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Discussione: come costruire un motore col metodo parallel path

  1. #1
    Appassionato/a

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    Predefinito come costruire un motore col metodo parallel path



    parallel_path1.jpg
    seguendo questa immagine ho preso una barra di ferro, lo tagliata in due infilato due bobine, di quelle che si usano nelle elettrovalvole del polmone di un'impianto di automobile, messo due calamite rivolte come il disegno, messo due pezzi di ferro alle estremità.
    Alimentato con una batteria le bobine e devo dire che è sorprendente la cosa, si stacca un pezo all'estremità e rimane attacato l'altro con una certa forza, da quì mi sono detto OK, la cosa è vera e sono difronte a una cosa buona.
    Sto costruendo un motore a 2 poli
    parallel-path.scale-to-max-width.441x.jpg
    il rotore è del diametro di 11,7 cm e lungo 10,8 cm, per farlo ho recuperato un rotore di un motorino e poi ci ho saldato 5 piastre in modo che siano alla equa distanza tra loro e che ci sia spazio uguale tra loro, la mia domanda un motore del genere è sufficiente pilotarlo con la comunissima frequenza di 50Hz o bisogna raddrizzarla e poi si deve regolare la frequenza o usando un sensore a tacche?
    Da cosa dipende oltre alla velocità di rotazione per dare Cv?
    Magneti potenti oltre alle bobine?

  2. #2
    Seguace

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    NOn conosco il motore in questione.
    In linea di principio da un punto di vista di velocità si comporta come un motore sincrono. Quindi vedendo che il rotore ha 5 punti che simulano le barrette, direi che alimentandolo a 50 hz dovrebbe ruotare circa 10 giri al secondo. (50/5).
    NOn regolando la frequenza potrebbe non essere autoavviante, cioè finche non gli dai una bella spinta te, il rotore si limitera' a vibrare (caratteristica comune a molti motori sincroni).

    I cavalli (la potenza).. intendevi questo, giusto?
    Dipendono dalla forza che applichi sul rotore (coppia) e dalla velocita' di rotazione.
    La velocita' in un motore del genere e' fissata dalla frequenza di pilotaggio, mentre la forza che puoi ottenere dato il principio su cui ti basi, dipende sia dalla potenza dei magneti che dalle bobine.
    Credo che con un principio del genere la migliore condizione sia dimensionare le bobine ed il loro pilotaggio in modo da annullare il campo del magnete quando in conduzione.

    PEr curiosita': che vantaggi porta questo tipo di motore rispetto ad altri sincroni tradizionali?

  3. #3
    Appassionato/a

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    *** Eliminata citazione integrale. Violazione dell'art.3 del regolamento del forum, passibile di sanzione e dell'eliminazione dell'intero messaggio. Questo è solo un avviso, non ce ne saranno altri. nll ***
    Ciao egabriele,
    se ho capito bene, facendo anche prove terra-terra, con poco sposto i campi magnetici, se magari mi dici che per spostare tutto il campo magnetico di un magnete sull'altro, magari è da controllare.
    Oggi ho fatto anche le carcasse, è molto laborioso come ho fatto io, poi ti so dire una volta montato...
    Ultima modifica di nll; 22-04-2012 a 18:04

  4. #4
    Seguace

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    COme ti ho scritto ho fatto considerazioni a senso in base alla mia cultura, non sono certo. Ovviamente, cercando di sfruttare in qualche modo il campo magnetico generato dai magneti permanenti per ottenere qualcosa (ho letto un po ' su questo motore, non otterrai certo la famosa overunity, ma libero di provarci) io dimensionerei e piloterei gli avvolti in modo da essere in grado di annullare il campo magnetico dei magneti quando necesario.
    Poi puoi fare prove regolando potenze diverse (p.e. usando un trasformatore regolabile) e misurando cosa ottieni nelle varie condizioni di pilotaggio, per esempio a 1/4 ad 1/2 a 3/4 a piena potenza.

    Altra verifica da fare e' che il campo magnetico nel traferro non sia tanto intenso nel caso peggiore (cioe' quando la tensione magnetizzante dell'avvolto e del magnete permanente si sommano) da saturare il materiale ferromagnetico, altrimenti perdi' il vantaggio
    di averlo.

  5. #5
    Appassionato/a

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    ho fatto delle prove terra terra con calamite e bobine di polmoni d'impianto a gas per auto e alimentandole con un trasformatore a due entrate 240V e 400V con doppia uscita 50V-50V posso vedere a diverse tensioni come si comporta.
    l'intensità delle bobine va calibrato con quello dei magneti infatti a ogni tensione d'uscita devo calibrare quante calamite avere per spostare completamente da una parte il flusso, altrimenti una parte attrae sempre frenando.
    Quindi anche se già qualcuno ha capito molto di più facendo anche delle formule, comunque per me per le mie prove il flusso di un magnete deve avere un'intensità uguale per essere deviato totalmnete, vale il concett anche con un magnete e una bobina coi poli paralleli

  6. RAD

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