[QUOTE=Il Crucco;119066217]@Sulzer
Era una battuta, lungi da me trinciare giudizi su una persona di cui non conosco null'altro che le parole scritte qui .
Però fai affermazioni che sembrano parecchio alla battuta infelice attribuita a Maria Antonietta " se il popolo non ha pane che mangi brioches " . Faccio l'esempio del mio paese di cui conosco abbastanza la realtà produttiva . La superficie coltivata e coltivabile sino a due secoli fa consentiva la sopravvivenza a non più di 8 milioni di persone . Era una superficie estesa come quella attuale perchè le aree che oggi vengono considerate marginali e non sono coltivate , a quei tempi permettevano di vivere a milioni di persone ( prova a verificare quanti versanti montani impervii sono gradonati in Liguria, Toscana, Trentino e altre regioni e adesso lasciati allo stato brado ). la rivoluzione agricola degli ultimi due secoli ha incrementato talmente le coltivazioni che adesso si producono alimenti per c.a . 25 - 30 milioni di persone su un territorio sempre uguale ( pressapoco ciò che si è perso si è guadagnato con le bonifiche fasciste in Veneto , Romagna, Lazio e altre , anche in Sardegna ) . I metodi di coltivazione che non accetti sono quelli che permettono la produzione di questi quantitativi di cibo altrimenti irraggiungibili. In un mondo popolato da 6 ...7 ...? miliardi di esseri umani che tutti i giorni mangiano e auguriamoci che continuino , i metodi di coltivazione che auspichi sono un desiderio elittario , una attività di nicchia . Non dico non debba essere perseguita , anzi . Ma pensare di sfamare tutti con i metodi tradizionali penso non sarebbe fattibile anche se riconosco molto positiva l'attività della signora dello Yunnan.
Pensa che Roma iniziò a crescere sul serio solo alla fine delle guerre puniche quando potè alimentarsi con il cibo proveniente dal nord Africa . Continuo con l'esempio italiano , fossimo costretti a un regime autarchico completo non potremmo vivere in più di 10 milioni di persone , gli altri 50 dove li mettiamo ?
Poi confesso che vivo dei prodotti di un orto coltivato in maniera molto simile a quella che descrivi ma è un caso . Sono fortunato e ho un vecchio zio che per hobby lo conduce come piace a lui, senza diserbanti e senza concimi chimici , non penso si possa ripetere e diffondere più di tanto come modello.
Quando parli del problema della erosione dei suoli in Cina ti do ragione , purtroppo le tecniche intensive non valgono per tutti e a ogni suolo e a ogni clima dovrebbero corrispondere tecniche diverse e mirate . La Cina ha un problema più grande che si riscontra anche negli stati della ex URSS . Regioni grandi come nazioni hanno subito la programmazione delle coltivazioni con l'imposizione dei metodi alla popolazione senza che gli agricoltori potessero decidere nulla ne in senso positivo ne in senso negativo subendo le scelte negative sulla propria pelle ..... Il resto del mondo per fortuna non ha subito più di tanto questi esperimenti


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