CITAZIONE (nll @ 9/3/2007, 09:35)
Che alcuni materiali preziosi (rubini, ma anche diamanti) possano essere sintetizzati partendo da materiali molto più poveri è risaputo. Occorre vedere se il risultato ottenuto è paragonabile al materiale naturale e quanto costa il suo processo produttivo, solo così si può capire se davvero è così conveniente farci nascere un business
Per i rubini sintetici non ho molte conoscenze, ma per i diamanti sempre sintetici, dato che li uso per lavoro, invece so "qualche" cosina in più. Penso comunque che quanto dirò sui diamanti valga al 90% anche per altre pietre più o meno preziose.
La differenza tra un diamante naturale ed uno sintetico è semplicemente che il naturale è praticamente un monocristallo, anche nelle sue dimensioni maggiori, tipo cipolla, tanto per intenderci. E già questo ne fa un "evento" geologico e ne spiega il valore.
Invece il diamante sintetico è costituito da una moltitudine di piccoli cristalli saldati tra loro grazie alle elevatissime pressioni sviluppate nel processo produttivo (si chiama "sinterizzazione").
Questo, innanzitutto, rende il sintetico non tagliabile con i procedimenti usati per il naturale e, anche in conseguenza di ciò, spiega perchè non è possibile ottenere da un diamante sintetico le stesse lucentezze, giochi di riflessi e levigatezze che fanno delle pietre naturali dei veri gioielli.
CITAZIONE (nll @ 9/3/2007, 09:35)
considera anche il deprezzamento dei preziosi quando vengono a essere immessi in abbondanza nel mercato.
Per quanto detto sopra, le pietre sintetiche non potranno mai incidere sul prezzo di mercato di quelle naturali, siano esse utilizzate per applicazioni industriali, che per usi "simbolico-affettivi" (gioielleria).
Le pietre naturali e quelle sintetiche hanno 2 canali di mercato completamente separati tra loro. Ed uno non riuscirà mai a condizionare più di tanto l'altro.
Piccolo aneddoto: circa 25 anni fa, l'allora Unione Sovietica iniziò ad esportare verso l'Europa degli utensili in diamante sintetico di un livello qualitativo semplicemente eccelso, anche se paragonati a quelli delle fabbriche occidentali. Si trattava, lo si appurò poi, di uno surplus di merce solitamente destinata ad usi interni (industria militare), esportata al solo scopo di reperire la valuta pregiata di cui quei paesi erano alla costante ricerca.
In ogni caso, bastò questo per far dire alle solite "fonti bene informate", ma tecnicamente molto poco preparate, che l'URSS aveva sviluppato una tecnologia per produrre diamanti sintetici in tutto e per tutto uguali a quelli naturali e che il passo successivo sarebbe stata una inondazione di tali pietre sul mercato occidentale, con conseguente crollo delle quotazioni. Ricordo anche che un amico orefice mi disse che molti, dopo avere letto 'sta cosa sui maggiori quotidiani e presagendo un crollo del mercato, andarono da lui per cercare di vendergli anelli, collane ed altri gioielli con diamanti incastonati.
La cosa si rivelò una bufala clamorosa ed oggi, a distanza di 1/4 di secolo, i diamanti sintetici ogni anno vengono ormai prodotti a tonnellate in vari paesi del mondo, ma la quotazione del naturale rispetto al sintetico è ferma ad un rapporto 80-100 a 1.
Scusate la prolissità, ma almeno vi siete fatti una cultura sulle pietre sintetiche.