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scusate l'intromissione,
un articolo interessante,
se è ot spostatelo ....
TECNOLOGIE
L’Australia guarda al solare per scongiurare il blackout
SYDNEY – A seguito dei crescenti allarmi di blackout che potrebbero colpire il paese nei prossimi cinque anni se non si aumenta la produzione di elettricità così da soddisfare l’enorme fabbisogno di energia creato dagli impianti di condizionamento, l’Australia ha annunciato che costruirà prossimamente il maggiore impianto fotovoltaico al mondo. I cambiamenti climatici sono diventati per la regione un grandissimo problema: alla crescita economica è subentrato un periodo di forte siccità, le città hanno imposto delle limitazioni sulle risorse idriche, e il governo quindi ha iniziato ad appoggiare forme di energia alternative. Oltre alla nuova centrale solare da 320 milioni di dollari, le istituzioni hanno comunicato anche un progetto pilota da 247 milioni di dollari per la produzione di energia pulita dal carbone e la cattura e il confinamento del carbonio.
L’Australia, uno dei principali produttori di gas serra pro capite al mondo, ha rifiutato di siglare il protocollo di Kyoto volto a ridurre le emissioni che causano il riscaldamento globale. Il paese è il maggiore esportatore mondiale di carbone e per soddisfare il proprio fabbisogno si affida essenzialmente alle centrali a carbone e agli impianti a gas. Gli ambientalisti hanno accolto con favore la notizia del nuovo impianto solare, ma hanno fortemente disapprovato la decisione del governo di continuare a finanziare le centrali del carbone. “È un duro colpo al settore locale delle rinnovabili”, commenta Richard Corkish, esperto di ingegneria delle rinnovabili e del fotovoltaico della University of New South Wales. E aggiunge che la centrale solare sarà comunque ben poca cosa rispetto alle risorse investite dall’Australia nell’elettricità dal carbone. “Il governo non ha ancora realizzato il puro dato di fatto che non si può combattere il cambiamento climatico se si continua a bruciare combustibili fossili”, fa eco Danny Kennedy dell’organizzazione ambientalista Greenpeace. “C’è bisogno di una politica energetica a lungo termine che ci liberi dalla dipendenza dal carbone per riuscire a ridurre drasticamente le emissioni e poter investire in maniera sostenibile nelle tecnologie per l’energia rinnovabile. Se non ci liberiamo del carbone, non possiamo far nulla contro i cambiamenti climatici”.
Il fornitore nazionale australiano di energia elettrica ha lanciato l’allarme sul pericolo di balckout e di brusche impennate dei prezzi dell’energia se non si aumenta la produzione. Entro il 2010 o il 2011 la domanda di elettricità nello stato più popoloso dell’Australia, il New South Wales, potrebbe andare oltre le possibilità di fornitura, a causa principalmente dei sistemi di condizionamento, che oggi sono una dotazione standard delle nuove abitazioni e nei mesi estivi provocano un picco della domanda. Gli stati più piccoli, come la South Australia e il Queensland,. Potrebbero trovarsi ad affrontare dei blackout molto prima, già a partire dal 2008, dichiara la National Electricity Market Management Company. Con l’avanzare di El Nino, l’Australia sta vivendo il suo peggior periodo di siccità degli ultimi cento anni, accompagnato da un alto tasso di incendi e da temperature fuori media stagionale, con condizioni climatiche sempre più calde e secche. Stando a quanto dichiarato dal tesoriere Peter Costello il nuovo concentratore fotovoltaico da 154 megawatt verrà costruito nello stato di Victoria, e opererà a pieno regime entro il 2013. “Il progetto punta alla realizzazione del maggiore impianto fotovoltaico al mondo, grazie all’utilizzo di specchi che concentreranno sulla struttura i raggi del sole”, spiega. “Non ci sono emissioni e tutta l’energia generata può essere incanalata nell’infrastruttura elettrica nazionale”.


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