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  1. #1
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    Predefinito Centralina per gestione potenza in esubero da impianto FV (per autoconsumare di più ed immettere di meno)

    Ciao a tutti.
    A breve avrò il mio impianto FV da 4,5 Kw e nel frattempo mi frulla per la testa un’idea.
    A me servirebbe una centralina che possa fare una valutazione della potenza istantanea consumata e della potenza istantanea prodotta, al fine di attivare uno o più carichi aggiuntivi solamente quando sto producendo più di quanto sto consumando (quindi sto immettendo).
    Il carico dovrebbe essere alimentato solamente quando, per esempio, sto producendo più di 2,5Kw e sto consumando meno di 0,5Kw, oppure sto producendo più di 3,5Kw e sto consumando meno di 1,5Kw.
    Insomma, il parametro interessante è la differenza tra la potenza istantanea prodotta e quella consumata.
    Ipotizziamo che il carico sia una stufetta elettrica (o un gruppo di stufette) che scalda l’aria all’interno della casa oppure, meglio ancora, una resistenza elettrica che preriscalda l’ACS in un boiler.
    Se la potenza del carico è di ad esempio 1,5KW, la centralina potrebbe essere tarata in modo da attivare il carico quando la differenza tra la Pprodotta e la Pconsumata è maggiore di 2Kw.

    Il concetto dunque è:
    autoconsumare il più possibile ed immettere il meno possibile

    Così facendo si rinuncia a farsi pagare i Kwh immessi alla tariffa di circa 9c€/Kwh, però si utilizzano gratuitamente i Kwh in eccesso (nel senso che non saranno fatturati in bolletta) per accumulare energia sottoforma di calore.

    Avrei un’idea anche per la realizzazione: si potrebbero rilevare le 2 correnti con dei trasformatori amperometrici (dei 40/5A potrebbero andare bene), poi si potrebbero raddrizzare i segnali dei TA e con dei partitori resistivi e degli shunt ci si potrebbero ricavare i 2 segnali analogici in CC (da 0 a 10V). A quel punto si potrebbe fare gestire i 2 segnali analogici ad un LOGO Siemens e tramite il programma inserire tutte le altre variabili, tipo programmatori giornalieri, ritardi all’accensione, e molto altro in base alle proprie esigenze.

    Se però ci fosse qualche azienda che produce una cosa del genere forse sarebbe meglio prenderla già fatta, tanto per evitare una marea di ore di lavoro per cosruzione del circuito, programmazione, simulazioni varie ma soprattutto messa a punto.
    Dipende sempre dal costo, ovvio, ma anche dalle funzioni che offre.

    Ho cercato nel forum ed in rete ma non ho trovato nulla.

    Qualcuno sa se esiste qualcosa del genere in commercio?

    O avete un’idea migliore per la realizzazione?



    Grazie per l’attenzione

  2. #2
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    ciao pabloz, io stò facendo la stessa cosa con tre convertitori di corrente Revalco (uno per il controllo della pompa di calore) e un modulo logico zelio della telemeccanique.

  3. #3
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    ah, si?! e come condizioni il segnale dei TA Revalco per interfacciarli con lo Zelio?

  4. #4
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    Non sono dei semplici TA ma dei convertitori di corrente con uscita analogica in tensione 0-10v.
    Ciao.

  5. #5
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    beh, questo fa risparmiare un bel po' di tempo. non sapevo ci fossero dispositivi del genere. grazie della dritta. credo che proverò a fare un programmino con il logo considerando l'adozione di questi Revalco.

  6. #6
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    Stavo sfogliando il catalogo REVALCO e ho visto l'amperometro 1RSDI. E' un amperometro a doppia soglia e ha un'uscita relè NA programmabile, quindi funziona sia da relè di minima che di massima. L'ingresso nominale è 5A, quindi serve un TA per ogni amperometro a doppia soglia. Si possono inserire anche dei ritardi nell'intervento del relè. Con un paio di questi si potrebbe fare la centralina, a questo punto i moduli logici non sarebbero più necessari, al massimo si può mettere un programmatore giornaliero. Se poi uno ha bisogno di monitorare anche delle temperature, si può fare una scheda con dei relè per gestire ingressi (come termostati) e uscite (relè o carichi direttamente).

    Il bello di questi amperometri con relè è che ti danno sempre l'indicazione della corrente (prodotta e consumata, nel nostro caso).

    Il prezzo 2010 è 91,70 + iva. Non è pochissimo, però non mettendo il modulo logico, non è male... che ne pensi Ferlu?

  7. #7
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    Ciao a tutti.

    Così facendo si rinuncia a farsi pagare i Kwh immessi alla tariffa di circa 9c€/Kwh, però si utilizzano gratuitamente i Kwh in eccesso (nel senso che non saranno fatturati in bolletta) per accumulare energia sottoforma di calore.
    Credo che con un impianto da 4,5 kWp hai opzionato per lo scambio sul posto, dunque i kWh immessi non ti vengono pagati tutti a 9 cent., ma al netto dell'energia consumata ti vengono pagati più o meno allo stesso prezzo al quale li acquisti. Solo l'eccesso dell'energia prodotta rispetto al totale della consumata viene pagato al prezzo zonale, quindi affinchè il tuo sistema sia conveniente, dovresti poter inviare al boiler solo quell'energia. Altrimenti conviene scaldare con il metano (1 metro cubo di metano bruciato in caldaia tradizionale sviluppa circa 9 kWh di energia termica e costa meno di 1,5 euro che è il prezzo minimo per 9 kWh di energia elettrica).

    Quote Originariamente inviata da pabloz Visualizza il messaggio

    Avrei un’idea anche per la realizzazione: si potrebbero rilevare le 2 correnti con dei trasformatori amperometrici (dei 40/5A potrebbero andare bene), poi si potrebbero raddrizzare i segnali dei TA e con dei partitori resistivi e degli shunt ci si potrebbero ricavare i 2 segnali analogici in CC (da 0 a 10V).
    Raddrizzando i segnali in uscita dai T.A. perdi un'informazione importante e cioè l'angolo di sfasamento che c'è tra tensione e corrente (cos fi). In questo modo il PLC andrebbe a lavorare su potenze apparenti e non su potenze attive creando l'insorgenza di inevitabili problemi, soprattutto quando vengono alimentati carichi reattivi come motori, lampade a risparmio energetico, lampade a gas ecc...

    Quote Originariamente inviata da pabloz Visualizza il messaggio
    O avete un’idea migliore per la realizzazione?
    Proprio questa mattina ho completato un modellino da portare all'università come progetto che svolge i compiti da te citati e tra qualche mese lo proverò sul mio impianto. Le differenze rispetto alla tua idea sono:
    1) Deviare sul boiler solo quell'energia generata dal FTV che supera quella consumata dalla rete.
    2) Deviare sul boiler tutta la potenza in eccesso, anche se si dispone di soli 500W e il boiler è da 2000W, un apposito inverter (comandato dal misuratore) modula su di esso solo i 500W disponibili e la modulazione è lineare.
    3) Il misuratore comunica con l'inverter (ricordo che deve inviargli i dati relativi alla potenza disponibile e all'energia totale assorbita dall'abitazione e generata dall'inverter al fine di deviare solo l'eccesso rispetto alla consumata) in modalità wire-less. Ho usato un modulo zigbee che opera a 2,45 GHz con tecnica DSSS quindi è immune ai rumori causati da router wi-fi ed altri dispositivi a radiofrequenza).
    4) Invece di usare dei T.A. basta usare un'unica resistenza di sensing di piccolo valore e amplificare la caduta di tensione ai suoi capi con un amplificatore. Questo sistema è più economico, più preciso e molto meno ingombrante. I T.A. vengono usati principalmente quando è necessario avere isolamento galvanico o quando bisogna misurare correnti su linee a media e alta tensione.
    Saluti
    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
    Pannelli: 14 Sharp ND-210E1F in singola stringa.
    Azimut: . Tilt: 26°
    Inverter: Aurora PVI 3.0 out configurato a singolo ingresso

  8. #8
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    certo, con i TA non posso conoscere il cos fi, ci avevo pensato, ma avevo concluso pensando che avrei risolto tenendo le tolleranze di attivazione dei carichi piuttosto alte, perdendo ovviamente precisione nel sistema. Con una buona regolazione avrei immesso qualcosa in più di zero, ma almeno non avrei prelevato se non necessario.
    Effettivamente, monitorare le potenze attive è tutta un'altra cosa.
    Impiantino molto raffinato quello che stai realizzando...

    Cosa utilizzi per amplificare i segnali delle R di sensing? e come processi i segnali amplificati?

  9. #9
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    [QUOTE=atomax;119168864]Credo che con un impianto da 4,5 kWp hai opzionato per lo scambio sul posto, dunque i kWh immessi non ti vengono pagati tutti a 9 cent., ma al netto dell'energia consumata ti vengono pagati più o meno allo stesso prezzo al quale li acquisti. Solo l'eccesso dell'energia prodotta rispetto al totale della consumata viene pagato al prezzo zonale

    Il mio impianto sarà montato in questi giorni e attivato prima di aprile, spero. Quindi rientro nel nuovo conto energia, quello attuale.

    Cosa intendi per "al netto dell'energia consumata"?

    Se ho capito bene, potrei ,in pratica, consumare di sera quello che ho prodotto di giorno?

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da pabloz Visualizza il messaggio
    Cosa utilizzi per amplificare i segnali delle R di sensing? e come processi i segnali amplificati?
    Per amplificare la c.d.t. sulla R di sensing uso un amplificatore operazionale per strumentazione tarato in fase di costruzione. Lo produce la Burr-Brown e mi sembra anche Texas si chiama INA126 e costa meno di 1 euro. Puoi utilizzare anche un amplificatore differenziale realizzato con un operazionale tipo TL081 o similari, ma in questo caso è conveniente usare resistenze di precisione. In ogni caso la precisione è sempre superiore a quella che si ottiene con i TA.
    I segnali amplificati (in realtà amplifico solo un segnale che è quello di corrente, la tensione la prelevo con un partitore resistivo) vengono inviati ad un convertitore A/D interno ad un micro-controllore che calcola la potenza attiva prelevata o assorbita dalla rete.
    Saluti
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  11. #11
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    [QUOTE=pabloz;119168909]
    Quote Originariamente inviata da atomax Visualizza il messaggio
    Cosa intendi per "al netto dell'energia consumata"?
    Se ho capito bene, potrei ,in pratica, consumare di sera quello che ho prodotto di giorno?
    Leggi qui, è spiegato tutto...
    http://www.gse.it/attivita/ssp/Pubbl...0(12-5-09).pdf
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