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Torno a ripetermi, ho visto personalmente tutte le cose che sono cambiate in Cina dal duemila ad oggi...... sette anni........solo sette anni......
E devi andare fino in Cina per sapere che in 7 anni il mondo può cambiare in maniera radicale? Bastava rimanere in Europa tra il 1995 e il 2002... Ah se ne sono successe di cose, altroché... La società è stata completamente rivoluzionata in questi 7 anni, non c'è alcun dubbio, nel bene come nel male...
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he,he,he, ricordate che la storia si ripete sempre, perchè il lupo il pelo lo perde, ma il vizio.....
La storia è lineare, non ciclica, proprio perché la tecnologia oggi a nostra disposizione è infinitamente superiore a quella delle civiltà passate. Se vogliamo fare un esempio: una volta, l'estinzione di una specie animale non era un problema: finivano gli orsi e le tigri per i combattimenti gladiatori nel Colosseo? Where is the problem, avrebbe detto un romano, si cambia spettacolo... Oggi invece, siamo in grado di salvaguardare le specie di animali, di creare parchi appositi, zone protette e controllate, di creare paradisi naturali e di curare l'ambiente meglio di chiunque altro nel passato. Il fatto che siamo in grado di distruggerlo non rende stupida la tecnologia: stupido e chi la rifiuta e non la sa usare o la usa per fini egoistici...
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Visto che le soluzioni (FER, ottimizzazione energetica, diversificazione delle fonti, ecc) sono le stesse sia per il GW sia per la possibile crisi di approviggionamento... facciamo pure finta che Kyoto sia salvifico no?
Sì bright, l'immobilismo decisionale è peggio sotto certi aspetti. Il problema è che non si può fare finta che l'aspirina faccia bene se non ho mal di testa: si rischia di fare un danno maggiore al corpo, e non vale il principio che forse potrei averlo ma non me ne accorgo. Le cure vanno commisurate alla malattia.
Io sono convintissimo che dobbiamo limitare i nostri consumi, controllare le nostre spese e ridurre al fisiologico il problema degli sprechi, ma dobbiamo anche renderci conto che non possiamo continuare a predicare l'arretramento culturale e tecnologico, né possiamo impedire che Cina, India e Africa puntino a raggiungere anche se soltanto vagamente il nostro standard di vita. Anche perché parliamo di 3miliardi di persone, noi siamo appena 400milioni, se si incaz. e vengono a rompere le scatole in Europa, noi (cioè i nostri figli) sotto quale ponte si buttano o a quale santo si votano?
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Mentre altre colture diverse sono riuscite a modificare i loro comportamenti e a convivere con il cambiamento climatico.
Culture Nicola, le colture da sole non si adattano! 
Cmq i Vichinghi, è risaputo da tutti gli archeologi del mondo e dai climatologi, furono costretti ad andarsene non solo perché probabilmente non riuscirono a "colonizzare" (diciamo così) l'isola a livello agricolo, ma anche perché
a) non riuscivano a sostentare più di 2500-3000 uomini
b) l'avanzata dei ghiacciai copriva sempre più terre coltivabili, fino a rendere impossibile coltivare anche mezzo chilo di patate.
I Vichinghi rimasero in Groenlandia oltre 3 secoli, troppo tempo per sostenere la tesi dell'incapacità. Inoltre, in America vennero battuti perché chiunque abbia un minimo di logica, capisce benissimo che qualche decina di uomini non possono far niente contro migliaia di persone che difendono la loro terra...
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Si sono autodistrutti, fuggirono dalle città che adesso i turisti pagano per vedere.
E, di grazia, dove si leggerebbe questa cosa? La storia della fine dei Maya è molto controversa: in realtà, si "estinsero" (che poi è falso, visto che oggi vivono oltre 6milioni di persone che discendono da quella cultura) molto lentamente, in varie zone geografiche vi furono periodi diversi. Quando nella zona del Puruc i centri furono abbandonati e lasciati in rovina, nei bassopiani meridionali tale collasso era avvenuto un secolo prima. Inoltre, è proprio alla fine del classico terminale (quindi l'inizio del postclassico) che una città come Chichén Itzà (definitiva oggi la quinta meraviglia del mondo moderno) divenne la città mesoamericana più grande e probabilmente divenne più potente di prima. Quindi, come vedi, il problema è molto complesso e molto vario, e si può dire tranquillamente che il clima c'entra davvero NULLA nel caso dei Maya se intesi come civiltà. Anzi, secondo alcuni, la vera fine dei Maya sarebbe da collocarsi con l'avvento del turismo alla metà degli anni '70 del secolo scorso...
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Gli isolani si sono trovati senza legna perchè ne usavano più di quella che cresceva.
A parte che codesti uomini usavano legna per innalzare le loro statue gigantesche e per costruire canoe, non è che ci facevano chissà cosa... Una concausa della deforestazione furono anche i roditori, che come l'uomo si cibavano dei frutti delle palme, cosa che aggravava la facoltà riproduttiva degli alberi dell'isola.
In ogni caso, tale processo durò oltre 1000 anni, cioè da quando l'isola fu colonizzata intorno al 400 d.C. per arrivare al post 1500 d.C., quando il perdurante stato di guerra e di carestia portò al collasso culturale.
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L'autore non è un ignorante e non ha preso le fonti da internet, ne fà fede la bibliografia alla fine del libro e la qualifica professionale.
Nessuno ha detto che sia uno sprovveduto, d'altronde le premesse le ho lette da quello che scrivi, quindi non ho letto il libro di persona, e non posso giudicare. Semplicemente rispondevo a quello che hai scritto.
Se l'autore riporta altre ipotesi formulate da altri studiosi a me va benissimo. Pensa che sulla caduta dell'impero romano, sulla quale siamo decisamente meglio informati, sono state formulate oltre 400 ipotesi (compreso quella climatica, natürlich), quindi come vedi il mondo accademico è molto vario...