Leggendo l'edizione del 21/09/06 di un quotidiano a diffusione nazionale che trovate qui, ho letto un'interessante articolo che parla della conferenza tenuta dal nanopatologo di fama mondiale dott. Stefano Montanari. Il quale afferma che
CITAZIONE
lo scoppio di bombe a uranio impoverito genera un aereosol di polveri estremamente sottili, della dimensione nanometrica, molto più fini dello "smog cittadino", che una volta inalate o ingerite, immettono nel corpo piccolissime particelle di metalli pesanti che, superata una certa soglia, possono provocare linfomi e leucemie.
Più avanti leggo:
CITAZIONE
In una bomba occorre poca quantità di uranio impoverito (Du). Questo metallo scartodi lavorazione nelle centrali nucleari quando esplode provoca temperature superiori ai 3000 C°. Quindi tutto quello che ha impattato si polverizza e poi condensa in un tempo brevissimo nel quale c'è un enorme sbalzo di temperatura. questa polvere che sè formata si comporta come un gas...Anche il tungsteno emette temperature così elevate. Solo che l'uranio impoverito è un prodotto di scarto quindi gratuito
Una nuova sconvolgente teoria per spiegare la "sindrome dei balcani" che ha colpito oltre 300 soldati italiani.
Potete trovare maggiiori informazioni qui: http://www.ecoblog.it/post/1269/nanopatolo...renza-montanari