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  1. #126
    Ospite

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    Signori, buona sera e ben ritrovati, tutti.
    Ho letto di diverse perplessità manifestate riguardo lo schema che ho presentato.
    Bene. Probabilmente ho peccato di ingenuità dando per scontate cose che magari non lo sono per tutti.
    Mosfet a parte, la componentistica impiegata è commodity: ciò significa che la si trova anche dal calzolaio, forse...
    In una nota comunque, ho chiaramente specificato che l'FQP22P10 è stato utilizzato per praticità.
    Qualsiasi mosfet a canale P con caratteristiche similari può essere vantaggiosamente usato allo scopo.
    Caratteristiche similari significa circa 20 - 25 Ampere di Id, 100 Volt di Vds e circa 120 - 150 Watt di Pd.
    Un sostituto sicuramente di più facile reperibilità è l'IRF9540 o suo equivalente.
    Inoltre ci terrei a sottolineare il fatto che non esistono schemi elettrici "personalizzati".
    Uno schema elettrico è uno schema elettrico. Se poi lo si vuol definire "personalizzato" perchè chi lo legge non è in grado di interpretarlo fino in fondo bhè, questo è un altro discorso. E' un pò come la storia della volpe e dell'uva.
    Se avete perplessità o dubbi riguardo al funzionamento di quanto ho proposto, chiedete.
    Nel limite del possibile e compatibilmente con il tempo che ho a disposizione, cercherò di aiutarvi a comprendere il funzionamento del riscaldatore in tutte le sue parti.
    Se, come ho letto, non vi tornano i conti tra foto e schema elettrico, considerate che ho utilizzato diversi componenti SMD, pertanto difficilmente riuscirete a vederli nelle fotografie.

    GTD, ho una domanda per te: quali risultati hai ottenuto con il tuo riscaldatore?

    Di nuovo un saluto a tutti.

  2. #127
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    Vediamo un po se riesco ad essere di aiuto.
    Un mosfet è come un interruttore comandato elettricamente...una specie di relè!
    Ci sono (principalmente) due tipi di mosfet. Quelli ...."normalmente aperti"....sono il 99%.
    Normalmente aperto significa che ..l'interrutore ...normalmente (cioè quando non è stimolato) non fa passare corrente. Come ogni interruttore o rele il mosfet presenta due "poli" chiamati DRAIN e SOURCE.
    Siccome ho detto che è un interruttore comandato ha anche un ...comando! IL "polo" di comando è il GATE.
    I mosfet sono dispositivi comandati in tensione. Fornendo al comando una certa tensione il mosfet tende a chiudersi...e quindi a far passare corrente tra DRAIN e SOURCE. Tale tensione è 99,999999% dei casi riferita al terminale di SOURCE (che svolge quindi anche la funzione di "ritorno/riferimento" per il segnale di comando....purtroppo aggiungo io, in certi casi!)

    Qualcuno noterà che ho scritto:
    CITAZIONE

    far passare corrente tra DRAIN e SOURCE

    e non ...."dal DRAIN al SOURCE". Questo perchè a differenza di un interruttore o contatto di relè, i mosfet fanno (facciamola semplice...) passare corrente solo in un verso. Esistono allora due tipi di mosfet
    I più comuni/variegati/economici sono i mosfet canale N e fanno passare corrente dal drain al source (drain più positivo del source). Gli altri sono i mosfet canale P che fanno passare la corrente dal source al drain. Il comando in gate è sempre riferito al source per i 2 modelli. Quello che cambia è la polarità del comando, che segue quella del canale. Così al ch N occorre dare una certa tensione positiva in gate (rispetto al source) per chiuderlo, mentre per il ch P occorre dare una certa tensione negativa. Non dando tensione invece o dandola di segno sbagliato (facciamola breve), ma anche dandone un valore insufficiente il mosfet tende ad aprirsi.
    Qualcuno noterà che ho scritto:
    CITAZIONE

    tende ad aprirsi

    (anche più su) e non si apre. Questo perchè l'apertura non viene a scatto come un relè/interruttore ma "linearmente" ed in funzione della tensione di comando in gate. Cioè il mosfet è come un rubinetto che è possibile aprire + o meno (far passare più o meno ...."corrente" d'acqua! Pardon! elettrica!!!) in funzione di come si comanda il gate. Se questo è fatto da un omino (leggi circuito di controllo) che contralla il getto di corrente dell'acqua...e dai ...di corrente elettrica ...che esce in funzione di un parametro (esempio temperatura)..........

    Edited by gattmes - 9/2/2006, 10:52

  3. #128
    Ospite

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    Ciao gattmes, ben risentito.
    Hai dato un'ottima e chiara descrizione base del comportamento dei mosfet ma permettimi di correggerti in un punto.
    Riguarda il verso di scorrimento della corrente. E' vero che sui libri di testo viene insegnato che nei mosfet a canale N la corrente entra nel drain e che in quelli a canale P la corrente esce dal drain. Peccato non venga mai menzionato il fatto che, se garantita la corretta polarizzazione di gate, i mosfet funzionano perfettamente anche al contrario. Non sono componenti particolarmente schizzinosi: quando il canale è saturo (chiuso), il mosfet si comporta esattamente come un relè tant'è che questa caratteristica viene sfruttata nei raddrizzatori sincroni dei convertitori dc-dc per aumentarne l'efficienza. E' vero semmai il contrario, cioè che quando il mosfet è interdetto (canale completamente aperto, quindi polarizzazione gate-source assente) il blocco della corrente è garantito solo in un verso a causa del diodo parassita intrinsecamente connesso tra drain e source.
    Detto questo, credo tu abbia fatto un'ottimo lavoro.
    Saluti.

  4. #129
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    Ciao ciao
    Esatto!
    ..infatti ho scritto
    CITAZIONE

    i mosfet fanno (facciamola semplice...) passare corrente solo in un verso.

    e il "facciamola semplice" era appunto per non complicare le idee a chi di elettronica non mastica. Tuttavia se il mio post, ma sopratutto quello di karruso che spiega in generale in che modo i mosfet conducono anche in inverso...avesse stimolato la curiosità di qualcuno, si puo vedere di aprire un 3D specifico dove metterere non solo la teoria ma le varie esperienze pratiche e trucchetti che molti qui sul forum possono raccontare..

    Edited by gattmes - 10/2/2006, 11:57

  5. #130
    Ospite

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    Ciao a tutti!!!!! sono tornato!!!!
    Mi ricordavo kuesta stupenda dscussione e la sono andata a ricercare perchè sonoi approdato anche io ai riscaldatori!!!
    Allora adesso vi spiego. Mi servirebbe un riscaldatore per la vaschetta del mio carburatore che fino ad ora è stata riscaldata con il phon e non mi pare praticissimo da portare dietro! Come posso fare? Ho pensato subito ad un riscaldatore a mosfet ma non ho la piu pallida dea di come realizzarlo!!! mi potete aiutare? volevo modificare lo schema che si trova in proma pagina ma visto che la mia temparatura ideale è 40 °C e non 110 ho qualche problemino a modificarlo. è risolvibile ?vorrei fare anche qualcosa di meno potente perchè devo scaldare solo pochi cc di carburante e solo per qualche secondo prima dell'accenzione!

    Diciamo che per me l'ideale sarebbe un solo mosfet e una resistenza che lo "spegne" (o sarebbe meglio dire apre?) quando raggiunge i 40 °C e poi un interruttore che stacca tutto a mano. grazie a chi mi aiuta!!!

  6. #131
    LLibera
    Ospite

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    CITAZIONE (karruso @ 9/2/2006, 22:54)
    Ciao gattmes, ben risentito.
    Hai dato un'ottima e chiara descrizione base del comportamento dei mosfet ma permettimi di correggerti in un punto.
    Riguarda il verso di scorrimento della corrente. E' vero che sui libri di testo viene insegnato che nei mosfet a canale N la corrente entra nel drain e che in quelli a canale P la corrente esce dal drain. Peccato non venga mai menzionato il fatto che, se garantita la corretta polarizzazione di gate, i mosfet funzionano perfettamente anche al contrario. Non sono componenti particolarmente schizzinosi: quando il canale è saturo (chiuso), il mosfet si comporta esattamente come un relè tant'è che questa caratteristica viene sfruttata nei raddrizzatori sincroni dei convertitori dc-dc per aumentarne l'efficienza. E' vero semmai il contrario, cioè che quando il mosfet è interdetto (canale completamente aperto, quindi polarizzazione gate-source assente) il blocco della corrente è garantito solo in un verso a causa del diodo parassita intrinsecamente connesso tra drain e source.
    Detto questo, credo tu abbia fatto un'ottimo lavoro.
    Saluti.

    :D Vorrei chiederti una cosa "karruso" ho notato che hai installato il riscaldatore del "Carburante" dopo il filtro del gasolio , la cosa non è sicurissima perchè se per qualche motivo i tubi di acciaio o zincati dovessero rilasciare qualche particella o qualche pezzetto di ferro questo verrebbe aspirato dalla pompainiettri :o: e non sarebbe molto bello ti consiglio di aggiungere alla fine del riscaldatore un filtro in linea per il gasolio per fermale eventuali particelle di grosse dimensioni che dovessero distaccarsi dalle tubazione :blink: , l'installazione sucessiva al filtro gasolio comporta anche il fatto che in casi particolari di bassa temperatura il filtro del gasolio a monte del riscaldatore potrebbe intasarsi per la cristallizzazione dell'olio :huh: .
    :rolleyes: una ultima cosa volevo chiederti hai mai cotrollato la temperatura del "Carburante" con il ricircolo lungo e con il ricircolo corto ?
    Io per ora sulla bravo JTD sono ancora con il ricircolo lungo e il "Carburante" non supera i 25 °C ( calcola che a Venezia ora ci sono 5 o -1 °C ) volevo provare a fare il ricircolo corto per evitare il pescaggio completamente freddo del carburante <_< .
    Potrebbe anche essere interessante riuscire a regolare i due rubinetti al 10% verso il serbatoio e al 90% verso il ricircolo corto per comunque assicurare un piccolo afflusso di carburante tiepido al serbatoio per non mandare in sub lavoro la pompa del sarbatio vista la densità maggiore del "Carburante" :wacko:



 
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