CITAZIONE (marcomato @ 11/7/2007, 19:56)
Andreitto... senza polemica... ma tu sei fuori dalla realtà !
Ma secondo te dovremmo dire ai Cinesi, ed agli Indiani ... usate voi il nostro petrolio perchè dovete svilupparvi, ora a noi tocca riposarci senza scarpe e fare girotondi nell' erba (in varie accezzioni) irraditi gratuitamente dall' energia solare di Daitarn 3?
Scusa il sarcasmo, ma la tua è una "visione" paradossalmente molto miope...
In effetti posizioni di "autoflagellazione penitenziale" a livello energetico statale si sentono in giro sempre più spesso.
Del tipo: abbiamo gozzovigliato per anni, ora tocca un pò a loro e a noi rassegnarci cristianamente. 
E' una visione del tutto utopica e senza alcuna reale speranza di applicazione, comunque, non me ne preoccuperei oltre un limite.
Credo però che il senso del post di Andreitto fosse un altro. A mio parere l'evoluzione da un'economia di "caccia e raccolta" delle risorse energetiche fatta finora a un'economia di "coltivazione" delle energie rinnovabili è un pò nel destino di un mondo che non voglia rassegnarsi allo scontro armato mondiale.
In questo senso è ovvio che sono i paesi avanzati e tecnologicamente dotati che dovranno indicare la strada. Caricandosi dei relativi costi certo, ma è anche un investimento in salute dei cittadini (meno emissioni) e in sicurezza (meno attriti internazionali per accaparrarsi le risorse).
Anche un uso razionale del nucleare possibile non lo vedo per nulla male, limitatamente ai paesi che già lo utilizzano. Il nucleare ha ovviamente dei rischi certo, ma questi rischi sono limitati alle popolazioni che ne godono anche i vantaggi. Se paragonato al rischio del riscaldamento globale o dell'inquinamento planetario il rischio del nucleare diventa molto meno preoccupante.
Quindi nessuna decrescita e ritorno al calesse per "aiutare" i paesi in via di sviluppo, concordo. Ma una decisa virata di politica energetica verso le FER e il nucleare (laddove è vantaggioso, cioè non in Italia al momento).