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  1. #101
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    CITAZIONE (brunovr @ 25/3/2008, 18:22)
    Ciao rik,

    Ma nn hai costruito lo step-up vero ? da quello che ho capito il segreto è tutto li.
    Si potrebbe aggirare realizzando un trasformatore in cortocircuito che lavori ad alte frequenze........

    ciao ciao

    Effettivamente anche io ho riscontrato che il segreto è tutto nello step-up, non serve a nulla il condizionamento, io ho codizionato la mia cella in meno di mezza ora, il mio metodo di condizionamento è di alimentare la cella al suo uso normale, all'inizio c'è poca emissione di idrogeno dopo un pò inizia a emettere più idrogeno e poi si stabilizza, ho detto meno di mezzora, ma credo che serva ancora meno.

  2. #102
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    il segreto è......... :ph34r:

  3. #103
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    il segreto è......... anche calcolare la capacità della cella.

    Una volta trovata la giusta capacità è facile calcolare la risonanza, poi basta pochissima corrente e il gioco è fatto.

  4. #104
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 25/3/2008, 21:32)
    all'inizio c'è poca emissione di idrogeno dopo un pò inizia a emettere più idrogeno e poi si stabilizza, ho detto meno di mezzora, ma credo che serva ancora meno.

    Non hai mai detto quanto. Nè con che tensione / corrente.

    Così non sapremo mai se la risonanza che viene fuori aumenta effettivamente il rendimento Faradaico della cella o semplicemente riduce le perdite nel circuito esterno dello step up !?

  5. #105
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 27/3/2008, 22:40)
    Non hai mai detto quanto. Nè con che tensione / corrente.

    Così non sapremo mai se la risonanza che viene fuori aumenta effettivamente il rendimento Faradaico della cella o semplicemente riduce le perdite nel circuito esterno dello step up !?

    Purtroppo non ho ancora niente di concreto da prendere in considerazione, diciamo che ho fatto prove mirate su singoli stadi con le idee che mi sono fatto durante tutti questi anni di sperimentazione.

    Purtroppo se non metto a punto lo step up non posso quantificare il voltaggio e la corrente finale.

    Per quanto riguarda il rendimento alla risonanza, ti posso assicurare che è molte volte di più dell’elettrolisi in continua, non solo per l’assorbimento di corrente, ma anche come quantità di emissione di idrogeno.

    Poi c’è anche il fattore stechiometrico.

    Non so se hai mai provato a fare esplodere le bolle che si formano con l’elettrolisi in continua, il botto lo senti rapido e secco, al contrario dell’elettrolisi con la risonanza dove lo scoppio è più morbido, e quindi penso più idoneo per l’applicazione come combustibile per motori a scoppio.




  6. #106
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 28/3/2008, 12:16)
    Per quanto riguarda il rendimento alla risonanza, ti posso assicurare che è molte volte di più dell’elettrolisi in continua...

    Ok, ma quel che mi chiedo è questo: una buona elettrolisi in continua lavora con poco più di 2V (elettrolizzatori commerciali) di tensione, e molti ampere.

    Quanto tu affermi sopra, lo paragoni all'elettrolisi in continua a 12V oppure ad un'elettrolisi cc ottimale, intorno ai 2V ?

    Dico questo perchè 10A di corrente (che è l'unico parametro che secondo la legge di Faraday regola la quantità di gas ottenuto), a 2V fanno 20W ma a 12V fanno ben 120W !!!

    Da qui capisci che ottenere anche più gas con 50W dice poco.. Bisognerebbe ottenerne di più con MENO di 20W. Allora tutto cambia!

  7. #107
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    Saluti a tutto il forum, da poco mi sto accostando al progetto "Cella di Mayer", e stò preparando il circuito di LUCHEMON 79 ma senza la parte con la bobina e i 2° NE 555 che evidentemente serve ma se ho ben capito necessita di altro; vorrei unirmi nella sperimentazione anche se sono indietro rispetto a voi, ma chiedo umilmente aiutooo! :blink:
    PS:Grazie in anticipo

  8. #108
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    Caro Lluigi, sinceramente.... Ti sconsiglio di fare quel circuito! Perchè è sorpassato da quello di Dave Lawton o di Ravi Riu.^_^
    Se vuoi gli schemi del circuito di Dave Lawton, ti rimando a questa pagina:
    Eccolo
    Facci sapere! ;)

  9. #109
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 29/3/2008, 18:19)
    Ok, ma quel che mi chiedo è questo: una buona elettrolisi in continua lavora con poco più di 2V (elettrolizzatori commerciali) di tensione, e molti ampere.

    Quanto tu affermi sopra, lo paragoni all'elettrolisi in continua a 12V oppure ad un'elettrolisi cc ottimale, intorno ai 2V ?

    Dico questo perchè 10A di corrente (che è l'unico parametro che secondo la legge di Faraday regola la quantità di gas ottenuto), a 2V fanno 20W ma a 12V fanno ben 120W !!!

    Da qui capisci che ottenere anche più gas con 50W dice poco.. Bisognerebbe ottenerne di più con MENO di 20W. Allora tutto cambia!

    Penso che tu debba smettere di sperimentare la cella di Meyer, tanto non ci riuscirai mai, ma non perché non hai le cognizioni tecniche per raggiungere la metà, ma perché sei partito con il piede sbagliato, ovvero con molto scetticismo.

    Io so che se vuoi raggiungere una metà ci devi credere, ma credere veramente, e non porre dei dubbi, ma........., se……. , però…… etc….


    Comunque nella cella di Meyer non si parla di 2volt, ne di 12 volt, tanto meno di 10A, ma di KV e mA.

    La potenza massima alla sorgente deve essere max 40-50W al massimo dell’emissione di idrogeno.

    Per quanto riguarda i miei esperimento, non sono arrivato ancora a questi livelli, ma penso di arrivarci presto, perché ci credo.


  10. #110
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    Dopo avere costruito una cella con otto tubi ho fatto alcune prove, innanzi tutto ho condizionato i tubi con della calce in polvere, con buoni risultati, applicato il circuito di Dave e un piccolo trasformatore in ferrite con diodo al secondario, bobina bifilare e cella.
    Il trasformatore e la bobina emettevano dei suoni variabili in funzione delle regolazioni di corrente, tensione, frequenza più o meno acuti, alla cella una leggere emissione di idroxi, la tensione alla bobina a certe regolazioni risultava anche più di 1000 V.
    Ma dopo un breve periodo il circuito di dave di circa 10-15 minuti non funzionava più (mosfet bruciato-diodo 1N4007 bruciato).
    Perchè ?

  11. #111
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    CITAZIONE (rosswfc @ 31/3/2008, 10:28)
    Ma dopo un breve periodo il circuito di dave di circa 10-15 minuti non funzionava più (mosfet bruciato-diodo 1N4007 bruciato).
    Perchè ?

    Perchè al mosfet o transistor arrivano dei picchi di tensione superiori alla tensione massima sopportata.

    Devi mettere un circuito di protezione, tipo diodi o altro per limitare questi picchi, sia alla base che al collettore del transistor, o mosfet.

  12. #112
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 31/3/2008, 10:51)
    CITAZIONE (rosswfc @ 31/3/2008, 10:28)
    Ma dopo un breve periodo il circuito di dave di circa 10-15 minuti non funzionava più (mosfet bruciato-diodo 1N4007 bruciato).
    Perchè ?

    Perchè al mosfet o transistor arrivano dei picchi di tensione superiori alla tensione massima sopportata.

    Devi mettere un circuito di protezione, tipo diodi o altro per limitare questi picchi, sia alla base che al collettore del transistor, o mosfet.



    Tipo i diodi zenere come nell'ultimo circuito di Dave ?

  13. #113
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    CITAZIONE (rosswfc @ 31/3/2008, 11:50)
    Tipo i diodi zenere come nell'ultimo circuito di Dave ?

    Non conosco il circuito di cui parli, postalo, ti potrò dire qualcosa di più.

    Ma sicuramente ti sbagli con i diodi scottky.

  14. #114
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 31/3/2008, 13:30)
    CITAZIONE (rosswfc @ 31/3/2008, 11:50)
    Tipo i diodi zenere come nell'ultimo circuito di Dave ?

    Non conosco il circuito di cui parli, postalo, ti potrò dire qualcosa di più.

    Ma sicuramente ti sbagli con i diodi scottky.



    Il circuito è quello indicato a pag.14 di :
    http://www.panaceauniversity.org/D14.pdf

  15. #115
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    CITAZIONE (rosswfc @ 31/3/2008, 15:33)
    Il circuito è quello indicato a pag.14 di :
    http://www.panaceauniversity.org/D14.pdf

    Stai usando un mosfet con tensione tra drain source di 200 volt, in funzionamento sicuramente ci sono delle tensioni più elevate che mandano off il mosfet.

    Poi c'è il problema del gate, il mosfet non accetta tensioni al gate superiori a circa 20 volt, quindi se c'è un picco che supera questo valore lo mette off.

    Per prima cosa ti consiglio di usare un mosfet con tensioni più elevate, e poi proteggi con dei diodi zener l’ingresso tra gate e source, e con un diodo 1.5ke tra drain e source, come allegato.

    Attached Image

    Attached Image


  16. #116
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    Ciao H2O. Che sigla di mosfet consigli ?

    E perchè i diodi sono contrapposti tra loro ?

  17. #117
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    CITAZIONE (rosswfc @ 1/4/2008, 12:10)
    Ciao H2O. Che sigla di mosfet consigli ?

    E perchè i diodi sono contrapposti tra loro ?

    Devi usare un mosfet con tensione drain sorce più alta possibile, l'ideale sarebbe 800-1000volt, ma potresti provare anche con un 500 volt, tipo irfp450.

    I diodi sono messi in quel modo per limitare sia il picco positivo che il negativo.

    Quindi se vuoi provare con il mosfet irfp450, metti i due zener da 15 volt tipo bzx85/c15 al gate, e il diodo di protezione 1.5KE 400CA tra drain e source, e non dovresti avere più problemi.


  18. #118
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 31/3/2008, 09:03)
    CITAZIONE (ElettroRik @ 29/3/2008, 18:19)
    Ok, ma quel che mi chiedo è questo: una buona elettrolisi in continua lavora con poco più di 2V (elettrolizzatori commerciali) di tensione, e molti ampere.

    Quanto tu affermi sopra, lo paragoni all'elettrolisi in continua a 12V oppure ad un'elettrolisi cc ottimale, intorno ai 2V ?

    Dico questo perchè 10A di corrente (che è l'unico parametro che secondo la legge di Faraday regola la quantità di gas ottenuto), a 2V fanno 20W ma a 12V fanno ben 120W !!!

    Da qui capisci che ottenere anche più gas con 50W dice poco.. Bisognerebbe ottenerne di più con MENO di 20W. Allora tutto cambia!

    Penso che tu debba smettere di sperimentare la cella di Meyer, tanto non ci riuscirai mai, ma non perché non hai le cognizioni tecniche per raggiungere la metà, ma perché sei partito con il piede sbagliato, ovvero con molto scetticismo.

    Io so che se vuoi raggiungere una metà ci devi credere, ma credere veramente, e non porre dei dubbi, ma........., se……. , però…… etc….

    Beh, a me piace restare con i piedi per terra. Il nonno diceva "Chi vive sperando.....". Se non trovo un accordo decente con le basi teoriche, non mi va di insistere più di tanto.
    L'effetto doppio strato di Helmholtz nominato da Kalos66 mi pare una plausibile spiegazione del fenomeno, ma qui nessuno ha ancora capito se questa configurazione rende meglio di una cc.
    Oppure, chi lo ha fatto non lo dice, in barba a tutti gli speranzosi sperimentalisti che si sbattono qui dentro.

    P.S. Hai nuovamente eluso la domanda: hai determinato / raffrontato il gas prodotto col sistema da te raggiunto al momento rispetto ad una elettrolisi di Faraday in continua a bassa tensione ?
    Perchè se non diciamo questo, cosa che Dave e Ravi hanno invece fatto, dimostrando di aver avuto un approccio serio al problema, (al di là che sia vero o meno...), stiamo solo facendo chiacchiera inutile, questo lo capisci, vero? Nessuno si sogna di ottenere dettagli che svelino COME chi sta sperimentando abbia raggiunto dei risultati, ma pretendere l'onestà etica e morale di dire se i risultati ci sono o meno, o quanto si è arrivati vicino (o distante), quello mi pare più che equo.

  19. #119
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    Opssss..... image
    ...
    CITAZIONE
    CITAZIONE (hacqua2o, Inviato il: 31/3/2008, 17:10)
    .....
    Poi c'è il problema del gate, il mosfet non accetta tensioni al gate superiori a circa 20 volt, quindi se c'è un picco che supera questo valore lo mette off
    ....

    Quanto detto da hacqua2o è ampiamente condiviso dal sottoscritto eccetto (permettimi, hacqua2o!) per il valore della tensione che coincide solo nella maggior parte dei casi. Infatti molte.. varianti... sono state sviluppate/prodotte negli ultimi tempi circa i mosfets. Di conseguenza ci sono mosfet che "tengono" fino a 30V... ma anche mosfet che non reggono oltre i 10V (parliamo sempre di dispositivi "di potenza" o simili... non RF ed altri).. Ci sono anche mos che presentano già una protezione (tipo zener) ad es +-10V, come il BUK9518-55... (NON È IL MOS ADATTO, è solo un esempio per il discorso di gate [non si sa mai... poi lo comprano/usano e dicono che l'ho suggeritoi io!])
    Quindi vi esorto a guardare BENEnelle caratteristiche (pdf) del mos che vi accingete ad usare (avessi avuto io i-net decenni fa!..)

    Inoltre hacqua2o ha.. prudentemente ... indicato un circuito limitatore in ingresso a circa +-16V (si, confermo, ho scritto circa 16 e non 15). Questo perchè (permettimi, hacqua2o!) la tensione massima (nell'esempio indicato 20V) è intesa tra gate-source INTERNI/DENTRO il mosfet!..... E non è detto che (per una serie di ragioni che vi risparmio... principalmente dipendenti dalla velocità di commutazione e corrente gestita..) coincida con quella "visibile" ai piedini esterni.. o comunque dove si collega/riferisce il pilotaggio. Quindi meglio stare salomonicamente (un po.. senza esagerare e secondo i livelli necessari al pilotaggio -> vedere "pdf") alla larga dal massimo assoluto!

    CITAZIONE
    ....Devi mettere un circuito di protezione, tipo diodi o altro per limitare questi picchi, sia alla base che al collettore del transistor, o mosfet....

    e
    CITAZIONE
    un diodo 1.5ke tra drain e source

    questo si può chiamare "damper"/limitatore. Sebbene fa il suo lavoro ricordo semplicemente che DISSIPA l'energia (e quindi tenete la cosa in considerazione nei rendimenti)


    CITAZIONE
    .. l'ideale sarebbe 800-1000volt, ma potresti provare anche con un 500 volt, tipo irfp450...

    E qua permettimi di aggiungere che più si sale in tensione ..più generalmente peggiorano le caratteristiche conduttive del mosfet (RDSon, ecc.).
    D'altra parte "aumentanto" il DIE ovvero le celle mosfet (traduco: usando un mos più "correntoso", come es. lo
    irfp450 su indicato [ size "50"]) si ottiene un componente più "duro" sia come pilotaggio... sia come Miller... sia come capacità d'uscita (ecc.).. specialmente se di tecnologia datata (come lo è irfp450..).

    Insomma dovete vedere bene cosa serve e scegliere il dispositivo appropriato.. e i tagli salomonici giusti (damper compreso)

    --------------------------------------------------
    PS: Un'ultima precisazione:
    attenzione bene alla sigla suggerita da hacqua2o
    La sigla CA... è importante perchè indica se il dispositivo è "bidirezionale" o meno (traduco: se equivale a due zener in antiserie/punta-punta o a un singolo zener che, nell'altro senso, conduce come un diodo).
    Nell'uso indicato (Drain Source) nel 99% dei casi (mos usato) la bidirezionalità non serve (c'è comunque un diodo dentro il mos tra Source e Drain).. mentre se si opta per un simile dispositivo da mettere in gate potrebbe o meno servire (dipende come "spazzola" il pilotaggio...)

    Edited by gattmes - 2/4/2008, 10:39

  20. #120
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 2/4/2008, 09:21)
    Beh, a me piace restare con i piedi per terra. Il nonno diceva "Chi vive sperando.....". Se non trovo un accordo decente con le basi teoriche, non mi va di insistere più di tanto.
    L'effetto doppio strato di Helmholtz nominato da Kalos66 mi pare una plausibile spiegazione del fenomeno, ma qui nessuno ha ancora capito se questa configurazione rende meglio di una cc.
    Oppure, chi lo ha fatto non lo dice, in barba a tutti gli speranzosi sperimentalisti che si sbattono qui dentro.

    P.S. Hai nuovamente eluso la domanda: hai determinato / raffrontato il gas prodotto col sistema da te raggiunto al momento rispetto ad una elettrolisi di Faraday in continua a bassa tensione ?
    Perchè se non diciamo questo, cosa che Dave e Ravi hanno invece fatto, dimostrando di aver avuto un approccio serio al problema, (al di là che sia vero o meno...), stiamo solo facendo chiacchiera inutile, questo lo capisci, vero? Nessuno si sogna di ottenere dettagli che svelino COME chi sta sperimentando abbia raggiunto dei risultati, ma pretendere l'onestà etica e morale di dire se i risultati ci sono o meno, o quanto si è arrivati vicino (o distante), quello mi pare più che equo.

    Ancora non ho capito cosa vuoi che ti dica.

    Purtroppo non sono un fisico, e ti devi accontentare delle prove che faccio.

    Provo a spiegarmi in un altro modo, sperando di farmi capire.

    Dalle prove finora eseguite, ho riscontrato che posso ottenere una certa quantità di idrogeno, al momento non quantificabile, ma indubbiamente superiore di molto a quella prodotta con elettrolisi in continua a parità di potenza, e valutata visivamente tramite l’osservazione dell’effetto nebbia prodotta dalla scissione dell’acqua e dalla prova dell’aumento di fiamma di un accendino acceso.
    Sono prove empiriche, ma efficace, data la notevole differenza di produzione di idrogeno.

    Le prove come le intendi tu, le farò quando sarò soddisfatto del sistema in costruzione, per ora ti devi accontentare.

    Comunque posso fin da ora dirti che l’idrogeno prodotto dalla mia cella è di volume molto superiore a quella prodotta con elettrolisi in continua e alla decantata cella del Ravi.



  21. #121
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    CITAZIONE (gattmes @ 2/4/2008, 10:21)
    Opssss..... image
    ...

    Permettimi di dirti che personalmente trovo che sei molto afferrato in elettronica, purtroppo io ho delle lacune in certi campi e non sono approfondito come te, condivido comunque quello che hai detto sia in questo intervento che in altri da te eseguiti giorni fa.
    A me non dispiace che qualcuno mi corregga gli errori, nessuno nasce imparato, e c’è sempre qualcosa da imparare.
    Mi sono permesso di dare dei consigli a chi ho visto che era in difficoltà, anche se i mosfet preferisco non usarli per la poca conoscenza.

  22. #122
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    CITAZIONE
    Permettimi di dirti che personalmente trovo che sei molto afferrato in elettronica..

    ..solo su determinati argomenti ho un po di esperienza... solo su quelli purtroppo!

    CITAZIONE
    ..A me non dispiace che qualcuno mi corregga gli errori..

    :blink: ma tu non hai fatto alcun errore! Anzi hai dato ottimi consigli che raramente si trovano in giro...
    CITAZIONE
    i mosfet preferisco non usarli per la poca conoscenza.

    ..direi invece che hai una buona conoscenza... ammirabile da parte di altri... sicuramente non avresti il minimo problema ad aprofondirla/impiegarli nella maggioranza dei casi/applicazioni!

    Io ho solo precisato ..forse cercando un po "il pelo nell'uovo" x deformazione professionale..
    Cioè come sempre io mi "integro" nei discorsi (o ci provo).. forse sono un po ostico (sopportatemi!).. ma come + volte detto ..non vendo niente e i ghirigori barocchi li tralascio..( il tempo è tiranno!)

    dal momento poi che condivido pienamente...
    CITAZIONE
    c’è sempre qualcosa da imparare.

    ..ed è questo uno dei motivi x cui frequento il forum,
    quindi ...forza raga!

    Ciao ciao

  23. #123
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 2/4/2008, 10:41)
    Ancora non ho capito cosa vuoi che ti dica.

    Purtroppo non sono un fisico, e ti devi accontentare delle prove che faccio.

    Provo a spiegarmi in un altro modo, sperando di farmi capire.

    Dalle prove finora eseguite, ho riscontrato che posso ottenere una certa quantità di idrogeno, al momento non quantificabile, ma indubbiamente superiore di molto a quella prodotta con elettrolisi in continua a parità di potenza, e valutata visivamente tramite l’osservazione dell’effetto nebbia prodotta dalla scissione dell’acqua e dalla prova dell’aumento di fiamma di un accendino acceso.
    Sono prove empiriche, ma efficace, data la notevole differenza di produzione di idrogeno.

    Le prove come le intendi tu, le farò quando sarò soddisfatto del sistema in costruzione, per ora ti devi accontentare.

    Comunque posso fin da ora dirti che l’idrogeno prodotto dalla mia cella è di volume molto superiore a quella prodotta con elettrolisi in continua e alla decantata cella del Ravi.

    Hacqua, non ti arrabbiare, cerco solo di capire e fare il punto della situazione.

    Provo a spiegarmi meglio:

    La potenza in regime di corrente continua è P = V x I.

    Ora, dato che la q.tà di gas hydroxy è data dalla SOLA corrente I (perchè dipende da quanti elettroni al secondo circolano nella cella) è ovvio che per tensioni minime lim(V =>0) il rendimento è massimo. Per assurdo, a V=0 con corrente circolante sarebbe infinito = energia gratis.
    Ovviamente non è così, perchè esiste un potenziale d'estrazione che per l'acqua vale, tutto compreso, intorno ai 2V. Quindi, sotto i 2V non si può andare, mentre ogni 'trucco' per ottenere una circolazione di corrente massima a tale tensione (agendo sulla conducibilità della soluzione) è utile a ridurre la potenza richiesta dal sistema. Tant'è che negli elettrolizzatori in cc si mette KOH nell'acqua.

    Ora, se la tua misura di riferimento a potenza nota in corrente continua è fatta a 2V e con tutti questi accorgimenti, effettivamente il tuo punto di riferimento è valido, ovvero hai ragione a prendere QUEL VALORE DI POTENZA cone campione, e quindi se ad occhio vedi che in AC/Meyer ti rende di più, hai pienamente centrato l'obiettivo.
    Ma se il tuo sistema di riferimento non è tale, anche se stai ottenendo di più col Meyer, tutto questo potrebbe nascondere una grossa delusione! :(

    Sarebbe come dire che a piedi corro più veloce di chi va in bici, quindi sono un fenomeno, per poi accorgermi che quello là stava viaggiando con la gomma bucata e che quella velocità non era certo il suo massimo nel viaggiare veloce.

    Questa volta mi auguro di essere riuscito a spiegarmi. ^_^

    Grazie comunque per la risposta, ci tengo a non essere preso per 'demolitivo', perchè non è questo che sto cercando di fare.

  24. #124
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 2/4/2008, 14:28)
    [Hacqua, non ti arrabbiare, cerco solo di capire e fare il punto della situazione.

    Provo a spiegarmi meglio:

    La potenza in regime di corrente continua è P = V x I.

    Ora, dato che la q.tà di gas hydroxy è data dalla SOLA corrente I (perchè dipende da quanti elettroni al secondo circolano nella cella) è ovvio che per tensioni minime lim(V =>0) il rendimento è massimo. Per assurdo, a V=0 con corrente circolante sarebbe infinito = energia gratis.
    Ovviamente non è così, perchè esiste un potenziale d'estrazione che per l'acqua vale, tutto compreso, intorno ai 2V. Quindi, sotto i 2V non si può andare, mentre ogni 'trucco' per ottenere una circolazione di corrente massima a tale tensione (agendo sulla conducibilità della soluzione) è utile a ridurre la potenza richiesta dal sistema. Tant'è che negli elettrolizzatori in cc si mette KOH nell'acqua.

    Ora, se la tua misura di riferimento a potenza nota in corrente continua è fatta a 2V e con tutti questi accorgimenti, effettivamente il tuo punto di riferimento è valido, ovvero hai ragione a prendere QUEL VALORE DI POTENZA cone campione, e quindi se ad occhio vedi che in AC/Meyer ti rende di più, hai pienamente centrato l'obiettivo.
    Ma se il tuo sistema di riferimento non è tale, anche se stai ottenendo di più col Meyer, tutto questo potrebbe nascondere una grossa delusione! :(

    Sarebbe come dire che a piedi corro più veloce di chi va in bici, quindi sono un fenomeno, per poi accorgermi che quello là stava viaggiando con la gomma bucata e che quella velocità non era certo il suo massimo nel viaggiare veloce.

    Questa volta mi auguro di essere riuscito a spiegarmi. ^_^

    Grazie comunque per la risposta, ci tengo a non essere preso per 'demolitivo', perchè non è questo che sto cercando di fare.

    Non mi sono e non sono arrabbiato.
    Forse se mettevo tutte quelle faccine era diverso, ma non mi ci trovo a riempire la pagina di disegnini.

    Sono d’accordo con te per quanto riguarda gli elettrolizzatori, ma la dissociazione molecolare lavora su altri principi.
    I miei confronti l’ho fatti con riferimento di dodici volt, infatti i miei primi esperimenti erano in continua, però cera il problema che dopo poco l’acqua scaldava, cosa che non avviene con la dissociazione molecolare, poiché la corrente in gioco è trascurabile e quella che prevale è la tensione.
    Già questo lo fa preferire al sistema in continua.

    La prova che ho fatto con il famoso accendino è molto convincente;

    Elettrolisi in continua

    Cella formata da 17 piastre 200mm x100mm
    Alimentazione della cella 12 volt continua,
    Emissione max di idrogeno (Offuscamento intero contenitore)
    Corrente elevatissima circa 20 A
    Con l’accendino sopra la fiamma aumentava di circa 5mm
    Le bolle esplodevano con un suono molto secco e forte


    Dissociazione molecolare

    Cella formata da 17 piastre 200mm x100mm
    Alimentazione del gruppo trasformatore risonante completo di induttore e cella, (solito step up del meyer, trasformatore diodo induttore risonante a certe frequenze) con generatore sinusoidale 20 Volt pp su 600 Ohm, sotto carico la tensione si abbassa a 7 volt pp
    Emissione max di idrogeno (inizio nebbiolina)
    Corrente alla cella 150mA
    Con l’accendino sopra la fiamma aumentava di circa 5mm
    Le bolle esplodevano molto soft e debolmente.

    Questo è grosso modo quello che ho riscontrato nelle prove che ho eseguito tempo fa, non sono precise poiché non ho registrato i dati, ora ho ricavato il tutto mentalmente, in seguito vedrò di fare un resoconto più preciso.

    Spero di averti accontentato, non so più che dirti.


  25. #125
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    CITAZIONE (hacqua2o @ 2/4/2008, 16:52)
    Sono d’accordo con te per quanto riguarda gli elettrolizzatori, ma la dissociazione molecolare lavora su altri principi.
    I miei confronti l’ho fatti con riferimento di dodici volt, infatti i miei primi esperimenti erano in continua, però cera il problema che dopo poco l’acqua scaldava, cosa che non avviene con la dissociazione molecolare, poiché la corrente in gioco è trascurabile e quella che prevale è la tensione.

    Beh, ora in effetti tutto quadra: l'energia che si immette in più e che non compie lavoro utile (come vincere il potenziale di estrazione dell'H2O, compiere lavoro per spostare gli ioni in acqua, vincere la pressione atmosferica) viene automaticamente trasformata dal sistema in calore per effetto Joule.
    Ne viene quindi che, dei 12V x 20A = 240W che hai immesso, solo circa 2V x 20A = 40W servivano per elettrolizzare, gli altri 200W scaldavano il brodo.

    Ecco quindi che non mi meraviglio quando, con un altro qualunque sistema, uno ottenga di meglio.

    C'è però da dire che, a 7V x 150mA = 1W circa, se davvero la quantità di Hydroxy è paragonabile ai 240W, siamo molto bassi come potenza richiesta, per cui sembrerebbe un esito positivo.
    Però un bel tubicino immerso in un bicchiere per 'contare' fisicamente le bolle, ci vuole proprio, altrimenti non si può stimare decentemente la produzione di gas.

    L'ideale è aumentare la conducibilità della soluzione per ottenere quanti più ampere possibile dai 2V di alimentazione in cc, misurare la frequenza delle bolle (se aumenta troppo da non poter più essere contata, basta aumentare il diametro del tubetto) in continua, ed assumere quel valore di potenza applicata come limite, in buon accordo con i valori di rendimento tipici di un'elettrolisi commerciale.

    Poi, la stessa misura di conteggio bolle andrebbe fatta col sistema in AC. Allora sì che i confronti tra le potenze e le bolle/min contate sarebbero significativi.

    Vedi un po' quel che riesci a fare, ma certamente una misura fatta così ti apre molte strade... ;)

    Edited by ElettroRik - 3/4/2008, 15:20


 

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