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Discussione: Apparato Focardi-Rossi

  1. #376
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    Quote Originariamente inviata da Vettore Visualizza il messaggio
    Termalizzare le radiazioni significa trasformare raggi X, gamma, particelle cariche e neutroni in calore.
    Termalizzare particelle significa portare la loro energia cinetica a valori dell'ordine di quella ambientale, cioè kB*T; non significa trasformare le particelle in calore. Termalizzare i gamma non l'ho mai sentito dire!

    Quote Originariamente inviata da Vettore Visualizza il messaggio
    Cosa che in effetti è coerente con i dati che circolano sulle energie (in eV) dei raggi gamma prodotti
    Per definizione di raggi gamma, essi hanno un'energia del singolo fotone ≥ 100 keV. Com'è possibile che si parli di gamma dell'ordine dell'eV? Energie dell'ordine dell'eV sono tipiche del visibile e di una piccola parte dell'IR e dell'UV.

  2. #377
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    appunto per questo il nocciolo dei reattori nucleari emette un affascinante bagliore bluastro, l'acqua in cui è immerso termalizza i raggi gamma, in quanto fanno andare lemolecole d'acqua in uno stato energetico superiore, queste poi emettono a loro volta un fotone ad energia più bassa appena sotto la regione dell'ultravioletto. tutte le radiazioni si possono termalizzare, ovvero "rallentare" basta avere qualcosa su cui farle sbattere (altrimenti le tute antiradiazioni non esisterebbero).

  3. #378
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    Quote Originariamente inviata da BesselKn Visualizza il messaggio
    Termalizzare particelle significa portare la loro energia cinetica a valori dell'ordine di quella ambientale, cioè kB*T; non significa trasformare le particelle in calore. Termalizzare i gamma non l'ho mai sentito dire!
    Rossi su almeno un paio di post presenti in JNF ha usato il termine per indicare la conversione di particelle e radiazioni in calore. Io l'ho riportato con lo stesso significato (che magari non è quello comune nel campo della fisica, ma rende bene l'idea). Termalizzare nel senso che dici tu infatti non sarebbe utile, in questo contesto...


    Quote Originariamente inviata da BesselKn Visualizza il messaggio
    Per definizione di raggi gamma, essi hanno un'energia del singolo fotone ≥ 100 keV. Com'è possibile che si parli di gamma dell'ordine dell'eV?
    Ovviamente ho indicato eV come unità di misura, non come ordine di grandezza!
    L'ordine di grandezza a cui mi riferivo è proprio quello dei gamma a bassa energia, cioè proprio dalle parti dei 100keV.

  4. #379
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    Predefinito Nichel, verifiche sperimentali apparato Focardi-Rossi...

    Ho visitato il forum dopo un lungo periodo, scoprendo la lunga discussione sull'apparato F-R e sull'uso del Nichel (o suo idruro); ho visto che nella prima fase prevalevano le discussioni di utenti "intenti" a, o che si sono proposti di verificare il comportamento del Ni "caricato con idrogeno". Quando ho iniziato a curiosare sul tema LENR ho utilizzato immediatamente il Ni (relativamente a buon mercato e notoriamente ottimo assorbitore di idrogeno). Ho lavorato sempre per via elettrolitica, ma imparato, con tanto lavoro a realizzare elettrodi (piastrine con dimensioni 36*10*3mm), partendo da metallo in grano di max 50micron, attraverso compressione fino a 30000kPa. Ho pre-arricchito di idrogeno l' l'elettrodo, aggiungendo degli idruri in polvere (metalli alcalini e titanio). Dopo una velocissima "sinterizzazione" a 450°C la piastrina ha una discreta tenacità e può essere usata come catodo in soluzione elettrolitica per diverse ore!
    Se non ricordo male, fra le tanti discussioni, si è parlato di uso di metallo in grani (micro, nano...), oppure in lamina, rod ecc. (per la succesiva carica di idrogeno)
    Se qualcuno degli utenti fosse interessato a testare una piastrina di Ni in grani "idrurata" che a suo tempo ho preparato, mi contatti senza problemi.

    cordialità

  5. #380
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Ho pre-arricchito di idrogeno l' l'elettrodo, aggiungendo degli idruri in polvere (metalli alcalini e titanio). Dopo una velocissima "sinterizzazione" a 450°C la piastrina ha una discreta tenacità e può essere usata come catodo in soluzione elettrolitica per diverse ore!
    Sarebbe interessante provarla non in una reazione elettrolitica, ma in ambiente gassoso come avviene nell'apparato di Rossi-Focardi. L'idea di pre-arricchire di idrogeno il metallo usando gli idruri potrebbe facilitare l'innesco di certe reazioni in effetti... (Per l'innesco delle reazioni serve anche un opportuno trigger, a quanto pare non partono da sole...)
    Quando ho letto il tuo post in effetti mi sono venuti in mente i misteriosi "additivi" che usa Rossi: provando ad immaginare di quali sostanze possa trattarsi, ho pensato proprio agli idruri (ma ovviamente è solo un'ipotesi, non ho nessun elemento che lo confermi).

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Se non ricordo male, fra le tanti discussioni, si è parlato di uso di metallo in grani (micro, nano...), oppure in lamina, rod ecc. (per la succesiva carica di idrogeno)
    Dalle ricerche (bibliografiche) che ho fatto risulta che all'inizio venivano usate soprattutto barrette, lamine e film sottili, più recentemente (Rossi, Piantelli) si usano polveri o grani, non necessariamente di dimensioni nanometriche. Un'altra cosa che è emersa è che non è solo in Nichel a produrre reazioni LENR, ma a quanto pare, in misura diversa e in condizioni diverse, possono farlo tutti i metalli di transizione!

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Se qualcuno degli utenti fosse interessato a testare una piastrina di Ni in grani "idrurata" che a suo tempo ho preparato, mi contatti senza problemi.
    Io avrei intenzione di fare qualche esperimento, ma vorrei partire prima da condizioni note, quindi da metalli "puri" e provare diverse condizioni di innesco. Se succede qualcosa e la si riesce a controllare e riprodurre, allora sarebbe molto interessante provare le tue piastrine idrurate...

    Saluti

  6. #381
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    Predefinito per "Vettore" - Nichel e idruri

    In effetti pensavo proprio ad una prova in ambiente gassoso. Io ho lavorato su cella elettrolitica ma era mia intenzione proseguire la sperimentazione con H2-gas. Non ho avuto tempo di allestire l'esperimento (anche perchè vorrei concludere alcune prove già avviate, con campi magnetici "sovrimposti" alla cella, con l'obbiettivo di favorire il caricamento di H nel metallo). Il tempo a disposizione è sempre limitatissimo ed è per questo che ho pensato ad una possibile collaborazione per percorrere la strada della sperimentazione in ambiente gassoso. Non ho in laboratorio elettrodi preparati con nichel puro, dovrei farli. Tieni conto che se realizzati con la tecnica che ho finora utilizzato, alla fine risulteranno piastrine di 10*36mm, con spessore di circa 3mm.
    Nell'altra sezione, (quella teorica) l'utente "Camillo" parla di idruro di sodio nell'apparato Focardi-Rossi (ho chiesto anch'io alcuni chiarimenti allo stesso "Camillo" per avere una idea del significato della presenza di NaH).
    Personalmente ho preparato il mio lavoro sperimentale partendo dall'idea che i metalli di transione (in particolare Ni e Ti) giocassero più il ruolo di fornitori di neutroni a bassisima energia (vedi teoria di Widom Larsen), e i leggeri come Li, B, Al, K fossero i soggetti di trasmutazioni... [questo è più un discorso da altra sezione!]
    Se sei interessato ad un confronto più puntuale per la parte "test sperimentali", contattami pure via mail (penso che il regolamento del forum lo permetta - se non è così mi scuso per l'errore).
    A presto

  7. #382
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Non ho avuto tempo di allestire l'esperimento (anche perchè vorrei concludere alcune prove già avviate, con campi magnetici "sovrimposti" alla cella, con l'obbiettivo di favorire il caricamento di H nel metallo).
    Tieni presente che i campi magnetici (se ci limitiamo alle teorie classiche) hanno poca influenza sia sugli elettroni sia sulla dinamica degli atomi, nel senso che non possono ne modificare la configurazione elettronica (se non per quanto riguarda gli spin), ne fornire energia cinetica agli atomi. Le interazioni sono più limitate che con i campi elettrici... Certo, vengono influenzate alcune proprietà del plasma e dei domini di magnetici del metallo (il Ni tra l'altro è ferromagnetico), ma se questo ha influenze o meno sulle reazioni LENR non è noto (non ho mai letto niente del genere in letteratura).

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Tieni conto che se realizzati con la tecnica che ho finora utilizzato, alla fine risulteranno piastrine di 10*36mm, con spessore di circa 3mm.
    Le prove che avrei intenzione di fare impiegano piccole quantità di metallo e piccoli volumi di gas, in questo modo è tutto più controllabile e visto che le reazioni sono piuttosto "locali" non dovrebbero notarsi grosse differenze come rendimento... Quindi la dimensione delle piastrine è adeguata.
    Le prime prove in ogni caso le farò con polvere di ferro o rame.

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Personalmente ho preparato il mio lavoro sperimentale partendo dall'idea che i metalli di transione (in particolare Ni e Ti) giocassero più il ruolo di fornitori di neutroni a bassisima energia (vedi teoria di Widom Larsen), e i leggeri come Li, B, Al, K fossero i soggetti di trasmutazioni...
    Io per ora evitato di cercare spiegazioni teoriche, perchè se non si conosce e se non si è capita bene la fenomenologia, non si possono trovare spiegazioni esaustive sicure: si rischa di prendere delle cantonate. Sono comunque convinto (e basta leggere i proceeding delle varie ICCF per rendersene conto) che le reazioni LENR siano dei fenomeni abbastanza "comuni", cioè che possono avvenire con una certa facilità in diverse situazioni, solo che non abbiamo ancora capito quali condizioni li innescano. Sono anche convinto le varie forme di reazioni LENR (reazioni elettrolitiche, nei gas, piezonucleari nei liquidi e nei solidi, etc.), siano fondamentalmente lo stesso fenomeno...

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Se sei interessato ad un confronto più puntuale per la parte "test sperimentali", contattami pure via mail (penso che il regolamento del forum lo permetta - se non è così mi scuso per l'errore).
    A presto
    Io direi che finchè non ci sarà da fare gli esperimenti (cosa che per quanto mi riguarda è tutt'altro che prossima, per la mia cronica mancanza di tempo libero), possiamo discuterne qui, in modo da raccogliere anche il contributo di altri.

    Saluti!

  8. #383
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    [QUOTE=Vettore;119104405]Tieni presente che i campi magnetici (se ci limitiamo alle teorie classiche) hanno poca influenza sia sugli elettroni sia sulla dinamica degli atomi, nel senso che non possono ne modificare la configurazione elettronica (se non per quanto riguarda gli spin), ne fornire energia cinetica agli atomi. Le interazioni sono più limitate che con i campi elettrici... Certo, vengono influenzate alcune proprietà del plasma e dei domini di magnetici del metallo (il Ni tra l'altro è ferromagnetico), ma se questo ha influenze o meno sulle reazioni LENR non è noto (non ho mai letto niente del genere in letteratura).

    Parlando di campi magnetici mi riferivo unicamente all'effetto sugli ioni dell'elettrolita... non ad altri, ipotetici, fenomeni. Concordo sul fatto che la letteratura LENR , non ne parla, se non forse sporadicamente.

    Cercherò comunque di terminare il lavoro che ho previsto su cella elettrolitica (se non altro per capire se il miglioramento della strumentazione di misura dei flussi di energia, modificherà sensibilmente o meno i primi dati che ho raccolto).


    Buon lavoro e saluti

  9. #384
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Parlando di campi magnetici mi riferivo unicamente all'effetto sugli ioni dell'elettrolita... non ad altri, ipotetici, fenomeni.
    Il problema dei campi magnetici è che producono un lavoro perpendicolare allo spostamento degli ioni, quindi non forniscono nessun incremento di energia cinetica, ma ne cambiano solo la traiettoria (e comunque gli ioni devono essere in movimento a discreta velocità, cosa che non sempre è vera). L'unico effetto quindi dovrebbe essere quello di un leggero "rimescolamento" del liquido... :-) Altri potenziali effetti non ancora esplorati nel campo della LENR (sul plasma, sugli spin elettronici e nucleari, etc.) potrebbero essere più interessanti, ammesso che ci siano.

    Ciao

  10. #385
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    Quote Originariamente inviata da Vettore Visualizza il messaggio
    Il problema dei campi magnetici è che producono un lavoro perpendicolare allo spostamento degli ioni
    Dal momento che la forza di Lorentz è sempre ortogonale alla velocità (F = q*vxB) il lavoro compiuto sulla particella è nullo così com'è nulla la variazione d'energia cinetica (cioè l'energia cinetica resta costante). Quindi, trascurando l'irraggiamento, quando una particella si muove in un campo magnetico la sua velocità cambia in direzione ma non in modulo.

  11. #386
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    Quote Originariamente inviata da BesselKn Visualizza il messaggio
    Dal momento che la forza di Lorentz è sempre ortogonale alla velocità (F = q*vxB) il lavoro compiuto sulla particella è nullo
    Si, mi sono espresso male, ero sveglio da poco e mi è venuta una frase un pò impastata...
    Volevo dire che la forza è perpendicolare allo spostamento, il lavoro quindi è nullo e per questo non c'è variazione di energia cinetica...

  12. #387
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    Sul discorso dei campi magnetici in "ambiente elettrolitico", si può vedere es. "Patent N°; US 6,716,331 B2"

    La "ferraglia" per fare una prova di questo tipo l'ho già preparata tempo fa, appena ho tempo farò una verifica, nel frattempo comincio a ragionare un po' su di un sistema che lavori in ambiente gassoso. Sto pensando inoltre di fare analizzare un elettrodo di Nichel che avevo caricato di idruri vari e poi riscaldato per 1 ora fino a Tmax di 450°C! - Sono curioso di vedere se c'è qualcosa di strano!

    Buon proseguimento...

  13. #388
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    Ragazzi...
    mi intrometto solo per un piccolo e umile consiglio: perchè invece di fare 2.000 esperimenti diversi non provate a seguire le indicazioni fornite nell'ultimo brevetto di Piantelli? Vi riposto il link. Ci sono punti molto interessanti che modificano un po l'approccio al lavoro. Non sembra così fondamentale il caricamento del nichel coll'idrogeno pittosto che altri parametri quali la degassazione iniziale del nichel...
    A voi sperimentatori i pareri e le prove: (WO/2010/058288) METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR

    Roy
    Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
    -
    Essere realisti e fare l'impossibile - http://www.progettomeg.it

  14. #389
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    appoggio pienamente, e poi il brevetto è una sorta di algoritmo, dà una ricetta di massima... come si dice spesso in quel documento (che non è un brevetto in quanto le sole idee non sono soggette a brevetto, piùttosto è un attestato di paternità di alcune idee). cerchiamo di trovare la giusta combinazione di tutti gli elementi, magari mettendo insieme menti e risorse. purtroppo anche l'idea più brillante, se non supportata dal volgare denaro, è destinata ad essere un sogno.

    ne approfitto per chiedere se qualcuno sa se esistono dei calcoli, teorie con dimostrazioni o roba simile sulle reazioni di fusione fredda.

    Forza con le idee!!

  15. #390
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    Rispondo in serie a più messaggi.

    Quote Originariamente inviata da piolos
    Sul discorso dei campi magnetici in "ambiente elettrolitico", si può vedere es. "Patent N°; US 6,716,331 B2"
    Il brevetto è piuttosto vago sullo scopo, e comunque mi pare che proponga un metodo per *evitare* i campi magnetici prodotti dalle correnti ioniche stesse, che disturberebbero l'adesione degli ioni sulle superfici. Tra l'altro indirettamente suggerisce un metodo che avevo proposto in un altro thread per aumentare la densità di corrente in una certa zona...

    Quote Originariamente inviata da eroyka
    Ragazzi... mi intrometto solo per un piccolo e umile consiglio: perchè invece di fare 2.000 esperimenti diversi non provate a seguire le indicazioni fornite nell'ultimo brevetto di Piantelli?
    Le uniche informazioni in più che dà il brevetto di Piantelli sono l'uso delle polveri con grani di una certa dimensione, il fatto che si possono usare anche altri metalli di transizione, e il fatto che è necessario un trigger per innescare e terminare la reazione. Gli altri particolari più o meno erano noti dagli articoli di/con Focardi. Non sono dettagli di poco conto, ma non è nemmeno una procedura precisa e dettagliata a tal punto da assicurare la riproduzione certa del fenomeno. Paradossalmente proprio per questa mancanza di dettagli non si può neanche dire che gli esperimenti che si stanno cercando di fare non ricadano in quella descrizione... Io per esempio avevo in mente di provare qualcosa che è molto simile a quanto descritto nel brevetto (in quanto a polveri, gas, trigger, etc...), ma quanto è veramente simile? Non posso saperlo! Il brevetto non da dati così precisi da poterlo dire.
    Non solo, visto che per molti aspetti il fenomeno non è ancora del tutto compreso e controllato, non mi sembra una brutta idea affrontarlo con molti esperimenti di diverso tipo. In fondo ci sono decine di articoli che descrivono risultati positivi (tutti senza dettagli operativi o quasi): ottenere un'ennesima conferma è utile, ma cercare di capire di più è molto più importante! E ti dirò di più: perfino se organizzassimo un'esperimento fatto bene, collaborando tutti, ed ottenessimo risultati positivi, questi risultati non avrebbero lo stesso valore di n esiti positivi ottenuti da m esperimenti meno raffinati ma indipendenti.

    Saluti

  16. #391
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    Predefinito brevetto Piantelli

    originariamente da Vettore;
    il brevetto Piantelli indubbiamente introduce tante "variabili e varianti" che credo riflettano da un lato un percorso sperimentale complesso, che ha portato ad esplorare diverse soluzioni (anche con sfumature minime una dall'altra), dall'altro la volontà di tenere aperte tutte le strade, ancorandole ad un brevetto, per possibili ricadute economiche!
    Ad ogni buon conto concordo sul fatto che quando si passa allo studio di fattibilità e progettazione di un "apparato sperimentale" , e soprattutto alla sua realizzazione, piccole variabili possono assumere un peso imprevisto...

    Per tornare al concreto, ho inviato ad un laboratorio chimico un elettrodo di Nichel che avevo sottoposto ad un ciclo di riscaldamento con Tmax di 465°C dopo averlo caricato di H in forma di idruri. Vi aggiornerò sui risultati...

    saluti e buon lavoro

  17. #392
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Per tornare al concreto, ho inviato ad un laboratorio chimico un elettrodo di Nichel che avevo sottoposto ad un ciclo di riscaldamento con Tmax di 465°C dopo averlo caricato di H in forma di idruri. Vi aggiornerò sui risultati...
    Prova molto interessante (anche perchè molto rapida e facilmente replicabile). Potresti fornire ulteriori dettagli? Per esempio per quanto tempo hai tenuto a 465°C il campione? A che pressione e in che atmosfera? E, cosa importante, hai prelevato un campione di controllo? Tipo tagliando via un pezzetto di campione prima di portarlo ad alta temperatura. Altrimenti anche se verranno fuori elementi estranei non saprai se sono dovuti a trasmutazioni o a contaminazione iniziale! A meno che non appaiano isotopi o elementi poco "naturali" ovviamente...

    Saluti!

  18. #393
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    Predefinito Alcune precisazioni in risposta a "Vettore"

    La lamina in oggetto è stata sottoposta a riscaldamento secondo i seguenti step:
    da T.amb a 400 °C in 45min; da 400 °C a 465 °C in 15min, poi raffreddamento naturale.
    Posso ipotizzare che il tempo di permanenza sopra i 400 °C sia stato di circa 30min. La lamina era inserita in un "sarcofago" di ceramica con volume interna di qualche cm3 (in pratica poco più della lamina stessa. La chiusura effettuata con un cuneo di ceramica e lana di roccia. NON E' POSSIBILE PENSARE AD UN ISOLAMENTO DALL'ATMOSFERA. L'eventuale sovrapressione di idrogeno poteva essere legato (se presente!), alla fuoriscita di idrogeno a seguito dell'avvio della destabilizzazione degli idruri (pressati all'interno della lamina, prima del riscaldamento).
    A temperature fino ad almeno 500°C il Nichel non ossida in modo pervasivo, il colore rimane giallo ottone e la resistenza elettrica di qualche ohm (con ossidazione corrispondente a 800°C si ariva es. a valori del Mohm)
    E' possibile pensare che la modesta ossidazione sia in parte dovuta alla fuoriscita di H che agirebbe come riducente?
    Le lamine trattate in questo modo presentano talvolta delle chiazze scure simili a bruciature!
    Del materiale impiegato ho ancora il relativo controcampione per eventuali analisi di controllo.
    A presto e saluti

  19. #394
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    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    La lamina in oggetto è stata sottoposta a riscaldamento secondo i seguenti step:
    da T.amb a 400 °C in 45min; da 400 °C a 465 °C in 15min, poi raffreddamento naturale.
    Scusa una domanda, ma cosa succede se seguendo il ciclo che hai appena descritto si aggiunge una pressione di qualche bar?
    La carica forte è detta colore, per esprimere un'altra caratteristica fondamentale delle interazioni forti: i quark non si manifestano mai isolati, più si cerca di staccarli più il campo di forze si oppone fino a crearne di nuovi...

  20. #395
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    Quote Originariamente inviata da kyu2t Visualizza il messaggio
    Scusa una domanda, ma cosa succede se seguendo il ciclo che hai appena descritto si aggiunge una pressione di qualche bar?
    Non posso soddisfare la tua curiosità, perchè la lamina in oggetto è stata riscaldata non in modo "confinato" - poichè lo scopo primario era fornire una maggiore coesione all'insieme di particelle metalliche che la componevano [per poi usarla come elettrodo in cella elettrolitica]. In effetti questo trattamento è stato sufficiente per potere poi usare la lamina per diverse ore in soluzione alcalina con correnti di 3-4 A.
    Per potere capire cosa succedde con pressioni di qualche bar bisognerebbe inserire la lamina "banalmente" in un tubo di acciaio con una chiusura in grado di sopportare la pressione prevista. Se l'apparato sperimentale viene ulteriormente raffinato si arriva a qualcosa di simile alla oramai classica configurazione Nichel + Idrogeno in ambiente gassoso.
    Ovviamente ciò richiede una mole di lavoro compatibile con un "tempo pieno" più che con un "tempo libero"
    Comunque la prossima settimana il laboratorio mi ha promesso l'analisi della lamina che ho inviato. Cominciamo a vedere se c'è qualcosa di interessante.

    a presto

  21. #396
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    Predefinito Analisi chimica su piastrina Ni

    Faccio seguito al post precedente [n. 395 del 22-09-010] per fornire alcuni dati emersi dalla analisi della piastrina in oggetto:
    il laboratorio ha eseguito una analisi "XRF" sul volume complessivo della piastrina. In sintesi viene fuori:
    forte incremento di Na;
    presenza di Co (oltre 1%)
    presenza di Ta (quasi 0,2%)
    apparente incremento di Cu (siamo nell'ordine dei 70ppm)
    riduzione della presenza di K (rispetto all'originale introdotto in forma di K2O)

    N.B. al momento non posso essere più preciso e puntuale sulle eventuali anomalie, poichè devo avere ancora le analisi sui due elementi più abbondanti introdotti originariamente nella piastrina (Nichel e Titanio + idruri), e per ipotizzare il poteniziale surplus di Co e Cu (in particolare) ho fatto riferimento alle "schede tecniche" avute dal produttore di tali metalli in polvere.
    I materiali che ho introdotto in percentuali minime (ossidi, come Na, Ca, Al, K) li conosco meglio, e certamente Co, Cu e Ta sono presenti in pochi ppm

    Devo aggiungere che il crogiuolo chiuso di ceramica dove ho "riscaldato" la piastrina può contenere tracce di W e C (da precedenti usi). Si potrebbe pensare ad un cobalto originato da 59Ni e un 181Ta da 181W (a partire da 58Ni e 180W), ma 59Ni ha una semivita di 76000 anni e dunque il cobalto generato in 9 mesi (il tempo trascorso fra l'esperimento e l'analisi) sarebbe estremente ridotto. Inoltre 180W è un isotopo di W molto scarso e non sarebbe giustificata la grossa quantità di Ta trovata.

    Cosa ne pensate?
    Ho chiesto al laboratorio di cercare gli elementi più leggeri del Na (anche per capire che fine ha fatto il Litio che era presente nella composizione originaria).
    Bisogna avere un po' di pazienza soprattutto perchè l'analisi me la stanno facendo gratis!

    A presto

  22. #397
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    Predefinito

    caro Piolos,

    ti ringrazio anzitutto per la condivisione dei tuoi risultati.
    trovo molto interessanti le osservazioni che riporti. Mi colpisce in specialmodo l'aumento di Cobalto.
    Ad ogni modo, come fai notare, credo sia opportuno attendere l'analisi approfondita dei materiali di partenza.
    Posso chiederti perchè in un esperimento preliminare non ti sei limitato allo studio di un modello piü semplice come un idruro di nickel eventualmente dopato con metalli alcalini?
    in linea di principio ciö dovrebbe agevolare l'interpretazione dei risultati.....

    cordiali saluti

  23. #398
    Seguace
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    Pioloso,
    i risultati che riporti sono estremamente interessante se confermati: credo che non sia mai stata descritta un tipo di reazione LENR " allo stato solido", così semplice da realizzare. Niente plasma, niente ultrasuoni, niente elettricità, neinte energie o potenze fuori norma: soltanto una normalissima procedura di preparazione "chimica", facilmente riproducibile e controllabile, che però da origine a trasmutazioni!
    Se questi risultati saranno confermati potrebbero essere oggetto di un articolo scentifico!

  24. #399
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    Risultati molto interessanti, complimenti.

    A quale sequenza di processi (nello specifico) è stato sottoposto il campione di nichel?
    Con quali elementi, nel processo di trattamento, ha avuto contatto?

    Sarebbe interessante fare un confronto fra prima e dopo il trattamento e, se disponibili, confrontare le analisi dei campioni 'prima' e 'dopo', in una tabella sintetica, in modo che, eventuali curiosità possano balzare all'occhio.
    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

  25. #400
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    Predefinito Analisi chimica su piastrina Ni -prima parte

    Eccomi...cerco di rispondere sinteticamente ai precedenti interventi 397, 398, 399.

    Il materiale sottoposto ad analisi era in origine una piastrina di 5gr di peso costituita principalmente da Nichel,Titanio e TiH2, con minori costituenti (decimi o centesimi di grammo), di K2O, Na2O, CaO, MgO, Al2O3, Fe2O3, LiH.
    La piastrina è stata preparata con una tecnica del tipo "metallurgia delle polveri" cioè forte compressione dei costituenti iniziali e successivo riscaldamento a temperature di circa 500°C.
    Piastrine con composizione variabile più o meno arricchite di ossidi alcalini e/o idruri (o prive completamente), sono state preparate con la stessa tecnica e con l'obbiettivo di impegarle come catodo in celle elettrolitiche tradizionali (prove che ho avuto tempo di fare solo un paio di volte).

    E' estremamente probabile che il riscaldamento, anche se veloce, abbia in parte destabilizzato gli idruri con liberazione di H, in un ambiente fortemente confinato (ciò potrebbe forse essere la causa, SE CONFERMATE, di anomalie nelle concentrazioni di determinati elementi? - ovvero si può pensare ad un caricamento dall'interno di H, proveniente dal "serbatoio idruri della miscela originaria" invece che dall'esterno, cioè immettendo H2 in pressione a contatto con Ni?)

    CONTINUO CON UNA SECONDA PARTE, A BREVE....


 

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  1. 05-02-2011, 16:40
  2. 02-02-2011, 23:48
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  22. 22-03-2010, 15:54

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