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  1. #1
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    Hola All!


    Visto il grande interessamento per i RAGGI X e visto che le nostre disquisizioni OT sui theread
    della fusione fredda potrebbero infastidire qualcuno apro un nuovo theread proprio sui raggi X,
    vi invito a partecipare numerosi, sperimentare ma sopratutto STARE ATTENTI perche' con
    queste cose proprio NON si scherza specie se intendete giocare con raggi duri!!!

    Nel dubbio meglio accontentarsi di quelli molli e prevedere schermature aggiuntive sovraabbondanti,
    vale sempre la regola del filo moooolto lungo e del pulsante di accensione nella stanza accanto!


    CITAZIONE
    Per Teslacoil o chi mi sa rispondere:Per produrre raggi x  seppur deboli con un DY802 Rettificatrice ex riga..
    Il polo caldo cioe il positivo va collegato al cappuccio metallico ?E la massa a tutti i piedini?
    Fatemi sapere mi serve per testare il Geiger!



    Dunque, c'e' chi preferisce fare lavorare la valvola in modalita' emissione termoionica ( conduzione
    diretta, filamento acceso, negativo al filamento e positivo alla placca ) sovraalimentando pesantemente
    la valvola per tempi molto brevi per fargli emettere una cospicua dose di raggi per in brevissimo tempo
    e chi invece preferisce lavorare in modalita strappamento ( con il positivo sul filamento spento e il
    negativo sulla placca, in questo caso occorre salire parecchio di tensione, lavorare con tempi molto
    lunghi e correnti estremamente basse )
    Ci sarebbe anche la modalita' ad emissione in continuo, in tal caso la valvola va alimentata con
    tensioni molto basse e filamento acceso, purtroppo i raggi emessi probabilmente NON riusciranno
    nemmeno a trapassare il vetro!
    Vedi tu cosa preferisci fare, con la DY802 penso che venga meglio il sistema a strappamento cmq.


    CITAZIONE
    Se usi un E.A.T. di un normale monitor il polo positivo e' la ventosa e deve quindi essere collegato sull'anodo. Se invece usi un altro generatore, bisogna determinare correttamente la polarita'. Le mie lunghe esperienze sull'argomento mi permettono di confermarti che non e' condizione sufficiente considerare positivo, il polo del generatore di alta tensione dove parte la scarica.



    Purtroppo un normale trasformatore di riga TV e' incapace di erogare la tensione necessaria al
    funzionamento del tubo, i raggi X emessi sarebbero stoppati inesorabilmente dal vetro della valvola
    e quello che potresti vedere al massimo e' una lieve luminescienza verdastra, per avere un minimo
    di emissione usabile la tensione applicata alla valvola ( collegata inversamente ) NON dovra' essere
    inferiore ai 40-45kV
    C'e' un limite ovviamente anche alla tensione superiore, 45kV sono gia' troppi per un tubo del
    genere, che ovviamente tendera' a surriscaldare e si esaurira' presto, POCO MALE, man mano che
    il tubo esaurira' il suo grado di vuoto tendera' ad essere inferiore e tendera' a funzionare sempre meno
    bene come diodo rettificatore e sempre piu' bene come tubo radiogeno!
    Per incominciare ti consiglierei dunque di partire da un tubo STRAUSATO e ben esaurito purche' sia
    ancora minimamente funzionale
    Le uniche avvertenze sono quelle di NON eccedere troppo con la tensione altrimenti il tubo
    tendera' a surriscaldarsi cosi' tanto da fondersi oppure la tensione rompera' il vetro
    ( cosa che mi e' successa mille volte durante i miei primi esperimenti radiogeni )


    CITAZIONE
    Prova a collegare il positivo all'anodo e il negativo ad un cappuccio metallico esterno al vetro (in pratica avvolgi qualche spira di filo attorno al vetro).
    Un utente del gruppo alta tensione così ha fatto delle radiografie (alimentando il tutto con alta frequenza e 100-300 kv)



    300kV ad alta frequenza equivalgono ad uno sproposito, anche per 10 tubi in serie, senza contare il
    fatto che per isolarli avrai bisogno di enormi sfere metalliche sospese in aria ( il normale filo a questa
    tensione ad alta frequenza si ricopre di azzurro e tende a fare scariche in aria libera ad ogni piccola
    imperfezione o piega )


    Il metodo funziona molto bene invece con scariche impulsive da 50-70kV ( magari sovrapposte ad
    RF purche' ci siano gli impulsi con duty cycle molto stretto altrimenti fai scoppiare il vetro in meno di
    un secondo ) a patto che la valvola sia belle grossina, con il vetro molto lontano dalla placca e con
    un grado di vuoto piuttosto scarso ( valvola vecchissima o esaurita )
    bisogna fare delle prove poi sul tipo di catodo esterno, qualche tipo di valvola ( o lampadina )
    se la cava meglio con un cappuccio di stagnola, qualcun'altra invece preferisce un giro di filo
    ISOLATO e basta.

    Mi hanno segnalato dei buoni risultati con questo metodo se si attaccano tutti i pin della valvola all'
    uscita di un piccolo tesla --->SPINTEROMETRICO<--- da tavolo ( capace di scintille nell' ordine degli
    8-10 cm di lungezza da punta scaricante all' aria libera ) usando una vecchia valvola a duomo, un giro
    di cavo ISOLATO intorno all vetro del tubo ( verso la fine del vetro ) lasciato poi penzolare dal
    tavolo senza fargli toccare il pavimento e senza connetterlo a massaterra.
    Con questo sistema si utilizzano anche la maggior parte delle lampadine ( del tipo vecchio, con
    il bulbo sottovuoto ad esempio le gia' citate lampade rosse da camera oscura )


    CITAZIONE
    Ho una valvola Dy802... ho l'anodo con la testa metallica
    Vorrei usare un EAT di un monitor color......qualcuno ha uno schema chiaro per produrre X-rays!!!!



    Acc, 25- 30 kV continui NON saranno sufficienti per produrre quasi nulla!

    Ho come l' impressione che dovrai autocostruirti un alimentatore piu' idoneo, ad esempio replicare
    quello che ho usato io per accendere il mio tubo radiogeno ( fatto con pochi componenti elettronici
    ed una bobina da automobile, per i tuoi usi il circuito di rettificazione e filtraggio con diodi e
    condensatori HV NON serve, trovi lo schema sullo sharingcenter di ALTATENSIONE ).


    Per accedere allo sharingcenter di altatensione:
    URL: http://www.at.use4.net/
    Username: guest
    Password: guest

    Trovi lo schema elettrico e le foto del mio "universal IGBT oscillator" oltre ad una piccola
    RADIOGALLERY nella mia cartella "Fabio Bragonzi - admin" nell' "ALTATENSIONE file sharing",
    ci sono invece altri documenti scannerizzati da riviste all' interno dell'
    "ALTATENSIONE private sharing"....... insomma, navigatelo tutto che di certo ti puo' fare solo bene!


    In allegato LA MIA PRIMA RADIOGRAFIA fatta con il tubo RX il giorno dopo che mi e' arrivato a casa
    (allora usavo ancora la normale carta fotografica, poco sensibile, e lavoravo in camera oscura a luce
    rossa per lo sviluppo, adesso uso la pellicola che e' piu' sensibile della carta anche se deve essere
    maneggiata al buio assoluto )

    Buone radiografie a tutti!

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  2. #2
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    Caro teslacoil : ho fatto un generatore monotransitor con un tip3055+ trasformatore di riga bianco nero piu un triplicatore--montato su un calcio in legno a mo di fucile al plasma... ....Visto che era l'unico generatore disponibile al momento,ho usato quello per giocare con la mia DY802 .... ...Pero....... non ho idea di quanto generi in tensione...
    Cmq...... ho collegato il gen alla valvola(ventosa = anodo, massa triplicatore= tutti i pin del tubo)....ON... il geiger e andato a fondo scala ma penso per il disturbo del C.E. dell' alta tensione...
    Non penso che fossero xray....
    Poi ho collegavo la ventosa del triplicatore al filamento e il negativo il al cappuccio..... il filamento del tubo diventava rosso fioco...che significa?(XraYS?)
    Se dovessi usare un monitor devo mettere una resistenza in serie alla ventosa AT per limitare la corrente

    Ps:A titolo Informativo ho un Vander de Graff da 150KV



    ciao e grazie

    Area51

    Edited by Area51 - 17/2/2005, 01:49

  3. #3
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    Certo che a voi piace andare sul pesante!
    Non sono particolarmente interessato ai raggi X ma vi voglio sfruttare per altri scopi. Siccome una volta molti eoni fa mi feci una radiografia ad una mando usando un televisore in bianco e nero con una lastra fotomeccanica vi racconto come feci.
    La pellicola lith che usavo per fare i circuiti stampati era imballata dentro una custodia di cartone dentro ad un foglio di plastica nera.
    All'epoca la tv a colori in Italia ancora non esisteva quindi presi un TV da 15" in B/N e misi la luminosità al massimo, staccai l'antenna in modo da ottenere l'effetto neve massimo possibile, poi appoggiai una mano sul vetro del CRT e con l'altra misi la scatola di cartone con dentro un foglio di pellicola dentro il rivestimento in plastica nera. Aspettai circa cinque minuti di esposizioni e poi sviluppai. Una bella radiografia ben definita dell'ossatura della mano comparve!
    Ora non so se i TV moderni sono più schermati di quelli dell'epoca ma sicuramente l'accelerazione del pennello è superiore se si riesce ad ottenere un effetto neve o schermo bianco sarebbe da provare a vedere cosa si ottiene.
    Replicherei (!) volentieri l'esperimento. L'unico problema resta che non riesco a trovare quelle dannate pellicole lith che mi servono anche per fare gli stampati e che nessuno si ricorda mai di avere visto. POSSIBILE????
    HELP! Dove le hai trovate? Come si chiamano?
    Nulla sotto Hilfolith o Kodalith ho trovato solo Koda amico orso!
    Grazie in anticipo e ciao!

  4. #4
    Ospite

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    Magari quello che dico è superfluo perchè già conoscete l'argomento.
    Vorrei ricordarvi che i raggi x interagiscono con la materia , specialmente
    con le cellule. Vi sono serie possibilità che dopo molti anni vengono fuori dei guai per una radiografia subita .

    CITAZIONE
    Aspettai circa cinque minuti di esposizioni e poi sviluppai. Una bella radiografia ben definita dell'ossatura della mano comparve!


    Non lo farei mai espormi a quei raggi molli.

    Ciao.

    Edited by amario - 17/2/2005, 18:59

  5. #5
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    Hola All!


    CITAZIONE
    Caro teslacoil : ho fatto un generatore monotransitor con un tip3055+ trasformatore di riga bianco nero piu un triplicatore--montato su un calcio in legno a mo di fucile al plasma...   ....Visto che era l'unico generatore disponibile al momento,ho usato quello  per giocare con la mia DY802 ....  ...Pero....... non ho idea di quanto generi in tensione...  



    Molto facile da scoprire, prendi 198 resistenze da 1 megaohm 1/4 W, saldale tutte assieme in serie tra loro, puliscile con solvente per eliminare
    gli eventuali residui di grasso o disossidante e connettile in serie al puntale positivo di un tester digitale con impedenza 2 megaohm/volt ( cioe' quelli scalercissimi
    da 5 euro ), ecco realizzato un kilovoltmetro con fondoscala 80kV ( per la verita' il fondoscala sarebbe di 100kV, ma sulle normali resistenze da elettronica da 1/4 di
    watt e' bene evitare di superare i 400V ciascuna )

    La tensione letta sul tester andra' ovviamente moltiplicata per 100 per ottenere il valore reale della tensione misurata.


    CITAZIONE
    Cmq...... ho collegato il gen alla valvola(ventosa = anodo, massa triplicatore= tutti i pin del tubo)....ON... il geiger e andato a fondo scala  ma penso per il disturbo del C.E. dell' alta tensione...  
    Non penso che fossero xray....  



    Eh, no, mi e' capitato spessissimo di fare andare in palla i normali geiger civili ( quelli tascabili con lettura diretta su display LCD ) con i disturbi EMI
    o con l' elettrostatica, purtroppo questi cosi NON sono affatto schermati come vorremmo!

    CMQ e' abbastanza facile scoprire la verita', l' intensita' della radiazione X infatti segue le medesime regole della radiazione luminosa e delle onde radio, decresce
    al quadrato con la distanza.

    Se rilevi ad una distanza D una dose di radiazioni X, ad una distanza di 1/2D dovresti trovarne 4X e ad una distanza 2D una dose 1/4X ( ricordati sempre
    di misurare prima il fondo naturale e sottrarlo da ogni misurazione )
    Se la radiazione NON segue la legge quadratica significa che........ c'e' qualcosa che NON quadra, in tal caso la colpa la dovrai imputare ai disturbi EMI!

    A titolo di info, il disturbo EMI cessa BRUSCAMENTE dopo una certa distanza, o almeno questo e' quello che ho notato con i miei geiger!


    CITAZIONE
    Poi ho collegavo la ventosa del triplicatore al filamento e il negativo il al cappuccio..... il filamento del tubo diventava rosso fioco...che significa?(XraYS?)



    Significa che la placca ( ora divenuta catodo ) e' riuscita ad emettere elettroni per strappamento e tali elettroni sono stati catturati dal filamento ( ora diventato
    anodo ), l' urto di tali elettroni con la materia ( ovverosia con il filamento ) provoca l' emissione di X

    NON e' detto cmq che fossero abbastanza duri da trapassare il vetro, probabilmente sono rimasti dentro.


    CITAZIONE
    Se dovessi usare un monitor devo mettere una resistenza in serie alla ventosa AT per limitare la corrente



    Tranquillo, male che vada tieniti pronto a staccare la spina in caso di archi o scintille anomale.


    CITAZIONE
    Ps:A titolo Informativo ho un Vander de Graff da 150KV



    Bellino ma poco utile per i raggi X
    avrai bisogno di meno tensione e sicuramente di molta piu' corrente.


    CITAZIONE
    Replicherei (!) volentieri l'esperimento. L'unico problema resta che non riesco a trovare quelle dannate pellicole lith che mi servono anche per fare gli stampati e che nessuno si ricorda mai di avere visto. POSSIBILE????  
    HELP! Dove le hai trovate? Come si chiamano?



    NON uso pellicole lith ma pellicole B/N per macchine fotografiche professionali in rullino da 6mm ( tipo hasselblad )
    uso il KODAK TMAX400, in rulli da 6x80 cm

    Ho provato anche ad usare pellicole in fogli pretagliati ( 9x12 cm ) ma sono molto difficili da trovare e, ammesso che si riescano
    a trovare, sono disponibili solo con grana piuttosto grossa.
    io ho provato l' ILFORD FP4 da 125ASA in fogli da 9x12 ma mi sento di sconsigliarvela caldamente perche' troppo poco sensibile.

    So comunque che il mio amico fotoamatore che mi ha fornito il materiale ( e che mi ha dato un mucchio di consigli a riguardo )
    utilizza le pellicole lith per fare le foto di kirlian e per registrare su pellicola le splendide foto di lichtenberg ( scariche elettriche
    impulsive dirette sulla pellicola ) provero' a chiedere a lui.


  6. #6
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    Grazie Teslacoil, o lui le ha lì dal 1980 oppure le compra da qualche parte. Le pellicole lith tipo Ilfolith o Kodalith sono molto buone come grana sensibilità intorno ai 15ASA come la carta da stampa, e sono il non plus ultra per la realizzazione dei circuiti stampata perchè arrestano completamente la caduta dei capelli..... ehm... no, arrestano completamente i raggi UV. Grazie all'argento dell'emulsione. I prodotti chimici per lo sviluppo ed il fissaggio per fortuna si trovano sempre.
    Grazie e a buon rendere.
    Sayonara

  7. #7
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    Caro Tesla coil ho notato che arrivato ad una certa tensione di lavoro la Dy e diventata verde luminesce sulla zona centrale del vetrino...... Questa volta ci sono eh.....?


    Area51

  8. #8
    Ospite

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    Si sta per esplodere!
    Quelli verdi sono ioni di roba che va in giro per la valvola incazzati come iene tanto che fanno luce. È il chiaro segno che a momenti qualcosa, tipo kathodo, griglie, anodo, getter, piedini sta per collassare.
    Lo faceva anche una coppia di 807 che spirarono emettendo 500W in classe C a 27Mhz qualche eone or sono.
    IDEA! Hai provato a mettere un campo magnetico rotante intorno alla valvola? Potresti confinare quelle particelle accelerate (incazzate?) in una area tra anodo e catodo!
    No? Beh, come non detto!

  9. #9
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    No....Credo proprio che fossero raggi X.....
    Niente Esplosioni .......
    Area51

    Edited by Area51 - 17/2/2005, 16:16

  10. #10
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    Ma come fai a sapere quali erano ioni e quali raggi X?
    Ah gia, quelli con la X sulla tuta rossa sono raggi X, quelli con la I sono ioni.....
    O no?
    O erano X-Man e gli I-ncredibili?


  11. #11
    Seguace
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    Per teslacoil:
    Ho visto lo schema dell'Igbt....i componenti li ho tutti....Iniziero la costruzione domani.....
    Per caso hai il PCB da inviarmi(mi faresti veramente una gentilezza)?Cosi riesce meglio!!
    Fammi sapere
    ciao e grazie
    Area51

    Edited by Area51 - 17/2/2005, 20:15

  12. #12
    Seguace
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    Hola All!

    CITAZIONE
    Grazie Teslacoil, o lui le ha lì dal 1980 oppure le compra da qualche parte



    Se quelcosa di fotografico introvabile esiste lui riesce sempre a procurarsela, sospetto che
    la causa di cio' sia da imputare a sua moglie ( fotografa )


    E' stato lui a trovarmi le 9x12 Ilford FP4 da 125ASA ( anche se poi si sono rivelate scarsamente
    sensibili alle radiazioni X ) ed e' stato sempre lui a fornirmi tutto il materiale fotografico
    che ho usato per gli esperimenti compresi anche alcuni reagenti speciali appositi per tiraggi
    estremi che riescono a tirare fuori tutto quello che e' umanamente possibile estrarre da una pellicola
    ( lui se li fa in casa mischiando chimici puri nelle giuste quantita'! ), con questi reagenti riesco ad
    ottenere delle buone radiografie anche con pellicole poco sensibili e/o poco esposte ( a tutto vantaggio
    della sicurezza, la dose di raggi richiesta si abbassa parecchio )


    CITAZIONE
    Le pellicole lith tipo Ilfolith o Kodalith sono molto buone come grana sensibilità intorno ai 15ASA come la carta da stampa, e sono il non plus ultra per la realizzazione dei circuiti stampata perchè arrestano completamente la caduta dei capelli..... ehm... no, arrestano completamente i raggi UV. Grazie all'argento dell'emulsione. I prodotti chimici per lo sviluppo ed il fissaggio per fortuna si trovano sempre.



    Ma a cosa servivano queste pellicole?
    Gianluca mi ha detto che le utilizza normalmente in camera oscura con la luce rossa accesa.


    CITAZIONE
    Caro Tesla coil ho notato che arrivato ad una certa tensione di lavoro la Dy e diventata verde luminesce sulla zona centrale del vetrino...... Questa volta ci sono eh.....?



    La luminescienza verde era localizzata sul vetro o diffusa all' interno del vuoto?
    nel primo caso potresti esserci vicinissimo o averli gia' tirati fuori questi maledetti X
    la luminescienza verde NON e' un effetto dovuto ai raggi X ma e' un effetto dovuto agli elettroni che
    vengono arrestati bruscamente dalla materia ( vetro ) eccitandone gli atomi che poi emettono
    energia sotto forma di radiazione elettromagnetica ad ampio spettro per ritornare nello stato
    iniziale inerte, lo stesso identico effetto che produce anche i RAGGI X

    Se la luminescienza e' diffusa all' interno della valvola invece e' segno che il vuoto e' troppo poco
    vuoto oppure che la valvola sta soffrendo un po troppo, niente raggi X in quel caso.

    Su, forza, che ne pensi dell' idea di recarti dal fotografo ed acquistare qualche rullino di
    pellicola B/N ( alta sensibilita', grana fine e sopratutto ben tirabile in sovrasviluppo ), una bustina
    di sviluppatore adatto e un flacone di fissaggio?


    CITAZIONE
    IDEA! Hai provato a mettere un campo magnetico rotante intorno alla valvola? Potresti confinare quelle particelle accelerate (incazzate?) in una area tra anodo e catodo!



    Io invece avevo un idea un po' piu' distruttiva.
    mi hanno regalato due vecchissimi tubi catodici rotondi per oscilloscopi, uno di questi ha tutti i pin
    alla base quindi e' alimentabile solo a tensioni basse ( va beh basse per modo di dire, 5kV al massimo )
    l' altro invece e' provvisto di postaccelerazione con il contatto per l' EAT a ventosa quindi e' fatto
    per essere alimentato a tensioni piu' elevate e sicuramente reggera' la sovraalimentazione pesante!
    Visto che il suo vetro e' molto sottile ( niente cristallo al piombo spesso 1cm o piu' tipico dei CRT moderni )
    credo si presti benissimo per essere usato come una sorta di acceleratore di particelle....... che ne
    pensate?



    CITAZIONE
    Ho visto lo schema dell'Igbt....i componenti li ho tutti....Iniziero la costruzione domani.....
    Per caso hai il PCB da inviarmi(mi faresti veramente una gentilezza)?Cosi riesce meglio!!
    Fammi sapere



    Hai TUTTI i componenti? compreso l' IGBT???? incredibile!!!!!
    Va beh, e' sostituibile con altri IGBT o MOSFET purche' la corrente e tensione di lavoro siano adeguate.

    Quanto al PCB, ma sai da quanto tempo che continuo a dire "PRIMA O POI lo faccio!"
    E' arrivato alla terza versione e in tutti e tre i casi e' sempre rimasto su millefori!
    Perdonami, ma al lavoro sono a dietro a routare PCB da mattina a sera, potro' evitare di
    usare il protel nei momenti liberi?

    Buone radiografie a tutti!

  13. #13
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    Tutti tranne il varistore 800Volt....


    Are51

    Edited by Area51 - 18/2/2005, 11:20

  14. #14
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    Ciao, non è indispensadile: serve Solo a proteggere l' igbt!

    Se sei fortunato non succede niente, se parte una scintilla tra uscita AT e primario della bobina rompi l' igbt.

    Fra un po anche io farò qualche prova con i raggi x: ho un vecchio contatore geiger a valvole tedesco (di quelli grossi con la sonda esterna) e, dopo una pulitura dei contatti e qualche risaldatura, sembra funzionare.

    Avendo la scatola in metallo forse può misurare la possibile radioattività emessa dalla fusione fredda senza problemi elettromagnetici.

    Edited by deltaHF - 18/2/2005, 12:33

  15. #15
    Seguace
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    Hola Area!
    Hola Delta!
    Hola All!

    CITAZIONE
    Tutti tranne il varistore 800Volt....  
    non è indispensadile: serve Solo a proteggere l' igbt!
    Se sei fortunato non succede niente, se parte una scintilla tra uscita AT e primario della bobina rompi l' igbt.



    Verissimo, nel mio primo circuito continuavo a rompere IGBT a causa delle sovratensioni, dopo essermi deciso
    ad aggiungergli il varistore il discorso e' cambiato radicalmente, ho smesso di rompere IGBT in compenso ho
    iniziato a rompere varistori a raffica!

    Poco male cmq, gli IGBT sono molto piu costosi dei varistori, e poi, se al posto di un varistore piccolo
    ne metti uno grosso ( o mezza dozzina di quelli piccoli ) dovresti riuscire ad assorbire abbastanza
    picchi di sovratensione senza spaccare piu' niente.

    Ah, una notiziona interessantissima.
    Ho un tubone a raggi X antico ( praticamente da collezione )
    mi dispiace accenderlo perche' ho paura di romperlo ( e perche' comunque e' abbastanza
    duro di pilotaggio )
    mi hanno proposto lo scambio con una testa di pinocchio completa e funzionante ( quelle dentistiche )
    con tubo radiogeno, trasformatore HV, trasformatore di filamento, schermature, isolamenti e
    raffreddamento in bagno d' olio gia' belli che fatti senza pero' il circuito di controllo ( timer e
    riduttore di tensione variabile ) e il braccio snodabile, sono seriamente intenzionato a fare
    questo scambio!

    Con la testa di pinocchio mi basta un variac ed un timer esterno per avere tutti i raggi X che
    voglio, alla testa basta ricevere una tensione di alimentazione in alternata variabile tra i
    60 e i 110 V e tutto il resto lo fa lei...... che ne dite?


    Buone radiografie a tutti!

  16. #16
    maurjzjo
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    Visto che parlate di raggi X e nella speranza che non sia gia' stato proposto vi incollo un link dove viene trattata l'autocostruzione di una macchina a raggi X a partire da una vecchia valvola.

    http://www.noah.org/science/x-ray/stong/


    Maury



  17. #17
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    Per teslacoil:Una curiosita mi hai detto che per nostre circostanzae non occorre rettificare la corrente ne livellarla ....?
    Ma allora potrei fare un dispositivo AT cosi:
    In cascata : Variac, piccolo trasformatore 220-220V di disaccoppiamento condensatore in serie a bobina automobile...
    Cosi otterrei un generatore molto semplice in corrente alternata... Nauralamente non salirei col variac altre i 50 volt AC.. .L'unica cosa...la frequenza d'uscita varia a seconda della capacita condesatore in serie o rimane sempre quella della rete?


    Area51

    Ciao e grazie

    Edited by Area51 - 19/2/2005, 10:35

  18. #18
    Seguace
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    Per avere la massima tensione in uscita devi interrompere la corrente sul primario della bobina da auto bruscamente (se hai un generatore di onda quadra a 12 v ,fino a 24v stai tranquillo oltre rischi di rovinare l'isolamento della bobina, collegalo al primario della bobina e trova la migliore frequenza) con il condensatore in serie hai un onda sinusoidale sulla bobina a 50 hz (funziona lo stesso però non sfrutti appieno la bobina).

    Prova, al massimo non funziona!
    Se hai un trasformatore di riga TV avvolgici 3 o 4 spire di primario e collegale ad un trasformatore elettronico per lampade alogene (i faretti): il trasformatore elettronico ha in uscita un' onda a 40 KHz, almeno 3 cn di scintilla la fa!

    Ho appena fatto funzionare il geiger, aveva una saldatura che faceva falso contatto nel paccco batterie!
    Ho misurato la radioatività con la cella in funzione: mettendo la sonda sia con il cappuccio (quello che separa i diversi tipi di raggi) che non, la radioattività non varia rispetto al fondo naturale; le cuffie fanno sentire tutto ciò che amplificano le valvole, quindi è facile capire se sono disturbi elettromagnetici o ticchettii (con la cella al massimo della potenza qualche disturbo si sente, però non fa andare il tilt il rilevatore)

  19. #19
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    Quello voglio capire e se cambiando il condensatore varia anche la frequenza....
    Poi con 50volt penso di ottenere 40Kv di uscita o no?
    Se si, con quel tipo di generatore AT posso alimentare il mio tubo(xrays)? ...visto che teslacoil mi ha detto che per nostri scopi X no serve necessariamente rettificare la corrente ne livellarla).........
    Aiutatemi a capire
    ciao e grazie
    Area51

    Edited by Area51 - 19/2/2005, 11:04

  20. #20
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    CITAZIONE
    Per teslacoil:Una curiosita mi hai detto che per nostre circostanzae non occorre rettificare la corrente ne livellarla ....?


    Se hai un tubo con due elettrodi all' interno allora puoi tranquillamente permetterti di alimentarla sia in continua che in alternata
    ( tenendo presente pero' che in caso di catodo freddo in CC il tubo emettera' molto piu' uniformemente, nel caso di catodo caldo invece
    il tubo operera' la rettificazione da solo, in tal caso l' emissione sara' comunque uniforme ma meno potente rispetto alla CC, in questo
    caso e' pero' importantissimo che la placca NON si scaldi fino all' incandescienza, altrimenti fara' lei stessa da emettitore di elettroni che
    colpendo il cadodo lo distruggeranno per surriscaldamento )

    Se invece il tubo ha un elettrodo all' esterno ( vecchia valvola o lampadina ricoperta di stagnola o con un giro di filo isolato intorno al vetro )
    allora dovrai TASSATIVAMENTE alimentarla in alternata impulsiva oppure ad alta frequenza intervallata da impulsi.

    NON e' possibile fare il circuito che dici tu con variac, condensatore e bobina da auto perche' il variac e' un semplicissimo
    autotrasformatore regolabile, la tensione d' uscita sara' sempre sinusoidale a 50Hz

    E' invece possibile usare un *VARIALUCE ELETTRONICO* in serie al condensatore a sua volta in serie al primario della bobina
    da auto, in questo caso la sua uscita e' una sinusoide parzializzata con fronti di salita molto brevi ( impulsivi ) e il circuito
    potra' funzionare adeguatamente.

    Il varialuce per il massimo rendimento possibile andra' posizionato esattamente a meta' corsa ( se lo giri di piu' o di
    meno la tensione in corrispondenza del picco diminuira' quindi in entrambi i casi il circuito dara' meno tensione d' uscita )

    la massima potenza possibile la stabilisce il condensatore, per iniziare parti da qualche uF rigorosamente NON polarizzato
    con tutte le omologazioni stampigliate sul corpo per l' uso a tensione di rete diretta.

    Per ragioni di sicurezza il neutro andra' SEMPRE collegato dal lato della bobina auto.

    In taluni casi, se il varialuce si rifiuta di funzionare con un carico del genere, puo' essere utile applicare in
    parallelo un carico resistivo abbastanza potente ( es lampadina da 40W )


    Buone radiografie a tutti!

  21. #21
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    Per teslacoil:
    Ho un cond. 12uf450 volt "vecchia lavatrice" invece il dimmer e da 300W..
    Quindi:Dimmer->cond->bobina.... ...Prima del dimmer posso utilizzare cmq il trasformatore di isolamento 220-220volt?
    Ci arrivo a 40KV di output?
    Mi spieghi meglio il discorso del neutro per la sicurezza ?
    ciao e grazie
    Area51

    Edited by Area51 - 19/2/2005, 19:37

  22. #22
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    CITAZIONE
    Ho un cond. 12uf450 volt "vecchia lavatrice"



    Acc, ci pesti giu' bene come potenza, eh?

    La bobina potrebbe anche reggere ( per poco ) ma dubito seriamente
    sulla salute del tubo!

    Se riesci a recuperare qualche microfarad al poliestre o polipropilene da
    qualche vecchia scheda switching e' meglio, a salire di potenza si
    fa sempre in tempo, e' a scendere che ci si accorge sempre troppo tardi.


    CITAZIONE
    ...Prima del dimmer posso utilizzare cmq il trasformatore di isolamento 220-220volt?



    OTTIMO!
    Collega la massaterra su uno dei due capi d' uscita del trasfo di isolamento,
    precisamente al capo che finira' al polo negativo della bobina d' auto.


    CITAZIONE
    Ci arrivo a 40KV di output?


    Per un paio di minuti una bobina da auto buona riesce ad erogartene
    fino a 70 kV...... poi si scassa!
    40kV e' cmq un valore abbastanza sicuro per la bobina auto, prima di
    accenderla pero' smonta il cavo di uscita EAT, leva l' isolante in gomma
    e pulisci accuratamente queste cose con del diluente, a pulitura ultimata
    riassiemale accuratamente controllando che NON ci siano spazi aperti o
    fessure nell' isolamento, le tensioni d' uscita NON sono uno scherzo e
    in caso di scintilla potrebbero danneggiarti irreparabilmente gli isolamenti!


    CITAZIONE
    Mi spieghi meglio il discorso del neutro per la sicurezza ?



    Semplice, la fase di rete e' quella che ti ammazza se la tocchi, il conduttore
    neutro invece puoi toccarlo liberamente a mani nude anche senza le
    scarpe isolanti ( magari per scommessa, gia' fatto e rifatto 1000 volte.....
    bell' esempio che vi do, eh? )
    Visto che sia la carcassa che uno dei poli d' uscita della bobina e' connesso
    al negativo, e' bene che questo contatto sia connesso solo ed
    esclusivamente al neutro tutto qui!

  23. #23
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    Per Teslacoil :
    il problema che il piu piccolo condensatore che ho e 10 uF450.....
    in sustituzione avrei un cond al poliestre da 0.400 uf 250AC e poi 1 da 0.100 uF 1000 volt recuperato da un alimentatore da pc ...tutti gli altri sono da escludere perche elettrolitici...
    Che cosa faccio uso quello da 0.400uf?
    Avrei un altro quesito... ..Facendo scoccare un arco fra uscita AT e il terminale rup (cioe la massa) della bobina, non che rischio che l'AT rientri sul neutro(o fase...dipende da come e girata la spina ) bruciandomi dimmer e tutto il resto....?


    Ciao e grazie

    Area51

    Edited by Area51 - 20/2/2005, 15:23

  24. #24
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    Per incominciare puoi usare entrambi i condensatori in parallelo, poi
    in seguito potrai usare qualcosa di meglio.
    vedi prima come ti va con 500nF prima di andare diritto a 10uF e spaccare
    la valvola per sovraalimentazione, sei sempre a tempo ad aumentare
    se la potenza NON basta.

    Altra cosa, se la corrente si richiude tra il terminale "HV" e il terminale "-"
    della bobina, si richiuder in pratica sull' avvolgimento secondario stesso
    quindi nessun rischio e' possibile, se invece il terminale "HV" si richiude
    verso un altra massa ( magari la massa del tuo corpo, incautamente
    avvicinatosi un po troppo al terminale d' uscita ) si richiudera' sulla
    massaterra della cabina MT che alimenta la tua zona passando dal filo
    neutro.

    Certo, se per errore colleghi il dimmer dalla parte opposta c'e' il serio
    rischio di danneggiarlo, ma questo e' nulla a confronto al rischio di
    danneggiare te stesso in caso di contatto accidentale con spina invertita.

    il - della bobina insomma, DEVE e dico DEVE essere collegato SEMPRE
    al NEUTRO della rete elettrica ( che ti piaccia o no ) oppure essere connesso
    alla massaterra di rete nel caso in cui interponi un trasformatore di
    isolamento all' ingresso.

    Nulla da fare, procurati un cacciavite cercafase ( anzi, una dozzina,
    quando si inizia a giocare con l' HV diventano loro malgrado le prime cavie
    per gli esperimenti! ) e magari inserisci anche un sensore di fase
    gia' integrato nel circuito radiografico o piu' semplicemente installagli una
    spina ininivertibile.

  25. #25
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    Ho trovato le caratteristiche del tubo in questione, si tratta di un DG 13-2
    e stando alle caratteristiche tecniche dovrebbe reggere fino a 5kV di
    tensione di postaccelerazione

    Secondo voi, se sovraalimento di prepotenza il tubo ad almeno 40 kV
    e faccio emettere dal cannone elettronico un fascio di elettroni molto largo
    ( idealmente tutta la superficie dello schermo, in pratica e' fatto per
    disegnare un puntino sullo schermo, NON so se riusciro' a sfocarlo di cosi'
    tanto ) riesco ad avere un po di emissioni X oppure mi implode il tubo in
    faccia e basta?


    Ecco una foto del tubo ( NON e' il mio ma e' cmq lo stesso modello )

    user posted image

    il datasheet del tubo lo trovate QUI


 
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