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Discussione: Esperimento ZERO

  1. #41
    Moderatore

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    Predefinito esperimenti



    Salve,

    pensare a una pila a concentrazione può portare fuori strada. In questo esperimento non stiamo sfruttando una differenza di concentrazione di una specie chimica o fenomeni simili, qua si sfrutta semplice acqua che però, in prossimità di superfici idrofile, assume una struttura ordinata.

    Secondo le misure eseguite da Pollack, se si introduce in acqua una superficie idrofila, quale Nafion, ma anche un gel, membrane organiche, tessuti biologici, membrane da dialisi, alcool polivinilico, poliacrilammide, acido poliacrilico, collagene (ma anche fazzoletti di carta, carta assorbente, rettangoli di cotone e tutto quanto di 'idrofilo vi viene in mente ... ) si nota che sulla superficie di tale sostanza idrofila si determina uno strato spesso fino a centinaia di micron e composto da acqua 'ordinata'. Nei primi esperimenti Pollack utilizzava proprio gel.

    Chiaramente utilizzando una membrana di qualità (come il Nafion) il fenomeno diviene più comodo da analizzare, ma il gioco funziona con tutto ciò che è idrofilo.

    L'acqua 'ordinata', o acqua di interfaccia, mostra delle peculiarità molto interessanti.
    La prima è che se si immergono in acqua microsferule di materiale inerte, del diametro che va da 0.2 a 5 micrometri, in prossimità della superficie idrofila si nota uno strato di acqua pulita, nel quale le microsferule non riescono a entrare (da qui il nome di 'Exclusion Zone' scelto da Pollack).

    Esperimento ZERO-exclusion-zone.jpg
    Chiara formazione di 'exclusion zone' in prossimità della superficie idrofila libera da microsfere (a destra).

    Pollack, nelle sue esperienze ha dimostrato che sono 'escluse' dalla zona EZ non solo le microsferule, ma anche globuli rossi, batteri, oro colloidale e specie molecolari come l'albumina sierica (marcata con un colorante fluorescente). Utilizzando coloranti fluorescenti organici, costituiti da molecole pari 200-300 u, ancora si distingue una netta zona di esclusione (EZ) in prossimità della superficie idrofila.

    Misure di risonanza magnetica nucleare (NMR) confermano che lo strato di interfaccia formatosi è caratterizzato da 'mobilità decrescente' se confrontato con l'acqua lontana dalla superficie idrofila. A dimostrazione di un incremento del livello di ordine delle molecole della EZ. Misure infrarosse mostrano che l'acqua di interfaccia emetto meno IR dell'acqua 'libera', confermando ancora l'incremento del livello di 'ordine' di tale acqua nei confronti dell'acqua lontana.

    Si viene quindi a formare una sorta di sistema acqua-acqua in cui, solo per ragioni di geometria (data dalle proprietà delle superfici idrofile) è possibile ottenere una sorta di due fasi di acqua. Dalle caratteristiche peculiari.

    Il concetto può assomigliare a quello della 'pila' a concentrazione, ma solo marginalmente. Una pila a concentrazione resta comunque una pila in cui avvengono reazioni red-ox. Qua, osservando i risultati di Pollack, il meccanismo risulta essere diverso.

    Ma ne parliamo in un prossimo post, che questo è venuto già abbastanza lungo.

    -
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    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

  2. #42
    Seguace

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  3. #43
    Pietra Miliare

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    Predefinito

    Ciao QL una domanda e quindi si riuscirebbero a costruire degli elettrodi perfetti per l'elettrolisi, fatti di acqua? mettendo due fogli di Nafion e polarizzare il sottile strato di "metallo" che si forma?

  4. #44
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    In questo esperimento non stiamo sfruttando una differenza di concentrazione di una specie chimica o fenomeni simili, qua si sfrutta semplice acqua che però, in prossimità di superfici idrofile, assume una struttura ordinata.
    I fenomeni che descrivi sono molto interessanti, non ne ero a conoscenza... Però non escludono che la ddp sia generata dalla differenza di concentrazione. Può darsi per esempio che la zona di esclusione abbia concentrazioni diverse di H+ o OH- rispetto a quelle medie. Non solo, a me insospettiva in particolare l'uso del Nafion, visto che è un materiale che ha caratteristiche polari ed elettrochimiche particolari. Se però la stessa cosa avviene con qualsiasi sostanza idrofila, anche non polare, allora la cosa diventa interessante (i fenomeni polari da soli potrebbero spiegare alcuni di quei risultati... basta pensare alle analogie con i fenomeni di tensione superficiale...).

    Farò qualche prova specifica... Ne ho in mente una molto interessante che vi descriverò (possibilmente mostrandovi già i risultati).

  5. #45
    Seguace

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    Predefinito Esperimento

    Ho fatto un esperimento per avere qualche dato diretto. L'esperimento aveva lo scopo non solo di verificare l'esistenza di una ddp, ma anche di capire come varia il potenziale in funzione della distanza dal materiale idrofilo, in particolare vicino alla "zona di esclusione".
    Ho immerso in acqua (di rubinetto) una sferetta di gel polimerico, uno spezzone di filo AWG28 con 5mm di rame scoperto lontano dal gel, ed ho predisposto un secondo filo uguale ma non scoperto (l'ho tagliato in maniera netta, cosicchè ci fosse rame non isolato soltanto in punta). Ho collegato i due fili ad un tester con risoluzione di 0.1mV, in particolare il filo scoperto al puntale negativo, il filo coperto a quello positivo. Inizialmente il filo coperto (che chiamerò sonda) non era immerso nella soluzione: in questa condizione ho verificato che il tester segnava 0.0mV e che la lettura fosse stabile. Ho quindi immerso la sonda nella soluzione in un punto vicino all'altro filo, avvicinandola prograssivamente alla sferetta di gel. In questo modo era possibile osservare l'andamento del potenziale. Date le dimensioni del filo non era difficile inserire la punta della sonda anche nella zona di esclusione (supponendo una larghezza dell'ordine dei 200um). Ho provato quindi alcune variazioni per veriricare l'effetto di vari fattori.

    - Risultati -
    1) non appena la sonda viene inserita nella soluzione si registra una ddp di circa -50mV indipendente dalla distanza dal gel. Nelle vicinanze della zona di esclusione non si nota nessuna differenza;
    2) la ddp diminuisce (in valore assoluto) lentamente nel tempo, sempre in modo indipendente dalla distanza;
    3) la riduzione non è lineare, ma procede a gradini irregolari: prima aumenta leggermente di circa 1mV, poi scende bruscamente di 1.5 o 2mV. Questo effetto è molto strano, e meriterebbe un maggiore approfondimento, in particolare per escludere che sia causato dello strumento (potrebbe essere rumore flicker o qualche tipo di interferenza);
    5) sostituendo la sferetta di gel con un pezzetto di carta assorbente, si ha esattamente lo stesso comportamento, ma una ddp che arriva a -108mV;
    6) immettendo nella soluzione alcuni mg di NaCl si ha un lento incremento, smepre a gradini, che arriva fino a oltre -70mV in 1 minuto per il gel e fino a oltre -130mV per la carta. La distribuzione nello spazio rimane la stessa.

    - Conclusioni -
    E' stata rilevata in tutti i casi una piccola ddp, però non è stata osservata nessuna variazione della ddp nelle vicinanze del materiale idrofilo. La ddp sembra generata più da ioni rilasciati dai materiali nell'acqua che non dalla presenza del materiale in se, visto che è indipendente dalla distanza (per evitare effetti di diffusione e quindi gradienti di concentrazione, i materiali sono stati lasciati per alcun ore nell'acqua e questa è stata mescolata più volte prima dell'esperimento). Non è chiaro se gli effetti riscontrati negli esperimento con il Nafion siano dovuti a sue particolari proprietà o all'uso di graffette di acciaio (che ha caratteristiche chimiche abbastanza diverse dal rame).
    Per avere conclusioni più certe sono necessari ulteriori esperimenti.

  6. #46
    Moderatore

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    Salve a tutti,

    Mi fa piacere, Vettore, che hai cominciato a testare questo genere di fenomeni.
    Attenzione però, la ddp che misuri, se ho ben capito la tua procedura, non misura ddp fra l' 'exclusion zone' e la 'bulk water' (acqua lontana). Di fatto misuri la ddp in una soluzione fra un cavo di rame 'spellato' e l'altro non spellato alla stessa maniera. Per migliorare la misura dovresti utilizzare due elettrodi veri e propri (io ho suggerito graffette inox) in modo da avere più metallo a contatto con la zona di esclusione. A maggior ragione se non usi Nafion o omologhi.

    La soluzione ottimale, e che abbiamo già usato per i test, è quella di introdurre una reticella sottile a strettissimo contatto con la superficie idrofila (usando due reticelle che tengono strette fra loro il foglio di materiale idrofilo e una terza reticella lontana per misurare la ddp).

    Negli esperimenti attuali, giusto per dettagliare meglio, stiamo usando per entrambi gli elettrodi, del filo di platino. In pratica viene rivestito un cilindro di polietilene con un foglietto di Nafion e, sullo stesso cilindro viene avvolto del filo di platino a spirale tenendo distanziati i vari giri di circa 1 mm.

    L'altro elettrodo, quello per l'acqua bulk, è meno complicato.

    Le motivazioni per cui si generi questa ddp sono insite nella teoria sulla struttura dell'acqua derivante dall'elettrodinamica quantistica coerente di Preparata e del Giudice. La struttura dell'acqua prevede che, in essa, le molecole si suddividano in 'domini di coerenza' (coerenza elettromagnetica). In questo quadro, è previsto che parte delle molecole d'acqua siano 'quasi libere', nel senso che mancano soli 0,5 eV per la loro ionizzazione.
    Di fatto una 'spintarella'.
    La percentuale di molecole 'quasi libere' dipende dalla temperatura dell'ambiente e dalla struttura dell'acqua stessa. In acqua distillata a temperatura di 25°C tale percentuale si aggira intorno al 13%.

    Ad ogni modo, senza entrare nei dettagli (magari lo faremo più avanti), la 'zona di esclusione' esalta questo meccanismo e l'acqua in quella regione, percentualmente, risulta più dissociata dell'acqua bulk.

    Misure di pH eseguite con liquidi pH sensitive portano questi risultati:

    Esperimento ZERO-ph-exclusion-zone.jpg
    differente concentrazione di protoni in prossimità della zona di esclusione.

    Misure di potenziale elettrico, eseguite allontanandosi dalla zona di esclusione portano questi risultati (lo zero è sulla frontiera della EZ)

    Esperimento ZERO-potenziali.jpg
    Potenziale elettrico misurato a differenti distanza dalla superficie idrofila.

    Tale potenziale, e quindi tale separazione di cariche, è stabile e misurabile. Siamo quindi di fronte a una potenziale batteria ad acqua. Infatti se si collega la EZ e l'acqua bulk (nei modi spiegati prima) a un circuito esterno, quindi a un carico, si rileva una corrente misurabile per un tempo considerevole.

    Ma, una volta assorbita energia dal sistema, cosa accade al sistema e chi dà energia al sistema?

    Ne parliamo prossimamente.
    Immagini Allegate Immagini Allegate
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  7. #47
    Seguace

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    Predefinito

    Potrebbe essere la luce a dare l'energia al sistema ?

    Per verificarlo si dovrebbe eseguire l'eserimento al buio e vedere che effetto fa...

  8. #48
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    Attenzione però, la ddp che misuri, se ho ben capito la tua procedura, non misura ddp fra l' 'exclusion zone' e la 'bulk water' (acqua lontana). Di fatto misuri la ddp in una soluzione fra un cavo di rame 'spellato' e l'altro non spellato alla stessa maniera.
    Si, ma il cavo non spellato (dotato di una "punta" di rame molto piccola) l'ho spostato gradualmente dalla zona bulk fino al campione idrofilo. L'idea era proprio quella di tracciare la curva che hai postato tu (ddp in funzione della distanza). Purtroppo non ho ottenuto quel risultato, non so se a causa dello strumento che ho usato, del materiale idrofilo (in realtà ne ho testi due che hanno dato risultati simili), degli elettrodi o del fatto che non avevo la più pallida idea di quanto fosse larga la zona di esclusione (se era più piccola di 100um in effetti non potevo misurarla).
    Dal momento che l'esperimento è semplice magari proverò a ripeterlo con uno strumento più raffianto e quadno avrò recuperato un microscopio, in modo che potrò osservare e misurare la EZ...
    Se tu hai fatto degli esperimenti, potresti indicarmi quali materiali hanno dato risultati migliori e che spessori dell'EZ hai osservato in genere?

    Per migliorare la misura dovresti utilizzare due elettrodi veri e propri (io ho suggerito graffette inox) in modo da avere più metallo a contatto con la zona di esclusione.
    Se la zona di esclusione è larga qualcosa come 100-500um un elettrodo più esteso non rischia di "cortocircuitare" la zona interna con quella esterna? (Questo è il motivo per cui ho usato un elettrodo "puntiforme" come sonda... che però a pensarci forse presentava un'impedenza talmente alta che il tester non riusciva a misurare bene...).

    La soluzione ottimale, e che abbiamo già usato per i test, è quella di introdurre una reticella sottile a strettissimo contatto con la superficie idrofila
    Questo mi sembra un ottimo suggerimento!
    Anche se non permette di misurare la distribuzione della ddp con la distanza.


    Misure di pH eseguite con liquidi pH sensitive portano questi risultati:
    In realtà questo non mi stupisce, e potrebbe avere altre spiegazioni (dal fatto che le superfici idrofile sono polari, al fatto che il Nafion ha una "relazione particolare" con gli ioni H+). Bisogna approfondire...

    Siamo quindi di fronte a una potenziale batteria ad acqua. Infatti se si collega la EZ e l'acqua bulk (nei modi spiegati prima) a un circuito esterno, quindi a un carico, si rileva una corrente misurabile per un tempo considerevole.
    Si, il problema è la corrente: quanta corrente genera un sistema del genere? Ad occhio e croce pochissima... E' l'equivalente di un'elettrete. E comunque la corrente che scorre non deteriora la struttura della zona stessa (visto che implica una ricombinazione di cariche)?

    Ma, una volta assorbita energia dal sistema, cosa accade al sistema e chi dà energia al sistema?
    Se le cose stanno come hai detto è sufficiente l'agitazione termica per ripristinare la zona... Ma è un processo che richiede un certo tempo, direi...

  9. #49
    Pietra Miliare

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    Predefinito se può interessare

    Considerato l'argomento interessantissimo ma non approfondito ancora abbastanza, per il momento ho acquistato di recente da Israele 2 tubi in nafion permapure al costo di €6,52 con sconto sulla spedizione multipla per far passare HHO puro e deumidificato poi quando arriva vediamo come meglio utilizzarlo. Non so se sia ancora utile o no poichè dovrei fare degli esperimenti. Israele in genere fornisce prodotti efficientissimi ed a prezzi convenienti, mi son trovato benissimo con le 56 piastre di molibdeno 5x5cm che scatenano un vulcano di HHO, ora vedremo con questi tubi se riuscirò a realizzare passaggi incontaminati di solo gas HHO. Intanto vorrei rinfrescare al carissimo amico Quantum Leap l'importanza di far entrare già in vasca elettrolittica acqua purissima e fortemente ionizzata quasi sotto forma di vapore quindi con cluster già definiti con orientamenti protonici di dominio superiore a quanto
    sin quì citato da esperimenti tuoi particolari che confermo e, solo in parte divergenti da una mia constatazione strumentale
    quantitativa. Speriamo che questi parassiti Tunisini che hanno sbarcato quì in Sardegna mi lascino qualche momento di tempo libero da poter dedicare alla mia privacy. Ho caricato un fucile a
    lardo e sale, non si sa mai che qualche pendaglio da forca non venga a coricarsi sul basilico piantato in giardino. Son ospitalissimo, se mi chiedono acqua e pane gliene dò quanto nelle possibilità per saziarli e gli dò anche un rifugio per la notte con coperte recuperate ma, se oltraggiano la mia privacy una fucilata dissuasiva al lardo salato non gliela toglie nessuno
    e se ne ricorderanno per quanto vivono perchè una sparata a sale fino e lardo non guarisce mai. Noi sardi siamo esperti come
    debellare il furto e la prevaricazione. Vogliono dargli 2500 € per
    ritornarsere a casa loro in Tunisia non vogliono ritornare in patria. Perchè non danno 2500 euro ai pastori sardi costretti a regalare il latte ed il formaggio alle multinazionali ed, agli operai
    della petrolchimica ormai confinatisi nelle ex carceri dell'Asinara
    senza pane per le loro famiglie. Not comment. Non son riuscito ad allegare il post per il tubo in nafion permapure, digitatelo su ebay, il venditore è israeliano. Regards.

  10. #50
    Novizio/a

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    Predefinito

    nessun ulteriore aggiornamento su questa discussione? c'è stata un evoluzione in un nuovo post?

  11. #51
    Amministratore

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    Ciao,
    si... novità ci sono. Ma è meglio che te le descrive di prima mano Cirillo.
    Intanto vi allego l'abstract di alcuni lavori su questo argomento presentati pochi giorni fa all' IC-MAST tenutosi in grecia.
    BUONA lettura!
    Roy
    File Allegati File Allegati
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    Essere realisti e fare l'impossibile

  12. #52
    Novizio/a

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    Post Senza consumo di elettrodi e senza consumo di elettrolita.

    Premetto che sono interessato a quanto posto nel sito ma non abbastanza esperto per cui faccio un poco il Pierino.
    A me sembra una copia della pila di Volta, elettrodi + soluzione di sale. La durata delle produzione di energia elettrica è stata verificata? Il sale aggiunto sia chimicamente che quantitativamente è rimasta inalterata?
    Domande che possono apparire banali a dei geniacci come voi ma una risposta ad un inesperto quale io sono spero non venga negata.
    Un saluto sincero a tutti.

  13. #53
    Novizio/a

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    ma aumentando la superficie di nafion che succede?

  14. #54
    Moderatore

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    Salve a tutti,

    chiedo scusa per il ritardo di questa mia interazione su questo particolare esperimento ma i risultati di questi ultimi mesi sono stati molto eclatanti, tanto da farci concentrare su alcuni aspetti.
    Il lavoro è ancora in corso.
    Fra breve aggiorno tutti sullo stato di avanzamento di questa ricerca, anche alla luce di alcuni ultimi risultati.

    Giusto una risposta volante a Vettore: l'esperimento, apparentemente semplice, richiede alcune attenzioni specifiche e sue peculiarità.
    E' stato presentato un lavoro su questo effetto, in via di pubblicazione.

    Un po' di pazienza,

    Saluti.
    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

  15. #55
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    Giusto una risposta volante a Vettore: l'esperimento, apparentemente semplice, richiede alcune attenzioni specifiche e sue peculiarità.
    Ciao Quantum!
    Ero in attesa di avere pronto il sistema di acquisizione per gli esperimenti tipo Rossi-Focardi per potere provare a ripetere anche l'esperimento "zero". Adesso posso acquisire tensioni dell'ordine delle decine di microvolt senza problemi, quindi forse dovrei riuscire ad osservare qualche effetto che prima non vedevo. Non ho il Nafion, ma proverò con diversi altri materiali idrofili e diversi tipi di elettrodi. Dovrei avere a disposizione anche un microscopio, che mi permetterà di osservare e misurare la "zona di esclusione".
    Quando avrò qualche risultato vi farò sapere.

    Saluti!

  16. #56
    Seguace

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    Segnalo un articolo pubblicato di recente, estremamente interessante, di Montagnier e Del Giudice tra gli altri:
    http://iopscience.iop.org/1742-6596/...6_1_012007.pdf
    L'articolo confermerebbe la capacità dell'acqua di immagazzinare e trasmettere informazioni sotto forma di onde elettromagnetiche a bassa frequenza, generate da segmenti di DNA o altre sostanze organiche. Il meccanismo con cui questo avviene probabilmente riguarda la capacità di organizzarsi in domini coerenti delle molecole d'acqua, quindi in un certo senso è lo stesso fenomeno alla base dell'esperimento zero.
    Tra l'altro il setup sperimentale utilizzato nell'articolo è molto semplice e quindi facilmente replicabile.

  17. #57
    Banned

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    Predefinito

    Per la serie l'avevo detto che "l'omeopatizzazione" dell'acqua era la chiave dell'alchimia ...

  18. #58
    Pietra Miliare

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    Predefinito

    Cari amici
    nel corso d'un esperimento recente (non è che non lo avessi notato antecedentemente) usando una boccetta
    in naylon che è idrorepellente e il vaporizzatore ultrasonico, notavo che in linea di massima il vapore freddo
    formatosi non si depositava ai lati della boccetta tranne alcune goccioline a formare una sorta di cluster isolati
    l'uno dall'altro. Ora mi chiedo che natura possano avere queste goccioline che aderiscono alla parete in naylon?
    Per la maggiore il naylon fa scorrere l'acqua con cui viene a contatto tranne alcune gocce che vengono
    catturate e si isolano l'una dall'altra in maniera disordinata. Cosa c'è in quelle goccioline e per quale fenomeno
    aderiscono al naylon per affinità, per elettrostaticità per magnetismo o qualche altro fenomeno che non
    si conosce ancora? Basta acquistare un flacone di acqua distillata per batterie che genericamente il
    flacone trasparente viene definito come plastica ma è assolutamente naylon e noterete subito che ai bordi
    del flacone non si deposita acqua tranne alcune goccie isolate, un bel dilemma questo qui benchè,
    di primo acchito possa apparire una constatazione banale. Se dopo un'immersione in acqua del flacone
    aderiscono solo poche goccioline per me ha un significato ancora da esplorare più in dettaglio è il tipo
    di acqua che cerchiamo per un'idrolisi perfetta? Sarebbe interessante raccogliere queste
    goccioline ed analizzarle stumentalmente è probabile però che raccogliendole tutte insieme perdano
    la loro caratteristica di adesione al naylon andrebbero perciò analizzate cluster per cluster non per niente
    si dividono l'una dall'altra e ciò può avere un significato di cariche elettriche repulsive fra goccia e goccia
    ed una carica attrattiva in quel determinato punto del naylon. Domenico Cirillo a cui va un caloroso abbraccio,
    dirà fra se: "Mò ci voleva anche questo rompiball" ehehehehe. Kind regards.

  19. #59
    Moderatore

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    Predefinito

    Salve a tutti,

    finalmente, a seguito degli esperimenti eseguiti su fenomeno alla base del thread (Esperimento ZERO), a seguito di lunga procedura di review, a seguito della eclatanza dei risultati, è stato pubblicato il nostro paper : Oxhydroelectric Effect: Electricity from Water by Twin Electrodes su "Key Engineering Materials" (rivista internazionale di ingegneria). Raggiungibile dal link Oxhydroelectric Effect: Electricity from Water by Twin Electrodes . Fra breve mi invieranno una copia 'free'. Per me e per tutti.

    Buona lettura.
    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

  20. #60
    Amministratore

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    Grandissimo Quantum!!!!
    State scrivendo la storia.... COMPLIMENTISSIMI!!!!

    Roy
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  21. RAD
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