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Discussione: Apparato Focardi-Rossi

  1. #176
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    Quote Originariamente inviata da QED Visualizza il messaggio
    due considerazioni sull'ossidazione...

    Ecco, la passivazione: nel caso sia presente, a quanti gradi devo portare il nichel in atmosfera di idrogeno o sotto vuoto per farla scomparire?
    Ultima modifica di nll; 20-03-2010 a 23:06

  2. #177
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    Devo dire che sull'adsorbimento non ne so molto. Sto vagando in internet ma non trovo modelli chiari. Questo però è un punto fondamentale e bisogna cercare di chiarirlo.
    1) Su wikipedia si parla sempre di molecole adsorbite H2 , ma nel caso per esempio si facesse l'adsorbimento forzato con l'elettrolisi mi sembra ovvio che entrino joni H+ Percui, in almeno alcuni casi, abbiamo adsorbimento di nuclei dimensione 1Pm e NON molecole H2 dimensione 74000 Pm

    Ti posso però raccontare quella che è stata la mia esperienza.
    In alcuni esperimenti io avevo un cilindro di nichel ultrapuro NON poroso, diametro di una matita lungo 10 cm attorno, non a contatto c'erano circa 20 spire molto più larghe di filo che fungeva da riscaldatore. Il sensore di temperatura era a contatto col nichel.
    Il tutto entro una spessa camera di acciaio Inox La temperatura la facevo salire lentamente, usavo corrente continua. Sai già che lavoravo a bassa pressione (è stato costoso procurarsi il sensore per queste basse pressioni) Il tutto era collegato con un computer che gestiva e registrava i cicli di "pompaggio". Come ti ho già detto, controllavo la quantità di gas adsorbita ad una determinata temperatura di riferimento. Tale Temperatura di riferimento doveva essere raggiunta da tutta la cella interna ed esterna. Quello che posso dirti è che il nichel adsorbiva anche quando la barra di Ni si era un pò annerita.
    Giusto il discorso della facilità di ossidazione ad alta temperatura, nutro qualche dubbio sull'impedimento dell'ossido all'adsorbimento.
    Certo che tu hai polvere e io una barra. Per tagliare la testa al toro dovrei riallestire l'esperimento e provare a vedere la differenza di adsorbimento tra nichel non ossidato e ossidato. Per il momento vado avanti con gli scritti.
    Se qualcuno ne sa di più si faccia avanti. Ciao

  3. #178
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    E' vero che la velocità del reazione chimica dipende dalla superficie ma è anche vero che questa velocità di reazione dipende anche dalla temperatura.
    La massima superficie la ottengo polverizzando, la minima superficie la ottengo con una sfera massiccia solida.

    e allora per accelerare la reazione è meglio polverizzare.

    Ma se invece di polverizzare si alzasse la temperatura ?

    Non sarebbe la stessa cosa ?

    Un filo di nichel rovente a 700 gradi ha la stessa velocità di reazione di un pochetto di polvere a 200 gradi.

    Quindi sarebbe stato più facile fare passare una corrente in un filo di nichel anzichè polverizzarlo e scaldare la polvere con un resistore esterno.

    Le stufe elettriche che vendono in commercio sono costuite con filo di nichel-cromo, (strano che a contatto dell'aria non si ossidano- in realtà un velo di ossido esiste già).

    Eppure il filo di nichel-cromo delle stufette elettriche diventa rosso.

    Non si potrebbe mettere una stufetta elettrica dentro un contenitore piendo di idrogeno (questa è una battuta di spirito).

    No! Non si potrebbe! (stavo scherzando).

    Però non scherzo quando propongo di sostituire la polvere di nichel con un filo di nichel-cromo rubato furtivamente da una vecchia stufa elettrica.

    Se alzo la temperatura fino a 1000 gradi, non c'è bisogno di polverizzare niente e il marchingegno è più robusto ed affidabile.
    Inoltre è facile raggiungere 1000 gradi facendo passare la corrente elettrica direttamente nel materiale da idrurare.


    Fare alta temperatura senza polverizzare, oppure fare bassa temperatura e polverizzare ?
    Questo sembra essere un problema.

    In realtà io non vedo problema, è ovvio che non conviene polverizzare.

    Poi quell'altra storia delle nanoparticelle: quella è una storia che non serve a niente, infatti per compensare il fatto che il granello di polvere non è nano, basta semplicemente alzare di un pochetto la temperatura.

    Il discorso inutile delle nanoparticelle è valido se ipotesi io non posso mai (per nessun motivo) superare una certa temperatura per esempio non posso superare 300 gradi, e allora se la temperatura è bassa l'unica via di uscita è usare le particelle nano.

    Ma perchè incasinarsi la vita con le inutili particelle nano, quando io posso ottenere lo stesso effetto alzando un pochetto la temperatura.

    Ma perchè incasinarsi la vita con la limatura di nichel, quando io posso ottenere lo stesso effetto raddoppiando la temperatura, e raddoppiarla è facile... se io faccio passare la corrente elettrica direnttamente nel filo di nichel-cromo della stufetta elettrica.

  4. #179
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    Predefinito risposta per uforobot

    Ragionamento giusto.
    Ad un certo punto anch'io avevo pensato lo stesso, applico alla mia barretta di Ni puro una bella scarica di volt magari a impulsi alti ma brevi e guardo cosa succede.

    Ma a quei tempi mi sono chiesto perchè Piantelli non lo ha fatto. Ci sono arrivato io ci sei arrivato tu .. è ovvio che ci abbia pensato e forse lo ha anche fatto.

    Ma cosa succede al cristallo cubico a facce centrate del Nichel andando su? Sono convinto che le pareti più o meno molli del cubo facciano la differenza. Forse esiste una gaussiana con un punto di massima efficienza. Personalmente punterei sui 300-400° Teniamo presente poi quello che ha detto Qed sulla tenuta delle guarnizioni ad alta temperatura.

  5. #180
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    Predefinito Sulle quantità adsorbite dal ni e una stranezza

    Cercando su internet adsorbimento idrogeno sul nichel, ho trovato questo pezzo di articolo. (l'articolo intero è scaricabile a pagamento)

    Dà un accenno alle quantità di H assorbite e una stranezza! Il Nichel si è sbriciolato?!!!


    ALCUNE ESPERIENZE SULL' OCCLUSIONE DELL'IDROGENO NEL NICHEL
    Nota DEL PROF. MANFREDO BELLATI E DEL DOTT. S. LUSSANA.

    Immergendo nell'acqua un cubetto di nichel, il quale per circa dodici ore era servito da elettrodo negativo in un voltometro ad acqua, il Raoult 1) osservò che, a poco a poco si svolgeva dell’idrogeno in tale quantità, che dopo due o tre giorni arrivava almeno a centosessantacinque volte il volume del nichel. Lo stesso cubetto gli potè servire anche per ulteriori esperienze, assorbendo sempre quantità considerevoli, e forse ancora maggiori, d’idrogeno; ma dopo 5 operazioni consecutive, il nichel andò in polvere.
    Analizzato il metallo, il Raoult si accertò che questo sviluppo d'idrogeno non si poteva attribuire a cause secondarie.

    Metodo facile per vedere la differenza: barra nichel molto ossidata 10 ore di elettrolisi barra non ossidata 10 ore elettrolisi. Chi svilupperà più idrogeno?
    Ultima modifica di nll; 20-03-2010 a 23:13 Motivo: Eliminato eccesso di tag di formattazione testo

  6. #181
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    Ed ecco che iniziano i misteri.

    Come io stesso ho letto su internet, varie anomalie sono state riscontrate in diversi esperimenti col nichel, anomalie apparentemente inspiegabili.

    Ed ecco perchè ho proposto di teorizzare l'argomento, infatti scartando tutte le varie tecniche di idrurazione che non portano da nessuna parte, rimarrà da capire quale potrebbe essere la circostanza per cui possa avvenire una reazione nucleare. Stando al brevetto non c'era nulla di più semplice da mettere in pratica, ma poi capiamo che non c'è nulla di più complicato che concretizzare quello che c'è scritto in quel brevetto. E allora vogliamo provare, ma poi leggiamo che già importanti enti hanno provato, senza ottenere nessun risultato, e poi leggiamo che questa scoperta risale a oltre 10 anni fa, e ci chiediamo: possibile che fino ad oggi nessuno abbia realizzato qualcosa di funzionante? e poi scopriamo che quelle presunte installazioni fatte in due industrie sono una bufala. Già in partenza credevo che si tratasse dell'ennesima illusione ottica, ma più andiamo avanti e più ci si ragiona, più mi convinco che è cosi.
    Noi siamo un povero gruppetto di appassionati ed esperti che si cimentano nel discutere e mettere in pratica certe teorie, ma dovete considerare che oltre a noi ci sono scienziati che lavorano in enti altamente specializzati, volete che in 10 anni nessuno si fosse accorto di questo fenomeno se fosse stato reale?

    Questa è la peggiore delle ipotesi che potevo buttare, facciamo ancora qualche prova e speriamo in un colpo di fortuna......

  7. #182
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    Già in partenza credevo che si tratasse dell'ennesima illusione ottica, ma più andiamo avanti e più ci si ragiona, più mi convinco che è cosi.
    Ahh meno male...c'é almeno un altro cane infedele oltre me....
    Non ci sono domande imbarazzanti, solo risposte imbarazzanti. (Carl Rowan)

  8. #183
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    Vorrei farvi notare la realtà dei centri di ricerca. La ricerca pura esiste: è un dato di fatto, ma esistono due approcci alla ricerca.
    Top-Down: L'ente propone un tema di ricerca che è di interesse alla comunità scientifica che appartine, esempio: fotonica, microelettronica, neutronistica, ecc..
    Bottom-Up: Il singolo ricercatore chiede all'ente un finanziamento per sviluppare un tema di ricerca per cui prova una certa attrattiva.

    Quindi, secondo voi da dove può provenire una ricerca sulla fusione fredda in questi tempi, dopo i vari fallimenti rilevati dai migliori enti di ricerca? Certamente dal secondo, ma i finanziamenti sono modestissimi o si utilizzano gli avanzi dei precedenti esperimenti. Ossia, se compro un alimentatore devo utilizzarlo per il tema finanziato, ma non lo devo restituire alla fine (spesso non c'è mai una vera fine), ma lo posso usare anche per un secondo esperimento magari sulla FF. In pratica gli esperimenti più interessanti si fanno con la mano sinistra...

    Poi c'è un problema sull'affezione disordinata che i ricercatori hanno per i propri temi di ricerca. Uno spera sempre di trovare qualcosa di nuovo e non se la sente di abbandonare una linea che gli ha costato tanto impegno negli anni passati e pertanto difficilmente sarà attratto da nuove sfide.

    Cordialità

  9. #184
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    La distinzione tra metalli che NON si ossidano a Tamb e quelli che si passivano, direi chesia molto importante, dato che interessa proprio la zona di interfaccia, che risulta la parte attiva del processo di idrurazione.
    Se il Ni si comporta un po' come il Pd, del quale so qualcosina di più, è molto importante che all'interfaccia siano presenti atomi di Palladio (o Ni) puri, in quanto la geometria degli elettroni esterni è quella che presenta la capacità di spezzare il legame della molecola H2 e permettere all'idrogeno di essere adsorbito.
    Se l'interfaccia è coperta da uno strato di Ossigeno, tutto il meccanismo non funziona più.
    Ecco perchè occorre fare molti cicli di deossidazione in vuoto ad alta temperatura, per degasare al massimo, e poi ancora fare diversi lavaggi in idrogeno, perchè è uno dei migliori reagenti con l'ossigeno, forma H2O che è poi relativamente facile asportare per essiccazione a temperature relativamente basse.

    Questo però implica che bisognerebbe poter raggiungere i 600°C, in modo da accertarsi di rompere i legami del Ni2O3.

    Ricapitolando:

    1 caricamento polveri
    2 vuoto (per essiccazione)
    3 riscaldamento a 150°C (anche alcune ore), la pressione sale e poi scende, continuare finchè smette di scendere
    4 attendere raffreddamento
    5 tirare nuovamente vuoto max (per degasaggio-deossidazione)
    6 riscaldamento a Tmax (650°C ?), la pressione sale e poi scende, continuare finchè smette di scendere
    7 attendere raffreddamento e tirare vuoto max
    8 immissione idrogeno (prelavaggio con H2 a bassa T)
    9 riscaldamento a 150°C, la pressione sale e poi scende, continuare finchè smette di scendere
    10 attendere raffreddamento e tirare vuoto max
    11 immissione idrogeno (lavaggio con H2 ad alta T)
    12 riscaldamento a 650°C, la pressione sale e poi scende, continuare finchè smette di scendere
    13 attendere raffreddamento e tirare vuoto max
    14 materiale pronto al trattamento

    N.B. ovviamente tirare il vuoto max solo se la pressione al termine dei cicli è superiore a quella di max. capacità del sistema pompa.

    Il più importante esempio di leghe appartenenti alla classe delle AB5 è la LaNi5. Le proprietà di stoccaggio dell’idrogeno di questi composti intermetallici sono state largamente studiate, poichè hanno dimostrato favorevoli caratteristiche di assorbimento-desorbimento, entalpie di formazione degli idruri ottimali, bassa isteresi e buona tolleranza alle impurezze gassose [39-40].
    Le proprietà delle leghe AB5 prendono origine dalla loro struttura esagonale tipo CaCu5 appartenente al gruppo spaziale P6/mmm, mostrato in Fig. 13. In questa struttura le distanze La-La e Ni-Ni sono maggiori rispetto ai reticoli fcc del La e del Ni, rendendo così più accessibili agli atomi di idrogeno i siti interstiziali. Anche le proprietà superficiali dei composti intermetallici a base di terre rare hanno ricevuto una notevole attenzione [41-42].
    E’ stato ipotizzato un meccanismo di auto mantenimento della superficie attiva insieme con la precipitazione del nickel, in cui il Ni rimane allo stato metallico grazie all’effetto getter del La verso i contaminanti: gli atomi di La legano a sè le impurezze in forma di ossido o idrossido, lasciando libero il Ni metallico di svolgere la sua funzione dissociativa verso le molecole di idrogeno.
    Ultima modifica di ElettroRik; 21-03-2010 a 10:42
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
    www.overunity.it - <Fusione Fredda> - <Wiki:FF> - <L'idea comune>

  10. #185
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    Ciao Rick, ma scusa non faccio prima a fare il lavaggo del nichel con ad esempio acido cloridrico? l'ossido si scioglierà all'istante.... e poi a tuo parere è cosi semplice che il nichel si passiva stando all'aria? e se si, in quanto tempo che accada questo?

  11. #186
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    Note di Moderazione: nll
    Attenzione! Non è ammessa la citazione di un intero messaggio. Avendovi già avvisati, avrei dovuto eliminare l'intero tuo intervento e non soltanto la citazione. Considera che potevi inserire il link, o dare i riferimenti del messaggio cui ti vuoi riferire, per permettere a chi lo vuole di andarselo a rileggere dall'originale



    Vedi anche qui la vedo da un certo punto di vista: se non si trovano i finanziamenti forse è anche perchè i risultati teoricamente ottenibili sono scarsi, e non c'è una vera e propria dimostrazione del contrario, quindi chiaramente chi deve mungere ci pensa bene prima di farlo, ma però qui abbiamo delle differenze:

    nel brevetto parlano di rese ACCERTATE paurose, non 1,3 di cui si parlava nella FF, qui siamo secondo quanto scrivono nell'ordine di metto uno e ottento un milione capite?

    Se questa fosse realtà come chiaramente specificato nel brevetto e in altri documenti, perchè non darebbero finanziamenti? semplice: perchè gli enti che si sono occupati di sperimentare non hanno riscontrato quell'uno a un milione!

    Ora noi semplicemente vorremmo capire se è realtà o meno giusto? e non abbiamo i fondi per far che? quella semplice struttura in acciaio che ci serve per fare il test? ma no, li abbiamo eccome, e abbiamo anche delle strumentazioni che ci permettono di verificare questo 1 a un milione, perchè qui non stiamo parlando di cercare 1,3 della FF, ma ripeto, 1 a 1000000, e se questa reazione fosse reale e si innescherebbe credo che non sia necessaria nessuna strumentazione scientifica, perchè se con 10 watt ottengo 10 kilowatt lo vedrei no?

    Quindi cosa bisogna fare dal mio punto di vista: allestire in modo giusto il reattore, e fare le varie prove, utilizzando nichel il polvere, nanopolvere, elettrolitico etc..... ma in questo caso cosa stiamo facendo? quello che già hanno fatto gli enti che si sono occupati di verificare l'attendibilità del brevetto, e allora cosa dobbiamo fare?

    dobbiamo mettere il catalizzatore? ma cavolo, e che senso ha che questi enti facciano sperimentazioni non sapando cosa va messo insieme alla polvere di nichel? non ha nessun senso!

    e che senso avrebbe affermare che è realtà ma non mettere in pratica nulla e non rivelare quali siano gli ingradienti? forse per il piacere di tenersi tutto per se e lasciare li il progetto senza svilupparlo? no, assolutamente...... ma quindi?

    ma quindi non saprei cosa dire..... sono passati 10 anni, e credo che se un invenzione del genere funziona, chi l'ha messa a punto oggi sarebbe stramilionario, e avremmo già i reattori funzionanti che producono energia elettrica tramite calore, ma invece siamo qui a discutere sulla veridigità di queste informazioni,

    10 ANNI - 1 a 1 milione ???? nessuno sa niente???

    bo....


    PS.
    quando dico 1 a 1000000 è ovviamente per farla breve, ma samo li intorno secondo quanto affermano...
    Ultima modifica di nll; 21-03-2010 a 21:58

  12. #187
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    Bravo Tecnonck!! Sei realista ma possibilista, osservi e se del caso agisci.
    Lo scoramento è una brutta bestia. Quando feci il mio lavoro, Piantelli in varie interviste e nell'articolo di base, dava ripetibilità 100% Ma dopo giorni e giorni non vidi niente. Ti passa la voglia! Stiamo operando come uno che ha le mani entro un posto scuro e sta lavorando per sistemare un macchinario che non conosce e che intravvede appena. Ma ricordati che c'è sempre qualcosa da imparare anche dal NON risultato. Qui poi sei appena partito.
    In fin dei conti qualcosa hai già fatto nei miei confronti, io ero iscritto da anni ma nicchiavo. Il vedere uno che pensa concretamente e agisce mi ha come risvegliato.
    Vediamo se riusciamo a impostare un discorso con un minimo di teoria e proposte pratiche.

  13. #188
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    Bè certo, non per quel che penso ritengo di dovermi fermare, continuerò a fare prove considerando ogni vostro suggerimento. La cosa che mi spinge a continuare è il fatto che in ogni lettura che ho trovato vedo che riscontrano anomalie, e quindi qualcosa di verò ci sarà, e poi è sempre piacevole sperimentare.

    la teoria per mè è fondamentale, come lo è il fatto di chiarirsi su certi concetti tipo il disturbo che potrebbe arrecare una eventuale presenza di passivazione del nichel, credo che una volta stabiliti tutti i parametri corretti per operare, si possa partire con qualcosa di più preciso e iniziare a valutare bene il tutto.

    Purtroppo però ho notato che nessuno è stato in grado di rispondere alla domanda utile che aveva fatto ufo, ovvero: quanto tempo serve per far assorbire al nichel una certa quantità di idrogeno, e aggiungerei, qual'è la via migliore per farlo, quindi:

    - quale temperatura
    - quale pressione di idrogeno

    e però in questo caso, ipotizziamo di farlo non su della polvere, ma su una lamina, immaginiamo qundi che una superficie non porosa sia esposta all'idrogeno e al calore, quindi parliamo di assorbimento superficiale, e quanto potrebbe penetrare l'idrogeno a livello di spessore. Credo che stabilendo questo parametro potremo capire quale sia la granulomtria ideale della polvere da utilizzare e di conseguenza potremo creare un reattore adeguato.

  14. #189
    Pietra Miliare
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    Per quanto riguarda la pressione dell'idrogeno, sul brevetto c'è scritto:

    "..........The above mentioned apparatus, which has not been yet publicly disclosed, has demonstrated that, for a proper operation, the hydrogen injection must be carried out under a variable pressure........"

  15. #190
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    Quote Originariamente inviata da tecnonick Visualizza il messaggio
    e poi a tuo parere è cosi semplice che il nichel si passiva stando all'aria? e se si, in quanto tempo che accada questo?
    Il fatto che le pentole di acciaio inossidabile abbiano un sottilissimo velo di ossido, questo è vero.
    Bastano pochissimi minuti per formare il sottilissimo velo di ossido (da 1 a 5 minuti dipende dalla temperatura ambiente).

    Quindi se vogliamo essere pignoli; non esistono pentole di acciaio inossidabile.

    Quel velo sottilissmo proteggere la pentola da ulteriore ossidazione, ovviamente se riscaldo la pentola fino a farla diventare rossa, allora la pentola brucia con eccesso di calore e diventa nera.

    Le pentole di acciaio inossidabile non sono fatte di puro nichel ma di nichel-cromo, comunque il discorso non cambia di una virgola.

  16. #191
    Pietra Miliare
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    Ciao tecnonik... credo che la risposta la puoi trovare sperimetando, hai detto che la polvere dopo 2 ore presentave dei granelli completamente neri... il problema è stabilire se si è ossidato o idrurato, credo che la cosa da fare, sia un conteggio, ovvero se dopo 2 ore ad esempio ho un 5% di polvere nera, poi provi sempre alla stessa pressione e temperatura ma ad esempio 4 ore e rifai il conteggio, se il valore è rimasto del 5% vuol dire che si è ossidato e basta, se in vece il valore è aumantato al 10% si è idrurato. In più riesci a fare una previsione del tempo che ci vuole per idrurare tutto il nichel.
    Ciao.

  17. #192
    SGF
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    Da tutto quel che si legge in giro per la rete i tempi sono lunghi sia che si tratti di nichel o altri metalli che devono assorbire idrogeno o altro, ore e ore,anzi ho il sospetto che servano giorni per stracaricare. Per quel motivo, per non stare li a presidiare il tutto, o scelto di cablare un automatismo che controlla i tempi e le temperature di riscaldamento e raffreddamento ecc. Per capire se' adsorbimento ce' stato si puo' pesare il reattore, senza stare a svuotare e riempire il nichel, con un buon bilancino, e tra' l'altro si puo' fare anche in continuo...
    Un'altra strada semplice “ossido riduzione con idrogeno” della polvere di nichel nel reattore di Tecnonik e quella di lasciare un leggero sfiato nel reattore,esempio non serrando completamente le guarnizioni e lasciando fluire una leggera corrente di idrogeno con la resistenza sui 600 C°.
    Poi mi sa' che stiamo perdendo di vista i catalizzatori



    Saluti
    Ciao
    __________________________________________________ ___________________________________________
    Stirling

  18. #193
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    Predefinito La notte porta consigli

    Per tecnonik.

    Sono andato a letto pensando a come poter misurare quanto idrogeno è stato adsorbito nella prova di tecnonik.

    Questa mattina mi è venuta questa considerazione.
    Si potrebbe riempire completamente di nichel la cella.
    Io ho presente un immagine di nichel ottenuto con un tornio che scalfisce pochissimo e MOLTO ben rafreddato durante la procedura. In tal modo si potrebbe creare una grossa quantità di trucciolato.

    Ora si immarge la cella in acqua a temperatura ambiente ma ben controllata, si fa entrare il gas H lentamente. Si porta la pressione nella zona di massima precisione del barometro. Si lascia a temperatura costante un bel po' prendendo nota se la pressione rimane costante o se comincia subito a calare a causa dell'idrogeno adsorbito.
    Si aspetta diciamo un giorno a temperatura ambiente, si controlla se ci sono variazioni di pressione.
    Poi si fa partire il riscaldamento interno, ma forse meglio sarebbe immargere il tutto in acqua bollente per un certo tempo.
    Terminato il periodo di riscaldamento, (che dovrebbe favorire l'adsorbimento) si rafredda e si immerge di nuovo in acqua sperando di riportare la temperatura inizialle per il controllo. Cosa è sucesso alla pressione? Comunque vada ci sarà un dato.
    Ovviamente più nichel c'è più dovrebbe diminuire la pressione.

  19. #194
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    Predefinito

    Caro tecnonick,
    anch'io avevo ed ho i tuoi dubbi, ecco perchè cercavo di fermarti, per aspettare indicazioni più precise sul protocollo e sul setup sperimentale.
    Ora ti sembra di andare avanti alla cieca e in realtà è cosi.
    Purtroppo ne sappiamo ancora poco.

    Questa è la mail di un premio nobel per la fisica che sta cercando di avere informazioni dalla LTI.
    Se non ci riesce lui...

    "I spoke at length with a partner of Leonardo Technologies corp today. He had to be cautious as they are under non-disclosure agreements with Rossi.

    I visited LTI last week and did not get to speak with anyone that day. They returned my call today. They began by saying they must be circumspect as they are uder a non-disclosure agreements

    I warned him that LTI should be cautious moving forward as reputations can rise and fall on such matters. He said that LTI has no explicit ties to Rossi, but it was implied that they are moving forward under some unspecified agreement.

    I said that claims of 100 - 200:1 input : output ratios are hard to imagine and I noted that Rossi had made large claims on thermoelectric devices eight years ago. The thermoelectric devices never panned out, so this could be another 'bite at the apple'.

    He said that the LTI partners are not technically educated, but they believe Rossi has shown between 10:1 and 30:1.

    He said that they wirnessed a test in NH in 2009 where he put in 50 watts and got out 500watts. I told him that I believed this too be outstanding, but they should hire a truly independent referee before investing heavily in the technology.

    Rossi is now working in Italy.

    I wished LTI well in advancing this matter."
    I miei file li trovate qui: http://file.webalice.it
    username: genni.rom
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  20. #195
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    In effetti.... non è cosi semplice come sembrava, e mi pare di averlo anche previsto....

    Ad ogni modo l'idrurazione del nichel solitamente viene fatta tramite elettrolisi, non tramite riscaldamento in pressione di idrogeno, o almeno è quanto ho letto in diversi documenti dove si spiega come realizzano le polveri di nichel per le batterie ricaricabili, e casomai l'operazione di riscaldamento dai 200 ai 400° è utilizzata per ELIMINARE l'idrogeno presente nel nichel dopo una nichelatura, ovviamente questa operazione la fanno a pressione ambiente, quindi non so se effettivamente scaldando il nichel e mettendolo in pressione c'è assorbimento di idrogeno, e non so se forse sia il caso di far prima assorbire idrogeno al nichel tramite elettrolisi, saturarlo e poi porlo nel reattore....

  21. #196
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    Ad ogni modo ho avviato un altro test:

    prima fase:
    0,6 grammi polvere nichel
    vuoto a 0,67mb
    temperatura 450°
    tempo di permanenza 30 minuti

    seconda fase:
    carico a 10 bar di idrogeno
    temperatura 200°
    mantengo per 4 ore e vediamo che succede

  22. #197
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    Quote Originariamente inviata da tecnonick Visualizza il messaggio
    Ciao Rick, ma scusa non faccio prima a fare il lavaggo del nichel con ad esempio acido cloridrico? l'ossido si scioglierà all'istante.... e poi a tuo parere è cosi semplice che il nichel si passiva stando all'aria? e se si, in quanto tempo che accada questo?
    Beh, trasformi l'ossido in cloruro... Ma ti resta sempre il problema di sublimarlo, e mi pare che anche quello voglia 600°C per lasciare il Ni.

    L'avvelenamento da O2 è tanto più forte quanto più fini sono le polveri di Ni che usi. A livello nanoparticelle, credo sarebbe devastante. Se usassi trucioli, molto probabilmente no.

    Chiamami, che devo parlarti.
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  23. #198
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    Esito esperimento: nessuno.

    Il nichel ha lo stesso peso, nessuna radiazione, soltita formazione di grani neri, unica differenza che il supporto inox della resistenza è diventato blu con sfumature rosse, probabilmente per il fatto che quando mi trovavo a 0,67 bar la temperatura che ho impostato era 450° per cui probabilmente l'ossigeno presente nella camera e nel nichel ha ossidato l'inox, anche se quel colore blu intenso mi ricorda qualcosa....

  24. #199
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    200 C ° sono pocchini e anche i tempi usati, forse ottieni di piu' sparando la temperatura a massimo e con pocca pressione...
    Ciao
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    Stirling

  25. #200
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    Predefinito ricoprimento della superficie

    Salve,

    volevo aggiungere qualcosa sulla contaminazioni delle superfici in da parte di un gas soprastante. In questo caso il nichel immaginato come cristallo CFC (cubico a faccie centrate) tagliato lungo il piano a massima densità atomica (quello lungo la diagonale del cubo si definisce piano 111).

    La prima importante considerazione è capire quanto è il flusso di molecole che bombardano la superficie. Intuitivamente sarà proporzionale alla densità atomica del gas n e alla velocità delle molecole v. La formula è F=1/4 n v. Il fattore 1/4 dipende dal fatto che le molecole hanno tutte velocità diverse e non tutte puntano sulla superficie.

    Questo valore con P=1atm e T=20°C è circa 10^24 part/(cm^2-s)

    Inoltre questo valore è lineare con la pressione e inversamente proporzionale alla radice quadrata della temperatura. Infatti se si aumenta la pressione aumenta la densità del gas, ma se si aumenta la temperatura sia la velocità delle molecole cresce che la densità atomica del gas cala (e quest'ultima lo fa più velocemente).

    Guardiamo adesso al nickel; la densità atomica superficiale del nickel è data data dal parametro reticolare a (cioè dalla distanza tra due atomi di nickel in un reticolo CFC) e dal fatto che sono impacchettati come delle sfere sfalsate. Questa è pari a circa 10^15 at/cm^2 per il piano 111.

    Si definisce il MonoLayer come uno strato di molecole di gas che ricopre una particolare superficie. Nel nostro esempio un monolayer di H2 su un cm^2 di Ni (111) è pari a 10^15 molecole.

    Adesso immaginiamo che tutte le molecole di idrogeno che collidono sul nickel, si attacchino come delle mosche su una carta moschicida. Cioè hanno un fattore di adesione (sticking factor S) pari al 100%.

    Quanto tempo ci vuole per fare un monolayer in queste condizioni (P=1atm e T=20°C)? Ovviamente maggiori saranno i siti da occupare (n.sup) , maggiore sarà il tempo; inoltre, con un flusso grande ci sarà un tempo piccolo. Il tempo vale:

    t = n.sup / (S F)

    il tempo risulta pari a 10-9 secondi !!!

    Se si abbassa la pressione le cose cambiano, ma solo con pressioni pari a 10^-5 mbar non si ha che la formazione di un monolayer è nell'ordine dei secondi. Inoltre possimo pensare di avere uno sticking factor del 10% o dell' 1%, o anche meno se volete... e questo giustifica il fatto che il nickel non si ossida fino a 10^-4 mbar ad alta temperatura (questo dato è tutto da verificare).

    Trovate tutti i conti nel pdf allegato.

    Per quanto uno flussi idrogeno, azoto in camera sarà sempre soggetto alla legge delle pressioni parziali e sebbene abbia 2 bar di idrogeno anche il mbar di ossigeno rompe le scatole. Quindi prima di tutto va fatto un buon vuoto.

    Poi, tutto il nocciolo della questione per capire quanto vale S in particolari condizioni, ma per questo bisogna capire la chimica della superficie.

    Comunque non è detto che la fusione debba per forza passare da un processo di adsorbimento superficiale, anche se personalmente lo ritengo così.

    Cordialità
    File Allegati


 

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