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Discussione: Legge di Lenz e M.E.G.

  1. #1
    Appassionato/a

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    Ciao a tutti e complimenti per il forum. smile.gif

    Vorrei capire una cosa relativa all'impulso di Lenz che si cerca di sfruttare nel M.E.G. e cioe':

    - qualcuno di voi e' riuscito realmente a visualizzare sull'oscilloscopio il picco di Lenz quando su di un
    circuito LC viene tolta la tensione di alimentazione? (alimentazione a tensione continua)

    Ho cercato in alcune dispense di elettrotecnica e nel comportamento del circuito LC non viene
    descritto il picco di Lenz ma viene menzionata la legge di Lenz per spiegare la curva di scarica
    del campo elettromagnetico dell'induttanza. Tale curva segue un andamento non lineare ma non supera
    mai la tensione iniziale.
    La legge di Lenz dice:
    la forza elettromotrice indotta tende a far circolare nel circuito una corrente I; tale corrente genera un campo di induzione magnetica B' che va' ad aggiungersi al campo iniziale B (quello le cui variazioni ha prodotto la corrente I); il campo B' e' sempre tale da opporsi alla variazione del flusso di B.

    Mi scuso della lunghezza del post ma la legge doveva essere riportata in quanto presupposto accettato dalla scienza ufficiale ed usata per
    spiegare il picco di Lenz nei vari siti in cui si parla del M.E.G.(vedi per es. www.xmx.it). In base a tale legge non dovrebbe esistere il picco di
    Lenz in quanto appunto si creerebbe energia dal nulla dal fatto che la corrente I dovrebbe generare un campo elettromagnetico dello stesso
    senso del campo B che andrebbe ad aumenarlo di intensita'.

    Ciao a tutti e buon lavoro.

    alberto

  2. #2
    Pietra Miliare

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    Il picco di Lenz puo' superare la tensione di alimentazione ma non e' niente di anomalo e chi lo dice o e' in malafede o non conosce bene l'elettronica.XMX,se ricordo bene, traduce e interpreta quello che Bearden e & dicono per spiegare il MEG ,non considerare cio'.
    Vai su sito di progettomeg dove ,a distanza di anni, penso di aver capito a grandi linee quello che Bearden e' riuscito a brevettare.
    Li puoi trovare sia la teoria sia i numerosi tentativi di replica da me eseguiti .
    Il picco di Lenz e' importante ma non e' 'esoterico' wink.gif
    Buon divertimento

  3. #3
    Appassionato/a

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    Ciao Sandro, non voglio essere polemico ne con te che hai fatto di persona tutte le prove del caso con costi personali ne con gli altri utenti del forum: voglio solo capire. Mi sono registato oggi ma e' da un po' che seguo le vostre esperienze sia attraverso il forum sia attraverso i documenti delle prove che pubblichi sul sito. Io volevo solo avere una risposta chiara senza se e senza ma a questa domanda:

    sul sito http://www.xmx.it/MEG.htm c'e' un circuito RL alimentato a batteria la cui alimentazione viene tolta attraverso un interruttore e da
    questa operazione si dice che quando l'interruttore viene aperto si ha un picco della tensione come riportato sul grafico a destra del circuito.
    Sulla descrizione viene scritto che il circuito in esame e' un circuito reale e non una semplificazione del circuito del M.E.G. .
    Ebbene, avete o hai fatto delle prove con l'oscilloscopio su un circuito reale cosi' fatto ed avete o hai verificato che effettivamente l'impulso viene
    rilevato dall'oscilloscopio?

    Ecco il mio ragionamento:

    - se esiste questo picco e l'oscilloscopio lo misura, allora questo picco puo' essere usato immediatamente perche' sul carico quel picco ha l'effetto
    di innalzare la corrente che lo attraversa in quanto aumenta ai capi del carico la tensione applicata. Per cui facendo un circuitino che trasmette impulsi su n circuiti RL collegati allo stesso carico si avrebbe a disposizione una corrente nxI.

    Tutto qua, volevo solo sapere se la teoria da cui si parte e' stata verificata con misure reali.
    Se avessi dovuto io sperimentare il M.E.G. la prima cosa che avrei fatto era quella di verificare la teoria dl picco di Lenz.


    Scusami se sono come S. Tommaso (che non crede finche' se non ci mette il naso, non sono un santo sad.gif ), ma non ho ne' i mezzi tecnici ne' le capacita' di verificare personalmente questo fenomeno. Ho fatto un po' di elettronica per cui conosco i vari tipi di collegamento serie/parallelo ma elettromagnetismo ed affini non li conosco.

    Buona continuazione e scusami ancora. smile.gif

  4. #4
    Pietra Miliare

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    Mi fa piacere che sei entrato da poco ma,come te ,potrebbero entrare numerose persone che farebbero domande ovvie e banali perche' non hanno voglia di leggersi quello che tu stai chiedendo che e' gia' disponibile nel sito di progetto MEG.
    Questo forum e' da supporto al link che ti ho gia' dato ma,forse, tu non hai nemmeno linkato guardato e letto nulla.
    Se ti guardi la fig.5 nel documento "Replica del MEG di Naudin V 3.0" vedrai la risposta alla tua domanda: spike a 400 volt con una tensione d'ingresso di soli 30 v scarsi.
    Quello e' il link con i vari test eseguiti (in ultimo c'e' anche la teoria aggiornata da poco).Se sali nuovamente, e cioe www.progettomeg.it troverai il principio di funzionamento, il brevetto, ect ect.
    Non sono polemico ma prima di chiedere cose ovvie ti consiglierei di leggere quei doumenti e,almeno, di sfogliarti parte dei post in questo forum.
    Spero che non ti sia offeso,ma non posso ogni volta rispondere a domande che trovano facili risposte.Comunque...
    CITAZIONE
    se esiste questo picco e l'oscilloscopio lo misura, allora questo picco puo' essere usato immediatamente perche' sul carico quel picco ha l'effetto
    di innalzare la corrente che lo attraversa in quanto aumenta ai capi del carico la tensione applicata. Per cui facendo un circuitino che trasmette impulsi su n circuiti RL collegati allo stesso carico si avrebbe a disposizione una corrente nxI.

    Certo ,e' disponibile (anche se la tensione e' elevata questo non vuol dire che hai energia...) solamente che quel impulso e' il risultato della energia immagazzinata precedentemente dalla bobina e che ora la rende nuovamente disponibile.Niente free-energy ,la legge di Lenz che tu hai descritto rende bene il concetto '...il campo B' e' sempre tale da opporsi alla variazione del flusso di B."
    Quel picco ha una energia risibile e poco utile al carico per quello che tu chiedi e, principalmente, tu vorresti inoltre dividere quell'energia per n volte....
    Ciao

  5. #5
    Appassionato/a

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    L'avevo gia' letto ed infatti quella prova e' effettuata sul M.E.G. completo. Nel mio post precedente chiedevo se le prove sul circuito RL di base dimostravano la teoria di base: il semplice circuito batteria-bobina-resistenza-interruttore come in figura sul sito e non gia' sul M.E.G.. Forse mi ero spiegato male.

    Ciao

  6. #6
    Pietra Miliare

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    Non ho ancora testato la legge di Ohm biggrin.gif Vedro di farla dopo quella di Lenz.
    biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif
    Bando gli scherzi e' ovvio che c'e' una sovratensione quando interrompi la corrente circolante in una bobina....perche' te ne meravigli?
    Ti consiglio di leggerti un bel librone di elettrotecnica, forse ti sei dimenticato qualche nozione.
    Senza rancore.
    Ciao

  7. #7
    Appassionato/a

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    Ciao, non me la prendo per queste cose.
    Cmq ho seguito il tuo consiglio e in questi giorni ho recuperato dei libri di elettrotecnica, di elettronica generale, di elettronica industriale ed il manuale del perito elettronico da un mio amico che ha fatto le scuole alte. Ti giuro, morissi qua di un colpo, che in tutti questi libri c'e' citata la legge di Lenz come piu' o meno l'ho scritta sul post precedente, ma il grafico con il picco di tensione che supera la Valimentazione non l'ho mai trovato. Nel libro di elettronica industriale l'argomento viene trattato come risposta al gradino dei sistemi di primo ordine, in quello di elettronica generale viene trattato come studio dei transitori dei circuiti RL. Ho cercato anche in rete ed ho trovato due lezioni in due file .pdf recenti di un professore che attualmente insegna ma anche la' non ho trovato il picco di Lenz.
    Esempio Lezione21.pdf del Prof. B. Bertucci di fisica II 2004-2005 e altro esempio elean.pdf dispensa per il Corso di Laboratorio di Elettronica del prof. Giuliano F. Boella.
    Per capirci non ho mai trovato il grafico della tensione ai capi della bobina che supera la tensione di alimentazione del circuito.

    image

    Ho sempre trovato il grafico che mette in relazione la tensione ed il tempo con la tensione che parte dal valore della tensione di alientazione e che tende a zero nel tempo con una costante di tempo determinata dall'impedenza globale. Tipo quello della scarica di un condensatore per intenderci.

    Lezione19.pdf

    Quello che mi domando e' questo:
    come ha fatto Bearden a trovare questo picco in questo circuito RL analizzato e verificato in laboratorio da professori e studenti sia in comportamento statico,dinamico ed impulsivo in tutti questi anni? O tutti gli altri hanno avuto una svista o Bearden se l'e' inventato. smile.gif

    Edited by albertogas - 27/3/2006, 16:36

  8. #8
    Appassionato/a

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    Albetogas, cerca bene nei tuoi libri e vedrai che lo trovi il picco in questione...

    magari su quello di elettotecnica industriale...



  9. #9
    Appassionato/a

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    Ciao Acirasa, ho guardato bene. Ho passato circa 5 ore sui libri tra ieri e sabato sperando di aver preso un abbaglio. Sul file pdf dove ho messo il link c'e' proprio lo stesso circuito a pagina 15 e la spiegazione in breve ed il grafico della corrente che parte da un livello costante e poi scende esponenzialmente a zero.
    Se hai un libro o una dispensa dove c'e' questo picco passamela perche' sono incuriosito di questo fatto.

  10. #10

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    qualche anno fa ho costruito un elettrostimolatore seguendo uno schema che avevo trovato su una vecchia rivista di elettronica.
    partendo da una pila da 9v generava inpulsi da oltre 120v in uscita proprio basandosi su quel principio, era talmente alta la V in uscita che ho dovuto limitarla co degli zener (3 da 30V in serie).

    Edited by reattivo - 27/3/2006, 20:27

  11. #11
    Ospite

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    Beh..insomma.. scusate ma.. e' il classico picco che tutti i progettisti di alimentatori switching hanno visto almeno una volta... cioe' quando alzi la potenza e alla fine il nucleo satura...
    Dove' il problema?
    Reattivo, ciao, l'elettrostimolatore sfrutta il picco di tensione all'apertura del circuito..nn sarebbe il picco di corrente nella L di cui si discute l'esistenza o meno.
    Quel picco, almeno io, l'ho solo e sempre visto quando il nucleo satura, e che il nucleo saturi in un MEG mi sembra anche abbastanza probabile. I neodimio saturano qualsiasi nucleo monocristallino mi sa' .. nelle ferriti forse qualcosa resiste...
    /edit
    e grazie per l'ottima dispensa che ho prontamente salvato e che mi ripassero' volentieri o quasi... laugh.gif


    Edited by Elektron - 27/3/2006, 20:46

  12. #12
    Pietra Miliare

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    laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif

    Albertogas,leggi meglio la tua dispensa ma,sopratutto, cerca di capire quello che hai letto.
    Ti fornisco altri due link presi su due piedi dove potrai capire meglio l'abbaglio che hai preso.
    Alimentatori switching
    Come regolare una tensione continua
    Se cerchi su internet ti troverai anche i grafici delle sovratensioni all'apertura dei inturrutori su circuti RL.
    Ciao


  13. #13

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    CITAZIONE (gencodicephp @ 28/7/2006, 19:03)
    image

    e leva l'immagine di KEN e rimettiti la tua brutta faccia :D

  14. #14
    Novizio/a

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    CITAZIONE (albertogas @ 27/3/2006, 16:33)
    Ciao, non me la prendo per queste cose.
    Cmq ho seguito il tuo consiglio e in questi giorni ho recuperato dei libri di elettrotecnica, di elettronica generale, di elettronica industriale ed il manuale del perito elettronico da un mio amico che ha fatto le scuole alte. Ti giuro, morissi qua di un colpo, che in tutti questi libri c'e' citata la legge di Lenz come piu' o meno l'ho scritta sul post precedente, ma il grafico con il picco di tensione che supera la Valimentazione non l'ho mai trovato. Nel libro di elettronica industriale l'argomento viene trattato come risposta al gradino dei sistemi di primo ordine, in quello di elettronica generale viene trattato come studio dei transitori dei circuiti RL. Ho cercato anche in rete ed ho trovato due lezioni in due file .pdf recenti di un professore che attualmente insegna ma anche la' non ho trovato il picco di Lenz.
    Esempio Lezione21.pdf del Prof. B. Bertucci di fisica II 2004-2005 e altro esempio elean.pdf dispensa per il Corso di Laboratorio di Elettronica del prof. Giuliano F. Boella.
    Per capirci non ho mai trovato il grafico della tensione ai capi della bobina che supera la tensione di alimentazione del circuito.

    image

    Ho sempre trovato il grafico che mette in relazione la tensione ed il tempo con la tensione che parte dal valore della tensione di alientazione e che tende a zero nel tempo con una costante di tempo determinata dall'impedenza globale. Tipo quello della scarica di un condensatore per intenderci.

    Lezione19.pdf

    Quello che mi domando e' questo:
    come ha fatto Bearden a trovare questo picco in questo circuito RL analizzato e verificato in laboratorio da professori e studenti sia in comportamento statico,dinamico ed impulsivo in tutti questi anni? O tutti gli altri hanno avuto una svista o Bearden se l'e' inventato. :)

    Boella è stato il mio professore di Lab fisica 2 qui a milano. L'ho pure incontrato oggi in ascensore :D
    Cmq il picco di Lenz penso che non sia altro che la scarica dell'energia immagazzinata nel solenoide che poi è uguale a B^2/(2mu0) ovvero al quadrato del campo magnetico creato diviso due volte la permeabilità magnetica del vuoto o del mezzo.
    E' un comportamento normalissimo per un circuito derivatore: l'output non è altro che la derivata dell'onda quadra in ingresso, ovvero due delta di Dirach.
    Dal principio di conservazione dell'energia non si scappa ragazzi, anche se i miei dubbi provengono dal fatto che la Termodinamica invece è basata sull'equilibrio, ma l'impulso non è in equilibrio termodinamico.
    Non è il picco di Lenz da studiare, ma come usare la corrente impulsata e/o i suoi vari effetti.

  15. #15
    Novizio/a

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    Salve a tutti, scusate , sono nuovo .... ma il meg funziona? la net è piena di tutto e di piu', mi sto' appassionando alla free energy anche se va contro un sacco di principi fisici studiati all'università (Ingegnaria per la precisione, che ho lasciato al 4 anno con molto rammarico ...... ) tra tutto quello che ho letto, mi sembra convincente la solita fusione fredda, sembra convincente magnegas, sembra convincente ma con molta riserva perendev e il suo motore (non è che questo vende magneti per vie traverse?) e altri prototipi che non ho potuto approfondire. Esiste un progetto overunity non documentato dai media che funziona veramente e che è stato ideato da un fisico o un ingegnere e ha un prototipo funzionante visto dal vero da qualcuno di voi?
    faccio questa domanda per arrivare subito a meta (se esiste) evitando di perdermi nella moltitudine di teorie infondate ...... ma che fanno perdere molto tempo anche se accompagnate da formule ben note.
    grazie

  16. #16
    Appassionato/a

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    Le reazione di lenz avviene velocemente, frequenze dell'ordine dei khz sono troppo piccoli, o ideato un altro apparato ma che purtroppo a bisogno di realizzare un nucleo su misura :(

    Vi presento un apparato da me ideato e mai realizzato basato sul concetto di ritardo di propagazione tra bobine avvolte su di un nucleo di tipo Ferroxcube, Ferramic o Siferrit che supportano le alte frequenze come mostrato da tebella: http://www.engineerplant.it/tab_ferromagnetici.htm
    La difficoltà a realizzare tale apparato rimane quella di reperire un nucleo rettilineo o meno di quei tipi di materiali lungo almeno 1 metro, andiamo a vedere ora perché serve quel materiale e il perché sere che sia cosi lungo.
    Il concetto di base si rifà al ritardo di propagazione dei campi magnetici nel nucleo.
    Quando un singolo impulso abbastanza breve viene mandato ad una bobina questa genera un onda elettromagnetica che viaggia nel nucleo fino a raggiungere l'altra bobina avvolta all'altra estremità, su questa viene indotta cosi una differenza di potenziale, e se questa bobina è collegata a una resistenza scorrerà a sua volta una corrente che genererà un onda elettromagnetica di reazione che tornerà indietro fino alla prima bobina diminuendo l'onda elettromagnetica da lei generata contrastando la corrente che scorreva in essa; a questo punto il carico è bilanciato con l'energia fornita dal generatore.
    Ma se la bobina al generatore venisse scollegata dal generatore e collegata ad un altra resistenza?
    La corrente di reazione non troverebbe alcuna corrente da contrastare! Troverebbe invece un altro carico da alimentare, e cosi via fino a che le perdite del nucleo la farebbero diminuire troppo!
    Questa operazione di switch generatore-carico sulla bobina di partenza deve essere fatta molto velocemente! e anche l'onda di partenza deve essere veloce, cioé a frequenza alta, con periodo breve.
    Invece il Tempo in cui l'onda parte, induce la corrente nella seconda bobina collegata al carico e torna indietro l'onda inducente la corrente di reazione deve essere il più alto possibile!


    Facendo dei calcoli servirebbero impulsi singoli si 200Mhz-250Mhz su sbarre di materiali idonei come i Ferroxcube, Ferramic o Siferrit. Servirebbero anche integrati in grado di fare lo switch cosi velocemente (alla stessa velocità dell'impulso, inferiore al tempo di andata e ritorno dell'impulso), niente relé troppo lenti ma integrati apposta che usano i transistor, ci sono vari tipi.
    Questo approssimando il tempo di propagazione del segnale nel nucleo di 1 metro a quello della luce.

  17. #17

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    CITAZIONE (albertogas @ 24/3/2006, 11:00)
    Ciao a tutti e complimenti per il forum. :)

    Vorrei capire una cosa relativa all'impulso di Lenz che si cerca di sfruttare nel M.E.G. e cioe':

    - qualcuno di voi e' riuscito realmente a visualizzare sull'oscilloscopio il picco di Lenz quando su di un
    circuito LC viene tolta la tensione di alimentazione? (alimentazione a tensione continua)

    Ho cercato in alcune dispense di elettrotecnica e nel comportamento del circuito LC non viene
    descritto il picco di Lenz ma viene menzionata la legge di Lenz per spiegare la curva di scarica
    del campo elettromagnetico dell'induttanza. Tale curva segue un andamento non lineare ma non supera
    mai la tensione iniziale.
    La legge di Lenz dice:
    la forza elettromotrice indotta tende a far circolare nel circuito una corrente I; tale corrente genera un campo di induzione magnetica B' che va' ad aggiungersi al campo iniziale B (quello le cui variazioni ha prodotto la corrente I); il campo B' e' sempre tale da opporsi alla variazione del flusso di B.

    Mi scuso della lunghezza del post ma la legge doveva essere riportata in quanto presupposto accettato dalla scienza ufficiale ed usata per
    spiegare il picco di Lenz nei vari siti in cui si parla del M.E.G.(vedi per es. www.xmx.it). In base a tale legge non dovrebbe esistere il picco di
    Lenz in quanto appunto si creerebbe energia dal nulla dal fatto che la corrente I dovrebbe generare un campo elettromagnetico dello stesso
    senso del campo B che andrebbe ad aumenarlo di intensita'.

    Ciao a tutti e buon lavoro.


    Ciao Alberto
    IL picco di tensione che citi è facilmente rilevabile o addirittura percepibile ( se vuoi provare la sventola !!!..basta tenere le dita sulla bobina)
    prendi un relè a 12 o 24 Vcc collega una sonda attenuata di un oscilloscopio in parallelo alla bobina ...poi su un piedino del relè colleghi il + 12 di una batteria o alimentatore . Con il polo negativo dell'alim vai a toccare l'altro piedino del relè...sicuramente vedrai degli splendidi extrapicchi.
    Si formano perchè la bobina ,al passaggio della corrente si "carica" con un suo campo magnetico...e nel momento in cui interrompi la corrente, il campo che stà attorno alla bobina si autoinduce provocando sia l'inversione della corrente indotta nella bobina che il famoso picco di extratensione con il positivo dal lato in cui stacchi il collegamento.....spero di essere stato esauriente!
    Cmq....c'è di mezzo anche il principio di conservazione dell'energia.

    Ciao
    Bruno

    alberto


  18. #18
    Novizio/a

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    esatto ... per i tecnici e ingegneri che progettano o realizzano dispositivi elettronici dove ci sono dei carichi induttivi, il picco di lenz lo chiamano extratensione e cercano di abbatterlo per non danneggiare il circuito stesso, oppure lo utilizzano per ottenere tensioni elevate da basse tensioni (es le fotocamere usa e getta per ottenere il flash hanno bisogno di alte tensioni da una stilo da 1.5 volt). non è nulla di eccezionale .... nei circuiti lcr una forte transizione della tensione (es onda quadra) induce una altrettando forte variazione dell'intensità di corrente nell'induttore e quindi visto che (Ldi/dt)= tensione nell'induttore... se ne deduce che tanto piu' ripido è il fronte di discesa/salita della tensione piu' sarà elevato il quoziente di/dt e quindi la tensione ai capi dell'induttore.....
    Personalmente uso dei semplici trasformatori 220 volt pri/12 volt sec per ottenere 4500 volt nel secondario (dei 220) con un'onda quadra nel primario (dei 12 volt) (invertendo primario con secondario)..... questi famigerati 4500 volt caricati su di un condensatore da 2.2 uF ci mettono piu' o meno tempo a raggiungere detto valore e tutto è legato all'energia accumulata nell'induttore (trasformatore nel mio caso) e al tempo per immagazzinare detta energia..... .... per prelevare dai 12 volt di una batteria l'energia che poi si immagazzina nel condensatore da 2.2 uF caricandolo a 4500 volt nessuno ti regala niente..... ma tutto provviene dalla batteria. Facciamocene una ragione ......... e poi piu' è elevata la frequenza piu' l'onda quadra va a farsi friggere divenendo una sinusoide ..... saluti.

  19. #19

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    CITAZIONE (Rispolvero_la_fisica @ 30/12/2007, 20:15)
    esatto ... per i tecnici e ingegneri che progettano o realizzano dispositivi elettronici dove ci sono dei carichi induttivi, il picco di lenz lo chiamano extratensione e cercano di abbatterlo per non danneggiare il circuito stesso, oppure lo utilizzano per ottenere tensioni elevate da basse tensioni (es le fotocamere usa e getta per ottenere il flash hanno bisogno di alte tensioni da una stilo da 1.5 volt). non è nulla di eccezionale .... nei circuiti lcr una forte transizione della tensione (es onda quadra) induce una altrettando forte variazione dell'intensità di corrente nell'induttore e quindi visto che (Ldi/dt)= tensione nell'induttore... se ne deduce che tanto piu' ripido è il fronte di discesa/salita della tensione piu' sarà elevato il quoziente di/dt e quindi la tensione ai capi dell'induttore.....
    Personalmente uso dei semplici trasformatori 220 volt pri/12 volt sec per ottenere 4500 volt nel secondario (dei 220) con un'onda quadra nel primario (dei 12 volt) (invertendo primario con secondario)..... questi famigerati 4500 volt caricati su di un condensatore da 2.2 uF ci mettono piu' o meno tempo a raggiungere detto valore e tutto è legato all'energia accumulata nell'induttore (trasformatore nel mio caso) e al tempo per immagazzinare detta energia..... .... per prelevare dai 12 volt di una batteria l'energia che poi si immagazzina nel condensatore da 2.2 uF caricandolo a 4500 volt nessuno ti regala niente..... ma tutto provviene dalla batteria. Facciamocene una ragione ......... e poi piu' è elevata la frequenza piu' l'onda quadra va a farsi friggere divenendo una sinusoide ..... saluti.

    Ciao
    anch'io facevo esperimenti con i trafo 220/12 o simili poi pero ne ho anche buttati perchè la scarica non avveniva più esternamente ma tra le spire causata appunto dalla distruzione dell'isolante e della vernice...

    Cmq volevo ancora dire questo sull'effetto della risonanza che disse a suo tempo il grande Tesla.
    Ipotiziamo di fare una lunghissima fila di mattonelle del domino tutte alte uguali....quando farò cadere la prima sulla seconda trasmetterò diciamo 10 di energia alla seconda la quale trasmetterà 10 alla terza e così via fino all'ultima che continuerà ad avere 10....in pratica è l'equivalente di un circuito non risonante. Ora modifichiamo le mattonelle incrementandone l'altezza ad ognuna di esse. In questo caso quando l'ultima mattonella cadrà avrà un'energia moltiplicata per n volte....simile ad un circuito risonante.

    Ciao
    Bruno





  20. #20
    Novizio/a

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    si ma prima bisogna pure raddrizzarla la mattonella piu' grande!!! ..... deve esserci un apporto di energia da qualche parte che faccia risonare sto sistema e sia superiore alle resistenze passive per ottenere o.u.... dall'aria secondo me si ricava gran poco .... 1/2 watt stendendo un centinaio di metri di filo isolato da terra (metodo descritto da xmx copiato dalla rivista n.....e.......) .... ho letto poi del testatika che ipotizzava una parte del dispositivo che generava elettroni a cascata ionizzando l'aria con oscillazioni elettriche con l'ausilio di un magnete a forma di ferro di cavallo (mai replicato da nessuno) ............ è dura ragazzi.

  21. RAD
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