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  1. #1
    Ospite

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    L’altro giorno ero imbottigliata nel traffico di una delle cittadine rivierasche e per ingannare la coda, mi guardo attorno.
    Lo sguardo mi cade su uno scenario bucolico: una bellissima prateria verdissima e folta, con tanto di ridente palmizio e ciuffetto alberi belli pasciuti, il tutto appena mosso dal vento.
    Fantastico.
    Mi direte: e perché ce lo racconti? Beh…
    Non stavo avendo visioni della migliore Irlanza, né il giardino di chissà quale tenuta privata: stavo guardando il GRETO di un TORRENTE.

    Il piacere visivo lascia spazio alla preoccupazione e al fastidio, ad un senso di impotenza latente…
    Tutta quella bella robetta lì, non dovrebbe essere lì, per quanto idilliaca.

    Basteranno, come sono sempre bastati, 40-50 minuti di superpioggia da trasformare l’idillio in una trappola sotto le arcate della copertura del torrente a valle di quel punto. E bentornata alluvione.

    Sono stati stanziati miliardi alla voce “manutenzione e pulizia dei greti dei fiumi e prevenzione del dissesto idrogeologico”.
    Le opere ci sono state ma in molti casi sono state discutibili, a voler essere generosi. Hanno alzato i piani di scorrimento alle foci e li hanno impermeabilizzati, diminuendo la sezione utile sotto le arcate delle coperture e la quota attendibile d’infiltrazione… il contrario di quello che si dovrebbe fare.

    Si investe, questo sì, almeno nella mia città, in una forma di ridicola comunicazione alla popolazione, che sembra più tesa a mettere al sicuro i fondoschiena degli amministratori dietro un “ve l’avevamo detto” che non ad avere una vera utilità: affissioni per tutta la città con una simpatica paperella gialla che ti avverte del rischio e ti da dei consigli che, se non te lo diceva lei, da solo non ci saresti mai arrivato: in caso di pioggia cerca di parcheggiare in alto (ma va’?), non rimanere a lungo in scantinati e garage sotto il piano stradale (meno male che me lo dici tu, altrimenti rimanevo lì a cercare di fare la fine del sorcio!), se abitate ai piani bassi mettetevi d’accordo per essere ospitati dai vicini di sopra ( eh…), se abitate di sopra ospitate quelli di sotto (wow!). Cose di questo tipo…

    Ma la manutenzione ordinaria? La pulizia periodica?
    Beh… è talmente evidente e curata che ormai i greti sono delle lussureggianti oasi verdeggianti… Costa troooppo, non c’è personaaaale…
    Non di rado mi è capitato addirittura di vedere mezzi da lavoro dall’ingombro e il valore rilevante abbandonati nei greti alla fine di una giornata di lavoro… tanto non è che siamo in una regione in cui il tempo di esondazione dall’inizio della pioggia è fulmineo (quando ti rendi conto che la faccenda è seria, è troppo tardi e rischioso per andare a recuperare il mezzo…)… valla a tirar su poi la terna, se ti riesce…

    E allora mi è venuta l’idea! Un contributo apparentemente ridicolo, a bassissimo costo, ma continuativo e per questo prezioso, alla risoluzione del problema, almeno sotto il profilo “vegetale (che non è secondario, se inizi a confondere il greto del fiume per una prateria…)

    Voglio la capretta comunale!
    image

    Non sono impazzita, giuro!

    Un agente ecologico per un lavoro importante, che gli operatori a due zampe non fanno. In fondo si usano gli animali in agricoltura e in alcune terapie mediche… perché non usarli come operatori superecologici, sentinelle nei nostri greti?

    La capra è tosta, più della pecora… riesce a pappare pure essenze dure e spinose come le acacie. Se le becca da piccole se le mangia e la pianta non diventa albero. Non vogliono lo stipendio (o meglio… se lo magnano mentre lavorano…), non guardano l’ora, sono infaticabili, non inquinano e sono simpatiche ed educative per chi le vede all’opera (sicuramente più del calcestruzzo!)… Basterebbe un cristiano per supervisionare una squadra di infaticabili lavoratrici, il che non è sempre altrettanto valido per i bipedi. Semmai con l’arretrato che c’è rischiano per criccare per il troppo brucare.

    Ci vorrebbero un po’ di greggi da far scorrazzare per i torrenti di mezza regione, delle task force di superspecializzate... Tolta la prima pulitura umana che ormai è indispensabile per le piante alte, la manutenzione a regime potrebbe essere benissimo una questione da capra…

    Qualora arrivasse una botta di acqua improvvisa poi, per quanto dispiaccia, meglio pagare un tributo in caprette che in vite umane, come spesso è capitato purtroppo…

    Deliri provocatori (neanche tanto… a dire il vero e a ben pensarci …) di una Denew stressata dalla coda in auto a parte, voi come siete messi nelle vostre città e regioni? I vostri fiumi e torrenti sono in ordine?

    Siamo abituati a non guardarli, e loro a non guardare noi… Ma quando decidono di ricordarci che ci sono, sanno essere brutali… e forse dovremmo farceli più amici e rispettarli di più …

    Parliamone…

    Ciao!

    PS: Ho postato in questa sezione perchè mi sembrava quella più idonea a trattare del dissesto idrogeologico, un altra forma di alterazione dell'ambiente... Qualora i moderatori non la ritenessero idonea, fatemelo sapere che la sposto in OT! Graaaassie!

  2. #2
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    Condivido la collocazione di questa discussione, non avrei saputo trovarne una migliore.

    L'alluvione c'è stata anche dalle mie parti e la soluzione è stata quella di ripassare gli alvei dei torrenti che scorrono nelle nostre vallate, e i soldi non solo mancati, anche per via delle olimpiadi invernali che di lì a poco si sarebbero svolte.
    Ancora una volta, se vi fosse stato qualche dubbio in proposito, è stata la fiera delle occasioni mancate, perché in alcune parti i progettisti hanno ritenuto che si dovesse intervenire in un modo, in altre parti dello stesso fiume si è intervenuti in maniera diametralmente opposta. Non voglio disquisire su chi avesse avuto ragione, ma possibile che ciascun ente, o Comune, debba mettere il proprio tecnico senza coordinarsi con gli altri?
    E' capitato che alcuni hanno abbassato il letto del fiume, altri l'hanno alzato, qualcuno l'ha arginato con pareti ripide in cemento armato, o blocchi di roccia, altri hanno creato aree di esondazione appianando gli argini esistenti. Qualcuno ha rifatto il fondo lastricando col cemento, per aumentare la velocità di scorrimento, altri hanno piazzato massi e creato turbolenze per rallentare le acque. Ma qui non sto parlando del Po, così lungo dalle sorgenti alla foce, si tratta di un suo affluente che in totale è lungo molto meno di 100 km!

  3. #3
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    Bellissimo post, complimenti denew!

    Anche sul fiume Serio - all'incirca dove si sono avute inondazioni in passato - crescono alberi sul greto.

    Neanche i bergamaschi - grandi lavoratori - trovano il tempo per togliere qualche pianta di troppo, pronta a fermare le ramaglie in caso di piena e a creare inondazioni. Forse si spera nei contributi statali dopo l'alluvione?

    Ciao
    Mario

  4. #4
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    cara denew
    Parecchi anni fa, nel trentino, mi pare, durante un raduno di alpini si è avuto la brillante idea di pulire l'alveo di un torrente da arbusti e donare legno ricavato ad un asilo (o qualcosa del genere).
    Fra un bottiglione e l'altro la missione è andata a buon fine.
    Peccato che qualche stro.zo di burocrate ha pensato bene di denunciare l'associazione alpini per appropriazione indebita.
    Non so come sia finita la vicenda, sicuramente quei simpatici signori si guarderanno bene di fare qualcosa di utile per l'ambiente, ci penseranno i burocrati. Tutto sommato, mentre i "tecnici" pensano, gli arbusti dell'alveo possono diventare rigogliosa foresta pluviale, e questo è bene, purchè non ci siano alluvioni.

    Ciao
    Tersite

  5. #5
    Ospite

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    Buon giorno ragazzi,
    leggo con piacere che non sono l'unica a sentire il problema.
    Ho vissuto tutte le alluvioni dei primi anni 90, quando la mia città se ne regalava una all'anno di taglia "rilevante" per il telegiornale nazionale, perchè in realtà almeno qualche allagamento e tracimazione ce la concediamo più spesso...

    Non vi dico cosa non sia in una città stretta e lunga, tagliata ortogonalmente da torrenti bizzosi, che in mezz'ora sono in grado di fare macelli... tornare a casa è non solo un pericolo, ma un incubo... e' uno stillicidio di morti e un sommarsi mostruoso di danni.

    Le opere anche qui sono quelle ben descritte da Nll... spesso discutibili quando non contraddittorie...
    Impermeabilizzare il fondo aumenta la velocità dell'acqua ma questo non significa necessariamente miglior decorso dell'acqua. Diverse alluvioni qui le abbiamo avute in contemporaneità con mareggiate mostruose, con il mare che rischiaffa indietro l'acqua con tutta la forza che... Allora il livello sale in fretta e allegria, il gioco è fatto...

    Quello che non capisco nel nostro caso è anche come possano accadere certe cose quando hai la CERTEZZA o quasi che sta per scoppiare il delirio... Le alluvioni ligure sono spessissimo precedute da quelle in costa azzurra... noi l'acqua la sentiamo quasi arrivare eppure serve a poco... malgrado le opere...

    Perchè? Proprio per quello che vi dicevo... tolto il CLS i greti non sono manutenuti... o sono gestiti con imbecillità...

    Una volta la gente andava al torrente a prendere la legna per scaldarsi in casa, contribuendo a tenerlo pulito, o la sabbia per i lavori edili... Ora se ci provi ti blindano perchè è bene demaniale...

    Demaniale un paio di ciufoli, se non togliamo quella roba sono dolori alle prime pioggie... ma ditemi voi se si riesce a farlo capire...

    Un signore che conosco, il cui terreno è attraversato da un torrentello ha passato i guai suoi per voler togliere un sambuco pericolante sul greto... giustamente l'albero era già mezzo andato e per impedire che cadesse di traveso nel greto ostruendolo completamente voleva finire di toglierglielo...
    Sta per mettersi al lavoro di motosega che su segnalazione di qualche vicino imbecille arriva un'associaz. ambientalista "Se tocca l'albero la denunciamo"... Roba da matti...

    L'omino chiede info ai vigili che rispondono picche... deve aspettare che caschi e non può toccarlo neppure dopo...

    Alla fine fa all'italiana, chiama un amico della forestale e gli spiega la faccenda, questo gli fa quattro righe di autorizzazione sulla carta intestata e il mio conoscente si mette al lavoro... Ovviamente i pirla tornano già pronti a far casino e arretrano e zittiscono solo davanti al foglietto.

    Davanti al buon senso no...

    Ora capite perchè parlo di capre? Perchè se non fossimo caproni non dovremmo pensare alle caprette... che peraltro quello che sottraggono al greto se lo mangerebbero per cui denunciarle la vedo difficile... :woot: ...

    Chi di voi ha visto un prato dove pascola una capretta... raso e pulito come un campo da golf, può immaginare il bene che potrebbero fare ai nostri fiumi... a meno che come qualcuno ha detto... non si voglia lucrare sulla tragedia... :cry: ...

    Cià!

  6. #6
    Seguace
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    Denew... la tua è una ottima idea.
    Ma ne aggiungerei un' altra: image
    Precettare tutti i presunti "ecologisti" e con sega a MANO (non inquina) pala e cariola fargli "volontariamente" mettere in ordine i greti.
    Oppura una, ancor più semplice: :rolleyes:
    Consentire ai residenti dei comuni limitrofi di prelevare gratuitamente dal greto la legna per riscaldarsi e la ghiaia per farsi i vialetti ed i muretti delle case.
    Anche se, orrore orrore, :blink: bisognerebbe consentire PURE l'accesso dei veicoli a motore, che se da un lato (ritengono erroneamente che) disturbano la riproduzione dei ragni pelosi autoctoni o dei gabbiani mangiamonnezza cinerini, dall' altra tengono le vie d'accesso al greto ed agli argini sgombre e praticabili in caso di emergenza.
    Per dire la stupidità e l'assurdità con cui viene considerato il demaniale alveo di qualunque corso d'acqua... in cui ecologisti da strapazzo + pubblica amministrazione locale e nazionale creano un mix esplosivo: :(

    1) Non si può sghiaiare, perchè si deturpa il fondale del fiume: Ok, la ghiaia rallenta l'impeto erosivo... ma in valpadana (e non solo) ci sono fiumi, che in taluni punti hanno il LETTO SVARIATI METRI SOPRA IL LIVELLO DELLA VALLE CIRCOSTANTE, e che si fa? si alzano gli argini ovviamente ... prendendo materiale da un' altra parte... o per far prima cementizzando.

    Ma quando il fiume e la mastaba di argini arriverà all' altezza degli appennini poi come si farà? se non altro avremo le cascate di Comacchio... come attrazione turistica!!!
    Rischio attuale? Come vivere in Olanda...senza idrovore!

    2)Non si può toglire manco un arbusto che sennò ti denunciano ( un mio cliente in centro italia ha passato guai con la forestale perchè ristrutturando un rustico mezzo rudere ha tagliato una pianta che gli era cresciuta IN CUCINA! Chissà se era presente in planimetria catastale...)

    E li succede come dice Denew, che sotto i ponti alla prima pioggia si forma una mega diga tipo castori.
    Gli alberi sono comunque spazzati via, in compenso si spazzano via anche le case con l'esondazione.
    Che nel frattempo, si erano riscaldate con il gas metano.

  7. #7
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    Scusate, guardate che cosa ho trovato oggi... giuro che all'epoca non lo sapevo...

    Dal sito del Comune di Torino, sezione verde pubblico: http://www.comune.torino.it/verdepubblico/...topascolo.shtml

    Progetto sperimentale di pascolo in 4 parchi della città
    Dal mese di aprile 2007 4 parchi cittadini, scelti opportunamente ospiteranno sperimentalmente una mandria o un gregge di animali al pascolo:

    Al Parco della Maddalena, per tutta l'estate, saranno ospitati circa 40 bovini;
    Al Parco del Meisino (circ. 7), al Parco Colonnetti e al Parco Piemonte (Circ. 10) si turneranno 2 greggi di circa 500 esemplari ciascuno, per circa un mese; il Parco del Meisino ospiterà le pecore solo in primavera, mentre al Colonnetti e al Piemonte le greggi torneranno in autunno.

    La Città di Torino, prima in Italia, coraggiosamente introduce in un contesto urbanizzato gli animali al pascolo, sperimentando in questo modo una nuova modalità di mantenimento delle superfici a prato che, nel rispetto delle caratteristiche naturalistiche, darà a costi decisamente contenuti un valido supporto per lo sfalcio dell'erba, il contenimento delle malerbe e, nel contempo, per la concimazione del terreno (le deiezioni di mucche e pecore, infatti, per loro natura sono rinvigorenti per i prati, a differenza di quelle canine).

    Certo, ci potranno essere contenuti disagi per i cittadini, ma è evidente il grande valore naturalistico dell'esperimento, oltre che la potenzialità didattica. Si invitano dunque i cittadini e le scuole ad un coinvolgimento positivo e attivo in questo esperimento.

    L'area con gli animali al pascolo, individuata escludendo alcune fasce di rispetto non adatte all'iniziativa, sarà opportunamente recintata e quindi gli animali visibili, ma non raggiungibili. Si sottolinea l'assoluta necessità i cittadini di tenere i propri cani al guinzaglio, come previsto dal Regolamento di Polizia Urbana, onde evitare qualunque rischio per pecore e mucche.

    Disponibili anche i cartelli realizzati per accompagnare in loco l'iniziativa in formato pdf.


    Inviterei i torinesi del forum a portarci la loro testimonianza sulla sperimentazione... Ah! Ah! Ah!

  8. #8

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    Un paio di capre servirebbero anche a me, tenere pulito il boschetto è una fatica boia e poi non so che farne della roba che taglio...
    Poi da cosa nasce cosa, il pecorino, qualche arrosto...
    Ecco il riciclo naturale delle cose. -_-

  9. #9
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    Non per fare il solito "trevigianismo", ma alcune capre e conigli vivono stabilmente (e manutengono) una parte dell'area verde delle mura storiche di Treviso da almeno quattro/cinque anni, al punto di aver rinominato una parte del parco a loro destinato (oltre che ad uno dei ristoranti del centro): isola delle capre.
    Non hanno un vero recinto, ma sono "segregate" in un isola naturale creata dal fiume e chiusa al pubblico.

    Certamente mangiano bene, ma con quel traffico mi sa che respirano pure un bel po' di PM10 :cry:

    Pace!
    Gym

  10. #10
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    CITAZIONE
    Inviterei i torinesi del forum a portarci la loro testimonianza sulla sperimentazione...

    Presto dovrei far ritorno a casa, allora andrò a sperimentare la convivenza al pascolo, pardon al parco, con ovini e bovini :) e ti farò sapere.

    P.S.: Abito già da anni in mezzo agli animali e ne allevo qualcuno anch'io per hobby, ma in città sarà un'esperienza nuova. M'immagino già l'entusiasmo dei bambini che giocando a calcio nel parco del Colonnetti scivoleranno su una "busa" :sick:
    P.S. di P.S.: ah, no, al Colonnetti solo problemi per chi gioca a biglie :P

  11. #11
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    CITAZIONE
    Certamente mangiano bene, ma con quel traffico mi sa che respirano pure un bel po' di PM10

    Beh, se lo sopportano i bipedi, potranno sopportarlo anche i quadrupedi cornuti.
    Bello però per i bimbi vedere le caprette in città, almeno puoi spiegare che il latte viene da lì, prima che rispondano che nasce dal tetrapak!

    CITAZIONE
    Presto dovrei far ritorno a casa, allora andrò a sperimentare la convivenza al pascolo, pardon al parco, con ovini e bovini e ti farò sapere.

    Beeeene, addirittura un inviato speciale! :lol: !

    CITAZIONE
    P.S.: Abito già da anni in mezzo agli animali e ne allevo qualcuno anch'io per hobby, ma in città sarà un'esperienza nuova. M'immagino già l'entusiasmo dei bambini che giocando a calcio nel parco del Colonnetti scivoleranno su una "busa"

    Immagino ci sarà distinzione tra gli spazi di gioco e gli spazi di pascolo... sarà comunque bello poterli vedere da lontano mentre giochi, poterti avvicinare per dare loro da mangiare...

    I bambini di città vivono già poco il rapporto con il verde, ancora meno quello con gli animali, se non i canonici, cane, gatto, pesce rosso, canarino.

    Gli animali utili della nostra tradizione non li conoscono quasi più, mi è capitato a una fiera vedere bimbi terrorizzati di fronte a una mucca (dall'espressione perplessa... la mucca intendo! :shifty:...).

    Anche questo fa parte del messaggio, del pacchetto di un iniziativa del genere, al di là della convenienza economica nella manutenzione del verde, degli alvei ecc.


  12. #12
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    Ho deciso.
    adotto una capretta e faccio a meno del tosaerba elettrico.
    però non riuscirò a mangiarla. :wacko:

  13. #13
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    Perchè mangiarla? Non credo prenderai a morsi il tosaerba al primo languorino no? :lol: !

  14. #14
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    Mi autoquoto, citando il post intero (scusatemi):

    Bellissimo post, complimenti denew!

    Anche sul fiume Serio - all'incirca dove si sono avute inondazioni in passato - crescono alberi sul greto.

    Neanche i bergamaschi - grandi lavoratori - trovano il tempo per togliere qualche pianta di troppo, pronta a fermare le ramaglie in caso di piena e a creare inondazioni. Forse si spera nei contributi statali dopo l'alluvione?
    Se lo stato dorme, noi dobbiamo agire, non sono piu' tollerabili situazioni di emergenza assolutamente prevedibili!

    Ciao
    Mario


 

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