel vaso.
    La pressione dentro il Vaso da negativa passerà a positiva, ma essendo il displacer (chiuso dalla Vem1) in depressione, comincerà a scendere portando il Vaso in fase calda.

    Si ricomincia il ciclo.

    -----------------------------------------------------------------------

    Se analizziamo il punto di vista del displacer, notiamo che:
    1 - accumula pressione positiva in fase 1 aprendo la Vem1 all'inizio e chiudendola alla fine di questa fase.
    2 - sale quando si apre la Vem2 nella fase 2 (la sua Vem1 resta ben chiusa)
    3 - si depressurizza nella fase 3 riaprendo la Vem1 all'inizio e richiudendola alla fine di questa fase.
    4 - scende quando, con la sua Vem1 chiusa, si riapre la Vem2 e viene permesso il ritorno di olio e di pressione dentro il vaso.

    Non vedo contemporaneità.... anzi...

  19. #69
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    Predefinito Tabella movimenti SOD-A

    Mi sembrano i parametri essenziali per capire il fenomeno del movimento del SOD-A.
    A richiesta posso aggiornare la tabella introducendo altri parametri.

    Ho la netta sensazione che il SOD non possa funzionare se non seguendo strettamente questa procedura.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255442781
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  20. #70
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  21. #71
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    Predefinito

    Adesso il ciclo è descritto in modo chiaro. Ma così come lo hai descritto non può funzionare. A parte che non è un ciclo stirling...
    Mi spiego.
    Partiamo con il displacer giù e tutto il gas su nella fase calda così come sei partito tu nella descrizione. Il gas scalda mentre la Vem1 è aperta, aumentando la pressione sia nel vaso che nel displacer (capisco adesso lo sforzo di immaginare un serbatoio di gas sopra l'olio dentro il displacer perchè l'olio di per se non può espandersi essendo incomprimibile).
    Fin qui la tua descrizione è corretta. Abbiamo fatto una fase di riscaldamento isocoro. Ma a fluido fermo nella parte superiore. Questa condizione esclude a priori la possibilità di utilizzare un rigeneratore. Approfondirò la spiegazione in apposito post se l'affermazione ti sembra "forte". Ed esclude anche il raggiungimento di potenze decenti. Lo scambio di calore in un fluido fermo è bassissimo, quindi per raggiungere le temperature massime necessarie la frequenza dei cicli non potrà che essere molto bassa.
    Ma fin quà a livello teorico ci siamo. Pur se atipica per uno stirling è pur sempre una isocora. Poi però chiudo la Vem1 e a ruota apro la Vem2.
    Tu la chiami espansione isoterma. Analizziamola invece nel dettaglio.
    Appena apri la Vem2 la pressione nel vaso scende ed il displacer, rimasto isolato con l'alta pressione all'interno, sale. Ma salendo trasferisce fluido attraverso gli scambiatori verso al camera fredda del vaso. Lungi dall'essere una isoterma, per avere la quale dovrei dare calore mentre espando con una precisa legge di compensazione tra i due effetti, la trasformazione sarà a forte sottrazione di calore. Lavoro raccolto molto ma molto poco.
    Gli stessi problemi ce li ho anche nella ricompressione "isoterma" dove il displacer rimasto con la depressione all'interno scenderà mentre ricomprimo. Ma così facendo sposterà fluido verso la zona calda facendomi comprimere un gas portato alla max temperatura del ciclo. Molto ma molt olavoro speso per la compressione.
    Se sommo questo alle perdite flidodinamiche dell'olio nei tubi e valvole e alle perdite connesse alla presenza dei serbatoi di accumulo che smorzano la pressione mi sembra di essere facile profeta nel pronosticare che il motore non girerà.
    Ripeto che dovresti tornare all'azionamento bidirezionale del displacer per poterne comandare le fasi in maniera indipendente. E sperare che il tutto funzioni senza assorbire troppo.
    Di mio prenderei in seria considerazione il principio Martini con azionamento oleodinamico invece che elettrico.
    Il calore è una gran cosa se non ti trovi nel deserto e sai come utilizzarlo.

  22. #72
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    PROPONGO:
    1) "incamiciare esternamente" i cilindri di uno stirling con un liquido termovettore scaldato con un pannello solare. (se va bene arriviamo a 130°)
    2) usare un accumulo del suddetto liquido in modo da permettere di far funzionare lo stirling anche di notte.
    2a)per l'accumulo il "boiler" dovrebbe essere diviso in 3 sezioni in cui nelle sezioni 1 c'e' olio (non per friggere) nella 2 sovrastante olio e una quantita di sfere di acciaio riempito con olio piu denso nella 3 una pietrolona di un materiale idoneoo che occupa quasi tutto lo spazio (escluso dove passano i tubi di prelievo del nostro olio termovettore)
    3) usare un calderina a gas per riscaldare il liquido alla temperatura ideale quando il sole non basta.
    4) "incamiciare esternamente" il Cilindro (o la parte del cilindro) "Freddo" con acqua corrente e dissipatori di calore per creare il maggio dt possibile.
    5) la testata e la camicia (del cilindro freddo sicuro per quello caldo da verificare se a quelle temperature non demagnetizza) fatte di materiale magnetico come anche la testa del pistone e alcune striscie del pistone (con un po' di attenzione i magneti dovrebbero riportare lo stirling in posizione di auto avviamento).

  23. #73
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    PROPONGO:
    1) "incamiciare esternamente" i cilindri di uno stirling con un liquido termovettore scaldato con un pannello solare. (se va bene arriviamo a 130°)
    2) usare un accumulo del suddetto liquido in modo da permettere di far funzionare lo stirling anche di notte.
    2a)per l'accumulo il "boiler" dovrebbe essere diviso in 3 sezioni in cui nelle sezioni 1 c'e' olio (non per friggere) nella 2 sovrastante olio e una quantita di sfere di acciaio riempito con olio piu denso nella 3 una pietrolona di un materiale idoneoo che occupa quasi tutto lo spazio (escluso dove passano i tubi di prelievo del nostro olio termovettore)
    3) usare un calderina a gas per riscaldare il liquido alla temperatura ideale quando il sole non basta.
    4) "incamiciare esternamente" il Cilindro (o la parte del cilindro) "Freddo" con acqua corrente e dissipatori di calore per creare il maggior dt possibile.
    5) la testata e la camicia (del cilindro freddo sicuro per quello caldo da verificare se a quelle temperature non demagnetizza) fatte di materiale magnetico come anche la testa del pistone e alcune striscie del pistone (con un po' di attenzione i magneti dovrebbero riportare lo stirling in posizione di auto avviamento).

  24. #74
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    Predefinito Appassionato...

    Vedo che sono passato da novizio ad appassionato...
    Non so se questo avviene per quello di importante che si scrive o solo per quante volte si scrive nel forum...
    Se fosse solo per la seconda ipotesi, credo che DADODAVE arriverà ad essere appassionato molto in fretta, e con poca fatica !

  25. #75
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    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Stranamore Visualizza il messaggio
    Adesso il ciclo è descritto in modo chiaro. Ma così come lo hai descritto non può funzionare. A parte che non è un ciclo stirling...
    Mi pare che la descrizione degli eventi del SOD sia stata data in modo non ambiguo, ma sopratutto rispettando fedelmente i passaggi logici che rendono questo tipo di macchina per lo meno plausibile, e speriamo pure funzionante in un futuro anche prossimo...

    Così come concepita la macchina è uno Stirling a tutti gli effetti, semplicemente perchè è un solo vaso che si scalda e si raffredda alternativamente sotto guida di un dislocatore.

    Che il ciclo non sia quello di Stirling è dura da affermare. Però se vediamo sulla carta il disegno del ciclo di Stirling reale, l'area sembra un salsicciotto, niente a che fare con l'area dello Stirling ideale, dato che gli vengono ampiamente smussati gli angoli.
    Invece è molto facile che il ciclo prodotto dal SOD si avvicini di molto o anche si sovrapponga all'area del ciclo dello Stirling ideale, addirittura.
    Questo non è assolutamente uno svantaggio, anzi.

    In nessuno degli Stirling meccanici io vedo un vero riscaldamento o raffreddamento isocori, dato che mai che io sappia si sono costruiti Stirling meccanici con camere che restano ferme a volume costante o in fase fredda o in fase calda.
    Modestamente forse questo è il primo che ha questo tipo di caratteristica, può vantarsi cioè della costanza volumetrica del vaso in fase fredda o calda, a parte il modesto volume destinato alla zona del displacer.
    E proprio grazie alle valvole...

    Segue...
    Ultima modifica di rampa; 14-10-2009 a 21:56


 

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