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Discussione: Unità esterne PDC collocate in un sottotetto

  1. #1
    Novizio/a

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    Angry Unità esterne PDC collocate in un sottotetto



    Buongiorno a tutti
    Ho recentemente acquistato un appartamento nuovo (circa 90 mq), con impianto di riscaldamento a pavimento alimentato da PDC, e accumulo ACS (sistema EHS TDM Plus di Samsung, che funge anche da raffrescamento estivo).
    L'unità esterna è stata collocata in un sottotetto dotato di aperture grigliate. Si tratta di un locale di poco più di 15/18 mq, molto basso (si tratta di un sottotetto che parte da circa un metro e mezzo e arriva a 40 cm) con 4 aperture verso l'esterno di circa 1,5*1,5 m dove si trovano in tutto 3 unità esterne posizionate vicino alle aperture. Dovrebbero essere tre unità da 6 o 8 Kw, ma credo che gli intervalli di funzionamento siano più o meno gli stessi
    A me è sembrata da subito una vera idiozia, ma i "tecnici" davano assicurazione che tutto andava bene.
    Solo in questo mese (dato che tutti e tre gli appartamenti sono stati venduti) tutte le unità sono in funzione contemporaneamente, e sono cominciati i problemi, per ora solo con ACS che arriva a singhiozzo. Qualcuno suggerisce che il problema è la collocazione delle unità esterne, cosa che avevo già sospettato, che al salire della temperatura si trovano a gestire aria molto calda ben oltre 40°C ricca di umidità e non riescono a svolgere il loro lavoro. Potrebbe essere corretto ?
    Se tanto mi da tanto in inverno avremo il problema opposto con l'aria del locale che si farà man mano più fredda fino a che le unità andranno in blocco o in continuo sbrinamento, con buona pace del COP e dei consumi.
    Qualcuno può aiutarmi ? meglio ancora se qualcuno può indicarmi (anche in pvt) un buon termotecnico in zona Brescia, a cui far redigere una perizia tecnica da passare poi ad un legale per chiedere la soluzione e/o il risarcimento danni. Se chiedo al costruttore sono certo che cercherà soluzioni tampone (tipo fare qualche altra apertura nel muro per aumentare ventilazione)
    Grazie

  2. #2
    Pietra Miliare

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    F.

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  3. #3
    Paladino del Forum

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    Quote Originariamente inviata da maikore Visualizza il messaggio
    ....
    Solo in questo mese (dato che tutti e tre gli appartamenti sono stati venduti) tutte le unità sono in funzione contemporaneamente, e sono cominciati i problemi, per ora solo con ACS che arriva a singhiozzo. Qualcuno suggerisce che il problema è la collocazione delle unità esterne, cosa che avevo già sospettato, che al salire della temperatura si trovano a gestire aria molto calda ben oltre 40°C ricca di umidità e non riescono a svolgere il loro lavoro. Potrebbe essere corretto ?
    No.. perche l'aria prodotta dalle unita esterne per produrre ACS è fredda e non calda...
    Vista l'esigua energia in gioco necessaria x produrre ACS ,mi sento di escludere che sia un problema di mancanza di circolazione adeguata d' aria.. fa molto caldo e il sole batte sulle tegole del locale.... oltre a 4 aperture da 1,5 mq. cad...

    Se ci sara una diminuzione di resa lo si noterà in riscaldamento in inverno.. non in produzione di ACS estiva.

    Quote Originariamente inviata da maikore Visualizza il messaggio
    ....
    ........Se chiedo al costruttore sono certo che cercherà soluzioni tampone (tipo fare qualche altra apertura nel muro per aumentare ventilazione)
    .. e non sarebbe una soluzione tampone.. ma una soluzione magari risolutiva per la resa invernale ( non per il problema di ACS attuale... per il quale è sicuramente altro...)

    F.
    Segui on-line il funzionamento dei miei impianti in tempo reale.
    Impianto Fotovoltaico grid: 7 pannelli Sanyo HIP 205, 1.44 kWp, Az 90°, Tilt 17°, Inverter Fronius IG.15 + Impianto fotovoltaico in isola da 0,86 kWp con 10 kWh di accumulo + impianto solare termico a svuotamento da 7mq + pompa di calore Altherma 3 Compact R32 da 8 kW.

  4. #4
    Seguace

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    Verifica qual è la temperatura massima dell'aria di scambio a cui quella pdc può produrre acs: per strano che possa sembrare a prima vista dato che da quell' aria deve estrarre calore, se la temperatura è eccessiva, il sistema si ferma.

  5. #5
    Novizio/a

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    Grazie per le risposte
    ora sono intervenuti facendo alcune piccole aperture laterali (5 fori circolari da circa 20/25 cm di diametro) e la situazione nel sottotetto è leggermente migliorata, ma l'ACS non arriva lo stesso. Siamo passati da quasi 40°C registrati nel primo pomeriggio di qualche giorno fa a 33-35 ° C (in linea con la temperatura esterna di questi giorni). Tuttavia i problemi con ACS continuano.
    allego uno schema (non è in scala ma può rendere l'idea), con le tre PDC (azzurre). il locale sarà in tutto circa 25 mq ma con soffitto molto basso. il rettangolo in basso è un ulteriore ostacolo alla circolazione dato che si tratta di un piccolo ripostiglio
    PDC sottotetto.jpg
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  6. #6
    Seguace

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    Non devono fare buchi in giro, ma spostare all'estero le macchine. Ci sarà un motivo se il manuale ne obbliga il posizionamento all'esterno con determinate distanze da muri o ostacoli

  7. #7
    Seguace

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    Se non vedo male, quando tutte le macchine sono in funzione e soffiano verso l' esterno, la sola entrata aria è data da quei 5 fori appena fatti. Non serve uno scienziato per capire che se i fori di emissione sono da un paio di metri quadri, quelli di immissione non possono essere 10 volte più piccoli.
    O spostano le unità esterne in facciata, o aprono un finestrone di un metro a tutta altezza dove ora hanno sforacchiato. C'è da sperare che la soletta sia stata ben coibentata, perché il tetto (già ora) sarà come non averlo.

  8. #8
    Novizio/a

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    Quote Originariamente inviata da Top Visualizza il messaggio
    Se non vedo male, quando tutte le macchine sono in funzione e soffiano verso l' esterno, la sola entrata aria è data da quei 5 fori appena fatti. Non serve uno scienziato per capire che se i fori di emissione sono da un paio di metri quadri, quelli di immissione non possono essere 10 volte più piccoli.
    O spostano le unità esterne in facciata, o aprono un finestrone di un metro a tutta altezza dove ora hanno sforacchiato. C'è da sperare che la soletta sia stata ben coibentata, perché il tetto (già ora) sarà come non averlo.
    in realtà c'è un entrata più grande che è la quarta finestra (a sinistra in basso) che però è grande esattamente come ognuna delle altre tre dove espellono l'aria le PDC. Penso quindi che stiamo parlando di un ingresso pari ad un terzo delle uscite (come dimensioni). con i fori aggiunti forse arriviamo alla metà ma non di più. Mi occupo di economia e finanza e non di termotecnica ma immagino che non sia sufficiente

  9. #9
    Seguace

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    Non avevo visto... In ogni caso, al di là della teoria, la pratica dice che le macchine non funzionano correttamente, ergo.. Le devono far funzionare.

  10. #10
    Paladino del Forum

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    Quote Originariamente inviata da maikore Visualizza il messaggio

    Mi occupo di economia e finanza e non di termotecnica ma immagino che non sia sufficiente
    Se non fosse sufficiente non è certamente quello il problema relativo alla mancanza di ACS a cui soffre l'impianto ora.

    Credo anche io che occorra verificare la T massima esterna oltre la quale la produzione di ACS viene bloccata ( leggere manuale macchina ).... in caso il problema sia questo la ACS dovrebbe comunque essere prodotta correttamente almeno di notte.

    F.
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  11. RAD

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