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  1. #326
    Pietra Miliare
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    ...l'immagine l'ho già postata in questa stessa discussione.....pagina nr.6.

    buona Pasqua

    Ciao

    Fox
    16 moduli ST170M Conergy Inverter IPG3000 vision

    alla tv -calcio +rally

    http://www.evalbum.com/2123

  2. #327
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    Si l'avevo vista grazie, però un singolo impulso non dice niente, bisognerebbe stringere la base dei tempi dell'oscilloscopio in modo da vedere più impulsi e poter quindi ricavare la frequenza. Poi la sonda era attaccata ai capi della batteria? C'era anche il caricabatterie connesso?

    Ho visto che Triac60 si stava interessando; più fatto niente Triac?
    Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. Igor Sikorsky

  3. #328
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    Quote Originariamente inviata da Eli-sir Visualizza il messaggio
    Ho visto che Triac60 si stava interessando; più fatto niente Triac?
    Purtroppo no Eli-sir, avevo lasciato perdere....
    Ma adesso che ho sottomano un oscilloscopio e la batteria della mia macchina comincia a fare capricci sto cercando un pò di tempo libero per riprendere il discorso...

    Dal post di pag. 6 di Tonini ho preso questi dati, che mi sembrano i più salienti.

    Maximum 16.7 V
    Burst Width 35.5 ns

    La tensione max generata dai burst sembra 16.7V, ma questo può sviare, biognerebbe misurarla a vuoto, ovvero senza batteria, poichè la batteria si comporta come un enorme condensatore che livella tutto.
    Probabilmente il valore in tensione è moooolto più alto a vuoto, e potrebbe essere di qualche centinaio di volt, ma.....
    La larghezza dell'impulso è di 35.5 nanosecondi, questo è un dato importante, e facilmente riproducibile, probabilmente la 'strettezza' dell'impulso è tale da non stressare la batteria, e l'intervallo tra un impulso e l'altro(che non conosciamo) lascia tempo sufficiente per far si che i cristalli si possano sgretolare senza danno.

    Questi altri due dati indicano semplicemente il fronte di salita e di discesa dell'onda quadra, determinati in parte dalla bontà dell'oscillatore e in larga parte dal circuito LC elevatore di tensione.

    Rise Time 32.8 ns
    Fall Time 23.3 ns

    La difficoltà di realizzazione credo che stia nell'accordare lo stadio finale elevatore LC.
    Nello schema che hai postato (pag.13) ho notato una strana configurazione nel 555, ovvero il condensatore C3 è collegato in un modo strano che non conosco, e non saprei commentarlo, bisognerebbe provarlo.(secondo me non oscilla)
    Se andrò avanti col mio circuitino vi farò sapere, mi rimane solo da avvolgere un elevatore di tensione su un toroide.

    Ciao a tutti.
    Ultima modifica di triac60; 17-04-2009 a 21:09

  4. #329
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    Ciao Eli-sir e tutti.....Piu o meno è lo stesso circuito che ho realizzato io...!!!!! Il discorso desolfatore l'ho accantonato da un pò di mesi...Il circuito"in se" mi funzionava bene,ma nn ho potuto testarlo per bene"su una batteria",adesso nn ricordo i valori...mi sembra 80 volt di picco con batteria e 150 senza.....Induttanze murata(mi sonocostate un botto)
    Mi ricordo shardana che il suo desolfatore (che ha comprato su ebay)lavora con una frequenza di 3,qualcosaMhz(non ricordo bene) In pratica i cristalli di zolfo hanno una frequenza di risonanza preciasa!!!!Fare un oscillatore su tale frequenza???Altro che 1khz dei circuiti che si trovano in rete!!!!!
    Framoro...

  5. #330
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    X Triac: I 16.7 V mi sembrano un pò pochini per rompere i cristalli, il mio circuito con una piccola batteria 12 V 12 Ah dà una ventina di volt di sovratensione, anche questi un pò pochini a mio avviso...

    X Gianfranco: vedo che tu in termini di sovratensione hai ottenuto maggiori risultati, potresti postare uno schemino del tuo desolfatatore ed il modello delle induttanze murata che hai utilizzato?
    Per quanto riguarda la frequena dei tre Mhz... non sò, c'è chi dice che sono sufficienti i picchi di sovratensione indipendentemente dalla frequenza, e chi dice che questi picchi devono anìvere una frequenza ben precisa... mah non lo sò ho un pò di confusione in testa, per questo volevo vedere cosa dava in uscita un Megapulse...
    Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. Igor Sikorsky

  6. #331
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    Ciao....devo riprendere lo schema sotto mano(chissaaa dove l'ho messo )....però ricordo bene le induttanze...sono come nello schema da te postato!!! devo fare un bel test ....con misura di acidità !!!
    Framoro...

  7. #332
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    Ciao, mi intrufolo anch'io in questa discussione, mi interessa parecchio con tutte le batterie che si ritrova mio padre tra auto e macchine agricole, rigenerare qualcuna non li dispiace....
    Ho trovato anch'io un schema molto simile a quello di eli-sir, mi sà che prossimamente un circuitino di questo l'ho prepararo, x le induttanze non ho problemi ,me le faccio da me.....
    Un saluto Luigi

  8. #333
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    Ciao , ho trovato questo schema, credo molto simile a quelli proposti , cosa ne pensate?
    Se è valido sarà il prossimo circuito da fare.
    Un saluto Luigi
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  9. #334
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    ciao....è lo stesso circuito che ho fatto io.....alla fine sono tutti uguali.....però nel tuo caso, usa induttanze senza nucleo....mi sembra.......le mie sono più piccoline....
    ciao
    Framoro...

  10. #335
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    Leggo nell'ultima pagina del pdf l'avvertimento di non collegare il desolfatatore alla batteria installata in auto perchè potrebbe danneggiare l'elettronica di bordo.
    Manca qualche componente particolare rispetto al megapulse o al sulfarid che ho da qualche mese?

  11. #336
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    Le induttanze del progetto sono avvolte in aria, se le tue sono più piccole sicuramente sono avvolte su nucleo, non se per questo progetto quali siano migliori , per i filtri audio è preferibile usare quelle in aria per non avere problemi di riluttanza o induttanza... non ricordo bene o magnetizazzione residua del nucleo...
    Io mi sono costruito un un induttanzimetro e quindi me le faccio da me , se le faccio in aria, sicuramente serve più filo di rame.

    Ho visto in giro qualche foto di un megapulse, ma è coperrto di resina e sò dire se ci sono gli stessi componenti.

  12. #337
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    Ho posto la domanda perchè il sulfarid è proprio fatto per essere montato in auto.

  13. #338
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    per i filtri audio è preferibile usare quelle in aria per non avere problemi di riluttanza o induttanza... non ricordo bene o magnetizazzione residua del nucleo...
    Di questa cosa bisognerebbe discuterne meglio nella sez. elettronica (ELETTRONICA - EnergeticAmbiente.it)....comunque a grandi linee:
    -Il nucleo serve a far aumentare l'induttanza, conseguentemente a parità di valori di questa si possono usare meno spire.. con tutto quel che ne consegue.
    -Il valore induttivo non è lineare. Inizialmente cresce molto.. diciamo.. all'aumentare del flusso.. diciamo della corrente, man mano che ..diciamo .. si magnetizza il nucleo. Tuttavia si arriva ad un punto dove possiamo dire che tutto il materiale del nucleo è stato... "attivato".. e quindi questo effetto viene meno. Si ritorna ad avere un comportamento come senza nucleo, ovvero l'induttanza cala bruscamente (saturazione)
    -In molte applicazioni è necessario non saturare il nucleo. Dato che questo, in ultima analisi, dipende dalla corrente.. allora è necessario non superare un certo valore di essa.
    -Di norma si lavora però con tensioni. Applicando ad esempio (per semplicità) una tensione costante all'induttanza, la corrente cresce linearmente nel tempo (rampa). Se ad un certo punto si elimina la tensione, o se ne fornisce una opposta sempre costante.. la corrente ridescresce linearmente nel tempo (per esempio ciò è ottenibile con onda quadra..). Ugualmente il flusso nel nucleo seguirà la corrente. Fissa la tensione, allora è sufficiente limitare il tempo per evitare la saturazione
    -Se la tensione aumenta, basterà diminuire il tempo per ottenere lo stesso punto d'arrivo. Ma vale anche l'opposto: aumentando il tempo bisogna limitare il valore di tensione.
    -In una forma d'onda, ciclica (che si ripete nel tempo), il tempo in cui sta in uno stato, rispetto all'altro.. ci dice quanti cicli fa in un certo periodo o lasso di tempo.. praticamente quante volte si ripete. Minore sarà il tempo necessario a compiere le varie fasi. ovvero l'intero ciclo, maggiori cicli si potranno fare in un periodo di tempo... ovvero il ciclo si ripeterà con maggior frequenza. Viceversa maggiori saranno i tempi minore sarà la frequenza
    -ritornando al discorso di saturazione e vedendolo lato frequenza/tempi.. una forma d'onda con tempi lunghi, ovvero bassa frequenza .. dovrà ridursi di livello (di tensione) per evitare la saturazione.
    -(arrivo al punto) in campo audio ... dove potremmo avere (Hi-Fi) frequenze di 20.000Hz.. ma anche molto basse fino a soli 20Hz.. è chiaro che i tempi passano da un valore.. a uno 1000 volte più alto. Conseguentemente, fermo restando il punto di saturazione, a 20Hz i livelli di tensione che non provocano saturazione sono 1000 volte più piccoli di quelli a 20000Hz (e di norma capita invece di ritrovarsi dei "bassi" più corposi degli "acuti")

    Quindi:
    1) o si aumentano le spire per "tediare" meno il nucleo.. ma questo significa comunque andare verso una situazione a vuoto.. ma anche influire su questioni parassite, quali la resistenza dell'avvolgimento.. le varie capacità interspira, spire-nucleo, ecc.
    2) o si usa un materiale per il nucleo adatto a gestire basse frequenze (lamierini) .. ma che comporta problemi magari in medio/alto (correnti interne, al nucleo.. ovvero perdite, ecc.), dove altri materiali sarebbero migliori (es. ferriti)
    3) o si avvolge in aria ... e fine di tutta una serie di problemi.

    Diverso è quando si lavora con frequenze uniche.. o in un campo ben più ristretto (molto meno di un ordine di grandezza e non tre!)

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  14. #339
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    ho comprato il mteriale per farmi il deslfatore proposto da fly 71 qui sopra
    chi mi a venduto i pezzi mi a sostituito 3 elementi perch non li aveva
    irf540n con buk456 uf4004 con byu26 by229 con rhrp8120
    e non aveva l induttanza.
    ora chiedo come mi faccio l induttanza?
    funziona lo stesso con le 3 sosttuzioni?

  15. #340
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    Partiamo dal mosfet:
    BUK456... dati insufficienti.. è come se mi avessi detto "Fiat-autovettura".. ma quale?
    Così che BUK456? 100V...200V...800V??? (leggi il capitolo mosfet in manualistica/elettronica)

    e qui già ci areniamo...

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  16. #341
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    chiedo scusa per la mia ignoranza buk456 100a ph-m9616.
    l altro tiene la sigla rhrp8120 n2 24

  17. #342
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    http://www.datasheetcatalog.org/data...ips/BUK456.pdf
    http://www.datasheetcatalog.org/data...ld/IRF540N.pdf

    I due mos non sono per nulla corrispondenti, ma viste le basse correnti in gioco il BUK456 lo vedo addirittura più adatto del IRF540.

    UF4004
    http://www.datasheetcatalog.org/data...r/mXyzrxzq.pdf

    RHRP8120
    http://www.datasheetcatalog.org/data.../348741_DS.pdf
    8A 1200V, OK.

    BY229
    http://www.datasheetcatalog.org/data.../BY229-200.pdf

    Il BY26, non lo trovo, mi dispiace.

    Per il calcolo delle induttanze.
    Calcolo Induttanza

    Per avere una idea di come sono fatte.
    Alimentatore Switching regulator current mode power supply leds driver 300-3000mA by Roberto Chirio

  18. #343
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    Come volevasi dimostrare...

    triac60 ha inserito un collegamento/link a un "pdf" di un BUK456 (1000V) che non c'entra nulla/nulla ha a che fare con il BUK456 citato da beerladen! (100V)!..

    ...Così che seguendo le indicazioni del pdf si hanno tutti i parametri sbagliati...

    ed è chiaro che poi la frase citata
    I due mos non sono per nulla corrispondenti,
    sia vera... ma relativa a BUK456-1000 comparato con IRF540......e non a BUK456-100 comparato con IRF540

    Ma quel che scrivo.. perchè non lo leggete bene ... almeno due volte?

    Parlando di quel che scrivo/indico.. ma che NON viene letto ..in manualistica/elettronica (mosfet) troviamo:
    Oggigiorno da una parte sono nati dispositivi con le più variegate caratteristiche.. si va dai mos logic level.. a quelli a bassa carica di gate Qc.. ai contenitori più strani. Inoltre molte aziende si sono distinte in queste.. diciamo.. ramificazioni, quindi la storica siglatura stile IR è venuta meno.. quindi ritroviamo BUK BUZ, ecc dove l'indicazione della grandezza del DIE/resistenza o tensione max è espressa in modo diverso.. o del tutto omessa!
    ..vabbè... fate vobis......se parlassi (invece che scrivere) potrei dire che spreco il fiato, oltre che il mio tempo...
    Ultima modifica di gattmes; 10-06-2009 a 08:43

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  19. #344
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    Anche il mio negoziante mi aveva detto un equivalente al UF4004 con un BYU26.
    Occhio al condensatore da 100uF 63V chiedilo di tipo LOW ESR.
    Sto aspettnado che mi arrivano UF4004 e lo zener da 75V

    Per la questione induttanze, io mi sono costruito un circuito che misura induttanze e condensatori non polarizzati, utilizza un PIC è stata la priam esperienza con programmazione dei PIC.
    Quando preparo le bobine avvolte in aria devo sapere in modo approsimato quanti avvolgimenti devo fare per poi misurare con lo strumento e magari avvolgere/svolgere qualche giro, utilizzando un formula semi empirica, con uno scarto del 2-3% si trova facilmente in rete, dove i dati sono lunghezza, diametro della bobina e valore dell'induttanza restituisce il nmerod i avvolgimenti, mi sono preparato un foglio di calcolo dove fissando il valore dell'induttanza e poi variando il diametro e la lunghezza della bobina, ti restituisce il numero di spire totale, il numero di spire per strato, e il numero di strati, in più ho inserito la lunghezza di filo che serve per la bobina, valutanto che all'aumentare delle spire aumenta il diametro della bobina e per ogni giro servirà un pò di filo in più ( nel calcolo e considerarto anche il diametro del filo), il calcolo è valido fino a 18 strati di filo, più che necessario per il nostro uso.
    Io procedo in questo modo, fisso il valore dell'indutatnza , mi procuro dei rotolini in plastica di quelli che hanno nelle mercerie, e in base alla misura mi ricavo i giri da avvolgere, quando arrivo al numero di giri prefissato ne lascio una 50cm in più e poi misuro con lo strumento e verifico se devo togliere qualche giro o aggiungerlo, per esempio con l'induttanza da 1mH con un supporto da 15mm e 20mm di diametro ci volevano circa 251 spire, ho misurato con lo strumento e mi segnava 1,020mH quindi come ordime di errore ci siamo, il foglio di calcolo ha una buona apprrosimazione anche senza fare la misura con lo strumento.
    Per fare il lavoro più veloce mi sono preparato un supporto a manovella dove fisso il supporto-bobina e ci avvolgo il filo.
    L'unica accortezza e che quando avvolgete la bobina cercate di fare le spire accostate in modo da avere il tutto ben compatto per rispettare i calcoli.
    Un saluto Luigi
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  20. #345
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    Quote Originariamente inviata da gattmes Visualizza il messaggio
    Come volevasi dimostrare...
    Non so cosa volevi dimostrare

    Quote Originariamente inviata da gattmes Visualizza il messaggio
    ..vabbè... fate vobis......se parlassi (invece che scrivere) potrei dire che spreco il fiato, oltre che il mio tempo...
    Chiederei a Beerladen da chi ha ricevuto informazioni utili.

    Comunque.....
    La VDS dell IRF540 è di 100V
    Se la versione del BUK456 fosse quella da (soli) 100V andrebbe bene in ogni caso.
    Figuriamoci quella da 1000V

  21. #346
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    triac60 Citazione:
    Originariamente scritto da gattmes
    Come volevasi dimostrare...

    Non so cosa volevi dimostrare
    scusa triac60 ..se tu leggessi quel che scrivo capiresti (è che non leggi).. e rispettando la sequenza dei messaggi..
    Vediamo di palesarlo il più possibile (ricordando che mi infastidisce perdere tempo così...):

    1) beerladen! messaggio del 09-06-2009 alle ore 12:00
    mi a sostituito .... irf540n con buk456
    2) gattmes messaggio del 09-06-2009 alle ore 16:16
    Partiamo dal mosfet:
    BUK456... dati insufficienti.. è come se mi avessi detto "Fiat-autovettura".. ma quale?
    Così che BUK456? 100V...200V...800V??? (leggi il capitolo mosfet in manualistica/elettronica)
    3) beerladen! messaggio del 09-06-2009 alle ore 17:17
    buk456 100a ph-m9616.
    4) triac60 messaggio del 09-06-2009 alle ore 17:25
    commento: il "pdf" qua sopra non si riferisce al buk456 100 (cioè 100V) ma al buk456 1000 (1000V).. o almeno a me il collegamento porta a quest'utimo mosfet!
    Io avevo chiesto (2) che tipo tra le decine di BUK456..sottolineando bene tal cosa
    ..ma come volevasi dimostrare ho sprecato il mio tempo perchè la segnalazione che BUK456 è una famiglia (ho fatto l'esempio dell'auto.. pensavo fosse sufficientemente semplice/banale.. avrei potuto citare "BUK456 è come scrivere mosfet ch N".. o altro).. e dopo averlo sottolineato viene fornito un pdf "a caso".. perche non fornire allora quello, che so ..dello IRF822 ?? Ho del IRF750...? Ecc. Ecc.

    5) gattmes messaggio del 09-06-2009 alle ore 23:24
    triac60 ha inserito un collegamento/link a un "pdf" di un BUK456 (1000V) che non c'entra nulla/nulla ha a che fare con il BUK456 citato da beerladen! (100V)!..
    ....
    e inoltre:

    Parlando di quel che scrivo/indico.. ma che NON viene letto ..in manualistica/elettronica (mosfet) troviamo:
    Citazione:
    Oggigiorno da una parte sono nati dispositivi con le più variegate caratteristiche.. si va dai mos logic level.. a quelli a bassa carica di gate Qc.. ai contenitori più strani. Inoltre molte aziende si sono distinte in queste.. diciamo.. ramificazioni, quindi la storica siglatura stile IR è venuta meno.. quindi ritroviamo BUK BUZ, ecc dove l'indicazione della grandezza del DIE/resistenza o tensione max è espressa in modo diverso.. o del tutto omessa!
    Spero che sia ora chiaro a cosa mi riferivo (sicuramente lo è per una buona % di chi legge)

    -----------------------

    concludo dicendo per l'ennesima volta: leggete nella sezione manualistica/elettronica

    Ora daccordo la svista (può succedere.. quante volte è capitato anche a me).. ma perseverare è ben diverso che la semplice svista, quindi ritorno a sottolineare per l'ennesima volta: leggete la sezione manualistica/elettronica
    (mi raccomando non fatelo.... poi però ricordarsi che applico la teoria "aiutati che Dio ti aiuta"...)
    Ultima modifica di gattmes; 10-06-2009 a 10:36

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    CONTRO: scegliete di utilizzare energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e certificata RECS (link). Si può fare cambiando contratto e/o fornitore di energia elettrica. Volerlo dipende solo da.. Voi!
    A favore: potete proseguire con l'attuale contratto/fornitore e/o evitare di optare per le "rinnovabili"...

    Ricorda: un piano cottura a induzione consuma mediamente solo il 30% dell'energia richiesta da uno a gas e comporta in "bolletta" costi dimezzati. Contrariamente a quello che ti diranno in giro poi si può generalmente usare anche con il normale contratto da 3 kW, pur se sprovvisto di sistema di autolimitazione. Per maggiori informazioni:
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  22. #347
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    Torniamo ai discorsi tecnici...
    "D4".. è indicato un UF4004....Intanto la sigla mi ricorda molto la serie 1N4000.. anche se gli UF hanno tempi di recovery molto più elevati (per uso a frequenze + alte)...
    conseguentemente l'ultimo numero indica la tensione massima.. così che se non si trova il 4004.. vanno bene (generalmente) anche i numeri maggiori...tipo il 4007

    Per i dettagli andate a leggere il messaggio di triac60 (342) che ha gentilmente fornito il collegamento/link diretto al "pdf"

    ------------------------------

    Tuttavia la domanda è: a cosa cavolo serve questo diodo?
    Ad evitare che tensioni inverse possano interessare lo zener di protezione ZD2 che, "a rovescio", condurrebbe come un diodo?
    Se la risposta è questa.. e se avete letto in manualistica/elettronica.. allora sapreste che è inutile.. in quanto in inversa condurrebbe (comunque) il mos.., perchè -> leggete "la"

    Non si pensi a motivi di capacità e/o commutazione dello zener! Non ne vedo di validi!

    Lo zener (che può essere collegato anche direttamente in uscita) determina (circa) la massima tensione dello "spillo"... quindi a vuoto (supponendo di alimentare da altra parte) o con alta impedenza in uscita, è quello che qui ci si deve aspettare... Tutto quello che si collega al circuito (non solo la batteria) deve tenere quella tensione (come spike).. e come evidenziato nell'articolo (NON collegatelo sull'auto!)

    Io comunque ho dei dubbi sulla reale necessità dello zener..... potrebbe essere che il mos "tenga" meglio di lui come "clamping" (dipende dalla tecnologia di mosfet, ovvero dal costruttore... il dato saliente è "unclamping inductive energy")... In ogni caso lo zener dissipa sulla "giunzione" (regione parziale e molto limitata dell'intero silicio usato. Considerando anche le impedenze termiche poi.....)
    Meglio vedrei, casomai, un varistore (SIOV)... tra l'altro più "morbido" (ciò che si piega... non si spezza...)

    Sicuramente (e come scritto in manualistica.... uffa!) io uno zener lo metterei tra gate e source.. subito "li" (non a km di distanza.. non serve a niente allora).. e di valore (-> manualistica...)

    -----------------------------------
    RHRP8120.. o BY229-200 (anche per quest'ultimo vale il discorso BUK456)

    Il secondo è un 200V.. il primo addirittura un 1200V!!!!!

    Domanda... [1] quando è che su un diodo si ha tensione "importante" (parlo di cose "normali".. e senza romperlo!)? [2] E quando bassa (per cui non servono "volt" di tenuta)?
    [3] Ecco... quella condizione di tensione "importante" si ha quando il mos è "ON" oppure "OFF"?
    [4] In tal caso chi alimenta il diodo? E quanto ci si aspetta di valore?

    1) in inversa 2) in diretta si hanno valori di conduzione molto bassi 0.6.. 1.. talvolta un paio di volt
    3) quando ON 4/5) praticamente la sorgente di alimentazione... o il valore a cui si arriva in uscita, se più alto....(ci sarà una piccola capacità parassita locale).. Si parla di spike (non di tensioni costanti a xcentoVolt).. questo si deve essere già esaurito prima che il diodo torni in interdizione! Quindi al massimo alla Vmax di batteria in genere... mentre a vuoto (supponendo di alimentare da altra parte) nel caso il diodo vada in breakdown.. lo fa scaricando una capacità parassita... che è probabilmente frazione di quella che lui stesso offre.. quindi....
    Conseguentemente anche 30-40 Volt basta e avanzano.

    ------------------------------------------

    100uF 63V low ESR...
    lasciate perdere e andate sui ceramici. Problema a fare 100uF e 63V (io userei solo ceramici)?.. Ok fate un misto: un elettro che fa da barile e un bel ceramico (es. 220nF almeno.. o più se ne mette meglio è) che fa da condensatore in HF.
    SCONSIGLIO VIVAMENTE L'USO DEI TANTALIO (più sicura una "molotov"....)
    (messaggio da Cassandra alias gattmes: mi raccomando.. siete già al negozio a chiedere "per favore! Per favore!.. Mi dia tutti tantalio!" ??)

    ------------------------------------------
    induttanze..
    qua il discorso è mooooooooolto vario...

    Vediamo quelle con nucleo:

    ...intanto seguite i consigli-collegamenti (links) postati da triac60 ....

    poi.. nel caso avete dei nuclei "sconosciuti".. e un multimetro che misura le induttanze... un trucchetto potrebbe essere quello di prendere (in molti casi attendibile) ad avvolgere un certo numero di spire, esempio 20-30, quindi misurare che induttanza fa.
    A questo punto si ricava il numero di AL sapendo che il valore dell'induttanza è dato da:
    N2 x AL... dove "N2" è il quadrato del numero di spire... conseguentemente AL = L / N2 (dove L è il valore misurato.. Solitamente si usano i nanoH)

    Scovato AL (in genere è abbastanza costante, tranne ferriti particolari) potete calcolare le spire realmente necessarie come:
    N= radq ( L / AL)
    È importante questo trucco.. nel caso non si disponga dello strumento ma di una induttanza nota: si "smonta" numerandone le spire.. si ricava l'AL.. e si riavvolge con il numero che serve

    Purtroppo nulla sapiamo sul Bmax.. ovvero saturazione... e quindi se quel nucleo è sufficiente o meno:
    consiglio:
    1) non usate nuclei troppo piccoli.. ma simili a quelli che reperite in foto
    2) se vedete che l'induttanza che avete a disposizione a parità di nucleo (cioè assomiglia a quella "originali"..) è però elevata, significa che ne impiega uno non traferrato o con scarso traferro. Se è a traferro distribuito "ciccia" (sceglietene un altro). Se è a traferro localizzato, es composto da due seminuclei, provate ad usare uno spessore (es. carta) nella zona di contatto dei due semilavorati (ma non dove c'è eventualmente un traferro! "Li" già non tocca!).. in modo da abbassare lo AL (l'energia si accumula.. diciamo così.. nel traferro.. e quindi un nucleo con meno Bmax .. ne va a reggere valori ben maggiori)
    Ultima modifica di gattmes; 10-06-2009 a 11:30

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  23. #348
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    Visto che li indutatnze con nucleo è un pò problema, a meno che uno ha un pò di strumenti per misurare le caratteristiche dei nuclei a quel punto opta per la soluzione in aria, sicuramente ci vuole un pò diù di filo e magari valutare di non usare uno troppo sottile , però ti toglie tutti questi problemi.
    Ho trovato questo link, dove c'è un programmino, che funziona come il mio foglio di calcolo, sicuramente questoo programma sarà più preciso del mio ( nel calcolo bisogna tenere conto che se gli strati di filo sono molti, il diametro delle spire aumenta con l'auemtare degli avvolgimenti , il valore dell'induttanza è proporzioanle al diametro , quindi per avere un valore più preciso servirebbe un calcolo di tipo integrale).

  24. #349
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  25. #350
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    Quote Originariamente inviata da fly71
    ...Visto che li indutatnze con nucleo è un pò problema, a meno che uno ha un pò di strumenti per misurare le caratteristiche dei nuclei Visto che li indutatnze con nucleo è un pò problema, a meno che uno ha un pò di strumenti per misurare le caratteristiche dei nuclei ...
    Forse è "sfuggito" anche questo, anche se era in "neretto".. proviamo riscrivendolo una seconda volta:
    Quote Originariamente inviata da Cassandra
    ...Scovato AL (in genere è abbastanza costante, tranne ferriti particolari) potete calcolare le spire realmente necessarie come:
    N= radq ( L / AL)
    È importante questo trucco.. nel caso non si disponga dello strumento ma di una induttanza nota: si "smonta" numerandone le spire.. si ricava l'AL.. e si riavvolge con il numero che serve..
    ..io personalmente ho più "problemi" con il calcolo di quelle in aria.. che di quelle su nucleo,una volta noto l'AL (Caspita! È una semplice moltiplicazione: numero spire x numero spire x AL!)

    Provate un po a cercare nuclei RM6, o 7 .. o 10...o.......xx.... oppure nuclei EFD15... 20... 30, ecc. ecc. ecc.

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