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Discussione: Stirling no- piston

  1. #76
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    Per la verità uno stirling meccanico che ci si avvicinava molto lo ha costruito Ivo Kolin, ma era un modellino. Per gli stirling di potenza non si è mai fatto non perchè impossibile concettualmente, ma perchè un serie di considerazioni al di fuori del ciclo termodinamico lo sconsigliano. Come esempio di caso simile ma più semplice da capire ti posso portare l'espansione in un motore a combustione interna. Oggi scaricano i gas anche a 6-7 bar al momento dell'apertura della valvola. Laddove molte turbine piccole quella pressione non la raggiungono neanche ad inizio espansione. Siamo tutti pazzi? No. Il problema è un altro ed è legato alla conformazione del manovellismo. Pur se a pressione alta il gas può dare poco contributo al lavoro perchè la biella è quasi allineata alla manovella e non c'è braccio di leva. Quindi rinuncio a parte de lavoro potenziale per favorire la successiva fase di scarico. E' un po il succo dell'analisi Exergetica.
    Anche negli stirling ci sono considerazioni simili.
    Io però non ti contesto il sistema di comando a valvole, ma la sua specifica applicazione. Che rende il ciclo se tutto va bene a scarso rendimento e bassissima potenza specifica. Un espansione politropica ad esponente minore di 1, quale quella che viene fuori dal tuo ciclo esiste già. Negli MCI. L'espansione di questi infatti è sempre a sottrazione di calore per le pareti raffreddate ed il moto del fluido turbolento che favorisce gli scambi termici.
    MA perchè quelli funzionano ed il tuo io dico di no? Semplice perchè quella espansione parte da 2500 °C e anche perdendo tanto alla fine dà molto lavoro. La tua, utilizzando olio diatermico, non potrà mai superare una Tmax di 350 °C pena la bruciatura dell'olio stesso. E' la metà delle temperature normali in uno Stirling meccanico. Quindi parti già da un rendimento di carnot di riferimento molto più basso. 1-273/973 per il meccanico contro 1-273/623 per il tuo.
    E le tue perdite sono sicuramente maggiori di un meccanico ben costruito e lubrificato.
    Riaffermo che non è uno stirling. Un conto è dire infatti che disegno una macchina che segue un ciclo e che poi non lo realizza perfettamente per le irreversibilità proprie del mondo reale... un conto è una macchina che realizza proprio un ciclo diverso.
    Le isoterme degli stirling sono così. Disegno il motore in modo da riscaldare il fluido mentre lo espando. Questo mi dovrebbe dare l'isoterma. Poi però per difficoltà di scambio di calore magari riesco a darne poco e quindi non riesco a realizzarla perfettamente. Ma ci provo... L'isoterma è la trasformazione ideale di riferimento del motore che ho realizzato.
    Un conto è realizzare una cosa che raffreddo mentre espando e che quindi non potrà mai, neanche nel mondo ideale, essere una isoterma.
    Per questo affermo che il motore, nella configurazione e ciclo attuale, non è uno stirling. Potrebbe diventarlo con un azionamento bidirezionale del displacer ed una logica diversa di comando delle valvole. Perlomeno si partirebbe dallo stesso ciclo ideale e potremmo discutere, divertendoci fino a morire, delle sole irreversibilità e perdite e di come minimizzarle.
    Per esempio dovresti immaginare un comando valvole che realizzi.
    1) Discesa del displacer a Vaso isolato=isocora di riscaldamento
    2) Blocco del displacer con vaso aperto=Espansione paraisoterma di lavoro
    3) Salita del displacer a vaso bloccato=isocora di raffreddamento
    4) Blocco del displacer a vaso aperto=Compressione paraisoterma

    Le fasi 2 e 4 ovviamente prevedono l'apertura del vaso verso i due vasi di accumulo a pressione uno alta ed uno bassa. Uno è quello che da lavoro alla turbina e l'altro è in realtà l'equivalente di un volano motore e accumula l'energia che serve a ricomprimere il vaso nel ciclo successivo.
    La presa di pressione per muovere il displacer te la lascio immaginare a te. Basta che sia congruente con il resto del circuito.
    Spero di aver spiegato la mia posizione. Che non è di critica, se no non mi sare sprecato a fare le fasi corrette del motore, ma di suggerimento.
    Il calore è una gran cosa se non ti trovi nel deserto e sai come utilizzarlo.

  2. #77
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    Predefinito continua...

    scrivevo..
    "può vantarsi cioè della costanza volumetrica del vaso in fase fredda o calda, a parte il modesto volume destinato alla zona del displacer"
    se questo obbliga a chiamare paraisocora la fase, sono perfettamente d'accordo, ma è solo questione di termini...
    Però vuoi mettere la semplicità costruttiva del SOD.

    Riconosco che durante la fase di espansione isoterma il gas passa raffreddandosi a contatto con la parete fredda e viceversa durante la fase di contrazione isoterma.
    Potremmo chiamarle allora due fasi paraisoterme parafrasando il termine di prima. Accetto il termine e la critica. Ma qual'è lo Stirling meccanico che non fa altrettanto ?
    Con la differenza però che nel SOD ci passa con velocità quasi esplosiva per apertura e chiusura istantanee della VEM2 e finisce di farlo che praticamente il displacer è ancora quasi nel punto morto dato che si muove molto più lentamente del gas.
    Queste dinamiche del gas sono impossibili in quello meccanico.

    Oltre al fatto che un miglioramento progettuale, che posterò, mi consentirà di ovviare:
    - alla contro-azione termica dell'isoterma
    - all'assenza del rigeneratore
    - ai 350° massimi dell'olio diatermico

    Un altro bel passo avanti...

    Un po' di pazienza, ma il lavoro mi assorbe...

    Concordo che MCI e Turbina hanno potenze maggiori, ma siamo OT.

  3. #78
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    pROPONGO: CON UN SISTEMA DI MAGNETI O DI MOLLE MECCANICHE APPLICATE TRA TRA IL VOLANO SULL'ALBERO MOTORE E UNA COSTRUZIONE FISSA DI LAVORARE STEP BY STEP. MI SPIEGO MEGLIO:
    SE NEL FRATTEMPO CHE IL GAS O LIQUIDO INTERNO SI ASSORBE IL CALORE E INIZIA A ESPANDERSI (VORREBBE FARLO POVERA ANIMA MA QUEI DISGRAZIATI MI HANNO MESSO UNA MOLLA O UN MAGNETE DI CUI VINCERE LA FORZA) NON PUO' E ALLORA SI ARRABBIA E AUMENTA DI PRESSIONE, QUANDO NE HA ABBASTANZA "SPARA" IL PISTONE (SUPERA IL MAGNETE (I DUE MAGNETI CONTAPPOSTI (NATURALI EH NON ELETTROMAGNETI ALTIMENTI E' ALTRO INPUT DI ENERGIA ))

  4. #79
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    pROPONGO: CON UN SISTEMA DI MAGNETI O DI MOLLE MECCANICHE, APPLICATE TRA TRA IL VOLANO SULL'ALBERO MOTORE E UNA COSTRUZIONE FISSA, DI LAVORARE STEP BY STEP. MI SPIEGO MEGLIO:
    SE NEL FRATTEMPO CHE IL GAS O LIQUIDO INTERNO SI ASSORBE IL CALORE E INIZIA A ESPANDERSI (VORREBBE FARLO POVERA ANIMA MA QUEI DISGRAZIATI MI HANNO MESSO UNA MOLLA O UN MAGNETE DI CUI VINCERE LA FORZA) NON PUO' E ALLORA SI ARRABBIA E AUMENTA DI PRESSIONE, QUANDO NE HA ABBASTANZA "SPARA" IL PISTONE (SUPERA IL MAGNETE (I DUE MAGNETI CONTAPPOSTI (NATURALI EH NON ELETTROMAGNETI ALTIMENTI E' ALTRO INPUT DI ENERGIA )) .
    MA CHE HO FATTO , HO SIMULATO UN MOTORE A SCOPPIO OH MA QUI NON SCOPPIA NULLA

  5. #80
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    DOMANDA : SEMPRE CON MAGNETI SECONDO VOI E' POSSIBILE MAGNETIZZARE IL GAS O IL LIQUIDO INTERNO (NELLA FASE DI INPUT AL CILINDRO FREDDO) IN MODO CHE ABBIA PROPRIO TANTA VOGLIA DI SCAPPAR VIA DA QUEL CILINDRO-PISTONE SUL QUALE AVEVAMO APPLICATO (RICORDATE IL -2 POST PRECEDENTE?) DUE MAGNETI RESPINGENTI?
    EVENTUALMENTE QUI SI DOVREBBERO USARE ELETTROMAGNETI PERCHE' CON QUELLI NATURALI DUBITO OTTERREMMO UN QUALCHE EFFETTO SUL POVERO GAS O LIQUIDO (MA NELL'ECONOMIA GLOBALE INPUT-OUTPUT E' UN SISTEMA CHE HA UN SENSO?).
    E POI IL CICLO MAGNETIZZAZIONE IN INPUT CILINDRO FREDDO E SMAGNETIZZAZIONE DOVUTA AL CALDO IN CILINDRO CALDO PUO ESSERE PRATICATA ALL'INFINITO SUL GAS O LIQUIDO INTERNO?
    E ANCORA: SE INVECE QUESTI BENEDETTI MAGNETI LI UTILIZZASSIMO COSI':
    freddo refrigerazione magnetica
    POTREMMO CAVARCI ANCORA QUALCHE GRADO (ANCHE 2 O 3 VANNO BENE FACITE L'ELMOSINA PER PACERE ) PER AUMENTARE IL DT NEL NOSTRO STIRLING???
    MO' BASTA ELUCUBRAZIONI VADO A LAVORARE, TIRO 2 URLA E PI CI SENTIAMO ALLA PROSSIMA

  6. #81
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    Predefinito Per DADODAVE

    Scusa DADODAVE, ma per me sei proprio fuori di Thread...
    Perchè non te ne apri uno apposta solo per te, con le tue ottime proposte e ci metti i tuoi argomenti...
    Senza dubbio vi verrai letto e considerato per quel che vali, e non costringerai tutti a leggere le tue idee in un argomento che è del tutto diverso da quello che stiamo trattando adesso.
    Ciao e buon lavoro !

  7. #82
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    Predefinito paraisocore

    Sono le due linee oblique che racchiudono nel disegno le aree azzurre.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255616133

    Delimitano il lavoro speso dal sistema per accumulare pressione e depressione nel displacer del SOD.
    A mio giudizio sono ineliminabili, non solo, ma sono tracciate nelle zone più utili per raccogliere pressione elevata e pressione bassa. Non vedo momenti migliori per accumulare P+ e P- nel Displacer.
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  8. #83
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    Predefinito paraisoterme

    Sono provocate dal raffreddamento che il gas subisce quando in fase espansiva isoterma occupa il volume dell'olio espulso dal SOD.
    Ma anche dal riscaldamento che questo gas subisce quando l'olio rientra nel vaso durante la fase di contrazione isoterma.

    A mio giudizio la perdita indicata nel disegno potrebbe essere molto minore che in realtà.

    Queste perdite sono ineliminabili nello Stirling meccanico, mentre sono facilmente cancellabili nel SOD.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255621857
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  9. #84
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    Predefinito SOD-A

    Posto come promesso uno schema di progetto che tiene conto delle varie osservazioni fatte.
    Era in effetti già in mente da tempo, però nella fase precedente mi ero focalizzato più sulla termodinamica del SOD e del gioco delle valvole che non sui progetti. Mi interessava capire quello.

    E' veramente ampia la possibilità che offre lo Stirling di modulare progetti.

    In questo schema aumenta un po' lo spazio morto, ma in compenso viene evitata la presenza di olio nel Vaso, ma sopratutto è molto più ampia la zona fredda a contatto direttamente col gas.

    Si configura uno Stirling molto largo, con aumento quindi anche dalle superfici termiche a contatto del gas.

    Inoltre il gas che esce non va a contatto con superfici fredde, per cui il problema delle paraisoterme viene ovviato.

    Posterò un progetto di Rigeneratore idoneo a questo SOD che permetta anche un movimento molto ampio del gas che affluisce nella camera termica opposta al momento dello spiazzamento.

    L'olio viene addirittura raffreddato, come pure anche il pistone del Displacer.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255622834
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  10. #85
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    Predefinito Tabella movimenti SOD-C

    Mancava questa tabella dei movimenti del SOD-C (Stirling OleoDinamico a flusso continuo).
    Poi manca lo schema del SOD-C, dopo del quale penso che la trattazione teorica del monocilindrico possa ritenersi conclusa.
    Mancherebbe anche la trattazione sulla costruzione delle valvole elettromeccaniche uni e bidirezionali e delle analoghe valvole meccaniche ritardanti da me ideate per questo SOD. Ma sarebbe roba da brevetto... e quindi ve la risparmio.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255624135
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  11. #86
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    Predefinito SOD-C

    Completo con il SOD_C (Stirling OleoDinamico a flusso continuo)

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255625714

    Voglio far notare come il vaso di espansione del displacer posto all'esterno del SOD, mi consente di mettere molto più facilmente di prima la macchina fredda e ferma in fase calda e quindi di rendere il sistema sicuramente autoavviante.
    .
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  12. #87
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    Predefinito paraisocore corrette

    Il disegno va cambiato così, perchè le variazioni di volume date dall'apertura del displacer avvengono all'inizio delle due fasi isocore.
    Comunque il concetto non cambia.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255670295
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  13. #88
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    Predefinito Flusso olio

    Nel diagramma del lavoro PV precedentemente postato, evidenzio ora il flusso dell'olio nelle varie parti del dispositivo.
    Questo diagramma vale sia per il SOD-A che per il SOD-C.
    Nel caso del SOD-C la contrazione isoterma fa tornare olio (verso il Vaso di Stirling) dall'Espansione2, mentre nel SOD-A tale flusso d'olio resta dall'Espansione 1, dato che in questo caso è unico.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255950191
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  14. #89
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    Predefinito Le valvole

    Inevitabilmente siamo ora portati a parlare delle valvole.

    Come si vede nel diagramma precedente, l'apertura verso il Vaso è sempre attiva, o per mandare olio verso il Displacer e verso l'Espansione1, oppure per ricevere dal Displacer e dall'Espansione1 (in caso di SOD-A) o dall'Espansione2 (nel SOD-C).

    In effetti non servono tante valvole, ma ne basta una multipla a 4 vie, si si opta per la movimentazione dall'esterno delle stesse.

    Una via è sempre aperta (1°), ed è quella che si raccorda col Vaso di Stirling.
    Le altre tre sono raccordate una col Displacer (2°), una con l'Espansione1 (3°)e l'altra con l'Espansione2 (4°).
    Questo nel SOD-C.

    Nel SOD-A invece la 4° valvola non viene usata e resta chiusa, ma se si vuole poter cambiare la configurazione (per motivi sperimentali) da SOD-A a SOD-C, conviene acquistare una centralina deviatrice a 4 vie, che serve sia per l'una che per l'altra configurazione di SOD.

    Le sequenze si apertura sono:
    1 - Per SOD-A: 1°2° - 1°3° - 1°2° - 1°3° . . . . . . .
    2 - Per SOD-C: 1°2° - 1°3° - 1°2° - 1°4° . . . . . . .

    La premessa fondamentale è che ci sia un dimensionamento corretto degli osti valvolari, nel senso che siano di molto eccedenti rispetto al flusso previsto dal Vaso di Stirling.

    Per il SOD-A vedo molto opportuno un funzionamento delle valvole ad apertura non graduale ma quanto più possibile istantanea.
    Nel SOD-C questa cosa la vedo come una finezza molto meno importante.

    Il comando esterno delle valvole può essere di tipo pneumatico, oleodinamico o elettromeccanico. La più semplice è quella elettromeccanica. In ogni caso è sempre necessaria una piccola centralina elettrica che eroga il comando.

    La regolazione della centralina avviene o per raggiungimento di pressione/depressione critica o anche solo per sequenza temporizzata.
    La soluzione a tempo esige un sensore termico che velocizzi il fenomeno per evitare surriscaldamenti. La soluzione a pressione esige un sensore pressorio.

  15. #90
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    Predefinito Visivo

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1255958283

    Posto quest'immagine che riassume e aiuta a capire quanto scritto prima.
    .
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  16. #91
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    Predefinito Il Displacer

    Quello del Displacer è un punto debole, almeno lo era, finora.

    Nelle precedenti configurazioni di Stirling Oleo Dinamico (SOD), il Displacer è collegato con un piccolo vaso di espansione che riceve una opportuna quantità d'olio alla massima pressione elevata generata dentro il Vaso di Stirling durante la fase del riscaldamento isocoro, ma ne emette di olio anche alla minima pressione bassa prodotta nella fase di raffreddamento isocoro.
    E questo avviene in modo alterno, sempre nello stesso vaso.
    Questa pressione/depressione, grazie al gioco delle valvole, viene conservata dentro il Displacer durante le fasi di espansione e di contrazione isoterme e tende a bilanciarsi ai valori pressori generati dentro il Vaso.
    Dato che questi valori pressori del vaso sono di valore opposto a quelli contenuti nel Displacer, in teoria nulla osta a che il movimento del displacer avvenga coerentemente.

    E' necessario però che il pistone sia sufficientemente largo per risentire della pressione del vaso e che il movimento del displacer sia previsto sufficientemente corto, per non creare perdite di forza nelle fasi ultime del movimento. Inoltre potrebbe essere intuitivamente percepita una certa difficoltà nell'abbassamento del Displacer, mentre sempre intuitivamente si intravvedono meno difficoltà alla salita dello stesso. Dobbiamo anche mettere in bilancia il peso del displacer che aiuta nella fase di discesa.

    La proposta di un secondo pistone che spinga la discesa del Displacer è praticamente irrealizzabile, dato che dovrebbe ancorarsi nella parte superiore del Vaso, la parte calda...

    Si deve e si può fare di meglio.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1256122397

    Riprendendo una precedente intuizione da me disegnata nel post n°22 di questo 3D, è possibile arrivare ad avere un'applicazione che rende il movimento del Displacer del tutto autonomo, sempre restando nella soluzione oleodinamica.
    In questo caso si prevede la raccolta, in due vasi di espansione distinti, dei picchi pressori massimi e di quelli minimi generati durante le due fasi isocore e poi è prevista un'elettrovalvola (EV) a 4 vie che regola l'afflusso dell'olio al pistone provocando il movimento durante le due fasi isoterme.

    Sì, un'altra EV, ma non dovrebbe essere troppo complicato allestire i comandi.
    .
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    Ultima modifica di rampa; 21-10-2009 a 15:08

  17. #92
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    Predefinito I free piston

    Prova a leggerti questo Magari ne trovi ispirazione.
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    Il calore è una gran cosa se non ti trovi nel deserto e sai come utilizzarlo.

  18. #93
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    Predefinito free piston

    Grazie Stranamore !
    Me lo leggo senza dubbio !

  19. #94
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    Predefinito Perfezionismo...

    ... sì, quasi ossessivo-compulsivo...

    Il Pistone che muove il Displacer può avere un attrito bassissimo. Non servono fasce elastiche o guarnizioni strette perchè anche se trafila un po' d'olio tre le due camere del pistone, non succede nulla di drammatico.
    Non solo, ma anche se l'olio trafila nella Camera di Stirling, la perdita può essere raccolta in una scodelletta sul fondo del vaso, e con un semplice accorgimento (una valvola unidirezionale) può essere recuperata e reimmessa nel vaso a bassa pressione.

    Opportune due molle alle estremità del pistone per impedire sbattimenti del Displacer sulle due pareti del Vaso.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1256225594

    Prevedo che il Displacer sia leggerissimo, perchè il Rigeneratore verrà posto addirittura all'esterno del Vaso di Stirling.
    Questo permetterà di aumentare la velocità del Displacer per diminuzione della sua inerzia.

    .
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    Ultima modifica di rampa; 22-10-2009 a 18:43

  20. #95
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    Predefinito Riflessione sul pistone...

    Se l'attrito del pistone fosse veramente molto basso e il peso del displacer fosse modestissimo, potrebbe non servire un secondo circuito d'olio a pressione più elevata come indicato nel post n°91, ma potrebbe bastare anche solo il normale circuito generale.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1256292803

    Questo comporta una semplificazione costruttiva notevolissima, l'eliminazione dell'elettrovalvola distributrice (EV) del circuito generale e l'uso della sola EV che comanda il Pistone/Displacer.

    Bisogna calcolare bene e poi provare...

    Quando si crede di aver raggiunto un disegno/schema definitivo, ci si trova dopo poco a realizzarne un altro che sembra migliore...


    .
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  21. #96
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    Predefinito Il Vaso di Stirling

    Il disegno spiega molto meglio delle parole, ma deve essere capito e anche immaginato, perchè non tutto si può evidenziare graficamente.
    Il Vaso è concepito abbastanza piatto per due motivi: per aumentare le superfici termiche e per diminuire la lunghezza del pistone e l'escursione del displacer.
    Il Displacer sarebbe molto leggero, di alluminio e si muoverebbe molto aderente alla parete laterale del vaso.
    Un serie di moltissimi tubicini di rame vengono raccordati dalla parete calda (superiore) e dalla parete fredda (inferiore) per arrivare a sboccare liberamente nella zona intermedia, indicata nel disegno con R. Questa zona intermedia sarebbe il rigeneratore, che verrebbe riempito di paglia di rame.
    Nel suo movimento di salita (passaggio dalla fase calda alla fase fredda) il displacer spingerebbe una grande parte di gas caldo attraverso i tubicini di rame superiori. Il gas caldo sboccherebbe nel rigeneratore esterno cedendo calore e raffreddandosi e da lì poi, attraverso i tubicini di rame raccordati alla parete fredda, verrebbe convogliato nella parte fredda del vaso.
    Nel movimento di discesa del Displacer (passaggio dalla fase fredda alla fase calda) si verifica il flusso opposto e il gas recupera dalla paglia di rame il calore prima ceduto.
    I tubicini di rame possono essere più o meno lunghi e tortuosi o possono essere inglobati in lamine di rame, tipo quelle dei radiatori. Questo sarebbe molto opportuno nella fase di riscaldamento che, come indicato nel disegno, avverrebbe con fiamma discendente.
    Il vaso verrebbe termicamente isolato.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1256294742


    .
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  22. #97
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    Quote Originariamente inviata da rampa Visualizza il messaggio
    Un serie di moltissimi tubicini di rame vengono raccordati dalla parete calda (superiore) e dalla parete fredda (inferiore) per arrivare a sboccare liberamente nella zona intermedia, indicata nel disegno con R. Questa zona intermedia sarebbe il rigeneratore, che verrebbe riempito di paglia di rame.
    .
    Posso dire che se il gas fosse un fluido ideale il tuo progetto sarebbe ottimale, ma nella realtà a parità di sezione un tubo unico ha molto minori perdite di carico (cioè attriti) di moltissimi tubicini un compromesso sarebbe di passare da moltissimi a tanti. E purtroppo tutto il volume dentro i tubicini è spazio morto, assieme a quello del rigeneratore, ma nel caso del rigeneratore lo svantaggio è ampiamente remunerato dal recupero di calore.
    Devo aggiungere un appunto, nei tuoi schemi il dispalcer è molto sottile, non so se è per migliorare la comprensione del disegno, ma nella realtà il displacer dovrebbe occupare circa la metà del vaso stirling come tu lo chiami, perchè oltre a spostare il gas, il displacer deve coprire nella posizione alta la metà del vaso che è riscaldato, e nella posizione bassa la metà del vaso che è raffreddato. Ciao se-pol.

  23. #98
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    Quote Originariamente inviata da SE-POL Visualizza il messaggio
    Posso dire che se il gas fosse un fluido ideale il tuo progetto sarebbe ottimale, ma nella realtà a parità di sezione un tubo unico ha molto minori perdite di carico (cioè attriti) di moltissimi tubicini un compromesso sarebbe di passare da moltissimi a tanti. E purtroppo tutto il volume dentro i tubicini è spazio morto, assieme a quello del rigeneratore, ma nel caso del rigeneratore lo svantaggio è ampiamente remunerato dal recupero di calore.
    Ciao SE-POL.
    Moltissimi tubicini aumentano la superficie di contatto del gas con le fonti termiche calde e fredde presenti fuori dal vaso di Stirling e aumentando il loro numero aumenta il flusso globale e diminuisce la quantità di gas che passa attraverso i tubicini stessi diminuendone la resistenza. Un indubbio vantaggio. E' come nel caso di una corrente elettrica, una miriade di resistenze elettriche poste in parallelo...
    Lo spazio morto in un tubo più grosso, in teoria è pari a quello di alcuni tubicini aventi messi assieme la stessa superficie di flusso, ma la superficie di contatto del gas è molto minore in un tubo unico più grosso.
    Quote Originariamente inviata da SE-POL Visualizza il messaggio
    Devo aggiungere un appunto, nei tuoi schemi il dispalcer è molto sottile, non so se è per migliorare la comprensione del disegno, ma nella realtà il displacer dovrebbe occupare circa la metà del vaso stirling come tu lo chiami, perchè oltre a spostare il gas, il displacer deve coprire nella posizione alta la metà del vaso che è riscaldato, e nella posizione bassa la metà del vaso che è raffreddato. Ciao se-pol.
    Sul Displacer hai perfettamente ragione, non c'ho pensato... ma forse volevo solo rendere l'idea della leggerezza... verrà corretto nei prossimi disegni... grazie !!!



    Accetto molto volentieri qualsiasi appunto si creda opportuno... anche perchè sennò mi sembra di parlare da solo come fanno i matti...

  24. #99
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    Predefinito Rigeneratore esterno

    La lieve compressione che il Displacer nel suo movimento provoca, permette un flusso del gas attraverso i tubicini che in un primo momento aumenta addirittura il riscaldamento o il raffreddamento del gas stesso (azione controtermica ?), ma questo riscaldamento o raffreddamento viene subito scaricato e assorbito dal metallo presente nel rigeneratore, rendendolo addirittura più efficiente nella fase successiva...

  25. #100
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    Predefinito IPER-Isoterme

    E' possibile eliminare il rigeneratore esterno come disegnato nel post n°96.

    Il disegno va modificato.

    I moltissimi tubicini caldi diventerebbero molti tubetti più spessi che passando attraverso la camera di combustione, confluirebbero poi in un unico tubo collettore grosso, munito di valvola unidirezionale libera verso l'esterno del Vaso. Anche questo grosso tubo sarebbe posizionato nella camera di combustione.

    Lo stesso dicasi per i moltissimi tubicini freddi che diventerebbero molti tubetti meno sottili rispetto la versione precedente. Questi partirebbero da un tubo grosso immerso nel liquido refrigerante e munito di valvola unidirezionale libera verso l'interno del Vaso e confluirebbero nella parete fredda del Vaso di Stirling passando sempre attraverso l'acqua di raffreddamento.

    Il funzionamento avverrebbe cosi.

    Nella fase di espansione isoterma il gas è costretto ad uscire dai tubetti posizionati nella parete calda e nel suo percorso all'esterno subirebbe un ulteriore riscaldamento, aumentando il rendimento.

    Nella fase di contrazione isoterma il gas grazie alla valvola unidirezionale volta all'interno, sarebbe raccolto dal grosso tubo cosiddetto freddo che attraverso i tubetti porta il gas nella parte inferiore del Vaso di Stirling. In questo tragitto il gas andrebbe incontro ad una contrazione volumetrica ulteriore favorevole alla dinamica del sistema.

    Invece di avere delle PARA-Isoterme sfavorevoli, si avrebbero delle IPER-Isoterme favorevoli.

    Un rigeneratore potrebbe essere posizionato ovviamente nel displacer.

    http://www.energeticambiente.it/atta...1&d=1256828152


    Se al posto del Displacer ci fosse un pistone a tenuta con una valvola unidirezionale verso la parte calda e ci fosse inoltre il blocco in automatico della valvola B durante l'espansione isoterma e della valvola A nella contrazione isoterma, questo non sarebbe più uno Stirling, ma finché c'è il displacer e la valvola A e B sono libere di lavorare, questo è uno Stirling, magari un po' imbastardito, ma è sempre lui...


    .
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