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Discussione: Apparato Focardi-Rossi

  1. #1341
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    Altra informazione sulle caratteristiche del reattore: depistaggio o meno?

    Quote Originariamente inviata da Andrea Rossi
    Quote Originariamente inviata da Joseph Fine
    Dr. Rossi,
    In the earlier version of the E-Cat, Copper isotopes found in used fuel had a ratio of [Cu-63/Cu-65] = 1.6 (vs 2.24 in natural copper). According to Profs. Essen and Kullander, the Mini E-Cat (50 cc) version did not have such an isotopic variation in the Copper ‘ash’. Is this due to design modifications, or just that the mini E-cat has not run long enough?
    Below is the chemical composition of the Stainless Steel alloy used. Could one of the ingredients in the reactor wall be part of the reaction process?
    Chemical Composition-316-316L-1.4401-1.4404 Stainless Steel Tube Pipe Tubing
    J.F.
    Dear Dr Joseph Fine:
    The stainless steel I use is AISI 316 L, which is an alloy of Ni,Cr,Fe: no Cu, so I do not think the wall of the readtor has been “sputtered”. The reason of the slight delta of the isotopes of Ni depends on the treatment we make to the Ni before the reactions, so that at the end of the work substantially 62 and 64 Ni have reacted and the final composition returns close to the normal, not exactly of course.
    The treatment of the powders is part of the invention and is confidential so far: the difficult part of it stays in the low operational cost.
    Warm Regards,
    A.R.
    A proposito, sull'importante contratto stipulato negli USA riguardo la produzione energetica, qualcuno e` in grado di capire di chi si parla?

    http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=473

    Quote Originariamente inviata da Andrea Rossi
    The Customer of us is a kind of Customer you need to have a written authorization of to talk about him. In due time we will make a joint communication. We will manufacture together a network of plants to sell the energy. I am very happy for this, because I am extremely indebted with the USA, where I got my rebirth, and we will make here new jobs and a useful work, so I will give back part of the help I got, as it is my duty. I always give back what I get, turned into energy. It’s my job.
    Warm Regards,

  2. #1342
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    Sul blog di Passerini e` apparsa una trascrizione integrale dell'intervista a Focardi di Radio Citta` del Capo, credo possa essere utile : Ventidue passi d'amore e dintorni : Il professor Focardi spiega la "fusione fredda" Ni-H

  3. #1343
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    Alcune riflessioni su quanto detto (qui e da Rossi):
    - Uso di Mn che poi trasmuta in Fe: non credo, in quelle percentuali così grandi non sarebbe neanche necessario usare il nichel per produrre energia. L'Mn tra l'altro apparentemente non ha proprietà particolari che potrebberlo rendere utile in questa applicazione (il fatto che è nello stesso periodo di Fe, Ni, Ti, Zn non implica niente, semmai è nello stesso gruppo di Tc e Re, che comunque non sono mai stati nominati in lettaratura a proposito delle relazioni LENR);
    - Uso dell'acciaio: Rossi dice che viene usato acciaio invece che rame per contenere la reazione (nonostante la sua bassa conduttività termica), per questioni "chimiche". Ha senso, evidentemente l'ambiente deve essere parecchio reattivo ed ossidante durante la reazione.
    - Da dove viene il ferro? Potrebbe darsi che venga dall'acciaio come dice Rossi, ma questo può succedere solo se dentro al reattore c'è una specie di plasma o comunque temperature molto elevate... Può il solo idrogeno erodere così l'acciaio? Forse. In tal caso è chiaro che la capsula va cambiata perchè non più utilizzabile (se deve reggere 25 bar!). In caso contrario significa che il ferro deriva da qualche altra parte: o dalla reazione (molto strano, ma chi può dirlo?) o da qualche "additivo". A conti fatti direi che ne sappiamo quanto prima...
    - Il funzionamento del reattore, soprattutto dopo la prova del 29 sembra molto semplice, quasi banale... però se il gruppo di Piantelli, che non è affatto meno capace e competente, non è ancora uscito con un suo "prodotto", evidentemente la reazione non è così scontata o spontanea come potrebbe apparire... Dico questo perchè dalle notizie più recenti sembra quasi che i "catalizzatori" siano qualcosa di "opzionale" e che basti solo Ni e H, ma forse non è così, serve qualcosa in più...
    - Chi è il recente importante cliente di Rossi? Da quello che dice sembrerebbe un ente governativo, anche se non sono solo quelli che impongono vincoli di riservatezza sui contratti (a me è successo diverse volte con società grosse, ma non governative). In ogni caso buon per lui, non possiamo che esserne contenti.

  4. #1344
    Pietra Miliare
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    Avevo notato anch'io come stranamente Rossi in risposta ad una domanda si affretti a precisare che il ferro proviene dal recipiente, condivido le tue riflessioni Vettore.
    Aggiungerei questa ulteriore riflessione, mi sembra strano che abbia dato da analizzare le polveri di nichel dopo la reazione, potevano contenere evidenze del catalizzatore. Forse, dico forse, le ha lavate prima di consegnarle, forse il ferro, magari in nano prticelle, si è miscolato al nichel e non è stato possibile togliero Per il momento direi che la cosa è sospetta.

  5. #1345
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    Predefinito sempre da JONF

    Bill C
    Also, all the reports (and patent application) mention the transmutation of Ni to Cu as a result of the E-Cat process, yet in the March 29th demonstration, slightly more Iron than copper was observed. Is the Iron also the result of a transmutation, the result of impurities in the Ni powder (fuel) or some other process?
    Rossi
    My idea is that Fe comes from the steel by a sort of a sputtering effect.
    Posizione non più difendibile... c'è più ferro che rame....

  6. #1346
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    -
    Il funzionamento del reattore, soprattutto dopo la prova del 29 sembra molto semplice, quasi banale... però se il gruppo di Piantelli, che non è affatto meno capace e competente, non è ancora uscito con un suo "prodotto", evidentemente la reazione non è così scontata o spontanea come potrebbe apparire...
    Quasi certamente hai ragione: il funzionamento potrebbe essere molto semplice, quasi banale...ma solo ad una condizione: quella di avere l'esatto mix di nichel, idrogeno, catalizzatori, pressione, temperatura e forse anche dettagli costruttivi dell'apparato.
    Non dimenticare che Rossi ha dichiarato di aver realizzato più di mille E-cat (ha introdotto modifiche persino dopo la dimostrazione di gennaio) e di aver provato decine di migliaia di combinazioni dei catalizzatori.

    Anche ammesso che abbia esagerato un po', è fuor di dubbio che di lavoro deve averne fatto proprio tanto, magari favorito in ciò dall'avere, in prima persona, grande dimistichezza con la pratica di officina e un'azienda a disposizione in qualsiasi momento.
    Forse sbaglierò, ci sarà senza dubbio dell'altro, ma non riesco a togliermi dalla testa che proprio questo sia stato il grande vantaggio di Rossi rispetto al gruppo di Piantelli.

  7. #1347
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    Mi era venuto in mente il Manganese poiche', oltre ad essere il precedente del ferro ha anche una certa attivita` dissociativa rispetto all'acqua, cosa che mi aveva fatto pensare potesse favorire la dissociazione dell'idrogeno molecolare in atomico. Di passaggio noto che su JONF Il dott. Bettini ha pubblicato una spiegazione e calcoli molto simili a quelli che avevo postato io qui tempo fa. La sola differenza, e` che io uso la nuova unita` di massa, u, il Dalton invece della vecchia amu, ma non ci dovrebbero essere grandi differenze.
    Nondimeno, e non mi sembra di aver fatto errori di calcolo, a me viene circa la meta` del consumo di materiali da lui indicato.
    Devo anche dire che i suoi valori per le masse atomiche differiscono di poco da quelli che ho usato io, e che ho preso dal database Nucleus-win gia` nominato e presente nei materiali teorici, che mi sembra al momento il piu` aggiornato. Provo a ripostare l'ultimo aggiornamento della mia ipotesi 2, nella speranza che qualcuno mi possa indicare eventuali errori.
    Poi devo aggiungere che in un altro post sempre su JONF si fa un'ipotesi che era venuta in mente anche a me circa la possibilita` che due nichel trasmutino uno a rame e l'altro a ferro, tanto per rendere le cose piu` semplici...
    Ed infine segnalo che, sempre li' si e` fatto vivo nientemeno che Brian Josephson, a sostenere Rossi e cercare di sdoganarlo nei confronti di
    Nature. E questa si mi sembra una notiziona.
    Cordialita`
    File Allegati

  8. #1348
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    Là, dalle parti di Sirio
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    Quote Originariamente inviata da SGF Visualizza il messaggio
    Elektron, come fai, sciogli il nichel in acido HCl e fai precipitare?
    In sostanza, sè hai una procedura collaudata puoi esporla?
    Si quella era l'idea. Il problema (minore) è che l'acido cloridrico serve concentrato e quindi occorre acquistarlo da un rivenditore di prodotti chimici. Il problema maggiore è che a differenza del ferro, dove se ti si rompe il bicchiere nel mezzo del ballo al massimo basta una spugna, con il nichel non si scherza. Il cloruro è altamente cancerogeno e anche io sono costretto ad appoggiarmi ad un laboratorio attrezzato.
    La procedura di suo è semplice (ma delicata) dal sale metallico si precipita il metallo mediante una sostanza chelante sotto agitazione ultrasonica. Funziona quasi tutto, dall'acqua safe per l'acquario alla miscela di zucchero e acido nitrico. Altro per il momento non ti so dire nel senso che verificata funzionante ce l'ho solo per il ferro.

  9. #1349
    GEM
    GEM non è in linea
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    Voglio informarvi che hanno realizzato la fotosintesi artificiale, con lo scopo di separare l'H2 e O2 dall'acqua, impiegando nichel e cobalto, chissà se mai il cobalto è il catalizzatore "ignoto"....
    Una foglia ci salverà? | AFFRICA

  10. #1350
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    Scusa Elektron, ma se ti devi appoggiare ad un laboratorio, non e` piu` semplice comprare direttamente il nichel cloruro per analisi e poi trattarlo
    (farlo trattare) come ti serve? Fra l'altro mi sono ricordato proprio oggi che
    nella mia piccola scorta di prodotti chimici ho da piu` di vent'anni un barattolo di NiCl2 per analisi, ed infatti l'ho trovato tutto deliquescente nonostante sia ben chiuso.
    Vorrei anche chiederti se puoi essere un po' piu` esteso nella tua descrizione:
    non e` chiaro se usi solo l'agente chelante e l'agitazione ultrasonica o anche, come detto in precedenza, la deposizione elettrolitica.
    Cordialita`

  11. #1351
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    Predefinito unire le forze degli sperimentatori

    cari amici,
    come molti di voi anch'io condivido da anni un profondo interesse per la materia e anche professionalmente ho avuto la possibilità di investire tempo e risorse nello studio dei fenomeni LENR (ripudio il termine "fusione fredda", allineandomi a Krivit di New Energy Times in questa annosa polemica).
    Avendo passato mesi a leggere il leggibile in rete e trovando a livello nazionale il vostro forum in assoluto il migliore in materia, credo sia ora di smetterla di restare un leecher passivo e darmi da fare, scusandomi per non averlo fatto prima.
    Come prima osservazione mi sorprende un poco che ci si sia concentrati in toto sul modello Piantelli/Focardi (e Rossi) quasi ignorando le esperienze con H e Ni di Don Borghi riprese successivamente da Santilli. La vicenda di quest'ultimo, che certo ha un background teorico impressionante, è veramente interessante e merita di essere approfondita perché potrebbe portarci a capire meglio come funziona il tutto. Personalmente sto predisponendo, con le dovute precauzioni, un remake del test Borghi fatto da Santilli (la vecchia tecnica con arco elettrico). In parallelo vorrei anche arrivare a prototipizzare in maniera decente un modello stile Piantelli/Focardi da realizzare in svariati esemplari che metterei volentieri a disposizione degli altri sperimentatori. Mi pare che dopo la partenza un anno fa ci si sia un poco arenati sull'hardware di base ma credo che unendo le forze potremmo recuperare il terreno perduto.
    Per cui, anche dopo aver visto l'apparato di Rossi nudo, chiedo a tutti un impegno per riprogettare un ipotetico sistema di test, da produrre in serie per consentire a tutti di sperimentare.
    Come specifiche di base credo sarebbe bene utilizzare anche noi acciaio 316 e mantenere dimensioni contenute, ma sufficienti a raggiungere massa critica. SGF che fornitore hai usato? Possiamo definire i punti base comuni? Tipo range di temperatura (400-600), Pressione massima (25 bar), volume interno, resistenza coil interna o esterna, vessel per scambiatore ad acqua, sensori interni ed esterni, shielding Boro/piombo, rilevatori neutroni e gamma, etc.
    Facciamo una lista della spesa. Non credo che tutti possano permettersi di disporre di tutte le attrezzature necessarie, ma si potrebbero mettere a fattor comune molte cose, concentrandosi sugli esperimenti.

    Grazie per ora e complimenti a tutti per l'impegno e la passione. Un abbraccio speciale a Camillo.

  12. #1352
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    Quote Originariamente inviata da mellogrand Visualizza il messaggio
    Come prima osservazione mi sorprende un poco che ci si sia concentrati in toto sul modello Piantelli/Focardi (e Rossi) quasi ignorando le esperienze con H e Ni di Don Borghi riprese successivamente da Santilli.
    Non mi risulta che Santilli o Borghi usassero Ni. Sicuramente hanno usato idrogeno. I loro esperimenti sono molto interessanti, e mi piacerebbe ripeterli (non sono molto difficili da realizzare). Soltanto che si parla di neutroni! Che da un lato sono molto sfuggenti e richiedono costose apparecchiature per essere rilevati, dall'altro sono anche molto pericolosi... Non sono prove che possono essere affrontate con leggerezza.
    Gli esperimenti di Focardi/Piantelli/Rossi invece sono relativamente più semplici, meno pericolosi e dal valore scientifico comunque molto grande (se se ne verifica la ripetibilità). Quindi ha un loro senso concentrarsi su di essi.

    In parallelo vorrei anche arrivare a prototipizzare in maniera decente un modello stile Piantelli/Focardi da realizzare in svariati esemplari che metterei volentieri a disposizione degli altri sperimentatori.
    Finchè non si ha la più pallida idea di cosa/come funzioni è difficile produrne anche uno solo fatto bene... Figuriamoci una serie...

    Come specifiche di base credo sarebbe bene utilizzare anche noi acciaio 316 e mantenere dimensioni contenute, ma sufficienti a raggiungere massa critica.
    Il problema non è lo "scatolotto": è la strumentazione e soprattutto il metodo. Per fare esperimenti che abbiano senso ci vuole strumentazione adeguata, comprenderla e saperla utilizzare, e soprattutto avere le basi per affrontare scientificamente una sperimentazione. Non sono cose ovvie o che si possono tralasciare o improvvisare. Una cosa è l'entusiasmo, la voglia di provarci, di partecipare, un'altra è tentare di capire come stanno le cose e tirare fuori qualcosa di utile e ripetibile. Questo thread risale a più di un anno fa: rileggi degli esperimenti che sono stati fatti. Riesci a trarne qualcosa di utile? Nella maggior parte dei casi no, perchè c'era l'entusiasmo ma non il metodo: a volte si facevano delle prove senza neanche sapere cosa si stesse cercando o come misurarlo. Pià recentemente questo approccio è cambiato, ma deve ancora dare i primi frutti.

    Mi pare che dopo la partenza un anno fa ci si sia un poco arenati sull'hardware di base ma credo che unendo le forze potremmo recuperare il terreno perduto.
    Non è l'hardware che si è arenato, è che prima di mettersi a costruire qualsiasi cosa bisogna capire cosa si vuole reallizare e come. Adesso è sicuramente più chiari di un anno fa, e anche se non sembra la realizzazione degli apparati procede. Purtroppo non è neanche fattile "unire le forze", perchè siamo sparsi e non è facile o possibile sopperire alle capacità di uno con quelle di un altro (c'è chi è più esperto sulle parti meccaniche, chi sulla chimica, chi sull'elettronica, chi sulla fisica...)

    SGF che fornitore hai usato? Possiamo definire i punti base comuni? Tipo range di temperatura (400-600), Pressione massima (25 bar), volume interno, resistenza coil interna o esterna, vessel per scambiatore ad acqua, sensori interni ed esterni, shielding Boro/piombo, rilevatori neutroni e gamma, etc.
    Calma! Capisco l'entusiasmo, ma bisogna procedere con i piedi di piombo (e boro ah ah ah...). Cominciamo dalle condizioni più semplici e verifichiamo gradualmente se si riesce ad ottenere aqualche tipo di fenomeno. Inutile puntare a centinaia di gradi e decine di atmosfere o sperare di ottenere subito kW: non funziona così!

    Non credo che tutti possano permettersi di disporre di tutte le attrezzature necessarie, ma si potrebbero mettere a fattor comune molte cose, concentrandosi sugli esperimenti.
    Io credo che una volta completati i primi setup, sarà possibile provare le idee di tutti. Però bisogna procedere sempre con una certa gradualità, e visto che il tempo che vi si può dedicare è sempre poco, meglio traguardare bene le prove...

  13. #1353
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    Predefinito unire gli sforzi

    Non credo che tutti possano permettersi di disporre di tutte le attrezzature necessarie, ma si potrebbero mettere a fattor comune molte cose, concentrandosi sugli esperimenti.
    Pienamente d'accordo con questa iniziativa. Anzi è da un pò che stavo rimuginando qualcosa di simile, ma in una visione rivolta più in là, un oggetto per uso "casalingo" sviluppato secondo canoni tra l'autocostruito e l'"open source", libero da vincoli di PI.

    La considerazione di fondo principale che mi aveva motivato (e mi motiva tutt'ora) è che nel migliore dei casi, una versione e-cat casalinga prodotta in serie da Rossi vuoi direttamente, vuoi sotto licenza da una Zanussi (per fare un nome) non sarebbe disponibile prima del 2020 o giù di lì. E noi intanto invecchiamo, inquiniamo e paghiamo (l'ENEL di turno)...

    Il mio ruolo, tanto per venire al sodo, lo vedo nello sviluppo della parte elettrica/elettronica/sensorica, che è coperta benissimo dalla mia specializzazione, esperienza e contatti. Ho già iniziato a schizzare delle specifiche, soggette evidentemente a commenti e contributi ab ovo.
    Credo che il taglio così fatto si presti a un progetto in rete, portato avanti da più attori in modo decentralizzato come auspicato da mellogrand.

    Va notato che l'utilità dell'ipotetica "centralina" si estende evidentemente anche alla fase attuale di sperimentazione, assumendo almeno in parte il ruolo di strumentazione"standard", rendendo dunque più facilmente confrontabili tra loro esperimenti eseguiti in luoghi diversi da persone diverse.

    Intanto mi sono limitato a buttare l'idea di principio senza entrare in dettagli del "cosa fa" o "come fa", per questo c'è tempo

    Che ne pensate?
    Ultima modifica di vanesio; 11-04-2011 a 17:46 Motivo: chiarita l'ultima parte; sperimentazione

  14. #1354
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    Mellogrand spero tu convenga con me nel dire che questo tipo di cella Ni-H non possa funzionare visto che come giustamente hai detto altri scienziati precedentemente hanno tentato l' esperimento fallendo e sospendendo la sperimentazione. Il nostro caro sig. Rossi è uno dei migliori venditori di fumo del nostro pianeta, sono convinto che ti venderebbe un sasso di pirite spacciandotelo per oro e ridendosela di gusto... Cerco di allertare tutti gli iscritti a questo forum da tempo perchè non si illudano inutilmente che in quel tubetto avvengano fusioni nucleari mentre è ormai appurato che in realtà si tratta di banali reazioni di idrurazione del nichel e qualche trucchetto messo in campo per fare soldi e far parlare i media. Molto cordialmente mi permetto di dire che la fusione fredda rappresenti una "scienza patologica" priva di riscontri oggettivi e soprattutto che viola costantemente le leggi della fisica ottenedo ben pochi risultati. Con questo non voglio dire che si debba fermare la sperimentazione perchè da cosa nasce cosa e quindi non si sa mai... Cerchiamo di tornare coi piedi per terra e guardare più criticamente questo genere di invenzioni finchè non ci saranno dati scientifici certi che provino il fenomeno.

  15. #1355
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    Grazie Vettore e altri commentatori. Innanzitutto voglio dire che il mio rilancio deriva proprio dalla constatazione del fatto che da un anno ho visto sul forum (ho letto tutti i messaggi e prima di scrivere ne ho riletti molti) entusiasmi, cali di fiducia, passione e voglia di dare un contributo, ma mai un tentativo di definire in maniera collaborativa un "protocollo" condiviso.
    Personalmente ho 55 anni e una discreta esperienza nel campo delle tecnologie e non mi sto cimentando in questa vicenda per gioco ma in maniera socialmente responsabile e anche imprenditoriale. Lavoro da anni nella ricerca di fonti di energia "pulita" che ci possano portare quantomeno alla grid parity evitando nucleare, carbone, gas, petrolio e similari ben conscio dell'importanza ambientale, economica e geopolitica di questa materia. Questa materia è troppo importante per non impegnarci in prima persona. E credo che questo sia lo spirito di molti di voi.
    Personalmente non credo che Rossi, nonostante le dichiarazioni roboanti su migliaia di prototipi e catalizzatori abbia poi realmente impegnato risorse strabilianti e dalle varie ipotesi teoriche studiate (dall'hydrino di Mills al neutrone hadronico di Santilli, dalla Quantum Ring Theory di Guglinski al modello di Widom-Larsen) e dalla letteratura sugli esperimenti caserecci degli ultimi decenni ho tratto la convinzione che ci potremmo effettivamente trovare di fronte a dei fenomeni sin qui sconosciuti a metà strada tra la chimica e il nucleare, un terreno molto più vasto da esplorare rispetto alla riproduzione di quanto presumibilmente fatto da Rossi.
    Per questo credo che sarebbe bene, partendo da una base comune, ampliare lo spettro di esperienze. In questo modo, anziché riscoprire quanto fatto da Piantelli o da Focardi o da Rossi, potremmo dare un contributo ad accelerare la comprensione e l'adozione di queste tecnologie "liberatorie", sempre facendo attenzione a non correre rischi eccessivi. Coi neutroni non si scherza e persino gente esperta come Santilli ha avuto qualche sorpresa con i suoi i Klystron. Se poi leggete dei vecchi esperimenti di Piantelli che chiama al telefono Focardi per consigli su come bloccare la reazione dopo un inquietante surriscaldamento vi fate delle idee.
    Comunque, io ho ormai accumulato troppa teoria e troppa conoscenza, se non comincio a metterla in pratica finisce che la "fusione" la fa il mio cervello! Devo cominciare a eliminare qualche ipotesi sperimentando.
    grazie per l'attenzione, conto di vedere alcuni di voi a Vimercate da Roy il 6 maggio. Se qualche serio sperimentatore ha bisogno di una sponsorizzazione per il viaggio si faccia vivo, da pioniere di Internet credo ancora nel valore aggiunto del rapporto umano diretto e mi farebbe piacere conoscere alcuni di voi di persona.

  16. #1356
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    Vedrei bene la realizzazione di un'hardware comune, magari partendo da quello che sta realizzando SGF intorno ad Arduino, inserirei un bel frontend con una decina di sample-hold veloci, tempo di acquisizione 1 microsecondo, tempo di hold 5 sec, comandabili da un registro di Arduino, in modo da poter fare "istantaneamente" una decina di misure contemporanee, e consentire ad Arduino di acquisirle con calma. Sarebbe un "ferro del mestiere" molto utile per condividere risultati, indipendentemente dal tipo d'esperimento in cui uno e` interessato. Come per Arduino, si potrebbe via via dotare di sensori "standard", tipo un termometro da 0-100 con LM 135, un termometro da 0-500 con termocoppia, un sensore Geiger autocostruito, una testina voltmetrica o amperometrica, un wattmetro elettrico, uno termico...
    Il fatto che ciascuno degli sperimentatori interessati possieda lo stesso strumento di misura, renderebbe molto piu` affidabili eventuali riscontri, in quanto piu` facilmente riproducibili da altri interessati alla convalida.
    Me ne stavo gia` occupando personalmente proprio in questi giorni, aspettavo di avere qualcosa di pronto per comunicarlo.
    Cordialita`

  17. #1357
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    Su Vortex e` apparsa questa interessante analisi cosa potrebbe essere in realta` il catalizzatore segreto ed altre caratteristiche costruttive del reattore:

    There has been speculation within the cold-fusion community that Rossi is being disingenuous is stating that the reaction chamber is made of stainless steel. Why? Stainless steel is a poor conductor of heat.

    It could also be a way to justify the presence of a large amount of iron in the ash; a cover story to hide the importance of iron in the Rossi catalyst.

    The patent states that the reaction chamber is copper not stainless. Where and when did the ash come from, a Cat-E with a stainless reaction chamber or one with a copper one?

    Would Rossi mislead us to protect the secret of his Catalyst?

    Their analyses showed that the pure powder consists of essentially pure nickel, while the used powder contains several other substances, mainly 10 percent copper and 11 percent iron.
    The iron assay in the ash is higher than even copper. So how did it get so high? The proton fusion theory of nickel does not support the transmutation of iron. The Miley theory of natural isotopic abundance that I prefer also does not support a large iron assay in the ash.

    All this supports my contention that iron in the form of an X2O3 oxide forms the site of the active nuclear component in the Rossi catalyst.

    316L stainless steel has 18% chromium and 65% iron more or less. If the process was a mechanical based sputtering process then 2.7 % chromium contamination should have been found in the ash and this chromium would have still been alloyed with the iron.

    What could have purified the chromium from the iron?
    This part of the Rossi patent caught my attention:

    “The present inventor, moreover, has also accurately studies the following related patents: US-6,236,225, US-5,122,054, US-H466, US-4,014,168, US-5,552,155, US-5,195,157, US-4,782,303, US-4,341,730, US-A-20010024789.”

    The patent numbers are converted to links in URL formate as follows:

    "Method of testing the gate oxide in integrated DMOS power transistors and integrated device comprising a DMOS power transistor"
    "Device for stopping a radiant burner automatically in the event of ignition"
    "Hall effect device assembly"
    "Electrical technique"
    "Fusogenic lipsomes and methods for making and using same"
    "Optical fibre splicing"
    "Current guiding system"
    "Beam dancer fusion device"
    "Methods for generating catalytic proteins"

    Reference:

    “Iron oxide-based nanomagnets in nanomedicine: fabrication and applications”

    Iron oxide based nanomagnet in nanomedicine: fabrication and applications | Lin | Nano Reviews

    The some of the patents listed in the Rossi patent have a theme of organic synthesis of organic compatible catalysts and their testing for effectiveness.

    Iron oxide nanoparticles are iron oxide particles with diameters between about 1 and 100 nanometers. The two main forms are magnetite (Fe3O4) and its oxidized form maghemite (Fe2O3). They have attracted extensive interest due to their superparamagnetic properties and their potential applications in many fields (although Cu, Co and Ni are also highly magnetic materials, they are toxic and easily oxidized).

    Applications of iron oxide nanoparticles include terabit magnetic storage devices, catalysis, sensors, and high-sensitivity biomolecular magnetic resonance imaging (MRI) for medical diagnosis and therapeutics. These applications require coating of the nanoparticles by agents such as long-chain fatty acids, alkyl-substituted amines and diols.

    Rossi may have been interested in the organic fabrication of Iron oxide nanoparticles and subsiquent testing with the intent at selecting particles with superparamagnetic properties.

    This superparamagnetic behavior of iron oxide nanoparticles can be attributed to their size. When the size gets small enough (<20 nm), thermal fluctuations can change the direction of magnetization of the entire crystal. A material with many such crystals behaves like a paramagnet, except that the moments of entire crystals are fluctuating instead of individual atoms.

    After fabrication, certain Iron oxide nanoparticles will be magnetic and others won’t. A selection mechanism based on magnetic activity can pick out the required magnetically active particles from the ones that aren’t.


    If and what type of Iron oxide nanoparticles magnetization behavior that the Rossi reaction requires is unknown. But it looks like Rossi is interested in this type of particle and it behavior.

    In detail, ferromagnetic (form permanent magnets) and ferrimagnetic (Ferrimagnetic materials are like ferromagnets in that they hold a spontaneous magnetization below the Curie temperature) materials become disordered and lose their magnetization beyond the Curie temperature TC and antiferromagnetic materials lose their magnetization beyond the Néel temperature TN. Magnetite is ferrimagnetic at room temperature and has a Curie temperature of 577C. (but its Curie temperature is hard to determine). Both magnetite and maghemite nanoparticles are superparamagnetic at room temperature.

    IF maghemite (Fe2O3) is used in the Rossi process, and if the Rossi reaction depends on the magnetic behavior of Iron oxide nanoparticles, running the reactor beyond their Curie temperature (577C) might burn the nano-catalyst out. Or on the plus side, it could gradually stop a run-away meltdown reaction.

    Even through "Current guiding system" shows an interest in magnetic properties of materials, and the "Hall effect device assembly" reveals a need to trigger processes based on magnetic properties, the nanoparticle screening and selection criteria may not involve magnetic properties but some other of its physical characteristics. Size, shape, charge, chemical composition are all possible as selection criteria.

    The fact that Rossi is interested in organic synthesis methods leads credence to the theory that Iron (being non-toxic and commonly fabricated using organic processes) is the secret additive.

    "Fusogenic lipsomes and methods for making and using same" indicates Rossi is interested in building a core and shell nanoparticle by using layered lipids:

    Liposomes can be loaded with bioactive agents (meaning IRON) passively, that is, by solubilizing the molecule in the medium in which the liposomes are formed, in the case of water-soluble agents, or adding lipid-soluble agents to the lipid solutions from which the liposomes are made. Ionizable bioactive agents (meaning IRON) can also be loaded into liposomes by establishing an electrochemical potential gradient across the liposomal membrane and then adding the agent to the medium external to the liposome"

    BiLayer lipids means two layers…the inner layer carries nickel oxide and the outer layer of iron oxide.

    http://upload.wikimedia.org/wikipedi...x-Liposome.jpg

    Lipid vesicles are formed when phospholipids such as lecithin are placed in water and consequently form one bilayer or a series of bilayers, each separated by water molecules, once enough energy is supplied. Liposomes can be created by sonicating phospholipids in water. Low shear rates create multilamellar liposomes, which have many layers like an onion.

    Heating will remove the water and fat to leave a core and shell nanoparticle.

    By the way, "Method of testing the gate oxide in integrated DMOS power transistors and integrated device comprising a DMOS power transistor" deals with testing oxides.

  18. #1358
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    Quote Originariamente inviata da mellogrand Visualizza il messaggio
    Innanzitutto voglio dire che il mio rilancio deriva proprio dalla constatazione del fatto che da un anno ho visto sul forum (ho letto tutti i messaggi e prima di scrivere ne ho riletti molti) entusiasmi, cali di fiducia, passione e voglia di dare un contributo, ma mai un tentativo di definire in maniera collaborativa un "protocollo" condiviso.
    Credo che non ci siamo ancora arrivati, ma non manca molto...
    Inoltre come ho già detto in passato ha senso parlare di "protocolli condivisi" quando si tratta di ripetere prove che hanno dato a qualcuno un risultato positivo: è inutile tentare di fare a caso le stesse cose per poi scoprire tutti assieme che non funzionano!
    Quando dicevo che ci vuole metodo mi riferivo anche a questo: non ci si improvvisa scienziati da un giorno all'altro, e non è detto che "pasticciando" a caso si scopra qualcosa di utile (è molto più difficile). Stessa cosa per il discorso della strumentazione: non ha senso averla tutti uguale, anzi, è proprio una cosa da evitare... alla fine più che qualche fenomeno nuovo si corre il rischio di scoprire i difetti o comportamenti strani della strumentazione comune!

    In questo modo, anziché riscoprire quanto fatto da Piantelli o da Focardi o da Rossi, potremmo dare un contributo ad accelerare la comprensione e l'adozione di queste tecnologie "liberatorie", sempre facendo attenzione a non correre rischi eccessivi.
    Certo, l'idea è quella, ma come ci arrivi? Non sappiamo neanche se riusciamo a riprodurre gli effetti osservati da Piantelli e Focardi, e dovremo ottenere qualcosa di nuovo e addirittura migliore? Come? Con un approccio Monte Carlo (cioè facendo tentativi a caso)? Beh, non ci sono riusciti neanche migliaia di scienziati ben attrezzati in tutto il mondo! Non ci sono teorie, e quelle che ci sono devono acnora essere validate, non si conoscono bene i fenomeni e le loro condizioni, in pratica si brancola nel buio ancora! Sappiamo solo che la via di Piantelli, Focardi e Rossi sembra la più promettente: e allora ripercorriamola, se saremo bravi riusciremo a portarla avanti ed a capire tante cose sui fenomeni coinvolti. Procedendo a caso mi pare difficile arrivare da qualche parte... (Anche io studio i fenomeni LENR in tutte le forme da molti anni, ed ho una sola certezza: nessuno ha ancora capito niente di questi fenomeni!)
    Altro fattore che hai nominato: la sicurezza. Io sconsiglio vivamente a chi non ha un minimo di esperienza di laboratorio di avventurarsi in questi esperimenti, perchè possono essere molto pericolosi! Non parlo solo delle radiazioni, ma anche di pericoli più "banali": incendi, esplosioni, alte tensioni, sostanze tossiche, etc... tutte cose che abbiamo nominato più volte...

    Comunque, io ho ormai accumulato troppa teoria e troppa conoscenza, se non comincio a metterla in pratica finisce che la "fusione" la fa il mio cervello! Devo cominciare a eliminare qualche ipotesi sperimentando.
    Inizia pure o suggeriscile. Di certo qui non ti mancherà il supporto.

  19. #1359
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    Vettore: Stessa cosa per il discorso della strumentazione: non ha senso averla tutti uguale, anzi, è proprio una cosa da evitare... alla fine più che qualche fenomeno nuovo si corre il rischio di scoprire i difetti o comportamenti strani della strumentazione comune!
    Questo è sicuramente un'argomento valido, però secondo me è indebolito di molto una volta messo nel contesto pratico. Mi spiego: metti che uno sperimentatore trovi un effetto X giudicato interessante, dovuto però a un artificio della strumentazione. Prima di gridare eureka ai quattro venti, è auspicabile (e probabile) che confermi localmente una o due misurazioni guidicate critiche con strumenti già suoi, indipendenti e di fiducia. Ugualmente per chi tenta la replicazione. lnfatti il senso della proposta non è quello di una strumentazione esclusiva e "perfetta" sotto tutti i punti di vista.
    Inoltre, questo svantaggio potenziale va contrapposto ai molti vantaggi di costi, nonché di velocizzazione del processo di sperimentazione distribuito, evitando nel ragionevolmente possibile le frequenti e penose Babilonie.

  20. #1360
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    @Shirakawa:
    Molto interessante!
    Cosi` verrebbe costruita una nanoparticella fatta come una cipolla, con al centro il nichel e all'esterno il ferro.
    Pero` questo significa che nella polvere esausta data ai norvegesi un' analisi microscopico-radiografica dovrebbe rivelare tutto questo. Possibile che non abbiano fatto una tale indagine?
    @Vettore, Vanesio:
    Il fatto di avere tutti la stessa strumentazione non va inteso come un obbligo, ovviamente, ma se cio` accade, e` molto piu` facile che se tale strumentazione ha un qualche difetto, usandola in tanti ci se ne accorga e vi si ponga rimedio. Dopo tutto e` lo stesso concetto del Linux, migliorato attraverso l'esperienza di moltissimi utenti, ai livelli piu` diversi, che validamente contrasta software sviluppato impiegando ben altri fondi.
    Riguardo alla pericolosita` degli esperimenti, e` ovvio che chiunque giochi a fare il piccolo chimico, prima o poi finisce per saltare in aria in modo piu` o meno grave, e questo succede, seppure in minor misura, anche a quelli piu` esperti. Condividere anche le condizioni di sicurezza, dettate dai piu` esperti, e` sicuramente importante per tutti, a cominciare da quelli che umilmente ritengono di saperne di meno. Inoltre non credo che chi si cimenta in esperimenti del genere lo faccia in camera sua o in salotto, e nemmeno nel garage condominiale, dato che gli servono attrezzature elettroniche e meccaniche di base. Immagino che chi si puo` permettere di usare un tornio, una fresa, un sistema di acquisizione e quant'altro gia` abbia un'esperienza professionale almeno in uno di questi campi. Ed esperienza dovrebbe voler dire come minimo non rischiare inutilmente...

    Cordialita`
    Ultima modifica di bwana; 12-04-2011 a 09:15


 

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