CITAZIONE (OggettoVolanteIdentificato @ 28/1/2008, 23:18)
Beh,mi sembra di ricordare che si raggiunge un momento in cui il plasma si stabilizza....
Eh, "si stabilizza" significa che si agita entro il 20% del proprio valore, ma è sempre tantissimo. Non sarà mai assimilabile ad un'impedenza costante, ecco perchè ho concluso che bisogna ricorrere alla misura istantanea del prodotto V x I.
CITAZIONE
A grosse linee,la circuitazione mi sembra affidabile,ma sarei propenso a pensare a misure su una cella di notevoli dimensioni,come ad esempio su un contenitore con 10 litri di soluzione salina.L'ebollizione rapida di celle piccole porta sempre a errori di misura,se non altro quando ci interessa la caloria reale prodotta.
Io ho risolto con un calorimetro in cui circola acqua di raffreddamento dentro la camicia del contenitore. Non raggiungo mai l'ebollizione, anzi, non arrivo a superare i 70°C di temperatura nella soluzione.
Il calore asportato in Joule è dato da m(massa H2O) * dT(t1-t2, le sonde temp in & out) * Qs(calore specifico H2O, c.a. = 1) * 4186(fattore kCal/Joule), e dato che m/t (massa nel tempo) è in pratica (per la densità dell'H2O) la portata del circuito, ottengo direttamente la potenza termica asportata al sistema. Quando esso va all'equilibrio e la soluzione presenta per un certo tempo una Temp costante, so quanto calore sta generando perchè ne asporto una indentica quantità nota (vedi post sul calorimetro), senza variarne la temperatura.
In ogni caso, concordo nella necessità di evitare di avvicinarsi troppo ai 100°C.
Edited by ElettroRik - 29/1/2008, 10:07