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Discussione: Preparazione riutilizzo RAEE

  1. #1
    Novizio/a

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    Predefinito Preparazione riutilizzo RAEE



    Ciao a tutti,
    avrei da tempo maturato l'intenzione di costituire una rete accreditata al riutilizzo di RAEE. La mia azienda si occupa di assistenza informatica alle imprese e da qualche anno lavora anche nel mondo dei raee. Per qualche tempo abbiamo lavorato all'interno di un centro di trattamento accreditato dal cdc avendo a disposizione tutto il raee transitante nel sito per sceglierne i pezzi più interessanti da riutilizzare. Abbiamo ottenuto grandissimi risultati, sia imprenditoriali che ecologici. Purtroppo il centro di trattamento ha ceduto alle pressioni di alcuni produttori di AEE (chiaramente non intenzionati a vedere i propri apparecchi usati ricommercializzati) impedendoci l'accesso al sito e interrompendo il progetto. Attualmente stiamo cercando attraverso enti competenti di farci aprire le porte di qualche centro (raccolta o trattamento), viste anche le recenti normative che puntano proprio verso l'aumento e la fondazione di centri di reimpiego. Proprio oggi pomeriggio abbiamo un appuntamento con l'assessore all'ambiente della nostra provincia, speranziosi possa interessarsi al nostro progetto. Stiamo anche cercando di coinvolgere un'associazione accreditata cdc che possa gestire l'organizzazione di una rete per il riutilizzo. Abbiamo una bozza di progetto e vorremmo "potenziarla"
    Sapete di qualche realtà simile alla nostra, con collaborazioni tra centri accreditati e aziende per la riparazione di raee?
    Avete esperienze simili da raccontare?
    Ciauzz
    Ale

  2. #2
    Super_Mod

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    Benvenuto Oneclick... molto interessante la tua idea. al momento non posso aiutarci ma tienici aggiornati
    «Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo». Mahatma Gandhi

  3. #3
    Novizio/a

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    L'incontro è andato strabene!!! Almeno a parole
    L'assessore non solo è molto interessato al progetto ma si è mostrato disponibilissimo a seguirci con il suo staff tecnico per capire i confini (da non oltrepassare) dei campi di operabilità e creare un progetto tipo da portare in consiglio. Ci ha chiesto qualche giorno per organizzare una riunione. Considerando che qua a Torino c'è già una cooperativa sociale para-comunale che opera nel nostro stesso settore la fattibilità dovrebbe essere garantita! Anche a sentir le sue parole non dovremmo avere grosse difficoltà soprattutto visto che non vogliamo soldi da loro
    il suo più gran timore sta proprio nel fatto che l'esempio più significativo, rappresentato appunto dalla suddetta cooperativa, non si regge in piedi da sola e necessita di continue "sponsorizzazioni".
    Si tratta però di una realtà mooolto rivolta al sociale e poco all'imprenditoria, é certo che riparando ferri da stiro difficilmente potrai ripagarti i costi di gestione
    Aspettiamo e speriamo non sia solo aria fritta!


    PS possibile che nessuno ripari RAEE in una struttura autorizzata!?!

  4. #4
    Super_Mod

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    non so.. mi informerò finito questo intenso periodo.

    Continuiamo ad aggiornarci che se si riesce a creare qualcosa potremmo esportarlo anche in altre località.

    Potrà essere sostenibile recuperare materiale gratuitamente e cercare di vendere almeno la manodopera. Sarebbe da recuperare qualcosa dai costi risparmiati grazie alla riduzione della raccolta e smaltimento rifiuti.
    «Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo». Mahatma Gandhi

  5. #5
    Super_Mod

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    Hai citato d'essere di Torino, allora dovresti conoscere che una delle strutture nazionali per il trattamento dei RAEE è nella cintura della nostra città, non ricordo bene quale di preciso, perché sono ormai parecchi anni che ne hanno parlato, mi pare nel canavese. Purtroppo sono veramente di corsa in questi giorni e non ho tempo per delle ricerche, vedi tu se con un motore di ricerca riesci a trovare il centro, altrimenti tra un paio di settimane dovrei essere un po' più scarico e provo a farlo io.

    ••••••••••••

  6. #6
    Novizio/a

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    In Piemonte le strutture accreditate CDC sono 3:
    Cooperativa Sociale Arcobaleno: è la struttura in cui abbiamo maturato l'esperienza in campo di riutilizzo RAEE di cui vi ho parlato.
    Amiat TBD Srl: punto di riferimento di tutto il nordovest, abbiamo avuto un piacevole incontro in cui si è discusso sulla fattibilità del progetto. Ottimo feedback, potrei COMPRARE del raee da loro anche domani se avessimo le autorizzazioni; non è possibile instaurare un rapporto all'interno della loro struttura in quanto società paracomunale (socio unico Amiat Spa di proprietà al 99% del comune di Torino).
    Progetto Ambiente: non riesco neanche a parlargli, il titolare si fa negare sempre.

    Bisogna fare alcune distinzioni. Se parliamo di centri accreditati, quindi grandi strutture dove è possibile reperire sia raee professionale che raee in arrivo direttamente dai produttori, le alternative come vedete non sono molte e non penso vada molto meglio in altre regioni. Per quanto riguarda i centri non accreditati stiamo provando a contattarne alcuni, molto interessati, ma privi di materiale "interessante", con loro potrebbe essere possibile la strada di ACQUISTARE il raee presso altre strutture utilizzando le loro autorizzazioni.
    Per quanto riguarda le isole ecologice (eco centri, centri raccolta comunali e glia ltri fantasiosi nomi con cui vengono chiamati ) il raee è veramente di qualità scadente, e quando anche si riesce a repererire prodotti di valore essi sono esposti a tutte le intemperie, difficilmente riparabili!
    Insomma, o l'assessore ci apre qualche porta, verso centri accreditati e in alternativa verso TUTTE le isole ecologiche, oppure la vedo dura.
    Lo scetticismo sull'autosostentamento del progetto lo considero lecito se non si è mai stati in un centro dove transitano 40tonnellate al giorno di raee spesso di altissima qualità, perchè vi assicuro che se si riuscisse a recuperare gratuitamente il materiale l'utile andrebbe ben oltre la pura manodopera. Vi dico solo che il primo anno, solamente io e il mio socio, abbiamo fatturato 160mila euro di prodotti, tra Italia ed estero. Questo con un iniziale impegno di tipo hobbistico vista l'assenza di certezze di riuscita!
    Le potenzialità ci sono tutte, prima di ogni altra cosa serve reale attitudine.
    Ale

  7. #7
    Pietra Miliare

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    Avete il mio sostegno morale.... per quello che può servire!

    Una volta ho visto un servizio in TV di una cosa simile; è passato molto tempo e non ricordo bene dove era (forse Report), ricordo che ricondizionavano vecchi PC prendendo i pezzi ancora buoni, installavano software libero e li rivendevano...... magari eravate voi?
    - AGGIORNAMENTO A GENNAIO 2018 -
    Per il foglio di calcolo con costi e confronti delle tariffe elettriche nel mercato tutelato: http://www.energeticambiente.it/in-c...#post119803941

  8. #8
    Super_Mod

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    Non credo che si stesse riferendo al ricondizionamento dei PC, per quello nella sola provincia di Torino ve ne sono molto più di 3. Per esempio c'è il SERMIG (fondato da Ernesto Oliviero) che raccoglie i PC dismessi (che non siano troppo vecchi però), li ricondiziona nell'hardware e nella dotazione software (quasi tutto free) e poi destina, secondo il caso, ai mercatini per l'autofinanziamento, oppure alle loro missioni in Italia e all'estero.

    Un centro di raccolta del Sermig nella provincia di Torino è a Cumiana, presso l'Istituto Salesiano Don Bosco in Via Cascine Nuove 3, ma occorre telefonare prima per conoscere gli orari per poter portare i propri computer (e non solo computer), sono tutti volontari e non è sempre aperto.

    ••••••••••••

  9. #9
    Super_Mod

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    Ciao.. non è più semplice recuperare apparecchiature elettroniche ed elettriche prima che diventino rifiuto?
    «Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo». Mahatma Gandhi

  10. #10
    Super_Mod

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    Servono entrambe le cose: non tutto è recuperabile tal quale, non si tratta solo di obsolescenza.

    ••••••••••••

  11. #11
    Super_Mod

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    "rifiuto" è un concetto che attribuiamo noi indipendentemente all'obsolescenza ed i rifiuti sono soggetti a normative molto rigide (giustamente).

    Penso che forse sia più facile organizzare un centro raccolta gratuito per apparecchiature destinate alla riparazione.
    Ben venga percorrere entrambe le strade ed usare quella che ci porta più facilmente a destinazione.
    «Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo». Mahatma Gandhi

  12. #12
    Novizio/a

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    Quote Originariamente inviata da iP Tom Visualizza il messaggio
    Potrà essere sostenibile recuperare materiale gratuitamente e cercare di vendere almeno la manodopera. Sarebbe da recuperare qualcosa dai costi risparmiati grazie alla riduzione della raccolta e smaltimento rifiuti.
    Buona idea, noi risponderemo con il riutilizzo di energia positiva è una buona cosa!


    Note di Moderazione: iP Tom
    quotare interamente il messaggio è inutile, rende più lunga la lettura ed è vietato dal regolamento

    Ultima modifica di iP Tom; 09-08-2011 a 08:35

  13. #13
    Novizio/a

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    Predefinito Aggiornamenti

    Ciao Oneclick,
    scopro solo oggi questo forum, per esperienza e competenza sarei interessato a conoscere lo stato di avanzamento del vostro progetto ... se puoi ... gentilmente ci aggiorni?
    Grazie

  14. #14
    Paladino del Forum

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    Oneclick..ma segui il consiglio di Tom..cerca di intercettare i flusso a monte..organizza una raccolta tua a pagamento..con Internet dovrebbe essere tutto sommato possibile farla su appuntamento, per zone, a prezzi competitivi..
    CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

  15. #15
    Novizio/a

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    Grazie per tutti i preziosi consigli che ho letto. Uppo il topic leggendo che si parla sempre meno del riutilizzo, in controtendenza rispetto ai paesi membri e alle normative sempre più pressanti. Evidentemente non ci sono interessi economici per sostenere progetti di riutilizzo fintanto non diventino obbligatorie.
    Ricordo a tutti che il riutilizzo ( e la preparazione al riutilizzo) di apparecchiature sono le prime attività da intraprendere sui RAEE prima ancora di pensare al recupero di MPS, così come la normativa vigente vorrebbe.
    A causa della panettiera sotto casa che non accetta pagamenti in aria fritta o promesse di assessori ho dovuto occuparmi d'altro nella vita per guadagnare il sonante Euro. Sono sempre molto sensibile e interessato all'argomento, e ancora convinto della fattibilità imprenditoriale e sociale del progetto.
    Buona giornata
    Alessandro

  16. #16
    Novizio/a

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    Smile riutilizzo, come avviene?

    Ciao a tutti,
    sono una studentessa di ingegneria ambientale e sto facedo delle ricerche per un esame sul recupero dei materiali. Leggendo la discussione ho visto che si parla di riutilizzo dei RAEE, potrei chiedere delle informazioni sulle fasi richieste per riutilizzare i vari materiali provenienti da tali articoli? Sarei interessata in particolare alla plastica, in quanto so che il riciclo è ostacolato dalla presenza di ritardanti di fiamma e l'unica soluzione è appunto il riutilizzo di alcune componenti di questo materiale.

    Vi sarei davvero grata se riusciste a darmi qualche informazione, perchè sull'argomento ho trovato solo indicazioni molto vaghe.

  17. #17
    Appassionato/a

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    Ciao Julia95,
    attualmente dal disassemblaggio dei RAEE è molto difficoltoso recuperare plastica; il motivo è dovuto principalmente alla varietà di tipologie di plastiche utilizzare per costruire gli AEE (PS, C, ABS e accoppiamenti di tali tipologie). Molto spesso si produce un mix di plastica triturata che poi è difficilmente recuperabile.
    I materiali maggiormente recuperabili sono le componenti che contengono metalli preziosi (schede elettriche, processori, RAM, connettori, ...).

  18. RAD

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