CITAZIONEIo volevo una casa in classe A e con quei blocchi non raggiugevo i limiti di trasmittanza che mi servivano, c'è qualche problema in questo?
Se posso dir la mia, nessun problema, ci mancherebbe.
Solo una curiosità, le verifiche di norma sono state fatte sulla muratura che hai scelto tu in accordo con il tecnico, ottimizzando la perfornance in funzione della classe che ti prefiggevi...
...o il tecnico ha fatto i suoi calcoli a norma di legge e punto, non sapendo che obiettivi ti eri posto e poi tu hai autonomamente scelto di adottare un'altra stratigrafia?
La differenza tra i due scenari se per te non cambia niente (e ho già spiegato che proprio così non è...) è parecchia, in termini di responsabilità, rispondenza calcolato/costruito ad esempio, al di là della presenza/assenza di problemi, per il tecnico.
Da qui l'ironia di Dot e in generale di quei tecnici che si ritrovano a depositare firme e assumersi responsabilità cercando di lavorare seriamente per poi trovarsi, pur in buona fede e ignari, ad aver sottoscritto documenti diventati difformi dal realizzato per variazioni, intenzioni ecc. ecc. di cui non viene informato ma di cui E' RESPONSABILE in prima persona.
Perchè che ci siano tecnici che tirano troppo frettolosamente dritto su certi temi non c'è dubbio ed è facile trovarsi d'accordo, ma vogliamo dirci che anche i clienti non sempre hanno sempre ragione quando celano delle informazioni, obiettivi, scelte che intendono fare e che dovrebbero esprimere? Peraltro per la PROPRIA MAGGIOR tutela, prima di tutto...
Ovvio che uno decide che casa vuole avere, va benissimo, ma come ottenerla dovrebbe discuterla con chi ha SCELTO come proprio tecnico, perchè non gliel'ha passato d'ufficio la mutua.... se l'è cercato. Se non è adeguato, poteva cercare meglio!
Se non è soddisfatto di come è seguito, o pretende un servizio diverso o cambia tecnico.
Ma far calcolare una cosa, e costruirne un'altra non è un modus operandi adeguato.
Considerate poi che se ognuno fa da sè, il mondo della progettazione non è stimolato a migliorare, ma può rimanere indifferente a certe esigenze, e i clienti continueranno a lamentarsi, ma a questo punto chi è causa del proprio mal pianga se stesso.
Non cambierà un fico secco, con corresponsabilità del tecnico che non si sbatte e del cliente che non chiede.
Il miglior modo per stimolare un aumento di competenze è... un drastico aumento della DOMANDA di quelle competenze...!
Autostop... ehm... il problema della resistenza meccanica di un cappotto secondo te è una fisima, ma poi ti poni quello dei microponti termici da chiodi... beh, ognuno n ha le proprie preoccupazioni certo...
Io onestamente trovo quella dei chiodi, non me ne volere, meno ragionevole che non quello della resistenza meccanica.
Parliamo di connessioni puntuali di pochi mm di diametro, e non di 30 punti per pannello eh?
E volendo fare i sofistici, i fissaggi per cappotti sono tasselli ad espansione appositi, con testa ancorante a muro in materiale plastico e "ombrellino" finale di tenuta (lato esterno) sempre in plastica. Quindi si può anche ipotizzare un microtaglio termico delle dispersioni per conduzione.......
Il cappotto è armato per gestire le PROPRIE tensioni interne, dovute ai micromovimenti indotti dalle variazioni di temperatura.
Perchè comunque è un materiale diverso dal supporto e si muoverà per forza in modo diverso dal proprio supporto.
Non è testato per reggere l'impatto puntuale e perpendicolare al piano di una palla da tennis o di un pallone da calcio scagliato con forza.
Non chiediamo miracoli a una rete in fibra di vetro, nata per far dell'altro....
Poi certo, i ragazzi si educano... ma i ragazzi sono ragazzi, non adulti in miniatura.
Certo, si può sempre pregare la moglie di sfornare una femmina......


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), la schiuma poliuretanica non l'avevo presa in considerazione.
...(o quasi
)...poi se si deve intervenire pesantemente sull'esistente allora si puo' considerare anche un bel cappotto valutando bene i pregi ,i difetti , i problemi vari...
