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Discussione: [manutenzione] Quando conviene pulire i pannelli

  1. #1
    Amministratore

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    Predefinito [manutenzione] Quando conviene pulire i pannelli



    Articolo tecnico completo - di Igor Comani

    La domanda che più spesso viene posta a chi si occupa della manutenzione di impianti fotovoltaici è: “Conviene lavare i pannelli?”. La risposta è: "dipende". In alcuni casi la pulizia può essere rimandata nel tempo, in altri invece deve essere eseguita più frequentemente. Valutare attentamente lo stato dell’impianto è fondamentale per ottimizzare costi e benefici. Anche l’eventuale incentivo statale da Conto Energia può essere un fattore determinante nella pianificazione.

    Pulire i pannelli ha due principali utilità:

    • il miglioramento delle prestazioni,
    • e il mantenimento dello stato dei moduli, per evitare guasti irreparabili alle celle e ai moduli stessi.
    Di norma, quando vengo incaricato di valutare la pulizia di un impianto fotovoltaico, seguo una scaletta che mi aiuta a fornire il parere più oggettivo possibile. Normalmente i punti da seguire sono questi:

    1. Valutazione visiva dei pannelli,
    2. Eventuale ispezione termografica,
    3. Valutazione della natura dei sedimenti,
    4. Analisi dei dati storici da sistema di monitoraggio (ove presente).

    Valutazione visiva dei pannelli

    Quando si vuole valutare la pulizia dei pannelli bisognerebbe prima di tutto porsi la domanda: “le condizioni dei miei pannelli possono compromettere il funzionamento del mio impianto?”. Una rapida ispezione della superficie dei moduli può aiutarci ad ottenere una risposta.
    Le celle fotovoltaiche possono danneggiarsi molto più facilmente se sui pannelli sono presenti elementi che coprono porzioni più o meno grandi. Escrementi di uccelli e "mezzelune" provotate da sedimenti sono gli elementi che più frequentemente causano un forte innalzamento delle temperature delle celle fotovoltaiche (a causa dell’effetto resistivo). Un’ispezione termografica è molto utile per rilevare questi aumenti di temperatura.
    manu_comani1.jpg


    Ispezione termografica

    Le moderne termocamere sono in grado di evidenziare in tempo reale ogni minima variazione di temperatura e aiutano a distinguere le differenze trascurabili. È raccomandabile eseguire un’ispezione termografica in giornate soleggiate durante le ore centrali per avere un irraggiamento possibilmente superiore ai 600 Watt/m2.
    Se dovessero presentarsi troppi eventi di surriscaldamento, è consigliabile programmare al più presto un intervento di pulizia.
    manu_comani2.jpg


    Natura della sedimentazione

    Sui pannelli si posa tutto ciò che rimane sospeso nell’atmosfera, dalla semplice polvere sabbiosa all’inquinamento, fino ad arrivare a prodotti chimici come ad esempio i diserbanti. Inoltre, l’inclinazione dei moduli rispetto all’Azimut (Tilt) influisce sulla rapidità con cui i pannelli tendono a sporcarsi. Identificare la natura della sedimentazione è utile per determinare la frequenza dei lavaggi.
    Nella maggior parte dei casi possono essere suddivisi in tre categorie:

    Terra e sabbia: facilmente distinguibile dal colore chiaro e dalla facilità con cui è possibile rimuoverlo anche solo con un dito. È il tipo di deposito che normalmente si può trovare su impianti installati in zone rurali dove la lavorazione dei campi e il passaggio di mezzi agricoli comportano il sollevamento di grandi quantità di polvere e sabbia che poi ritroviamo sui pannelli. In molti casi è sufficiente un acquazzone per rimuovere il 90% della polvere. Il rimanente 10% si ferma agli angoli inferiori dei pannelli assumendo un aspetto di “mezzaluna”, la quale aumenta di dimensioni dopo ogni temporale, raggiungendo il livello delle prime celle fotovoltaiche. Quando questo succede, le celle cominciano a surriscaldarsi per via dell’effetto resistivo causato dal minore irraggiamento. Questo effetto non si traduce immediatamente in una (evidente) diminuzione delle prestazioni, tuttavia produce un’anomalia che se prolungata nel tempo può causare il danneggiamento della cella e quindi del pannello.
    1248476847-1024x768.jpg


    Polveri sottili: sono solitamente dovuti all’inquinamento atmosferico e alla combustione di materiale legnoso (stufe e camini), che tendono ad intaccare la superficie dei pannelli. Generalmente si presenta sotto forma di patina color grigio opaco. È più difficile da rimuovere rispetto al pulviscolo sabbioso, e si può subito verificare passando un dito sopra il pannello, il quale si sentirà ruvido se non addirittura leggermente appiccicoso. Acquazzoni e temporali estivi non producono effetti positivi su questa tipologia di deposito che tende a diventare sempre più difficile da rimuovere. Le temperature primaverili ed estive concorrono a far sì che sedimenti di questo tipo di solidifichino sulla superficie dei moduli rendendo più difficile la pulizia.

    Salsedine: nelle zone marittime la salsedine può avere effetti molto negativi. Può depositarsi in quantità rilevanti fino a 10 Km nell’entroterra. La pioggia è uno dei maggiori vettori di salsedine, per cui le zone marittime più piovose sono anche quelle più soggette a questo problema. Oltre a rendere opachi i pannelli, la salsedine produce un effetto corrosivo sugli elementi non protetti da adeguati trattamenti anticorrosivi. Le parti a rischio sono generalmente le cornici dei pannelli, le viti di fissaggio in materiale non inossidabile e le strutture di sostegno. Come per i depositi da inquinamento anche la salsedine, se lasciata troppo tempo sui pannelli, diventa più difficile da rimuovere.

    Quando lavare i pannelli

    A questo punto ci si potrebbe domandare: “Quando lavare i pannelli?”. Come spiegato in precedenza ci sono situazioni in cui è meglio adoperarsi il prima possibile nella pulizia.
    Pulizia e prestazioni

    In altri casi è necessario valutare se lo sporco incide in maniera significativa sulla produzione dell’impianto. È utile avvalersi di un sistema di monitoraggio che consenta di “sfogliare” lo storico delle produzioni per confrontarle con quella attuale.
    Esistono sul mercato decine di validi sistemi di monitoraggio. Alcuni consentono di integrare uno o più sensori indispensabili per calcolare l’effettiva performance dell’impianto, sulla base della quantità di irraggiamento, solitamente chiamata PR (Performance Ratio). La PR consente, tra le altre cose, di verificare il decadimento delle prestazioni tra un lavaggio e l’altro. Questo consente di calcolare la durata dei benefici del lavaggio e quindi pianificare con profitto gli interventi.
    In assenza di un sensore di irraggiamento è possibile confrontare la resa della giornata soleggiata più recente con un’altra, possibilmente dello stesso periodo dell’anno, presa dallo storico delle produzioni. È un confronto molto difficile da fare perché le giornate soleggiate possono non essere identiche in termini di temperatura e limpidezza. In questo caso può essere utile tenere come riferimento un altro impianto nella zona che abbia installato un sistema di monitoraggio con irraggiamento.
    Senza sistema di monitoraggio bisogna procedere ad una valutazione empirica dello stato dell’impianto. Questo si può attuare mettendosi con una visuale obliqua rispetto al piano dei moduli. Se il colore dei pannelli cambia notevolmente da quello originale allora può essere necessario lavare i pannelli.

    Pulizia e sedimenti

    Le considerazioni sulla frequenza dei lavaggi fatte finora tengono conto soltanto delle performances. Tuttavia potrebbe essere necessario lavare l’impianto anche se le prestazioni non sono diminuite a tal punto da giustificare il costo di un lavaggio. In molti casi impianti fotovoltaici mai puliti possono apparire ancora accettabili dal punto di vista della resa e della pulizia. I sedimenti sui pannelli però tendono a “cuocere” nel tempo a causa della temperatura raggiunta sulla superficie dei moduli (che può arrivare anche a 60-70 °C), e ciò rende molto più difficile la loro rimozione. Inoltre con il passare del tempo aumenta la possibilità di deposito di materiale corrosivo (come salsedine o alcuni pesticidi) che anche in piccole quantità possono, a lungo termine, causare dei danneggiamenti ai pannelli. Per questo motivo il mio personale consiglio è di non fare passare più di due anni dall’ultimo lavaggio anche in zone dove inquinamento e salsedine sono scarsamente presenti.
    Come fare la pulizia dei pannelli

    Se valutare quando lavare i pannelli fotovoltaici è molto importante, altrettanto lo è stabilire il metodo operativo. Come manutentore consiglio sempre di rivolgersi a imprese specializzate, poiché pulire i pannelli fotovoltaici non è la stessa cosa che pulire dei semplici vetri. Si deve innanzitutto tenere in massima considerazione la sicurezza degli operatori poiché spesso il lavaggio viene effettuato perlopiù su tetti (anche con inclinazioni importanti) ,con tutti i rischi che ne conseguono. Le imprese incaricate dovrebbero sempre predisporre di un POS (Piano Operativo di Sicurezza) e avvalersi di tutti i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) previsti dalle norme di sicurezza.
    Il lavaggio dovrebbe essere eseguito utilizzando acqua deionizzata e purificata priva di sali minerali. Solo in rarissimi casi, ad esempio nel caso di rimozione dei residui da scarti di api, si può avvalersi di detersivi a base naturale.
    Durante il lavaggio gli operatori devono, se possibile, tenersi fuori dal piano dei moduli utilizzando aste telescopiche per evitare di calpestare la superficie dei pannelli, che può fratturarsi e creare danni irreparabili alle celle sottostanti.
    solar_panel_cleaning_3.jpg
    In questi anni ho eseguito diversi test di elettroluminescenza su intere falde di pannelli. Questi test consentono di vedere esattamente come gli elettroni si distribuiscono all’interno delle celle fotovoltaiche. In questo modo è possibile vedere ogni minimo difetto e imperfezione. Ho sempre rilevato una percentuale maggiore di microcricche in pannelli installati su impianti dove la pulizia è stata effettuata “fai da te”. Questo perché chi l’ha eseguita, spesso non si è curato di evitare il calpestamento dei moduli provocando così la rottura delle celle. Nei casi in cui non è possibile evitare il calpestamento è sempre opportuno cercare di camminare sulle cornici dei moduli.

    Come dimostrato in questo articolo, non esiste una vera e propria ricetta per la pulizia degli impianti fotovoltaici. Clima, tipologia di installazione (a tetto o a terra), posizione geografica, contesto urbano ed inclinazione delle falde sono tutti elementi che concorrono a creare una situazione unica che deve essere valutata con attenzione. Gli impianti fotovoltaici devono durare per decenni e, esposti come sono a molteplici agenti atmosferici, la loro prestazione può essere notevolmente o si possono addirittura danneggiare. La pulizia, come la manutenzione, è un ottimo metodo di prevenzione che ci consente di beneficiare dei nostri impianti per lungo tempo.

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    Essere realisti e fare l'impossibile

  2. #2
    Appassionato/a

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    Premesso che anche io lavoro sui tetti tutti i giorni e sono in possesso di ogni requisito di legge ( dpi , scala aerea, attestati ecc. )
    volendo pulire i pannelli di casa mia (dato che sono passati circa 15 mesi dalla loro installazione )che tecnica posso usare , io avevo pensato di collegare acqua allo scopone e via mentre lei dice di usare acqua deionizzata , quindi operativamente parlando mi può dire quali sono le fasi de eseguire e se serve qualche dispositivo apposito, grazie

  3. #3
    PROFESSIONAL

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    La normale acqua lascia depositi di calcare che alla lunga sono difficili da togliere se non con detergenti chimici (da non usare mai su pannelli fotovoltaici).
    L'acqua deionizzata, che è priva di sali ionizzati, non lascia residui ed è molto simile all'acqua piovana. Non lascia residui ne aloni.
    Per la scopa... bisognerebbe verificare che non graffi la superficie del vetro.
    Ci sono in commercio diversi dispositivi per la deionizzazione ma non sono di sicuro economici e il costo non giustificherebbe la pulizia di un solo impianto.

  4. #4
    Seguace

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    Ma allora, se col faidate uno ha a disposizione solo acqua normale, in una zona dove i pannelli non si sporcano molto, conviene lo stesso lavarli ogni 2 anni o fa più danno per il calcare?
    Padova, totalmente integrato 7,59kWp: 33 pannelli Solarworld 230W, 3 x Inverter Aurora 3000. Sud, elevazione 20°.

  5. #5
    PROFESSIONAL

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    Quote Originariamente inviata da frank10 Visualizza il messaggio
    Ma allora, se col faidate uno ha a disposizione solo acqua normale, in una zona dove i pannelli non si sporcano molto, conviene lo stesso lavarli ogni 2 anni o fa più danno per il calcare?
    Se l'acqua del tuo comune è poco calcarea, se non ci sono alternative, e la resa dell'impianto si è ridotta notevolmente, si potrebbero lavare ogni 2 anni con acqua normale. Magari lo farei di inverno perché l'evaporazione è meno veloce e c'è più probabilità di pioggia (che diluirebbe un po' i sali). Ad ogni modo fare eseguire da terzi un lavaggio ogni 2 anni potrebbe non essere così sconveniente.

  6. #6
    Appassionato/a

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    Io generalmente uso l'acqua ottenuta dai climatizzatori e sono costretto a pulirli spesso soprattutto d'estate
    a causa degli escrementi che si depositano sopra, oppure a causa del pulviscolo conseguente alle sciroccate...
    Utilizzo il classico attrezzo per pulire i vetri montato su un'asta telescopica, da una parte microfibra e dall'altra
    plastica per togliere l'acqua.
    Credo che per il fai da te sia il compromesso migliore...

  7. #7
    Novizio/a

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    Interessante post. Di recente sono stato sul tetto per altri motivi ed ho visto che c'é una certa quantitá di escrementi di piccioni... come intervenire? In internet ho visto anche che ci sono liquidi (formato spruzzatore vetril) specifici per pannelli solari. Sono utili o da evitare? Volevo segnalare anche che nei laboratori chimici, le vetrerie si lavano con acqua tiepida e un buon detergente liquido per i piatti (tipo "svelto") e solo l'ultimo risciacquo si fa con acqua deionizzata... potrebbe funzionare anche per i nostri pannelli?

  8. #8
    Paladino del Forum

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    io ho lavato i pannelli de mio impianto domestrico, nel 2016 dopo 4 anni dall'inizio esercizio, l'impianto è migliorato rispetto ai dati dell'anno prima , confrontandolo con la produzione degl'altri 2 impianti della ditta che distano 50 mt da casa , se quest'ultimi a volte migliorano a volte peggiorano la produzione del l anno prima , ma il domestico è sempre un 3.-5% superiore . per dire se quelli in ditta fanno un + 5, il domestico fa un +8/10%, ques'tanno devo lavare l'impianto del 2012 , per la seconda volta della sua vita, ma entro aprile se no sposterò il tutto a ottobre tempo permettendo .

  9. #9
    Pietra Miliare

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    Oggi sono salito sul tetto e ho lavati i miei pannelli, ho acquistato due taniche di acqua demineralizzata (€.1,80) ho preso un secchio e uno di quei manici allungabili, all'estremità ho avvitato un micio in panno microfibra e ho l'ho passato tre o quattro volte sui pannelli ben imbevuto di acqua, c'era una pattina nera, (li ho lavati l'anno scorso) ma alla fine senza tanta fatica sono venuti molto bene.
    Im.2,88Kw in funzione dal 16.08.2010: 12 pannelli Sanyo HIT240HDE4; Inv.SMA Sunny Boy 3000TL; Or.2° sud;Tilt. 25°; Prod.anno 2011 = Kwh/Kwp = 4022/2,88= 1397 - anno 2012 = Kwh/Kwp = 3821/2,88 = 1327 - anno 2013 = Kwh/Kwp = 3619/2,88 =1257-anno 2014 = Kwh/Kwp = 3457/2,88 =1200 -anno 2015=Kwh/Kwp=3782/2,88 = 1313- anno 2016 = Kwh/Kwp = 3569/2,88 =1239,24-anno 2017 = Kwh/Kwp = 3775/2,88 =1310,76

  10. #10
    Seguace

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    Idropulitrice a freddo si può utilizzare? 135 bar pressione max, distanza a cui stare dai pannelli?
    6,54 kwp sunpower e327 - 20 pannelli, azimut 36SW tilt 14, inverter solaredge SE-6000 con scheda wi-fi ed ottimizzatori p600, monitoraggio consumi casa solaredge; 5 Pdc aria-aria Mitsubishi Heavy Industries

  11. #11
    Appassionato/a

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    e io..come faccia a pulire il mio impianto? (vedi foto nel profilo..)
    impianto totalmente integrato
    5,060 kWp in provincia di Brindisi,
    44 moduli SHARP NA115 TANDEM,inverter Delta Solivia 5.0
    inclinazione circa 13°

  12. #12
    PROFESSIONAL

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    Quote Originariamente inviata da Alby62 Visualizza il messaggio
    io ho lavato i pannelli de mio impianto domestrico, nel 2016 dopo 4 anni dall'inizio esercizio, l'impianto è migliorato rispetto ai dati dell'anno prima , confrontandolo con la produzione degl'altri 2 impianti della ditta che distano 50 mt da casa , se quest'ultimi a volte migliorano a volte peggiorano la produzione del l anno prima , ma il domestico è sempre un 3.-5% superiore . per dire se quelli in ditta fanno un + 5, il domestico fa un +8/10%, ques'tanno devo lavare l'impianto del 2012 , per la seconda volta della sua vita, ma entro aprile se no sposterò il tutto a ottobre tempo permettendo .
    Gli impianti domestici sono generalmente più performanti di quelli più grandi per tanti motivi, tra i quali anche la minor quantità di componenti e quindi probabilità di guasto/anomalie. In alcuni potrei anche dire che funzionano meglio perché ci sono meno dispersioni.
    Per il lavaggio... ti consiglierei di farlo ad aprile perché potresti sfruttare l'impianto pulito con le giornate migliori dell'anno... ad ottobre sarebbe quasi inutile (per il miglioramento della produzione).

  13. #13
    Paladino del Forum

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    Predefinito

    Avete idea del prezzo per farli pulire?
    Quando ho installato il fotovoltaico e l'Osmosi inversa, ho dovuto risolvere problemi che prima non avevo.
    Impianto da 4 kWp - 16 Pannelli Futura 250 Wp - 1 Inverter Bluenergy 4,4 kW.
    Caldaia a basamento Immergas NCX 25 Sirio Vip- rendimento 94,4%.
    Meglio un amico sbronzo che un parente §tronzo.

  14. #14
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da vince1948 Visualizza il messaggio
    Avete idea del prezzo per farli pulire?
    A me hanno fatto un preventivo di 140-160 Euro.
    3,8 Kwp, alimentato da 16 pannelli monocristallini Isofoton 250 piazzati sul tetto (tilt 20° ca), 8 in pieno sud, 8 in pieno ovest, Inverter Aurora Power-one PV-4,2-Tl-OUTD-S.
    L'impianto è entrato in funzione il 22/08/2012 a Pontirolo Nuovo.

  15. #15
    Monumento

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    Quote Originariamente inviata da vince1948 Visualizza il messaggio
    Avete idea del prezzo per farli pulire?
    penso che dipenda molto da quanto è difficile raggiungere il tetto.
    certo che se servono gli elicotteri....
    Il mio impianto si avvia a compiere 10 anni, a parte il primo anno non lo ho più pulito, mi devo decidere perchè la produzione un pochino è scesa anche se potrebbe essere un effetto del PID.
    Edit:
    Se ne parlò anche quì e quì si trovano altri post che parlano della pulizia dei pannelli.
    Un vecchio articolo di photon.
    Impianto fotovoltaico 2,94 kWp 23° -85 est 1° CE dal 2007....

  16. #16
    PROFESSIONAL

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    Quote Originariamente inviata da vince1948 Visualizza il messaggio
    Avete idea del prezzo per farli pulire?
    Come dice gigisolar dipende dall'accessibilità del tetto. Se il tetto non è facilmente accessibile (o non sussistono le condizioni di sicurezza) è necessario l'utilizzo di sollevatori/ceste che possono costare fino a 150 euro per mezza giornata.
    Anche la disponibilità di acqua può incidere sul prezzo. Se per qualche motivo non è possibile fare arrivare l'acqua sul tetto bisogna farla portare dalla ditta di pulizie e il costo può aumentare.

  17. #17
    PROFESSIONAL

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    Quote Originariamente inviata da gigisolar Visualizza il messaggio
    Il mio impianto si avvia a compiere 10 anni, a parte il primo anno non lo ho più pulito,
    Che bello! 9 anni senza necessità di pulizia vuol dire aria pulita e volatili molto stitici ... proprio come in pianura padana... ti invidio

  18. #18
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da roginic Visualizza il messaggio
    La normale acqua lascia depositi di calcare che alla lunga sono difficili da togliere se non con detergenti chimici (da non usare mai su pannelli fotovoltaici).
    L'acqua deionizzata, che è priva di sali ionizzati, non lascia residui ed è molto simile all'acqua piovana. Non lascia residui ne aloni.
    Per la scopa... bisognerebbe verificare che non graffi la superficie del vetro.
    Ci sono in commercio diversi dispositivi per la deionizzazione ma non sono di sicuro economici e il costo non giustificherebbe la pulizia di un solo impianto.
    Beh, se chiedete in un qualsiasi bar che cosa usano per la macchina del caffe', potreste scoprire che quei cilindri con dentro la resina a scambio ionico, costano relativamente poco. Direi meno di 200 euro, a seconda del modello. O molto meno, se ne hanno uno d'avanzo in un angolo. Si rigenerano a manina santa, chiudendo i rubinetti, svitando il tappo e mettendoci dentro un kg di sale, lasciandolo scorrere lentamente per un'ora o due. Piu' facile a farsi che a dirsi.

  19. #19
    Appassionato/a

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    Questo week-end ho pulito 26 pannelli montati da 6 anni e mai puliti. 26 Pannelli per un totale di 5.72KWp. Inclinazione 18 gradi e orientamento circa Sud (10 gradi da sud pieno in realtà).
    Impianto di mio fratello perfettamente uguale al mio affiancato alla mia casa, stessi pannelli, stesso tetto, stessa inclinazione. Il suo impianto solitamente produce qualche centesimo di KWh in più del mio. Volontariamente abbiamo deciso di lavare solo un impianto, per vedere quanto incida realmente il lavaggio e se ne vaga la pena.
    Oggi primo giorno di produzione, in stuazione quindi differente.
    Il mio impianto lavato ha prodotto 33,24 KWh e il suo sporco 31,00 KWh, quindi circa 7% in più. Vi terrò aggiornati nei prossimi giorni/settimane per vedere se è un effetto provvisorio dei primi giorni oppure se porterà a un effettivo maggior rendimento protratto nel tempo.

  20. #20
    Appassionato/a

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    Ottima idea direi tienici aggiornati , e a proposito di cilindri con resina a scambio ionico ho trovato su internet una macchinetta per lavaggio pannelli a circa euro 600 se fanno bene il loro lavoro direi che con due lavaggi fai da te in sicurezza ovviamente sei già rientrato della spesa
    Qualcuno le ha mai viste o provate

  21. RAD
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