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  1. #1
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    Predefinito Chiarimenti su rendimento di generazione

    Salve a tutti.
    Sono nuovo in questo forum e guardando qua e la ho potuto notare che è abbastanza ricco di argomenti interessanti....bene bene. Vengo al dunque..
    Devo calcolare la potenza termica utile di una caldaia a gasolio esistente (del '91)di potenza termica al focolare di 380 kW. Ho letto del metodo indiretto tramite l'analisi dei fumi(che se non sbaglio mi da solo il rendimento di combustione), ma mi son chiesto: se io vado quando la caldaia è a regime e mi rilevo la temperatura nella mandata e nel ritorno, e conoscendo la portata del fluido termovettore, è bugia che mi ricavo facilmente la potenza fornita al fluido termovettore, facendo a meno dell'analisi dei fumi? Poi siccome conosco il consumo orario di combustibile, il suo potere calorifico, mi risulta facile calcolarmi il rendimento di quella caldaia.
    In rete non ho trovato nessun procedimento simile a quello che ho esposto e dunque ho pensato che stessi sbagliando o trascurando qualcosa, dunque se ci fosse qualcuno tra voi che mi chiarisse il dubbio, sarei ben contento.
    In piu, mi chiedo per quale motivo dettagliato il rendimento di un generatore (parliamo di caldaia a gasolio) diminusce qualora lavori ad un regime inferiore a quello di potenza massima. Cosa avviene nel dettaglio?
    Cioè, se io ho una caldaia che sta lavorando a una potenza termica al focolare dimezzata, vuol dire che la portata del combustibile è dimezzata. Quindi avrò che la temperatura all'interno della camera di combustione sarà inferiore e mi dico: per avere dimezzata la potenza fornita al fluido temovettore (per la quale avrei rendimento uguale a quello iniziale, e non inferiore) bisogna che siano dimezzate le temperature all'interno della camera di combustione, e aggiungo che per avere un rendimento inferiore rispetto a quello iniziale, bisogna che le temperature nella camera di combustione siano piu che dimezzate. Oppure è una questione di proporzioni tra combustione, camera di combustione, scambiatore, portate varie?
    Insomma, ho cercato di darvi uno spunto (giusto o sbagliato che sia) in modo tale che qualcuno possa chiarirmi il perche il rendimento diminuisca al diminuire della potenza erogata.
    Grazie in anticipo

  2. #2
    eta
    eta non è in linea
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    Quote Originariamente inviata da antopeddis Visualizza il messaggio
    se io vado quando la caldaia è a regime e mi rilevo la temperatura nella mandata e nel ritorno, e conoscendo la portata del fluido termovettore, è bugia che mi ricavo facilmente la potenza fornita al fluido termovettore, facendo a meno dell'analisi dei fumi? Poi siccome conosco il consumo orario di combustibile, il suo potere calorifico, mi risulta facile calcolarmi il rendimento di quella caldaia.

    Non sbagli, applicheresti il metodo diretto per il calcolo del rendimento.
    Nei grandi impianti termoelettrici preferiscono usare il metodo indiretto (fumi ecc.) perché le misure di portata sul fluido termovettore e sul combustibile spesso comportano errori consistenti che alterano il rendimento finale ottenuto.
    Non so come funzioni nei piccoli impianti ma credo ci sia una certa analogia.

  3. #3
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    Quote Originariamente inviata da eta Visualizza il messaggio
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    Ultima modifica di gymania; 28-11-2010 a 17:28

  4. #4
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    io usavo uno strumento: fluxus della flexim. Funziona ad ultrasuoni e rileva delta T e portata. inoltre è un datalogger.
    problema: ci vogliono circa 9000 € per l'acquisto.


 

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