
Originariamente inviata da
Mr Clark
No, la resistenza radiativa indica la resistenza alla trasmissione per irragiamento, la resistenza invece indica la resisternza al flusso conduttivo (l'onda termica)
Devo rileggermi per capire cosa intendevo...
(scrivo di corsa e di getto)...e ora non ricordo)
Le micronde non sono onde termiche, l'infrarosso è un onda termica, quidi, se ricordo bene le 3 leggi sul irraggiamento nelle temperature in gioco in un tetto non dovrebbero formarsi micronde.
Dato però che i miei studi risalgono a qualche tempo fa su questo non ci metterei la mano sul fuoco
Forse hai ragione tu non ricordo se micronde o vicino infrarosso, comunque anche le micronde sono onde termiche (lunghezza d'onda superiore) emesse da radiazioni di un corpo caldo...
Verissimo, infatti ho detto che la massa è importante, e, a parità di resistenza termica (o di trasmittanza termica) dell'elemento una parete pesante isola meglio di una leggera.
Vorrei però farti notare che il flusso termico è influenzato molto di più dalla resistenza che dalla massa, se avessi una parete adiabatica (R= infinito) a massa zero non avresti alcun flusso termico, non sarebbe invece vero il contrario, una parete di ferro, che ha una massa alta non isolerebbe un tubo proprio perché ha una resistenza termica bassa.
Mi spiace non è cosi'.... io ho semplificato perchè stavamo parlando di isolanti, comunque si, non sono stato completo, allora l'onda termica viene smorzata diminuendo la conduttività ed aumentando il prodotto della densità per il calore specifico...Lo sfasamento è proporzionale alla costante di smorzamento ed il suo metodo di calcolo è definito dalla UNI EN ISO 13786 (non me lo sono inventato io...semplicemente lo prendo per buono..anche fuori dal carroarmato)
La ventilazione naturale non tratta l'aria, la sostituisce, se cambi l'aria che ha una temperatura di 30° con quella esterna con temperatura di 29° il sistema casa cede energia (anche senza i 5°C di Delta T)
Ti stai dimenticando che in estate il modello è dinamico e non costante e solo per convezione viene ritenuto costante dell'arco delle 24 ore. Inoltre i 5 gradi è la soglia minima per raggiungere una temperatura di benessere (intorno ai 26 grDI)
Vero, ma la priorità è comunque la U, ottenuta una U bassa si tenta di avere la miglior massa possibile.
Dipende in che zona climatica sei...è diverso tra Sassari e Vipiteno
No, e tu sei mai entrato in un veicolo blindato senza aria condizionata? Un veicolo simile ha un involucro a massa elevata, ma la Resistenza termica è bassissima, credo che sia molto peggio di una casa in legno

L'esempio è per far capire che la prioprità è e rimane la resistenza termica.
Ribadisco il concetto di cui sopra
La struttura di Paolo sarà leggermente più performante in estate, per via del le differenze di capacità termiche totali che aggevolano la lana di roccia (avrà uno sfasamento superiore)
Non è piu' performante....è quella idonea
Esiste la formula della temperatura aria/sole, che non è altro che un bilancio termico sull'elemento tegola. Stasera ti riporterò la formula.
La massa influenza lo sfasamento dell'onda termica, ogni materiale infatti ha un calore specifico (il calore necessario per far aumentare la temperatura prima di trasmettere i calore allo strato successivo) che influenza la capacità termica dell'elemento (massa per calore specifico). Il ferro ad esempio ha massa alta ma un calore specifico non altissimo, quindi non è certo tra i migliori prodotti per isolamento capacitivo.
Riassumendo, un elemento massivo quindi è un elemento che possiede una capacità termica alta.
Stai cozzando con quanto hai scritto sopra...comunque si, questo è corretto
Esiste una formula (che ora nn ricordo a memoria) per il calcolo del flusso termico che tiene conto dello sfasamento e smorzamento (quindi della massività), questa prevede una riduzione della U teorica in base a quanto la soluzione sia massiva, ovvio però che si tratta di una riduzione, che influenza si la U, ma non in larga parte, questo perché la capacità di isolamento di un elemento è data in massima parte dalla sua resistenza termica.
Non so a cosa ti riferisci, ma non credo visto che in ogni modello matematico, i due sistemi (invernale ed estivo) sono trattati in modo separato...sono caratteristiche fisiche differenti
Esistono 3 tipi di isolamento di un locale:
- riflessivo: riflettere il calore
-resistivo: fornire il massimo della resistenza termica
- capacitivo: uso dei materiali ad alta capacità termica
L'ideale sarebbe avere una struttura che sfrutta tutte le tipologie di isolamento, se questo non è possibile (come nel caso di un tetto in legno) bisogna raggiungere un compromesso che ogni progettista valuta a suo modo.
Ad esempio io punto sui primi 2, Paolo, dai suoi post credo punti sull'ultimo tipo.
Non si tratta di tipologie di isolamento, ma di tipo di struttura...è differente Isolamento U struttura Sfasamento e Smorzamento (massa+calore spec) Infatti al sud la soluzione migliore per le coprture è la soletta+poco isolante
al Nord legno+tanto isolante.
Il progettista deve valutare la soluzione termica ma non certo il risultato il cui obbiettivo minimo è definito per legge) riflessivo e resistivo (anche se è la prima volta che li sento...ma è colpa mia sicuramente) sono inadeguati per un clima temperato, ma ottimi per un clima freddo