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  1. #1
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    Predefinito Aiuto su ricarica batterie AGM 12v

    Buongiorno a tutti.
    Ho bisogno di un chiarimento sulle mie 4 fiamm 12v fghl 9ah nuove utilizzate in serie per uso ciclico.
    E' possibile caricarle i parallelo con un cb switching automatico 12v 3.8A

    ::>Alcava & Alcapower :: Soluzioni di Energia - Portable Energy, Traditional and Renewables

    o è necessario qualche accorgimento tipo diodi in serie a ciascuna batteria?
    grazie.

  2. #2
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    La risposta è semplice... e già "scovabile" nella domanda, vediamo....

    Si, le batterie si possono ovviamente caricare in parallelo.
    Questo implica che le batterie devono però essere collegate.... in parallelo!
    Conseguentemente se il collegamento "originario" è in serie, implica che le bat vanno "de-serializzate" (ossia scollegate totalmente dalla connessioni attuali) quindi ricollegate in parallelo.
    Questo può essere fatto ...diciamo.... meccanicamente... manualmente....(la via più relativamente semplice) oppure anche elettricamente/elettronicamente.

    Circa quest'ultima parte... per "scollegare".. intendo ben 3 cose:
    1) scollegare per qualsiasi possibile verso della corrente (un diodo... diciamo.. è in grado di interdirsi, ovvero "scollegare", quanto la corrente tenta di passare dal catodo all'anodo... viceversa è in conduzione.. quindi collega!)
    2) scollegare sempre fino alle differenza di potenziale (tensione) che potrebbero instaurarsi tra il collegamento originario e quello parallelo, tenendo conto che il "vecchio" collegamento serie permane a monte (o a valle secondo dove si guarda) dell'eventuale dispositivo elettrico/elettronico di... riconfigurazione..
    3) scollegare bene anche per eventuali componenti AC presenti "in gioco"

    -Sostanzialmente la via più semplice elettricamente, meno praticamente.. consiste nel "togliere" le bat.. e collegarle così opportunamente al cb.
    -Quella un poco più complicata consiste nell'uso di un dispositivo commutatore elettrico che "scambia" le connessioni (tale dispositivo deve "tenere" le correnti in gioco, oltre che le tensioni... per correnti mi riferisco a TUTTE.. quindi anche i picchi massimi d'uso!)
    -Quella più tecnologica nella progettazione di opportuno/i circuito/i elettronico/i di potenza di commutazione.

    In alternativa e se il CB presenta un isolamento ingresso/uscita tale da tenere sia le differenze canoniche in uso per la "rete", sia quelle derivabili dalla connessione serie..(pensiamo ad esempio a una serie di 40 batt 12V nominali.. quindi oltre 480V), allora è possibile usare un CB per ogni bat (o un CB pluriuscite ma con simili caratteristiche d'isolamento tra le varie uscite)...e queste ultime lasciarle connesse come in origine..

    Altra variante, con più basso rendimento, può consistere in un opportuno convertitore DC DC collegato in uscita tra un unico CB e le varie batterie....la cito in quanto un eventuale equalizzatore attivo studiato per "lavorare" mentre le bat sono in funzione/uso/scarica (quindi connesse in serie) può assolvere anche a questa funzione (in pratica si carica una bat.. e le altre vengono "equalizzate" al suo valore di SOC)

    ..ovviamente poi ci sono altre varianti sul tema....

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  3. #3
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    Collego ogni cavo di ciascuna batteria ai 8 poli di un connettore ad esempio "femmina" in uscita al pacco batterie. Per configurarle in serie o parallelo utilizzo il connettore corrispondente "maschio" come chiave. Per la ricarica le connessioni nel connettore configureranno le batterie in parallelo, mentre per il collegamento alla centralina del motore il connettore configura le batterie in serie. Quindi utilizzo un connettore femmina e due maschio.
    Il mio quesito riguarda piuttosto il collegamento in parallelo. Ho letto da qualche parte che tale collegamento può danneggiare le batterie. Eventualmente esiste qualche accorgimento?
    Grazie mille.

  4. #4
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    Se le bat sono fortemente disequalizzate (dopo una scarica "seriale" senza interventi attivi è molto più probabile di quel che si pensa..) nel momento della connessione in parallelo, se questo è secco, ci sarà bel passaggio di corrente, tra la bat o le bat più cariche e quella più scarica.

    Di norma le bat accettano correnti di carica (eccetto "transitori") frazioni... non di quelle di scarica, ma del valore di targa (C)... e nel caso di chimica al Pb può essere di avere scarica a 5...10C, ecc. senza problemi (eccetto capacità reale) ..ma carica limitata a C/10..o C/5 nel migliore dei casi. Conseguentemente il rapporto sopportato scarica/carica può arrivare a sbilanci anche di due ordini di grandezza, cosa che potrebbe comportare problemi (ovviamente per la sola bat più scarica, che assorbe, mentre le altre erogano).

    La corrente è limitata solo dalle impedenze in gioco (connessioni e interne alle bat) e dipendente quindi anche dalle differenze di tensione (ma una bat potrebbe essere al limite, proprio limite, anche a 0V..o anche con polarità inversa se la gestione di scarica non fa nulla in questo senso o è assente..)

    Si può allora collegare le bat con una impedenza maggiorata (resistenza aggiunta)..magari per un tempo limitato prima della ricarica.
    Ovviamente è possibile progettare circuitame che gestisce tal cosa in maniera + o - furba/automatica/ecc. (circuito + o - complesso quindi).

    Un taglio salomonico potrebbe consistere nell'uso di diodi "girati" in modo da consentire la corrente solo verso la batteria,...diodi poi "ORati" lato CB. In tal modo la bat scarica viene caricata dal CB.. e per prima, in quanto i diodi delle altre vanno in interdizione fintanto che la tensione della prima ..praticamente quella del CB.. non arriva in prossimità del "loro" valore. in tal caso il CB deve fornire una corrente massima adatta a quella accettata da una sola batteria (e non alla somma del parallelo), con conseguente aumento dei tempi di carica (carica lenta). Si può osare un poco in più..ma se si e certi che si esce rapidamente dalla disequalizzazione (con bat vecchie e disequalizzate non è proprio così..ma andrebbero sostituite)... altrimenti si finisce per accorciare la vita proprio a quella bat... con conseguente maggior probabilità di futuro disallineamento (una sorta di reazione positiva sul lungo termine)
    Questo metodo comporta anche uno sfalsamento sulla tensione di fine carica che va aumentata del valore di caduta dei diodi...
    Purtroppo è difficile dire quanto sia.. viste le dispersioni di caratteristiche.. viste le temperature ...e viste le correnti. Al limite si accetta di non arrivare al 100% di carica (visto che 80-90 si fa presto.. e un vero 100% richiede giorni di ricarica!)

    Una variante consiste nel parallelare i diodi con delle resistenze: in tal modo le bat più cariche non saranno completamente isolate... forniranno una corrente.. che può essere mantenuta bassa con valori resistivi adeguati (es decine di ohm), contemporaneamente quando si arriva a fine carica e la corrente scende via via a bassi valori.. si finisce per avere altrettanta proporzionale caduta sulle resistenze... che prima o poi arriva ad essere inferiore a quella dei diodi.. fino al limite di 0V per 0 corrente.

    Considerare i parametri I, V.. ma sopratutto T per diodi e resistenze.. e la relativa perdita di rendimento se il caso.
    Ultima modifica di gattmes; 11-05-2009 a 11:55

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