Il concetto è quasi corretto ma ha bisogno di un'aggiustatina.
Una volta che l'accumulo è arrivato a 7°C prima della temperatura max impostata (85°C sul mio), il circolatore viene messo in moto non più al delta T di lavoro normale (normalmente 8°C) ma alla temperatura limite della funzione antistagnazione, di default 120°C, sul mio a 130°C perchè con le percentuali di miscelazione glicole-acqua con cui ho caricato l'impianto, il punto di ebollizione risulta di 150°C, in questo modo quando la temperatura dell'accumulo arriva ad 78°C il circolatore viene fermato sino a che la temperatura del pannello arriva a 130°C per poi ripartire per una manciata di secondi, la temperatura scende ed il circolatore viene di nuovo fermato.....e così via.
In questo modo i pannelli lavorano in perdita non essendo 130°C la temperatura ottimale di rendimento, le dispersioni a questo livello sono notevoli, un paio di volte ho assistito all'entrata in funzione di questa funzione, devo dire che funziona egregiamente anche se vedere 130°C sui display del controllo fa un certo effetto....
La temperatura dell'accumulo è salita di 3 gradi in un'ora e poi il sole è tramontato.
Se ti può tornare utile questa descrizione, visto che hai costruito la centralina di controllo, per implementare la logica con questo concetto che alla prova dei fatti svolge egregiamente sua funzione.
Ciao
PS tutto questo lo puoi trovare trattato più ampiamente sul sito di Portasole alla firma di Paolo Zaniboni che ringrazio per la precisa descrizione che mi ha fatto scegliere questa centralina per il mio impianto.
Centralina antistagnazione


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