CITAZIONE (nll @ 11/4/2007, 12:09)
L'ecocompatibilità del CDR-P, a mio giudizio, non sta nelle ridotte emissioni inquinanti, ma nella sostituzione del combustibile fossile con altro combustibile, quello da rifiuti urbani e industriali, che comunque si sarebbero dovuti smaltire in qualche altro modo, peggiorando il bilancio ambientale.
Del resto anche per il riscaldamento domestico si tende a promuovere l'uso di combustibili naturali quali il mais, il cippato, i pellet, ecc... non perché le loro emissioni siano inferiori, ma per il fatto che non emettono più inquinanti di quanto il loro ciclo vitale ha sottratto all'ambiente nella crescita del vegetale da cui provengono.
Caro nll
non so che fine ha fatto il cip6 però anche quello è un discorso che si può collegare a quello che fai tu.
Bisogna dire però che il CDR non si può assimilare alla biomassa perchè il loro contenuto è soprattutto
fatto di plastica di vario genere.
Quindi essendo il CDR principalmente un derivato del petrolio è in quanto tale una fonte esauribile
perciò non dovrebbe essere in alcun modo "incentivabile".
Siccome non ne hanno più parlato, penso che il CDR sia ancora fonte assimilata
e continui a ricevere i fondi CIP6 per il 100% dell'energia prodotta anzichè (come sarebbe più giusto)
solo per la frazione di biomassa che il CDR contiene.
PS: Qualcuno ha informazioni sul CIP6?