ricordate... do# 2° ottava
x SANDRINX77
Io penso che la vibrazione acustica serva fino ad un certo punto, non è indispensabile.
Poi se uno volesse proprio inserire questa frequenza penso che sia più logico 600 hz che è un armonica della frequenza di dissociazione dell’acqua, scientificamente trovata, invece dei 570 di cui parli.
Per quanto riguarda il collegamento dei tubi della cella di Meyer, sono collegati serie parallelo, ovvero coppie di serie e poi tutte in parallelo, come se fossero cinque in parallelo.
I dieci euro puoi anche tenerli. (:-
Ciao
CITAZIONE (SANDRINX77 @ 3/3/2008, 21:08)se è 600 hz allora è un re
???????????????????????
In che senso, non ho capito
CITAZIONE (hacqua2o @ 4/3/2008, 09:11)CITAZIONE (SANDRINX77 @ 3/3/2008, 21:08)se è 600 hz allora è un re
???????????????????????
In che senso, non ho capito
Un RE nota musicale e frequenza sonora ....![]()
CITAZIONE (kalos66 @ 4/3/2008, 09:26)CITAZIONE (hacqua2o @ 4/3/2008, 09:11)???????????????????????
In che senso, non ho capito
Un RE nota musicale e frequenza sonora ....
perfetto!!!!
alle note musicali non ci pensavo per niente.
Ciao e grazie
CITAZIONE (hacqua2o @ 3/3/2008, 20:58)x SANDRINX77
Io penso che la vibrazione acustica serva fino ad un certo punto, non è indispensabile.
Poi se uno volesse proprio inserire questa frequenza penso che sia più logico 600 hz che è un armonica della frequenza di dissociazione dell’acqua, scientificamente trovata, invece dei 570 di cui parli.
Per quanto riguarda il collegamento dei tubi della cella di Meyer, sono collegati serie parallelo, ovvero coppie di serie e poi tutte in parallelo, come se fossero cinque in parallelo.
I dieci euro puoi anche tenerli. (:-
Ciao
Ma la cella di Meyer non aveva 9 tubi ? Se si come li ha collegati in serie parallelo come dici tu ?
CITAZIONE (rosswfc @ 4/3/2008, 14:18)Ma la cella di Meyer non aveva 9 tubi ? Se si come li ha collegati in serie parallelo come dici tu ?
Ma chi ti ha detto che erano nove, per me sono dieci.
Lui all’inizio li collegava a due e due in serie e poi parallelo e quel video è riferito penso a quel periodo, successivamente con l’avvento del wfc li collegava tutti in parallelo.
Se erano collegati in parallelo erano come in figura allegata.
Con il sistema wfc la corrente non ha più importanza perché lavora a bassissima corrente quasi zero.
Ciao
Edited by hacqua2o - 5/3/2008, 08:21Attached Image
CITAZIONE (hacqua2o @ 4/3/2008, 14:41)Se erano collegati in parallelo , per questioni di spazio erano più vicini gli uni agli altri.
in che senso?
CITAZIONE (rosswfc @ 4/3/2008, 14:18)Ma la cella di Meyer non aveva 9 tubi ? Se si come li ha collegati in serie parallelo come dici tu ?
Prova a contarli quì!!!!!!!!!!Attached Image
A proposito di note musicali ( bella musichetta ), vi invito ad osservare questo video su un elemento di cella che è stato condizionato , che presenta una tensione residua apprezzabile .
http://www.youtube.com/watch?v=FBn8Y0BJZqc
Ciao![]()
allora ho notato (logico) che piu il tubo è lungo più la frequenza si abbassa.
usando un accordatore e Visual Analyser 8
ciao
Salve a tutti, è un po' di tempo che vi seguo, vorrei condividere con voi alcuni test eseguiti ed alcune mie considerazioni vere o sbagliate che siano con voi.
Leggendo vari forum e raccogliendo informazioni varie dai brevetti di Mayer, test eseguiti da Lawton,test eseguiti da Ravi e il brevetto di Bob Boyce mi sembra di capire che ci sia un punto su cui ci si deve concentrare.
Questo punto sarebbe la geometria (grandezza) della cella ed ancora piu' importante è il suo condizionamento.
Da varie prove eseguite sia con tensione costante , pulsata (quadra, denti di sega,sinusoidale) e tubi di diverso materiale mi è sembrato di capire questo:
1) Piu' la cella ha lavorato e meno corrente consuma.
2) Piu' alzo la tensione applicata ai suoi capi e piu' gas produce.
3) Piu' condiziono la cella con tensione/corrente alta e piu' ossido marrone-rosso crea.
4) piu' il tubo è grande e piu' gas forma .
Tentando di applicare queste 4 regoline ho ricostruito una piccola cella a 2 tubi collegati in serie.Da subito ho cercato di condizionarla in maniera molto lenta facendola funzionare alcune ore con tensione molto bassa (1,5 Vdc) e salendo progressivamente fino ad arrivare a 12 volt in tensione costante .Premetto che ho sostituito un paio di volte l'acqua al suo interno. Di poltiglia marrone ne ho visto veramente poca, in compenso il tubo interno ha cominciato a ricoprirsi di pattina bianca (la famosa pattina isolante).
Ragionandoci sopra un po' avrei creato una mia teoria.
La cella di Mayer non è altro che un condensatore con le armature ad altissimo isolamento dove tra armatura ed armatura c'è acqua.
Questo fa si' che piu' la tensione applicata tra le armature è alta e piu' forte rompiamo il legame tra molecole di idrgeno ed ossigeno.
Potrei ora sbagliarmi ,Lawton e Ravi dichiarano di fare lavorare la cella con soli 12 Vdc, creando una certa quantita di gas,Bob Boyce afferma che la sua cella lavora a 155Vdc creando piu' gas delle celle di Lawton e Ravi,Mayer affermava di lavorare con 15000volt e creare una quantita' di gas attorno ai 70 litri/minuto.
Tutti e tre inoltre affermano che la produzione di gas aumenta notevolmente a parita' di energia immessa nella cella facendo lavorare quest'ultima con la famosa frequenza di risonanza.
Chi ha un po' le mani in pasta di elettronica sa' quanto semplice sia creare un generatore di alta tensione per arrivare a 15000volt, il problema è la corrente ,con la conducibilita' dell'acqua sarebbe impossibile arrivare ai 15000 volt se non avessimo corrente quasi nulla.
Per questo penso che la parte piu' importante sia il condizionamento della cella.
Voi che ne pensate?
Ciao a tutti!!!!!
Quante volte si è rotto un toroide o un qualsiasi trasformatore in ferrite e subito lo abbiamo incollato con la colla cyano acrilica pensando di aver ripristinato e reso efficiente il trasformatore o chi per esso, ma non è così.
A me è successo su un toroide dove avevo fatto un trasformatore, il famoso step up.
Mi è cascato a terra e si è fatto in 4 pezzi, incavolato ma rassegnato li ho rincollati e pensavo proprio di aver risolto, ma non era così, messo il circuito sotto prova non dava lo stesso rendimento.
Allora l’ho confrontato con un altro identico, misurando i mH con il ponte rlc, con le stesse spire quello incollato misurava 10 vote di meno del toroide nuovo.
CITAZIONE (hacqua2o @ 6/3/2008, 07:58)Ciao a tutti!!!!!
Quante volte si è rotto un toroide o un qualsiasi trasformatore in ferrite e subito lo abbiamo incollato con la colla cyano acrilica pensando di aver ripristinato e reso efficiente il trasformatore o chi per esso, ma non è così.
A me è successo su un toroide dove avevo fatto un trasformatore, il famoso step up.
Mi è cascato a terra e si è fatto in 4 pezzi, incavolato ma rassegnato li ho rincollati e pensavo proprio di aver risolto, ma non era così, messo il circuito sotto prova non dava lo stesso rendimento.
Allora l’ho confrontato con un altro identico, misurando i mH con il ponte rlc, con le stesse spire quello incollato misurava 10 vote di meno del toroide nuovo.
Ciao, è ovvio che non dia lo stesso risultato , hai creato un mini o micro gap ( di colla ) che cambia le caratteristiche del toroide ( che non è più toroide) . Un prova del genere l'avevo fatta in passato , pensando che si potesse avvolgere un toroide semplicemente tagliandolo per poi incollarlo , in modo da non perdere tempo nella fase pallosissima di avvolgimento , ma avevo notato che avevo in mano un pezzo di ferrite "morto"
.
CiaoCITAZIONE (tex1976 @ 5/3/2008, 20:25),
1) Piu' la cella ha lavorato e meno corrente consuma.
2) Piu' alzo la tensione applicata ai suoi capi e piu' gas produce.
3) Piu' condiziono la cella con tensione/corrente alta e piu' ossido marrone-rosso crea.
4) piu' il tubo è grande e piu' gas forma .
La cella di Mayer non è altro che un condensatore con le armature ad altissimo isolamento dove tra armatura ed armatura c'è acqua.
Questo fa si' che piu' la tensione applicata tra le armature è alta e piu' forte rompiamo il legame tra molecole di idrgeno ed ossigeno.
Chi ha un po' le mani in pasta di elettronica sa' quanto semplice sia creare un generatore di alta tensione per arrivare a 15000volt, il problema è la corrente ,con la conducibilita' dell'acqua sarebbe impossibile arrivare ai 15000 volt se non avessimo corrente quasi nulla.
Per questo penso che la parte piu' importante sia il condizionamento della cella.
Voi che ne pensate?
Per me è il condizionamento è essenziale per aumentare notevolmente la capacità della cella e abbassare contestualmente la conduttività , questo provoca la diminuizione della corrente assorbita , l'aumento della tensione ai capi della cella e la contestuale diminuizione della frequenza di risonanza del sistema .
La poltiglia rossa marrone sono ossidi di ferro in combinanzione con "cloriti" che provengono da parti non di acciaio inox , in una cella costruita interamente di acciaio aisi 316 ( comprese viti e cavi di collegamento se questi sono scoperti ) non dovrebbe accadere .
Ciao
CITAZIONEhacqua2o
..si è rotto un toroide... in ferrite ... il famoso step up.
... 4 pezzi... rincollati...non dava lo stesso rendimento...Allora l’ho confrontato con un altro..
misurando i mH con il ponte rlc, con le stesse spire quello incollato misurava 10 vote di meno...CITAZIONEkalos66
..hai creato un mini o micro gap ( di colla ) che cambia le caratteristiche del toroide ( che non è più toroide..
Un prova del genere l'avevo fatta in passato... semplicemente tagliandolo per poi incollarlo...
ma avevo notato che avevo in mano un pezzo di ferrite "morto"
A mio modesto avviso le cose dovrebbero stare in questo modo:
Parliamo di nuclei che lavorano ad una certa frequenza.. sicuramente più elevata del canonico 50Hz (rete) .. e di almeno 3 od anche 4 ordini di grandezza (considerando le forme d'onda). Parliamo di ferrite... probabilmente sinterizzata.
In tal caso il nucleo è una specie di polvere legata da materiale + o - inerte...
C'è quindi già un.. gap..che io chiamo "traferro"... o più propriamente un "traferro distribuito".
Quanto sia questo traferro d. dipende dai parametri costruttivi ("impasto", ecc.), tuttavia è da comprendere che è ..infinitesimale... tra una particella di "polvere" di ferrite ed un'altra (in quanto distribuito, appunto).
Andare a stendere uno strato di collante, significa (a livelli di "ragionamento" della materia..) mettere un bel traferro di diversi micron. In sostanza si aumenta sensibilmente il traferro globale
Che cosa serve il traferro?... Questa non è la sezione adatta per addentrarsi in mu assolute, relative, ... cicli d'isteresi ecc.... Adotterò per tagliar corto una unità di misura introdotta/usata da molti produttori (es Siemens/Epcos... Ferroxcube...ecc.) ..si chiama "AL".
Questo "numerino" caratteristico di un nucleo (di quei produttori che lo adottano) è molto pratico.
In pratica dato lo AL basta moltiplicarlo per il quadrato delle spire e si ottiene l'induttanza..ovvero
L [nH] = N x N x AL
Un nucleo "chiuso" può avere un AL 2500... un nucleo volutamente tagliato può presentare AL che crollano immediatamente sui 600... e giù fino ad una 50.. e senza grandi "spazi" vuoti
vediamo il seguente "pdf" relativo ad un nucleo NON toroidale (a titolo d'esempio)
http://www.ferroxcube.com/prod/assets/efd30.pdf
Cosa comporta allora l'AL basso / il traferro alto?...Beh possiamo vederla come se fosse li che si ..."immagazzina la gran parte d' energia" [cut]..(parlo di induttore/più che trafo.. vedi ad es fly-back.. o L x filtri) di conseguenza aumentandolo (il traferro, quindi riducendo l'AL) si "scarica", diciamo, il "ferro/ferrite" di un certo lavoro .. di isteresi... in pratica si può salire con il valore di corrente. Questo ha come contropartita (e con la quale, se ragionate, va in accordo) di ridurre drasticamente l'induttanza.
Quindi un nucluo più traferrato permette più delta "I" (talvolta c'è un altro parametro pratrico: "Idc x radice di L".. ovviamente, a parità di valore [leggi saturazione... o meglio "B"], se L diminuise può aumentare la Idc!)... e conseguentemente ha una L minore, ovvero sottoposto ad un V per un certo tempo... soddifa la prima condizione (meno L significa più delta I a parità di V e t)
..chiaramente se la I aumenta da una parte i componenti potrebbero lavorare fuori progetto (o rompersi), dall'altra filtraggi e varie (compresi calcoli sull'anello di controreazione [loop]) vanno a farsi "benedire"... e quindi è spiegabile un diverso rendimento/comportamento.
Ciao
Edited by gattmes - 7/3/2008, 10:37
CITAZIONE (gattmes @ 6/3/2008, 10:29)L [nH] = N x N x AL
ciao
ma questa formula è valida anche per le barre? oppure solo per i nuclei? e poi [nh] sta per nanohenry vero?
grazie
Si, se è fornito lo AL
x maggiori info vedere ad esempio:
http://www.ferroxcube.com/appl/info/HB2005.pdf
(inductance factor) a pag. 9, 22, ecc.
oppure:
http://www.epcos.com/web/generator/Web/Sec...Definitions.pdf
(inductance factor) a pag. 8, ecc.
NB forse è meglio spostare questi messaggi (ed eventuali futuri sull'argomento..) nella sezione "manualistica"... lasciando qua solo un link
..
CITAZIONE (hacqua2o @ 5/3/2008, 11:56)CITAZIONE (rosswfc @ 4/3/2008, 14:18)Ma la cella di Meyer non aveva 9 tubi ? Se si come li ha collegati in serie parallelo come dici tu ?
Prova a contarli quì!!!!!!!!!!
io ne conto nove....al centro non c'è!!!!
CITAZIONE (SANDRINX77 @ 7/3/2008, 16:22)CITAZIONE (hacqua2o @ 5/3/2008, 11:56)Prova a contarli quì!!!!!!!!!!
io ne conto nove....al centro non c'è!!!!
Scusate , ma 9 o 10 non cambia il risultato ( se non di poco ) .
Ciao
CITAZIONE (kalos66 @ 7/3/2008, 17:39)Scusate , ma 9 o 10 non cambia il risultato ( se non di poco ) .
Quindi se ti taglio un dito,a te non importa,giusto?
Noto che ogni tanto la discussione riprende temi del passato,questo mi fa piacere,perchè molte cose scritte negli ultimi mesi sono passate un po' inosservate.
@Sandrinx: i tubi,piu' si allungano,e piu' scende la frequenza.Ma anche il diametro,piu' cresce,e piu' in basso si scende di frequenza.
CITAZIONE (OggettoVolanteIdentificato @ 7/3/2008, 22:54)CITAZIONE (kalos66 @ 7/3/2008, 17:39)Scusate , ma 9 o 10 non cambia il risultato ( se non di poco ) .
Quindi se ti taglio un dito,a te non importa,giusto?
Noto che ogni tanto la discussione riprende temi del passato,questo mi fa piacere,perchè molte cose scritte negli ultimi mesi sono passate un po' inosservate.
@Sandrinx: i tubi,piu' si allungano,e piu' scende la frequenza.Ma anche il diametro,piu' cresce,e piu' in basso si scende di frequenza.
Ciao, molto tempo fà ( 4 anni fà ) avevo avuto uno scambio di mail con chi ( probabilmente ) ha replicato la cella Meyer per la prima volta in Italia ..... e mi ha detto che ristava progettando il tutto prevedendo un cella composta unicamente da un solo elemento , in quanto risultava più semplice la costruzione ed il "tuning" ; quindi il discorso dei 9 ,10 o 30 elementi cambia solamente riguardo la capacità in F della cella non apporta nessun valore aggiunto , tranne nel caso ci sia un fattore geometrico o "X" di cui non si tiene conto .
Ciao
nb : la costruzione della cella con precisione micrometrica e tutto il resto al "tizio" è costata la bellezza di 75.000.000 di lire , travati tramite sottoscrizione volontaria di una manciata di amici .
A suo dire la cella produceva abbastanza idrogeno per l'alimentazione di un'utilitaria , quando l'assorbimento era di circa 15 Ampere , ma non riusciva a mantenere la produzione massima per tempi lunghi .
CITAZIONE (kalos66 @ 8/3/2008, 11:33)Ciao, molto tempo fà ( 4 anni fà ) avevo avuto uno scambio di mail con chi ( probabilmente ) ha replicato la cella Meyer per la prima volta in Italia ..... e mi ha detto che ristava progettando il tutto prevedendo un cella composta unicamente da un solo elemento , in quanto risultava più semplice la costruzione ed il "tuning" ; quindi il discorso dei 9 ,10 o 30 elementi cambia solamente riguardo la capacità in F della cella non apporta nessun valore aggiunto , tranne nel caso ci sia un fattore geometrico o "X" di cui non si tiene conto .
Ciao
nb : la costruzione della cella con precisione micrometrica e tutto il resto al "tizio" è costata la bellezza di 75.000.000 di lire , travati tramite sottoscrizione volontaria di una manciata di amici .
A suo dire la cella produceva abbastanza idrogeno per l'alimentazione di un'utilitaria , quando l'assorbimento era di circa 15 Ampere , ma non riusciva a mantenere la produzione massima per tempi lunghi .
Ciao!!!
Vediamo di chiarire le cose.
È iniziato tutto per come erano collegati gli elementi internamente alla cella, (le celle secondo me sono collegate a coppie in serie e poi in parallelo), come scritto nel post precedente.
Quindi se fossero state 10 era numero pari, e quindi era giusto il collegamento, se invece erano 9 rimaneva una orfana e il collegamento non era possibile.
Chiaro il concetto!!!!!
Poi se la cella contiene un elemento o 100 elementi non ha nessuna importanza l’importante che vengano messe in frequenza con l’induttore.
Per quanto riguarda il tizio che ha replicato la cella di Meyer, ho capito di chi parli, ma secondo me lui non ha replicato un bel niente, ha fatto solo un generatore di elettrolisi in alternata e non la dissociazione molecolare di cui parla il Meyer e che lavora in risonanza.
CITAZIONE (hacqua2o @ 8/3/2008, 15:10)Quindi se fossero state 10 era numero pari, e quindi era giusto il collegamento, se invece erano 9 rimaneva una orfana e il collegamento non era possibile.
Chiaro il concetto!!!!!
Poi se la cella contiene un elemento o 100 elementi non ha nessuna importanza l’importante che vengano messe in frequenza con l’induttore.
Per quanto riguarda il tizio che ha replicato la cella di Meyer, ho capito di chi parli, ma secondo me lui non ha replicato un bel niente, ha fatto solo un generatore di elettrolisi in alternata e non la dissociazione molecolare di cui parla il Meyer e che lavora in risonanza.
Ciao, per me le celle vanno messe solamente in parallelo ( non ha senso metterle in serie ... ne abbasserebbe la capacità ) ma comunque si possono sperimentare le due cose abbastanza facilmente .
Sul, tizio non posso esprimere nesuna opinione ho visto qualche foto ( pubblicata su internet ) e ho scambiato un paio di lettere , ma è arrivato sicuramente ad un punto in cui le problematiche erano abbastanza chiare e quindi risolvibili ( sintonizzazione del circuito PLL e mantenimento della risonanza ) .
Ciao
CITAZIONE (kalos66 @ 8/3/2008, 15:20)Ciao, per me le celle vanno messe solamente in parallelo ( non ha senso metterle in serie ... ne abbasserebbe la capacità ) ma comunque si possono sperimentare le due cose abbastanza facilmente .
Sul, tizio non posso esprimere nesuna opinione ho visto qualche foto ( pubblicata su internet ) e ho scambiato un paio di lettere , ma è arrivato sicuramente ad un punto in cui le problematiche erano abbastanza chiare e quindi risolvibili ( sintonizzazione del circuito PLL e mantenimento della risonanza ) .
Ciao
Anche per me vanno collegate tutte in parallelo, ma ho letto in qualche brevetto che il Meyer agli inzi collegava queste celle a due a due in serie e poi in parallelo, in seguito col la scoperta del wfc le collegava tutte in parallelo.
Comunque per quanto riguarda quel tizio, ho avuto anche io degli scambi di mail con questo signore, ma mi bastra solo la corrente di 15A per stabilire che non era la replica del brevetto di Meyer.
Sicuramente produceva tanto idrogeno, ma con troppa corrente.