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Discussione: Idraulico furbetto?

  1. #1
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    Predefinito Idraulico furbetto?

    Buongiorno a tutti,chiedo alcuni pareri su una situazione che a me è risultata piuttosto difficile da capire!
    Premetto che sto costruendo una casa in campagna,or ora stanno eseguendo gli intonaci,in provincia di Lecce,con le seguenti caratteristiche:
    Casa 160 mq su muri portanti su unico livello con muri di 20 di tufo 8 polistirene,2 aria,20 tufo(tot. 50 cm).
    Soffitto coibentato più o meno allo stesso modo
    Impianto a pavimento già predisposto ed a breve da completare
    Caldaia a condensazione a Gpl (il metano non ci arriva) da montare
    Predisposizione per pannello per acs da montare
    Penso di aver progettato tutto per il meglio!!!
    Dopo l'intonaco l'idraulico dovrebbe montare l'impianto a pavimento,e successivamente il piastrellista dovrebbe fare i massetti e posizionare le piastrelle.Ora l'idraulico mi chiede che deve per forza montare la caldaia € 1700 per far riscaldare l'impianto,avvantaggiare il piastrellista, in modo che le dilatazioni termiche non rovinino in futuro il pavimento.Che ne pensate?

  2. #2
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    Si chiama maturazione del massetto, serve, come dice il tuo idraulico a dilatare il massetto per poi non rompere le piastrelle.
    Anche se geograficamente parlando il tuo passetto potrebbe maturare senza fare quasi nulla.. visto il caldo.

    Domanda stupida, visto che nella tua zona fa molto più caldo che freddo, non conveniva un impianto con PDC e ventil che un sistema radiante?
    Pannelli 56 tubi U-pipe Apertura 8,84 m2 Orient./Inclin.:SUD-SUD/EST /60°
    Caldaia Condensazione 24 kW Termostufa Legna: 13,8 kW (3 kW ambiente 10,8 kW Acqua)
    Puffer 750 L 3 serpentine
    Riscaldamento: pannelli radianti 130 m2 + Scalda-salviette
    Località: Cannobio - Prov. VB - Gradi Giorno 2.583 - Zona Climatica E

  3. #3
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da fringui Visualizza il messaggio
    Si chiama maturazione del massetto,

    Così proprio non l'ho mai sentito chiamare : )....di solito quel procedimento si chiama essicazione del massetto, e serve più che altro per asciugare il massetto in modo che si evidenzino gli eventuali crepi (o difetti) da dilatazione prima della posa dei rivestimenti.

  4. #4
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    Massetto - Wikipedia anche se cerchi con google c'è maturazione massetto.. poi magari è usato in zona...
    Pannelli 56 tubi U-pipe Apertura 8,84 m2 Orient./Inclin.:SUD-SUD/EST /60°
    Caldaia Condensazione 24 kW Termostufa Legna: 13,8 kW (3 kW ambiente 10,8 kW Acqua)
    Puffer 750 L 3 serpentine
    Riscaldamento: pannelli radianti 130 m2 + Scalda-salviette
    Località: Cannobio - Prov. VB - Gradi Giorno 2.583 - Zona Climatica E

  5. #5
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da fringui Visualizza il messaggio
    poi magari è usato in zona...
    Mah, a dire il vero più che usato in zona è usato nei manuali di posa Eurotherm e nelle centraline di alcune caldaie tedesche (che hanno un programma apposito pre l'essicazione degli impianti a pavimento).

  6. #6
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    Se hai luce di cantiere e non vuoi montare la caldaia di al tuo idraulico di noleggare lo '' scalda massetto '' non è nient'altro che una caldaia portatile a corrente, ti scalda l'acqua del pavimento per far si che lo stesso si asciuga e crepi per bene cosi il pavimento nn si muove piu. Il problema sta solo nel fatto che per fare la cottura del pavimento dovresti far andare la caldaia 24 ore su 24 in progressione ogni due gg aumentare la temperatura di mandate di 10 gradi e arrivare fino a 50 gradi , 10 Gradi in più della temperatura massima di esercizio che l'impianto di legge non può superare.
    se usi la caldaia prova immaginare che zuppa di gpl ti viene a costare, se invece hai la luce di cantiere , secondo potresti farci un pensierino

    Ciao Matteo

  7. #7
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    Scusate se mi intrometto, premetto che non sono un "addetto" ai lavori, ma
    ...in provincia di Lecce...
    non bastano i c.ca 30° che già si hanno??

  8. #8
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    cosidera che la curva climatica per l'impianto a pavimento viaggia da 20° a 40 ° quindi almeno fino a 40° ci devi arrivare cosi il pavimento a preso la sua totale dilatazione.Poi se guardiamo la legge dovresti andare a 10 ° in piu della temperatura d'esercizio

  9. #9
    P52
    P52 non è in linea
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    L'asciugatura del massetto serve ad eliminare completamente l'acqua in eccesso (che non ha partecipato alla reazione chimica del cemento "idratazione") rimasta imprigionata all'interno del massetto stesso. Tale massa d'acqua (200-400 l/m3) ha l'effetto fisico di "gonfiare" il massetto e la successiva completa asciugatura comporterà un ritiro con probabili fratture e microfratture della superficie. Ovvio che se tale ritiro avviene con le mattonelle già fissate sarà molto probabile che la frattura interesserà anche quest'ultime.

    La temperatura di mandata dell'acqua in un impianto a pavimento radiante dipende principalmente dal passo di posa, meno dal diametro del tubo e dallo spessore del massetto, oltre ovviamente che dalle prestazioni che l'impianto deve garantire all'ambiente anche se per quest'ultimo dato sarebbe corretto parlare di temperatura della superficie piuttosto che temperatura dell'acqua.
    A titolo informativo, perchè fa' parte di una diffusa strategia commerciale disinformare i clienti per aumentare i fatturati, in un edificio decentemente coibentato difficilmente si richiedono emissività maggiori di 50 W/m2 per cui con un massetto standard di 45 mm. di spessore ed utilizzando tubi da 18, 17 o 14 mm. di diametro questi avranno un passo di posa tra i 15 ed i 20 cm. (passo + stretto = + tubo venduto senza nessun altro vantaggio) ed una temperatura media dell'acqua di circa 35°C [la temperatura media è data da (temperatura di mandata-temperatura ritorno)/2], cioè circa 40°C di mandata e 30°C di ritorno (valori massimi progettuali). Ovviamente in provincia di Lecce dove difficilmente si superano i 1300 gradi/giorno annui i valori riportati sarebbero pure eccessivi. Per l'asciugatura del massetto potrebbe essere conveniente utilizzare/noleggiare quei sistemi carellati che utilizzano una caldaia a gas GPL o elettrica senza dover per forza completare l'impianto con l'nstallazione della caldaia definitiva.
    Come già scritto da qualcuno parrebbe anche a me una soluzione migliore dotare l'impianto di una p.d.c. anzichè di una caldaia a condensazione che oltretutto a GPL il vantaggio della condensazione è limitato. Oltretutto il GPL è in assoluto il combustibile con il peggior rapporto costo/resa e con gli incentivi del conto energia si potrebbe utilizzare un sistema fotovoltaico in grado di dare la totale o quasi autosufficienza all'edificio ed eliminare completamente i combustibili fossili anche dalla cucina con piani di cottura ad induzione Henry. La pompa di calore ha pure il vantaggio di rendere l'impianto radiante utile anche per il raffrescamento estivo, per un impianto di 160 m2 basterebbe un modello aria/acqua da 3Hp che nelle ultime versioni Inverter DC hanno consumi e valori di COP e EER molto interessanti sopratutto per l'utilizzo in luoghi dove la temperatura invernale resta abbastanza mite.
    Occhio che una p.d.c., diversamente da una caldaia a condensazione, richiede un funzionamento con Dt dell'ordine di 5°C ovvero una portata d'acqua doppia a parità di potenza trasferita. Di solito non è un problema per la diffusa abitudine di sovrabbondare con metri di tubo e passo di posa ma è bene verificare prima di operare la scelta.

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da reluma Visualizza il messaggio

    Casa 160 mq su muri portanti su unico livello con muri di 20 di tufo 8 polistirene,2 aria,20 tufo(tot. 50 cm).

    Impianto a pavimento già predisposto ed a breve da completare

    Caldaia a condensazione a Gpl (il metano non ci arriva) da montare

    Penso di aver progettato tutto per il meglio!!!
    NO!! Hai commesso un errore madornale nella progettazione..

    Una casa a Lecce, cosi ben isolata e dotata di riscaldamento a pavimento conviene riscaldarla con una PDC areoterma, ANCHE al posto del metano... nel tuo caso addirittura sostituiresti il costosissimo GPL !!

    Ciao,
    Fabrizio.

  11. #11
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    bhe se è vero che il consumo dalle sue parti è così poco in teoria spende poco anche di gpl...... e magari ha gia finito i soldi..... caldaia a gpl 2000euro?? pdc quanto??? poi l'ecologia "non ha prezzo"..... e in un futuro si puo attrezzare.....
    Guardate qui!!!!!!!!!!!!
    www.attoripersbaglio.it

  12. #12
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    Diciamo che la PDC sarebbe la ciliegina sulla torta, in puglia, abbinata a un po' di FV sarebbe il massimo. Ovvio, senza FV secondo me siamo ad almeno il triplo della spesa rispetto ad una caldaia, ma va detto che cmq la PDC oltre che consumare meno ha una vita maggiore.

  13. #13
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    Quote Originariamente inviata da Daniel1980 Visualizza il messaggio

    Ovvio, senza FV secondo me siamo ad almeno il triplo della spesa rispetto ad una caldaia,
    Non capisco bene il senso di questa frase sopra...

    Una PDC areoterma produce calore ad un costo molto piu' basso rispetto al GPL... il FV non centra nulla.. al limite serve ad annullarne i costi residui, ma sulla resa non ha voce in capitolo.
    Vero che la PDC costa di piuù di una caldaia a GPL... ma di questo ha parlato giustamente Giuggiolo.

    Sotto il link ad un piccolo studio sull'agomento..

    Ciao,
    F.

    Le Pompe di Calore rispetto ai sistemi convenzionali di riscaldamento.


 

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