
Originariamente inviata da
P52
senza polemica:
- paradosso: se le dispersioni di calore prodotto con sistemi solari non sono tanto importanti perchè non elimirare/ridurre gli isolamenti?
non ho detto che non sono importanti ho detto che dato che la caldaia integra quello che non riesce il solare. quindi 200 litri con 2 collettori solari in giornate di pieno sole portano a 45/50° il serbatoio ed è quello che si riesce ad ottenere al massimo in pieno inverno equivalgono a circa 10/11 kW di energia termica pari a 4/5 ore di funzionamento in integrazione di riscaldamento in una abitazione da 100 mq in classe C.
Perchè altri (tutti) costruttori di bollitori/accumulatori solari predispongono isolamenti di PUR (lamda < 0,03-0,035) di 50-70 mm. o più?
Per pura curiosità quanto spessore è previsto per l'isolamento dell'accumulo nel sistema proposto nel prodotto in oggetto?
l'isolamento c'è ed ha spessore 40mm. mentre il serbatoio è di plastica per cui le perdite rispetto all'accaio sono minori
- se un cliente mi chiede un impianto domestico con tre zone differenziate per temperatura ed utilizzo: ovvero il classico preblema dei due termoarredi nei bagni e del fancoil in taverna con magari la differenziazione di due zone di riscaldamento a pavimento radiante per zona notte e zona giorno, cerco di dimostrargli che può ottenere lo stesso risultato con solamente un compensatore idraulico ed una pompa (cl. A) nel circuito secondario. Vedo invece sempre/spesso troppe realizzazioni fine a se stesse per ottenere aria fritta cioè la necessità secondo molti di dover utilizzare una pompa per ogni zona (3-4) ed una o due valvole miscelatrici con relativa regolazione (magari a punto fisso perchè si sono finiti i soldi)!
peccato che così la caldaia a condensazione non lavori correttamente perchè lei manda il liquido vettore a 60/70 gradi nel suo collettore per soddisfare le zone di alta e poi miscela per le zone di bassa.
fermo restando che una sola pompa in un circuito di quel genere non riuscirebbe per prevalenze e portate a coprire i fabbisogni di tutte le zone a meno che non sia un'abitazione da 80 mq
2o 3 pompe le utilizzo in abitazioni da 200/300mq su più piani
Quindi più che investire tempo e denaro per semplici soluzioni tecniche impiantisticamente complesse sarebbe meglio investirlo per trovare complesse soluzioni tecniche impiantisticamente semplici ovvero far lavorare la testa anzichè le mani.

Ne guadagna il cliente con minori costi d'impianto e manutenzione e gli si semplifica la gestione; ne guadagnerebbe professionalmente l'installatore passando da mero
montatore di cose già fatte a figura tecnica in grado di capire e risolvere le esigenze senza complicarne la realizzazione sapendo che la risposta non si trova sempre pronta sul bancone del grossista.
- dove hai letto le potenze delle pompe? 0,45-0,90 kW!!???!! Hai toppato di un decimale?
ha ragione sono dai 45 ai 93 W ho sbagliato con i decimali questi sono i consumi orari delle pompe PWM che vengono adottate sulle caldaie a condensazione i primi modelli li utiliziamo dal 1997
Una pompetta domestica, una classica 20-50 o 20-60 difficilmente supera 0,1 kW di potenza assorbita; con 0,9 kW di solito sono pompe adatte ad un condominio da 30 appartamenti.
In ogni caso le tariffe che riporti sono sottostimate il kWh ha un costo, incluse tutte le gabelle, che varia da 0,24 a 0,30 (ed oltre) euro.
- i sistemi per la produzione di a.c.s. sono di due tipi o quello legato alla potenza (istantaneo) o quello legato al volume (accumulo), normalmente il secondo viene preferito proprio per motivi di economia di esercizio oltre che dal comfort che può garantire in termini di costanza d'erogazione di temperatura/portata.
Il tuo conteggio 17,2 l/'x30Kx60'x1,163 W/Kcal/hx1,031(rendimento 97% del generatore)=37,12 kW qualcosa non torna altrimenti superiamo i 35 kW dell'ISPESL. E poi sei sicuro che una caldaia da 35 kW bruci effettivamente quella potenza e non sia precauzionalmente tarata dal produttore ad un 10-20% inferiore?
Non considera che la caldaia ha un volano termico dato dal corpo e contenuto d'acqua di 30 kg è come se fosse un microaccumulo
In ogni caso di fronte ad un moderno impianto di riscaldamento che richiede meno di 10 kW sceglieresti d'installare una potenza quadrupla per le sole esigenze di a.c.s.? Penalizzando il rendimento globale e l'importante limite minimo di modulazione del bruciatore accettando un funzionamento con frequenti on/off?
normalmente nella mia zona un appartamento richiede dai 2 ai 3 kw ed imposto, vistoche la caldaia è range ratig, la potenzialità dai 6 agli 8 kW per il riscaldamento la massa inerziale della caldaia fa il resto per cui le accensioni e gli spegnimenti sono molto radi in caso di impianto radiante esco con temperature fumi di 40/45° con impianti a radiatori attorno ai 55/60°
- tu sopravvaluti le capacità tecniche dell'installatore medio. Questi vuole 1° non avere problemi (ovvero costi tempo/materiali imprevisti ); 2° guadagnare + possibile impiegando - tempo possibile. Se sul bancone del grossista trova il "pacchetto" bello e pronto non ci pensa due volte. Purtroppo è questo l'installatore medio che acquista e propone quel tipo di prodotto.
allora nel caso dei gruppi termici IMAR trova le giuste risposte il pacchetto completo lo può montare in meno di 2 ore ( spesso sono io ad insegnare a montare i gruppi termici per cui ho indicato i tempi di uno che non è installatore di professione e che non ha capacità manuale e che soffre di vertigini) costa, è vero, più delle altre ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca
- La complessità e disomogeneità dei componenti, il numero elevato di punti di giunzione, raccordi, connessioni ecc. non mi danno l'idea di un buon funzionamento nel tempo. Questo a prescindere dai materiali utilizzati e che comunque personalmente reputo affidabilitativamente carenti, i termoplastici ed affini, rispetto ai classici metalli rame/ottone/bronzo/acciaio.
Poi sai questa è la mia filosofia ma non pretendo sia la legge per tutti.