- Il motore a combustione interna (ICE) ha un rendimento molto variabile a seconda delle condizioni operative, con un punto di picco in generale nelle condizioni di progetto, dalle quali però si può allontanare sensibilmente, con un rendimento che può anche più che dimezzarsi. Gli accendi-spegni, inoltre, sono pagati non solo con riduzioni del rendimento ma anche con aumenti localizzati delle emissioni inquinanti.
Definiamo meglio cosa si intende per accendi-spegni. Per un ICE ad accensione comandata possiamo dire che... ad ogni ciclo avviene un'accensione della miscela (scintilla nella candela)... ma ciò accade con una certa rotondità, quando tutto è, diciamo, a regime di temperatura (sonda lambda compresa). Se invece si lascia fermo l'ICE per un po' di tempo, allungando enormemente i tempi tra l'ultima "accensione in camera di scoppio" di un ciclo di lavoro... e la prima di un successivo ciclo, allora ci si discosta da quel "punto" ottimale. In pratica, spegnendo, si tende a raffreddare il tutto... e riaccendendo si deve ritornare "a regime'.
C'è allora da domandarsi: conviene lasciare spento per un tempo lungo l'ICE?
NO! Se lo spegnimento (inteso come fermo meccanico) ha una durata non troppo lunga, allora si evitano i citati "aumenti localizzati delle emissioni inquinanti".
HSD passa per delle fasi [omissis] che comprendono un'andata a regime... e, una volta raggiunto, le accensione durano il minimo necessario (anche per questo io dico che e qui il termico che aiuta l'elettrico, più che l'opposto...)
- Il motore elettrico (EE) invece ha un rendimento (inteso come trasformazione da energia elettrica a meccanica) pressochè costante (non lo è, ma di sicuro lo è più di quanto non lo sia l'ICE). Il problema di tale motore è però che richiede una forma di energia in ingresso (elettrica) che è difficilmente immagazzinabile
... ma molto più facilmente gestibile, trasformabile... facendo ciò con inquinamento tendente a zero!
L'idea dell'ibrido è dunque di dire: faccio lavorare l'ICE sempre alle condizioni di progetto, lo uso per caricare una batteria che a sua volta alimenta il ME.
Per far ciò occorre però accoppiare allo ICE un generatore elettrico di taglia (quindi anche ingombro e peso) simile al motore elettrico. Dato che generatore/motore elettrico sono poi un modo di funzionamento di una stessa "macchina" elettrica, significa ..duplicare!
Il passaggio energetico meccanica-elettrica-meccanica è compensato dall'aumento vertiginoso, in media, del rendimento dell'ICE.
L'aumento di rendimento dello ICE non è dato dal passaggio meccanico-elettrico-meccanico in se (quindi dalla presenza fisica di generatore-ICE-motore el), ma piuttosto dal modo come si fa funzionare lo ICE stesso. Ricordo che per un buon rendimento occorrono DUE condizioni
A) un regime di rotazione dello ICE appropriato
B) un determinato "carico' applicato allo ICE
Ovviamente l'ICE ha una condizione di progetto, alla quale produce una determinata potenza P_0. Quindi se mentre sto andando su una strada cittadina a 50 km/h e ho una richiesta di potenza inferiore a P_0, il mio motore ICE produrrà P_0 finchè non ha caricato la batteria per poi spegnersi, finchè la batteria non è vuota di nuovo, momento nel quale si riaccende (sto semplificando mostruosamente, ne sono consapevole, ma è per dare l'idea).
Vediamo numericamente... diciamo che a 50 km/h serve la potenza P=70 e che l'ICE produce invece una P_0 che è 100:
Ci sarà allora un ICE che produce 100, un generatore in grado di "gestire"/convertire 100 in elettrici... una batteria in grado di "gestire"/accumulare i 100... e un motore el. in grado di produrre i 70 necessari per ottenere i 50 km/h.
Vediamo cosa potrebbe (condizionale) accadere con un HSD:
Allo ICE gli si "presenta" un carico e lo si fa funzionare a un regime...ambedue tali da determinarne massimo rendimento. Supponiamo che ciò coincida col la produzione sempre di quel 100. Di questi 100, 50 si dirottano verso le ruote... e 50 verso il generatore, quindi sulla "barra" elettrica verso la batteria/motore elettrico. Quest'ultimo fornisce al momento alle ruote i 20 che mancano (70-50) per fare i 50 km/h, sottraendoli da quelli diretti alla batteria che, in questo frangente, si trova ad accumulare/gestire 50-20=30 (NB tralascio ovviamente i rendimenti, comunque molto alti nelle parti elettriche). Ad un certo punto l'ICE si spegne: il motore elettrico passa a fornire 70.. lo stesso numero interessa la batteria. Cosa notiamo?
1) Che il generatore è più piccolo, infatti una parte di "forza" può passare direttamente da ICE a ruote (ibrido parallelo) senza dover passare tutta dalla catena ICE>generatore>(batteria)>motore el.
2) che la batteria gestisce mediamente "meno roba"
Ecco. Da qui ne deriva che più è capiente la batteria, minore sarà il numero di cicli accensione-ricarica-spegnimento dell'ICE, con conseguente vantaggio sul consumo finale.
Deriva che usando solo la configurazione serie sei costretto ad avere un bel po' di peso in più del "grosso" generatore.. e un bel po' di peso in più della grossa batteria.
Conseguentemente avrai bisogno di una maggiore forza/energia sia per far muovere il veicolo in rettilineo, sia per accelerarlo o fargli percorrere una salita (ricordando che la prima è 100% persa, per le altre due si recupera, ma con dei rendimenti di mezzo, quindi no il 100%)
Questo è quello che ho in testa riguardo i motori ibridi e che mi porta a dire che avere una batteria di buona capienza sarebbe favorevole al loro funzionamento. Dove sbaglio?