come possiamo quantificare la quantità di idrogeno adsorbito dal nichel? e poi se si tratta di nanopolveri non so come faresti a far adsorbire idrogeno tramite elettrolisi.
come possiamo quantificare la quantità di idrogeno adsorbito dal nichel? e poi se si tratta di nanopolveri non so come faresti a far adsorbire idrogeno tramite elettrolisi.
Io avevo un contenitore sigillato grande come una lattina di cocacola, misuravo la pressione dell'idrogeno ad una certa temperatura, per esempio: se a 100° avevo 350 millibar; se poi facevo un ciclo portavo la temperatura a 400° poi la facevo ridiscendere a 100° se trovavo una pressione di 340 millibar deducevo che il gas idrogeno mancante era entrato nel nichel.
Ora nel caso dell'elettrolisi la cosa è differente ti faccio un esempio ipotetico.
Supponiamo abbia una sbarretta di Ni-xx da 100gr con un acido sciogliamo XX e creiamo la porosità. ora la sbarretta porosa pesa 70 gr
La sottoponiamo ad elettrolisi per caricarla di idrogeno, usiamo molti cicli, variando tensioni e temperature (Piantelli è specializzato in questo).
Con una bilancia adeguata controlliamo di volta in volta il peso; alla fine la sbarretta potrebbe pesare 90 gr.
Alla fine riduciamo la sbarretta meccanicamente in nanoparticelle, ovviamente un po' di idrogeno sfuggirà ma supponiamo di ottimizzare il processo e alla fine la polvere peserà per esempio 85 gr. Non dico che le cose stiano così ma credo che questo possa darti un'idea.
Ultima modifica di nll; 13-03-2010 a 05:10
Magari da qualche parte nel thread è già citato (se sì chiedo venia), però mi pare interessante l'articolo http://www.journal-of-nuclear-physic...ardi_paper.pdf.
Se l'idrogeno non scompare dalla cella in cui lo poni, ma va a finire nel reticolo del nichel aumentandolo di volume e di peso, se c'è un aumento di volume e peso del nichel come fa a calare la pressione?
Ultima modifica di nll; 13-03-2010 a 05:09
Il peso non cambia ovviamente l'idrogeno inglobato nel nichel lo gonfia pochissimo, è come se il gas idrogeno fosse diventato solido, il suo volume diminuisce di migliaia di volte. Pertanto il volume del gas diminuisce molto, dato che il volume è costante la pressione cala e la sua misura era molto precisa e facile da rilevare.
ok, grazie per il chiarimento, niente faremo delle prove e vedremo cosa succede al nichel, casomai prenderemo nota del peso e altri aspetti.
Ecco alcune foto del tubo che sto costruendo:
- tubo in alluminio spesso 3mm (sul lato raccordi lo spessore è 10mm) a tenuta stagna, con valvola di carica in ottone con tenuta in teflon
- resistenza ceramica 50 watt con termocoppia integrata(superficie scaldata 40mm)
- supporto ceramico per resistenza e polvere di nichel(la polvere sarà versata all'interno di questo supporto dove alloggia la resistenza)
- polvere di nichel ottenuta tramite fresatura con mola abrasiva a pasta fine, lavata e filtrata con magnete, granulometria variabile
Wow tecnonick, complimentoni!
Vedo che non perdi tempo e che ti stai attrezzando ben benino mentre io sto ancora ad analizzare la fattibilità e le ricetta migliore.
Qualche domanda:
- come fai con l'idrogeno? Hai trovato un rivenditore o altro?
- come fai ad evitare che il cilindro pieno di idrogeno e nichel esploda in caso di scintilla fortuita? Cioè, hai già previsto un sistema per fare il vuoto nel tuo tubo in modo da scongiurare la presenza di ossigeno?
- per le misure calorimetriche come procederai?
Se hai bisogno di vagliare un qualsiasi aspetto/quesito/dubbio ritieni(ci) tutti coinvolti.
Un saluto e un benvenuto a teodorom e Camillo.
Ciao! bè le rare volte che ho del tempo cerco di sfruttarlo al meglio e realizzo nel modo più rapido possibile, chiaramente quello che vedi in foto è il principio, perchè ci sarà il suo manometro con un altro raccordo che andrà alla pompa del vuoto, e poi tutta la parte di regolazione temperatura. La prova che intendo fare non è calorimetrica, voglio soltanto verificare quanto idrogeno assorbe il nichel e se ad un certo punto emette o no radiazioni, nel cilindo credo che metterò anche una piccola lamina d'oro che se colpita da neutroni dovrebbe diventare radioattiva. Purtroppo essendo il cilindro fatto di alluminio abbiamo una forte schermatura del raggi beta, ma i gamma e neutroni passano, perciò se c'è qualcosa lo rileveremo di sicuro. Nel momento in cui ci accorgiamo che c'è emissione di radiazioni allora significa che qualche reazione nucleare sta avvenendo, inoltre il nichel dovrebbe trasmutare in rame e zinco, perciò se rileveremo radiazioni porteremo la polvere ad analizzare per vedere cosa c'è oltre al nichel, questa polvere è di nichel puro al 99,99%.
Riguardo l'idrogeno abbiamo noleggiato una bombola e acquistato un regolatore di pressione (la bombola è a 260 bar). L'idorgeno lo trovi dove trattato articoli per saldatura.
Solo ora leggo la discussione. Cavolo!!!!!! La notizia è quantomeno sconvolgente e sono sicuro della bontà dell'esperimento. Siamo però sicuri che da qualche parte non si incominci a remare contro per affossare il tutto? Spero che EnergeticAmbiente sia il motore incontaminato e incontaminabile che spinga questa straordinaria ricerca alla massima divulgazione per il raggiungimento di risultati fruibili da tutti.
In alcuni interventi precedenti, è stato erroneamente riportato che il lavoro relativo al brevetto dell'Ing. Andrea Rossi nasce da una collaborazione tra Rossi, Focardi e Piantelli.
Con tutto il rispetto per la serietà del lavoro del Prof.Piantelli, il lavoro in oggetto nasce da un'invenzione di Andrea Rossi, che è stata testata e
collaudata in collaborazione con il Prof.Focardi.
L'apparato brevettato dal Rossi funziona in base a principi completamente diversi, anche se usa Nickel e Idrogeno; la differenza è dimostrata nella pratica delle applicazioni: la Leonardo Corporation sta costruendo impianti industriali dopo un collaudo durato anni durante i quali il modulo-Rossi ha prodotto kwh/h regolarmente, con affidabilità assoluta, accendendosi e spegnendosi con la regolarità di una caldaia.
Al contrario, come chiaramente emerge dalle pubblicazioni, i lavori del Prof.Piantelli, che non ha mai collaborato con l'Ing.Rossi, hanno generato pochi watts, in modalità irregolare e certamente non sufficiente per costruire una macchina costantemente funzionante.
Tantissimo rispetto per l'impegno del Prof.Piantelli, ma non confondiamo un tentativo di laboratorio capace di sporadiche produzioni di qualche decina di watts con un processo che genera energia in modo industrialmente regolabile ed affidabile.
Che quello che avviene dentro il reattore del Rossi, e che attualmente è ben noto al solo Rossi, sia profondamente diverso da quello che è avvenuto in altri laboratori non è un fatto teorico, ma un fatto pratico, facilmente osservabile confrontando la produzione di energia della macchina di Rossi con le altre.
Ufficio Stampa
Journal Of Nuclear Physics
It is not true that the work regarding the patent of Andrea Rossi has been made in collaboration with Prof.Piantelli.
Actually, Prof.Piantelli has never worked with Andrea Rossi.
The apparatus and the method of Andrea Rossi have generated a power plant which produces industrial amounts of energy, just turning on and
off a heater which produces many kWh/h every day, reliably, from years.
The work of Prof.Piantelli has generated a laboratory model, which generated few watts, in a non reliable and non repetitive way.
This is it because the process and apparatus are completely different and start from completely different bases, even if both use Nickel and
Hydrogen.
Press Office
Journal Of Nuclear Physics
Per tecnonick
Le foto mi fanno vedere che hai in costruzione un apparato simile al mio. Io ho usato un contenitore di acciaio inox.
Per l'idrogeno basta fare l'elettrolisi di acqua distillata separando i due elettrodi. Dal negativo ricavavo idrogeno che aspiravo entro il contenitore in cui avevo fatto il vuoto. In genere riempivo e svuotavo il recipiente più volte per avere una specie di lavaggio e aumentare la purezza.
Non credo che la resistenza da soli 50 watt riesca a portare molyo in alto la temperatura. La mia era di più di 200 W. Sai quando si supera i 200° la dispersione termica sale rapidamente. Anche con sistemi coibentati non è sempre facile spingere in alto la temperatura. La mia cella lavorava fino a 400°
Auguri
Ciao Camillo, la quantità di polvere da portare a 400° è poca, si parla di massimo 1 grammo e direttamente a contatto con la resistenza, la quale non è a contatto con niente se non nei due punti estremi con il supporto ceramico, la zona che scalda è solo quella compresa tra questi due punti, quella resistenza è nominale di 50 watt ma può anche essere alimentata a 200 watt, per tanto vedremo di dare la giusta potenza fino a misurare la temperatura di 400°.So bene che essendoci idrogeno in pressione e un contenitore in alluminio la dispersione termica è alta, ma ci proviamo... nel caso non riuscissimo a tirare su di temperatura cambierò la resistenza e siamo aposto. Al momento uso nichel in polvere non idrogenato, e farò delle prove, nel caso non avrò risultati sto già pensando di nichelare un tubo di rame che infilerò sulla resistenza, la nichelatura di questo tubo la farò bicompionente, un pò come spiegavi tu, e lo caricherò di idrogeno il più possibile per poi fare la prova, ma intanto speriamo di ottenere già cosi qualche risultato. Fai conto che quel tubo che vedi regge pressioni di oltre 30 bar, quindi potremmo anche provare a tirare al massimo la pressione. Credo che entro fine settimana prossima avrò completato l'opera e accenderò l'apparecchio, di tanto in tanto darò aggiornamenti.
Forse sto' dicendo una cretinata piu' grande di me'...!!!
Pensando e ripensando a cosa possa nasconderci il ns. caro ing. Rossi, vista la questione idrurazione del nichel, un flash neuronico mi a sflesciato la mente :
La questione del caricamento dell'idrogeno sul nichel assomiglia al trattamento di nitrurazione degli acciai o al trattamento di cementazione degli stessi. Nitrurazione = acciaio in atmosfera di azoto+/- 500C° , cementazione = acciaio in atmosfera di monossido di carbonio +/- 800C°.
Si ha cosi un lento assorbimento dei suddetti gas nel reticolo dell'acciaio, la penetrazione dipende dalla durata del trattamento, ore e ore per decimo di mm. di penetrazione.
Questo dovrebbe valere anche, e da quel che o capito lo e', per il nichel, cioe' idrurazione per via termica. ( ma va...lo sapevate gia' !!!) si ma la questione e'... ,alla fine nell'esperimento forse basta riscaldare la polvere con l'idrogeno per un lungo periodo nella quale si ha per primo l'idurazione saturazione e poi, forse il fenomeno tanto atteso...
Ho capito vado a fare altro...un saluto a tutti
Ultima modifica di SGF; 13-03-2010 a 17:04
Ciao
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Stirling
hai ragione a dire che il procedimento è analogo. Infatti è lo stesso meccanismo per diffondere l'idrogeno nel nichel. Ma c'è una differenza sostanziale: come ho già detto per quanto a lungo si protragga il trattamento di diffusione si arriva a un punto limite, che si può superare solo riportando tutto a temperatura ambiente e rifaciendo un altro ciclo di diffusione.![]()
Vorra' dire che si faranno piu' cicli...o meglio faro', visto che' ho quasi terminato il "reattore". I cicli posso farli in automatico pero' non ho idea della procedura (tempi pressioni temperatura ecc).
Ciao
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Stirling
Ciao tecnonick,bel lavoro!!!
Io e Dynoc pensevamo di usare il metodo a induzzione,per riscaldare.Non hai la resistenza all'interno della camera e il nichel è riscaldato per intero.(All'interno della camera di reazione metti solo la termocoppia e il nichel,in barra-tondino)
Cosa ne pensi??
Buon lavoro!!!
Framoro...
Ciao, si ci avevo pensato, però in questo caso devi fare un contenitore non metallico(magri di quarzo viste le temperature), e questo potrebbe rendere il tutto difficoltoso, sopratutto nel caso in cui devi lavorare a 20-30 bar di pressione.
mi fa piacere che siamo già in 3 a sperimentare, chissà che qualcuno di noi riesca davvero a ottenere qualche risultato!
Se usi un materiale amagnetico,tipo l'inox 316l?però in questo caso devi fare un contenitore non metallico
Framoro...
Interessante anche perche' ho collaborato con un amico il quale da 2 ANNI ha costruito un congegno che funziona per mezzo di "Reattori piezonucleari" e che produce notevoli risparmi in energia elettrica (-60%) per riscaldare una caldaia per riscaldamento (ovviamente senza gas) - vedi: Fusione Fredda - MIT falsifica i Dati nel 1989
Ultima modifica di mgb2; 15-03-2010 a 15:26 Motivo: Chiusura tag QUOTE
Scusate, ma come mai non si trova i rete nessun riferimento alla Leonardo Corporation o a questo fantomatico "Journal of Nuclear Physics"?
Chi è l'editore? E questo Andrea Rossi da dove spunta? Da quando in qua l'ufficio stampa di un giornale usa l'acronimo JONF mezzo tradotto in italiano?
Partire con qualche solida certezza aiuta a credere nell'esperimento che dispensa un bel pò di speranze.
Buon lavoro agli sperimentatori...
Sergio
Cari tutti,
vedo con piacere che in questi ultimi giorni in questa discussione si sono affacciati dei nuovi e meno nuovi personaggi che prima sembravano assenti.
Uno per tutti è Camillo, che ha replicato l'esp di Piantelli.
Abbiamo addirittura l'ufficio stampa del blog del brevetto che ci tiene d'occhio e fa le sue precisazioni, senza però dare (ovviamente) suggerimenti sul come andare avanti.
Strano forum il nostro.
Passiamo agli ultimi commenti:
"Dear K,
If I remember correctly one of the experimenters commented that
surface preperation was the key to establishing a repeatable result in
their experiment. That included preperation of the materials in
particular gas environment. I don't remember if it was O or H free. He
talked about years of experimenting to get that part understood.
If you are not privy to these details then it would seem to me that
the odds of sucessful replication are quite low. Rather like the
initial replication attempts of the F&P experiment where experimenters
did something that was similiar and considered close enough but as we
know destined to fail.
Perhaps I am being overly critical here, but assuming that all of the
relevant information is in the patent is assuming quite a lot.
Dear T,
No, you are not being over critical. Your kind of observations could convince the team of tentative researchers to give up, after preliminary discussion. I was thinking about those who participated in earlier discussions of Piantelli's work. I was also thinking about a possibility that Rossi might be willing to help. A person who wants to be secretive would not publish a paper."
Quoto in pieno i suggerimenti di bloody_ranger sulle caratteristiche dei brevetti.
Comunque, buon lavoro a tutti.
ciao