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Discussione: Il M.E.G.

  1. #61
    Pietra Miliare
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    Ragazzi che vi devo dire? Io posso solo ripetere quelle che ho gia' detto.La mia era una replica di Naudin e non di Bearden.
    Per il resto piu' strade facciamo,piu possibilita' abbiamo di scoprire quella giusta.
    Per i strani spike che ha notato Lowrence, li ho notati anchio nella 1 versione a 20Khz .Attorno al MEG si genera un forte campo elettro-magnetico e i strumenti ne soffrono.Io non so se la cosa sia normale,ma reputo di si.Per attenuare il tutto io ho usato uno scatolone con della carta argentata(gabbia di Faraday) con buoni risultati.
    CITAZIONE
    Intanto che ne dici se per dare una parvenza di serietà non elenecassimo le caratteristiche che dovrebbe avere il MEG per funzionare secondo Bearden e secondo Naudin e ne discutessimo?
    Man a mano che faccio esperimenti su questa cosa mi rendo conto che fisicamente il MEG è tutto sbagliato e dovrebbe avere un'altra forma e altre caratteristiche, forse anche voi avete delle idee in proposito.

    Per raccogliere nuove idee,si puo' fare una cosa simile a quella che sto facendo per generatore.Che ne dici?
    Ciao

  2. #62
    Ospite

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    Perfettamente d'accordo, sega tutti i post spammisti ed incoerente e spostali in thread spazzatura dove chi vuole rispondere lo può fare senza creare confusione.
    L'idea potrebbe essere quella che ogniuno di noi cerchi di definire scientificamente, prima il meg di Bearden e solo quello, o se preferisci prima quello di Naudin, basta di non fare confusione tra l'uono o l'altro, poi i risultati di ogni singola prova fatta come dice l'autore ed i risultati ottenuti anche variando e dicendo cosa dell'esperimento.
    In altre parole:
    Il nucleo impiegato è questo....
    La tensione di eccitazione è .....xxxV.
    La corrente che assorbiva era....xxxA.
    Il numero delle spire delle bobine....
    La polarità delle bobine e del magnete.
    La densità di flusso del magnete....
    E così via chi ne ha più ne metta, mettendo anche in risalto le eventuali non poche contradizioni nelle quali Bearden e Naudin cadono. Tipo:
    Nel libro di Bearden a pag. xx si dice che le spire sono 40 mentre nel brevetto di dice che sono 33 e mezzo.
    La frequenza di lavoro è di 40Khz nel brevetto mentre nel libro è di bho! E così via... in modo da stabilire cosa stiamo provando e in cosa differisce il nostro dal loro.
    Poi si potrebbe aggiungere anche una sezione dove si criticano i punti strani ed incoerenti del progetto o del brevetto. Tipo il campo magnetico deve essere contenuto tutto nel nucleo! Quale campo? Quello del magnete o quello delle bobine? Perchè un nucleo così grosso? Oppure perchè così piccolo? Quante sono le perdite usato in quella maniera? Perchè le bobine più piccole di eccitazione e separate da quelle di uscita?
    Insommo più domande ci sono e meglio è ..... o ... no?
    Che ne dici?

    A proposito dei casini prodotti ad una certa frequenza bisogna distinguere tra quelli naturali e quelli veramente strani. Quelli naturali ci sono sempre, quelli veramente strani e tali sono sono molto intensi e non perdurano. Sono saltuari e si innescano sono le due frequenze di eccitazione ( io ne ho due da due generatori) hanno un diverso rapporto di fase o di frequenza o di duty cycle o che ne so io!
    Considera che il mio secondo MEG non può andare molto alto in frequenza a causa delle bobine con induttanza molto elevata, fatte apposta così per funzionare a 50Hz o vicino. Quindi come faceva a generare roba fino alle UHF resta un mistero!
    Ciao

  3. #63
    Ospite

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    Ragazzi! Ho fatto un'altra scoperta sul MEG. Il M.E.G.

    Vi ricordate le emissioni EM di alta intensità che in particolari condizioni il MEG emette? Il M.E.G.
    Ho scoperto il motivo di cotanto arcano. Ma... non è così facile da spiegare. Il M.E.G.
    Cominciamo dal dire che le bobine sono connesse sul collettore di un IGBT o sul Drain di un MOS. La polarità delle bobine è tale che quando l' IGBT è in conduzione la corrente passa nella bobina e genera un flusso che si oppone a quello statico generato dal magnete. Alternativamente, a "Flip-Flop" come dice qualcuno di nostra conoscenza, spostando il campo magnetico da un ramo all'altro, diciamo così.
    Indipendentemente dal funzionamento esoterico o meno, non di può dire che non siamo in presenza di un circuito magnetico. Perciò ciò che accade su una bobina si riflette nell'altra tenendo conto delle dispersioni nel nucleo che determinano la bontà dell'accoppiamento.
    Le bobine sono messe in opposizione di fase, perciò ciò che abbiamo ai capi di una lo troviamo ai capi dell'altra invertito di segno.
    Andiamo a vedere cosa accade ora durante i fronti delle forme d'onda che abbiamo sulle bobine. Supponiamo che il dispositivo Q1 (uno dei due, quello che sul collettore ha L1) entri in conduzione mentre Q2, (l'altro che sul collettore ha L2), va in interdizione. Sul collettore di Q2 abbiamo le extratensioni di apertura che hanno una frequenza f1 dovuta all'induzione delle bobine ed alle capacità parassite, ma comunque tipica di quella configurazione, più.....un'altra "gobba" di FEM positiva indotta dalla variazione di tensione che abbiamo sull'altra bobina collegata sul collettore di Q1, quello che sta entrando in conduzione. D'altro canto sul collettore di Q1 abbiamo invertiti di fase, i picchi di apertura dovuti all'apertura di Q2. Tutto questo accade durante il tempo, molto breve, durante il fronte di discesa della tensione sul collettore di Q1. Quando Q1 si è definitivamente chiuso chiuderà a massa anche i picchi positivi provenienti dalla bobina L2, che è collegata a Q2 che invece si è aperto. Ora, mentre il periodo di oscillazione dei picchi di extratensione è quello naturale di una bobina, l'altra bobina può non avere lo stesso periodo di oscillazione naturale, ma leggermente diverso, comunque in entrambi i casi la capacità parassita in parallelo a L1 e ad L2 si possono considerare in parallelo perchè il circuito è accoppiato. No. Il circuito non è perfettamente accoppiato. La configurazione MEG delle bobine non è tra le più felici, quindi questa discrepanza genera una resistenza virtuale tra le due capacità. Ma non è tutto.
    Come abbiamo detto mentre Q1 si chiude Q2 si apre. Ora supponiamo che il tempo di apertura e di chiusura dei due dispositivi sia uguale (approssimativamente si). Il periodo di apertura e chiusura dei due dispositivi nulla ha a che fare con il periodo di oscillazione naturale delle bobine insieme all'accoppiamento magnetico. Quindi per alcune frequenze ed alcuni valori di duty cycle si ha la somma di più fattori che determina uno scambio di energia tra bobine che porta alla combinazione di correnti di forma tale che le armoniche hanno un' intensità molto elevata fino a frequenze nel campo delle UHF! Il M.E.G.
    Ci avete capito qualcosa? A me mi ci è voluta quasi tutta la notte davanti all'oscilloscopio.
    Ma chi cavolo me lo farà fare? Il M.E.G.

  4. #64
    Pietra Miliare
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    Si ho capito il tuo discorso ma ...a grandi linee..
    Ma le oscillazioni sono veramente forti? Se si,si potrebbe pensare di prelevarne parte trammite un filtro e vedere che potenza hanno.
    Complimenti per le osservazioni.
    Ciao

  5. #65
    Ospite

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    Quando avviene il fenomeno si nota un leggero aumento della corrente assorbita, la qual cosa mi ha fatto pensare che forse Bearden ha considerato che l'energia trascurata da Maxwell e ripresa in considerazione da Lorentz sia l'energia EM prodotta in tutti i circuiti elettrici percorsi da corrente alternata e dispersa nello spazio.
    Non è che per errore lui ha associato la descrizione degli scritti di Maxwell che per l'epoca era una cosa strana, si parla del 1830 mentre ricordo che Marconi fece i suoi esperimenti sulla RF solo agli inizi del 900? Mica sarà questa l'energia trascurata da Maxwell e Bearden ha preso lucciole per lanterne?
    Dubbio bestiale!!!! Il M.E.G.
    Comunque, non so se ti sei fatto un'idea delle prove che ho fatto, ma il risultato ci dice che un circuito di comando on/off con forme d'onda sfasate di 180 gradi esatti non è l'ideale per non convertire energia in calore, oltre ad altre amenità sulla costruzione fisica del MEG e delle sue bobine che è totalmente contraria a tutti i principi di funzionamento dei circuiti magnetici.
    Sto già pensando a come rivedere tutto, ma non ti anticipo nulla, ti voglio fare stare un pò sulle spine!Il M.E.G.
    (Naa, è per non dire fesserie prima di avere provato! Il M.E.G. )
    Ciao!

  6. #66
    Ospite

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    Ciao a tutti,
    è la prima volta che scrivo sul forum e mi prenderete per un arrogante neofita del meg, ma ho una domanda da porvi, spero non riveli solo quanto poco ancora ne sappia ma che piuttosto vi sia di stimolo.

    Potrebbe essere un anello di Moebius la soluzione per l'avvolgimento secondario?

    Il dubbio mi è venuto leggendo i principi di funzionamento su progettomeg.
    Ribadisco la mia quasi totale ignoranza in elettromagnetismo, ma è proporzionale alla mia voglia di imparare, pertanto non fatemene una colpa.
    Se il campo A e B si comportassero come due versori tangenti alla stessa superficie di Moebius?
    A questo punto ci vorrebbe un po' di topologia delle superfici non orientabili per approfondire l'argomento ma una semplice prova sperimentale potrebbe chiarire velocemente:

    avete mai provato a concatenare due bobine (l'una che avvolge longitudinalmente l'altra, proprio come anelli di una catena) utilizzando un unico filo?
    Provate a misurare la risposta ai capi della bobina così ottenuta. Fate attenzione però che le spire si concatenino in verso congruente con la circuitazione di A in una bobina e di B nell'altra, cioè tali che generino una "corrente" sola (ammesso che variazioni di A possano generare qualcosa). Il numero totale delle spire per una prima prova dovrebbe rimanere lo stesso (quindi anche la conduttanza), poi se la risposta è interessante cambiatelo. Ritengo che forse sia giusto utilizzare un materiale fortemente diamagnetico (polistirolo, schiume, neoprene, gomme..) per riempire lo spazio esterno, circondato dall'avvolgimento concatenato (stesso filo), nel quale dovrebbe fluire il vettore A.

    Si potrebbe pensare anche a un anello chiuso (nastro di Moebius), collegando i capi della bobina sopra descritta. Se in uno dei due anelli è concatenato il flusso indotto dal circuito di controllo, l'altro potrebbe generare su di un "circuito terziario" un flusso di A? Con un altro avvolgimento, sul circuito terziario, disposto quindi su di un piano ortogonale a quello che contiene il MEG, cosa si preleverebbe?

    Va be' ho messo troppa carne al fuoco, se invece questa volta c'è troppo fumo imparerò a cucinare meglio la prossima.

    Saluti a tutti. Siete grandi!
    CITAZIONE

    Ci sono solo 10 tipi di persone al mondo: quelli che capiscono il codice binario e quelli che non lo capiscono.


    Edited by interalias - 23/5/2005, 13:13

  7. #67
    Ospite

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    Ciao ragazzi,
    vorrei precisare in due parole gli effetti dello spazio topologico a cui penso appartengano A e B.

    Senza argomentare troppo di topologia complessa, il modello geometrico di Moebius, a mio parere, consente la strana interazione dei due campi rilevata dagli esperimenti del passato e dal MEG.

    Per un attimo fate finta che sia un esperto di elettromagnetismo e non un matematico (anche se troppo istintivo e grossolano), giusto per darmi un po' più credito e accettare l'idea che non sono tutte cazzate quelle che dico solo perchè mi classifico come "Novizio" nel forum. Ogni vostra risposta è per me come una pepita d'oro, perchè il vero capitale è l'informazione.

    Bando alle ciance...

    Immaginatevi A e B come due treni sullo stesso binario. Il binario appartiene a un piano che permette ai due treni di viaggiare affiancati ed equiversi, come se i treni viaggiassero sopra uno specchio e fossero uno il rilfesso dell'altro. In realtà però appoggiano sulla stessa faccia, o per meglio dire sono contenuti nello stesso semispazio. Com'è possibilè? Prendete un segmento di binario rettilineo e unitene gli estremi per formare un anello. L'appoggio di destra si unisce con quello di destra e quello di sinistra con quello di sisnistra, a formare due circonferenze concentriche, oppure parallele con lo stesso raggio a seconda di come avete formato l'anello, stesso piano nel primo caso o piano ortogonale ("giro della morte") nel secondo. Ora tagliate radialmente l'anello in un punto e ricongiungete i capi con gli appoggi del binario invertiti. Seguendo la superficie così ottenuta vi accorgerette di aver creato un piano con una faccia sola!

    I treni potranno viaggiare affiancati specularmente, ma non su due facce opposte, bensì solo sfasati di un angolo giro, uno dietro (o davanti) l'altro.

    Edited by interalias - 23/5/2005, 14:22

  8. #68
    Ospite

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    L'opzione sperimentale da me citata sopra potrebbe non servire a nulla, però forse voi riuscirete a interpretare meglio fisicamente il modello che ho proposto. Il M.E.G.

    Aggiungo che A e B potrebbero anche non essere i "treni", cioè vettori, ma solo i contenuti veicolati dalla stessa forza. Qui però ci sposta verso un più ampio discorso, quello della TU: teoria unificata che cerca di correlare tutti i tipi di forze esistenti (forza forte, forza debole, forza di gravità, forza di Culomb, forza magnetica...).

    Ciao a tutti ragazzi. Siete veramente il rimpianto della ricerca energetica pura in Italia. Spero che le vostre voci arrivino più in alto. Il M.E.G.

    E pensare che dalle mie parti, un paese di solo 18.000 abitanti, si sono finanziate negli anni per milioni di euro manutenzioni periodiche alle fontane urbane, prima che il comune andasse in fallimento. Ora le stesse identiche cure sono svolte da operai comunali in pensione a titolo gratuito (oddio gratuito magari no, ci sarà il solito posto in comune promesso a un nipote sfaccendato...) Il M.E.G.

    Edited by interalias - 23/5/2005, 21:27

  9. #69
    Pietra Miliare
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    Ciao interalias e ben venuto nel MEG.
    Scusa se non ti ho risposto prima ma e' da un po che mi manca tempo,anche il mio MEG e' fermo....
    Ho riletto piu' volte per cercare di capire quello che intendevi e ,per quello che ho capito,non mi pare una applicazione pratica.Intrecciando le spire assieme,non otteresti niente di nuovo.....esistono gia' questi avvolgimenti(filo Lenz) senza scomodare Moebius.Quello che intercetti e' solamente il classico campo B mentre il campo A non interferirebbe per nulla.
    Se ti sei letto tutte le discussioni sull'effetto AB, saprai che esso e' un comportamento quantistico e quindi e' difficile (forse impossibile) ricrearlo in scala macroscopica come noi cerchiamo di fare.....
    Io una mia idea riguardo cio' l'ho data e la sto realizzando (sono parecchio lento a realizzarla.......ora...).
    Se ho invece capito male quello che intendevi,rispiegati meglio.
    Ciao

  10. #70
    Pietra Miliare
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    sandro tempo fa avevate proposto di rivestire il meg di superconduttore per concentrare il campo magnetico ma il limite era rapresentato dalla reperibilita' del materiale e dalla ttemperatura di applicazione ora ho saputo e visto che il bismuto si comporta come i superconsuttori ma a temperatuyra ambiente ed e' pure reperibile prova a cercare bismuth su ebayu e il costo e' pure accessibile...

  11. #71
    Pietra Miliare
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    Prima di tutto un superconduttore non esiste a temperatura ambiente.......ci vuole come minimo l'azzoto liquido e dubito che a casa mia possa trovarne.Inoltre i superconduttori ad alta temperatura (quelli ad ossidi di rame dove 'basta' l'azoto) sono costosi.....
    Inoltre nel MEG non serve avere un superconduttore,certo si migliorerebbe il rendimento, ma il problema e' che attualmente nessuno e' riuscito a farlo funzionare.Al limite con i superconduttori riuscirei ad avere un ottimo trasformatore (rendimento =1 ) ma con gli stessi problemi che ho attualmente e cioe' nessuna free-energy.
    Ciao

    P.S. Ma chi ti ha detto che il bismuto e' superconduttore a temperatura ambiente? E' chiaramente una bufala.....

    Edited by sandro-meg - 13/6/2005, 19:31

  12. #72
    Pietra Miliare
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    non dico questo..
    il bismuto non e' un super conduttore ma ha la proprieta' di essere diamagnetico gia a temperatura ambiente se si rivestisse il meg con questo amteriale si intrappolerebbe tutto il flusso magnetico e a quanto ho capitto anche il flusso a b

  13. #73
    Pietra Miliare
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    Il nucleo in Permalloy ha una permeabilita' molto alta rispetto all'aria.Quindi i flussi che fuoriescono dal nucleo sono trascurabili.Inoltre il bismuto e' si diamagnetico ma come tanti altri materiali(oro,argento,rame...).Il punto e' che il suo valore e' di poco inferiore all'aria (paramegnetico) e la differenza in pratica e' nulla.Discorso diverso se invece usassimo un vero superconduttore ma,anche in questo caso, i flussi dispersi diminuirebbero ma il nostro MEG continuerebbe a non funzionare come dispositivo Free-energy.Le modifiche da fare sono altre.....
    Ciao

  14. #74
    Pietra Miliare
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    questo non lo sapevo.. pero' in alcune fpoto ho visto magneti galleggiare sul bismuto cosa che non ho visto fare su arma oro e altri metalli...

  15. #75
    Pietra Miliare
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    Se vuoi dare un'occhiata......Superconduttori
    Oggi si spera nel diboruro di magnesio che superconduce a 40 K che e' la piu' alta temperatura sui composti intermetallici ( si spera quindi che in futuro con questo materiale ci si possa avvicinare ad avere superconduttivita a temperatura 'quasi' ambiente ma sopratutto facilita' di creare dei 'fili' per trasportare corrente)
    Ciao

  16. #76
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    ciao ragazzi .
    vi seguo da molto tempo anche se ho deciso adesso di registrarmi per poter intervenire /(spero in maniera costruttiva) nella discussione sul meg o presunto tale.
    vorrei darvi qualche spunto di riflessione premettendo che ho alle spalle vari esperimenti fatti su un dispositivo molto simile e che se leviamo i vari fronzoli inseriti ad arte da barden ci ritroviamo pari pari sul parallel phat thecnology. riflettete e ponderate. .il p.p.t. funziona ed e anche brevettato ed i principi di funzionamento sono applicabilissimi al meg la cui struttura meccanica corrisponde esageratamente al p.p.t.purtroppo sui miei esperimenti ,condotti in maniera estremamente approssimativa non posso darvi molte informazioni, ma posso garantirvi che si quadruplica la forza dei magneti alternandola sulle due facce. ho provato ad inserire delle bobine secondarie per prelevare della corrente ma logicamente si otteneva un aumento della potenza assorbita in ingresso.il tutto lo ho provatocon tensione a 50 hz. se volete divertirvi potete provare con frequenze diverse e verificare i risultati fra potenza in ingresso ed in uscita.
    a disposizione per eventuali altri chiarimenti e complimenti a sandro meg per la grande pazienza, determinazione e costanza.
    io sto continuando gli esperimenti e sto costruendo un prototipo per tentare di sfruttare il lavoro meccanico ottenibile col p.p.t.vi informero dei risultati quando e se verranno
    ciao a tutti
    nat

  17. #77
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    Molto interessante. Per chi vuole approfondire:
    P.P.T.

  18. #78
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    ciao a tutti.
    grazie a elektron x la risposta .
    mi farebbe piacere scambiare quattro chiacchere con sandro meg su questo forum per poterci scambiare informazioni credo alquanto costruttive sul meg e sul p.p.t.
    in attesa di riscontri vi mando tanti saluti dalla mia bella sardegna.


  19. #79

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    x burladero
    So poco e niente di MEG ma il p.p.t. l'ho trovato interessante.
    Però una cosa è raddoppiare la forza di attrazione sulle armatura e altra cosa è verificare che a pari energia applicata in ingresso si ottiene un aumento (il sito non parla di raddoppio) del lavoro prodotto.
    Penso che sarebbe utile a tutti se tu potessi raccontare le prove che vai facendo anche se negative.
    Ciao

  20. #80
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    ciao sanromanodoc
    come esposto nel mio primo intervento il p.p.t. funziona .
    naturalmente dobbiamo considerare che la produzione di una unita di forza magnetica e ottenuta con la corrente elettrica continua che comunque nella produzione di un campo magnetico ha un rendimento molto elevato come i trasfomatori elettrici.
    con i miei esperimenti ho potuto constatare che la unita di forza ottenibile con il campo elettromagnetico si raddoppia abbondantemente inserendo i magneti nel percorso.
    pertanto (nonostante l'empirismo con cui ho condotto gli esperimenti) possiamo dedurre che applicando una potenza elettrica di 1,2 otteniamo forza 1 che inserita sul percorso parallelo ci da forza 2 (non dimentichiamo che il rendimento di un trasformatore elettrico si attesta intorno al 98%)
    facendo pulsare la corrente e alternandone la polarita otteniamo un lavoro continuo ai due capi delle armature che possiamo sfruttare come lavoro meccanico per il quale, con le procedure classiche ,spenderei il doppio di energia.
    ho provato a prelevare corrente inserendo due bobine nei traferri delle armature ma chiaramente per effetto del ritorno del magnetismo mi livella il circuito primario col secondario facendomi cadere il surplus di energia magnetica.
    questo e il motivo per cui credo che neanche il meg funzionera mai in quanto anche se riuscissimo a produrre un surplus sulle bobine primarie riversandosi sulle bobine secondarie per effetto del magnetismo mi tornerebbe nel primario innalzando drasticamente gli assorbimenti.
    per semplificare e lo stesso principio del trasformatore: qualsiasi potenza assorbiamo dal secondario
    e sempre leggermente inferiore alla potenza assorbita dal primario, e se dovessimo aumentare il carico sul secondario automaticamento anche il primario aumentera l'assorbimento in mamiera proporzionale. per quel che riguarda gli esperimenti che ho in corso per il momento preferirei tenere un po di riserbo anche per motivi scaramantici ma se avete un attimo di pazienza fra un po potro notiziarvi in merito anche se dovessero esserci esiti negativi anche perche e una tecnologia nuova in assoluto non ancora esplorata da nessuno e che promette risultati a dir poco sorprendenti e rivoluzionari.
    posso dire di aver preso alcuni spunti dal p.p.t.
    premetto che chi vi parla e un libero proffessionista che opera come assistenza tecnica nel settore tecnologico industriale
    e mastico ogni giorno elettronica ,elettromeccanica , meccanica e refrigerazione


 
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