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  1. #1
    bengio26
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    Mi chiedo qual'è il massimo voltaggio che una batteria al piombo riesce a raggiungere senza danneggiarsi. Ho misurato la mia batteria e risulta carica 12,7v. troppo?
    Mi chiedo inoltre perchè su internet si trovano molti siti in cui consigliano di caricare l'auto con una corrente pari a circa 1/10 la corrente nominale della batteria. Ma perchè? l'alternatore dell'auto non si fa mica problemi a erogare correnti anche di 30-40ampere!!!
    Spero di ricevere dei chiarimenti. Grazie in anticipo.

  2. #2
    Ospite

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    non è definibile una grandezza precisa, ma si usano dei valori normalizzati.
    E' ritenuto normale definire "carica" una batteria standard da automobile quando raggiunge una tensione di 13,8 volt (valore che avrai sentito nominare ovunque, dalle autoradio ai baracchiniCB)
    Si definisce scarica una batteria che scenda sotto gi 11 volt.
    Per ragioni che non sto a spiegare, ma che possiamo chiamare "perdite durante la carica", la massima tensione normalizzata di ricarica è di 14,4 volt, che è quella a a cui dovrebbe essere regolato l'alternatore: ti sconsiglio di superarla.
    Caricando a 14,4 V puoi raggiungere i 13,8 con la batteria.
    Non dimenticare che i valori caratteristici di una batteria dipendono da cosa è fatta: i sopaddetti sono quelli di una batteria di elementi al piombo di SEI elementi (da questo dato, è facile ricavare le caratteristiche tipiche di UN elemento al piombo)

    La ricarica a un decimo... è una leggenda, dipende da come sono fatte le batterie e per quale uso sono destinate.... per esempio, una batteria auto ha piastre fatte in modo da sopportare le vibrazioni, ma magari ha un'autoscarica diversa da una batteria stazionaria per soccorritori. Le batterie attuali hanno piastre in grado di sopportare alte correnti senza torcersi, quindi ritengo che il valore di 1/10 sia fin troppo cautelativo.
    Però, ricorda che la batteria si prende quel che ha bisogno in base ad altre caratteristiche, e non è che i 40 ampere dell'alternatore le vengano iniettati con forza, è la batteria che grazie alla resistenza interna limita la ricarica (se ci metti un amperometro, vedrai che magari assorbe solo una decina di ampere)
    Il problema al massimo ce l'hai con la scarica violenta, come in un cortocircuto fra i poli.

  3. #3
    bengio26
    Ospite

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    Io credevo che 13,8v fosse la tensione della batteria collegata all'alternatore, non credevo potesse raggiungerli da sola. Su internet avevo visto un range di tensione della batteria carica da 12,2 a 12,6 volt. Per questo motivo mi sono stupito quando ho letto sul mio multimetro 12,7-12,8. E sempre su internet (uno dei siti che ho visitato è www.robotics.laboratorium.dist.unige.it) dice che la scarica della batteria non può scendere al di sotto degli 11,8-11,9 volt, altrimenti si danneggia in maniera irreversibile. Tutto questo mi è sembrato strano, per questo ho aperto questa discussione.

    Circa l'amperaggio.. non posso verificare quanti ampere si prende la batteria.. il mio multimetro arriva max a 10A!
    Ti ringrazio della risposta, sempre molto utile e chiarificatrice. ciao
    alla prox

  4. #4
    stranger
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    La batteria assomiglia un pò al diodo zener, finchè la tensione del caricabatteria è inferiore ad un certo valore non succede niente, quando però si supera un certo valore salta fuori un correntone che fa decadere la tensione elettrica fino al valore normale.

    Ovviamente c'è un limite a tutto...
    Se al posto del caricabatteria ci fosse una centrale nucleare da 1 GWATT con tensione in uscita di 380 volt allora la tensione del generatore non decade e la batteria scompare in un grosso lampo di luce che illumina le vie della città, un lampo che dura una manciata di secondi.
    Il fatto di non fare decadere 380 volt è solo una fantascienza teorica inrealizzabile.

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    Comunque, in generale, i correntoni troppo grossi fanno scaldare troppo le lamiere interne della batteria i quali si piegano peremanentemente e poi entrano in cortocircuito fra di loro e poi dopo bisogna sostituire la batteria.

  5. #5
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    L'alternatore da 30 ..40 o più ampere in quanto è lui a fornire energia (quindi in realtà il motore.. e in ultima analisi la "benzina"/"gasolio"...) a tutte le utenze elettriche del veicolo (luci, centraline.. ma anche... autoradio...).
    La batteria è solo un "polmone" (infatti è in tampone), inoltre serve a fornire energia quando il motore non è in moto (riprendendosela poi in un secondo tempo sempre dal... carburante, cioè di questo ne viene consumato in più rispetto al necessario per far muovere il veicolo...)

    Di norma l'aternatore viene regolato a circa 14V .. scrivo circa in quanto (solitamente) la regolazione non viene fatta controllando la tensione generata ma una sua asservita (da cui il ponte a "9 diodi", nonostante l'alternatore sia di norma trifase e quindi ne servino 6..)
    L'unica eccezione è il mio circuito di recupero di cui ho ampiamente scritto nel forum.

    Parlo di questo per il semplice fatto che (nel mio caso applicativo) superavo in certe condizioni questi 14V, arrivando verso i 15.
    Le bat sopportano per brevi periodi tensioni (e quindi poi correnti) più elevate. Quanto e per quanto dipende come già scritto dal modello di bat.

    Io consiglio di scaricare i "pdf"/dati dal sito del produttore e ragionare poi su quelli se si vuove variare qualcosa...
    Un dato che di solito non si trova:
    La tensione di ricarica varia di -2... -2.5mV a grado a elemento...

  6. #6
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    Facciamo un p'ò di chiarezza sulla carica delle batterie al piombo. Per prima cosa , se voglio avere una carica ottimale, le batterie non vanno caricate a tensione costante, ma a corrente costante, e il tempo è legato alla corrente di carica. facciamo un esempio:
    Se ho una batteria da 100A\h completamente scarica la sua carica ottimale è di 110\115 A\h quindi la posso caricare con 10A costanti per 11 ore (10*11=110) o per 22 ore a 5A (5*22=110) o anche con 20A per 5,5 ore.
    Quando la carico con correnti elevate, devo solo fare in modo che la temperatura interna della soluzione non superi i 60°, difatti in fabbrica alle batterie viene fatto il primo ciclo di carica ( detto FORMAZIONE) in vasche piene di acqua che mantengono la temperatura nel range giusto, con correnti di carica attorno ai 50A .
    Ciao

  7. #7
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    mi "aggancio" a questo post per risottolineare che la temperatura è molto importante nella vita/uso delle bat (e "roba" ch fa reazioni chimiche... ehmmm elettrochimiche)
    infatti mi autoquoto
    CITAZIONE
    Un dato che di solito non si trova:
    La tensione di ricarica varia di -2... -2.5mV a grado a elemento...

    Quindi in funzione della temperatura variano esempio:
    le tensioni carica-scarica
    la capacità nominale
    la resistenza interna
    ..di conseguenta il "sag" (caduta di tensione tirando corrente) ...la corrente prelevabile...ecc.


 

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