CITAZIONE (mariomaggi @ 8/6/2007, 19:16)
Quando fai una defibrillazione ad una persona in arresto cardiaco (o in fibrillazione senza scampo), dopo aver premuto il pulsante vedi il corpo che salta. In tal caso viene applicata una elevata tensione continua per un tempo molto breve, che lascia pochi danni, ma e' sufficiente a stimolare una contrazione di alcuni muscoli che aiutano a far ripartire il cuore che si era fermato (correggimi se ho scritto imprecisioni).
E' giustissimo. La corrente determina una contrazione di moltissime fibre muscolari ed anche il "reset", diciamo così, delle cellule che determinano iil ritmo cardiaco. Così queste possono rimettersi a scaricare in sincronia.
Ed è anche giustissimo che la corrente continua può essere ugualmente mortale, ovviamente alla tensione adeguata. L'alternata è più pericolosa solo per la frequenza. Ora non ricordo l'esatto meccanismo fisiologico, ma in pratica la fibra muscolare viene mantenuta in uno stato di "tetanizzazione" dalla continua salita-discesa dell'onda. Nel caso delle cellule del ritmo cardiaco questo confonde la sincronia. La "botta" del defibrillatore serve proprio a far ripartire il "clock" dell'organo cardiaco.
Anche la sedia elettrica sfrutta questo meccanismo, dopo una prima botta ad alto voltaggio ed amperaggio di pochi secondi che dovrebbe (spesso non va proprio così
) far perdere coscienza c'è una fase prolungata di alternata a basso voltaggio che serve appunto ad indurre l'arresto cardiaco. Infine si rialza corrente e amperaggio per bruciare gli organi interni per effetto joule. Sulla carta dovrebbe essere un metodo "umano" di determinare un'esecuzione.
P.S. Come si possa coniugare il termine "umano" con il termine "esecuzione di stato" io non riesco proprio a comprenderlo, ma andiamo decisamente OT. 