Volendo con excel ci fai quello che vuoi e con una flessibilità che qualsiasi software pre-impostato neanche si sogna.
Il problema non è lo strumento ma sono i dati: per simulare hai bisogno di dati e di ipotesi ed è proprio qui che sta insito il problema della simulazione del nuovo SSP.
Se si sapessero con certezza (e in anticipo) le tariffe zonali medie e si potesse azzeccare al 100% il profilo di consumo del cliente (il tutto per i prossimi 20 anni) excel non solo basterebbe ma sarebbe sovrabbondante.
In sostanza quello che fanno i vari software non è altro che "nascondere" le insidie delle ipotesi proponendoti un loro algoritmo basato su dati passati che, nella migliore delle ipotesi inserisci tu (curve di consumi, ecc. ecc.), dopodichè ti sparano fuori una bella simulazione con tanto di grafico e affini, tutte cose che con excel fai alla grande.
Oltretutto se usi excel hai anche il vantaggio a) di conoscere l'algoritmo b) di aver dovuto approfondire l'argomento e sviscerarlo e quindi teoricamente conoscerlo bene per poterlo adattare alle varie esigenze del cliente.
In sostanza il problema è un pò quello che, polemicamente, avevo buttato li: si tende sempre più ad affidarci a soluzioni preconfezionate che semplifichino la vita piuttosto che a studiare il problema e ad affrontarlo caso per caso in modo analitico.
Attenzione io non sono un antagonista di PC e affini (anzi ne sono uno strenuo sostenitore) ma lavorando in proprio e occupandoci come azienda sia della parte progettuale che di quella installativa mi sono stufato di incappare in progetti sempre più "buttati li" giusto per la parcella ma che in realtà con il lavoro da farsi non c'entrano niente (giusto oggi, fotovoltaico "progettato" per appalto comunale, 1,9kWp, 2 falde, 1 inverter mono MPPT (IG15!) e quando ho chiamato il progettista per fargli notare la ca$$ata mi ha risposto di non rompergli i co..ioni perchè lui il suo lavoro lo sa fare, sono io che non so niente di fotovoltaico).
Ciao


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