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Discussione: realizzazione torcia al plasma elettrolitico

  1. #21
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Anche 100 anni. In caso non l'avessi capito l'importante è dimostrare che avvengono trasmutazioni a bassa energia. Ciao.
    Nei libri di storia sta scritto che nel 1934 i coniugi Frederic Joliot e Irene Curie bombardarono con particelle alfa un pezzo di alluminio e ottennero eccesso di calore e radioattività.

    Lo sbaglio fu quello di usare un pezzo di materiale radioattivo come generatore di particelle alfa.

    Il pezzo di materiale radioattivo emette una corrente alfa che (ad occhio e croce) è 1 miliardesimo di ampere (corrente alfa non elettronica).

    Con quella corrente non si fa niente, eccetto che rilevare un debole flusso di neutroni.

    Ma se invece di usare la fesseria del pezzo di materiale radioattivo, avessero usato un acceleratore di ioni di elio (pardon un acceleratore di particelle alfa), avrebbero ottenuto certamente un buon eccesso di calore.

    All'epoca era inevitabile fare quel tipo di sbaglio perchè nel mondo la tecnologia era ancora primitiva e nessuno poteva sognarsi di accelerare ioni di elio artificialmente.

    Adesso però, la tecnologia primitiva è ormai superata e quindi non è il caso di insistere a fare la stupidaggine di usare un pezzo di materiale radioattivo che oltretutto è introvabile e anche illegale.

    Le particelle alfa possono essere prodotte semplicemente ionizzando l'elio e conferendo loro energia sufficiente.

  2. #22
    Pietra Miliare

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    Ciao UfoRobot stai ancora andando fuori tema. Comunque se l'idrogeno accellerato sbatte contro li catodo sicuramente qualcosa succede. Ho viene assordito e trasmuta il materiale o perde energia sotto forma di calore il punto e valutare quanto e se è conveniente a livello energetico.

  3. #23
    Pietra Miliare

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    Ciao Vulcano una domanda: la cella consuma il catodo?

  4. #24
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao UfoRobot stai ancora andando fuori tema. Comunque se l'idrogeno accellerato sbatte contro li catodo sicuramente qualcosa succede. Ho viene assordito e trasmuta il materiale o perde energia sotto forma di calore il punto e valutare quanto e se è conveniente a livello energetico.
    Ma lo ione di idrgoeno quando sbatte reagisce chimicamente e non saprai mai concertezza se l'eccesso di calore proviene da una reazione chimica denominata idrurazione, o se l'eccesso di calore proviene da qualche ipotetica trasmutazione nucleare.

    Con gli ioni di elio quell'incertezza non esiste perchè l'elio è NOBILE e come tale non reagisce chimicamente.

    Eliminata l'incertezza della reazione chimica, (se c'è eccesso di calore), quello proviene certamente da qualche reazione nucleare altrimenti non è vero che l'elio è NOBILE.


    --------------------------

    E poi una domanda...
    Piuttosto che fare l'idrurazione del tungsteno, non è più conveniente idrurare l'ossigeno ?
    Ho letto da qualche parte, (non ricordo dove), che facendo l'idrurazione dell'ossigeno hanno portato l'Apollo 13 sulla Luna.
    Quindi mi sembra di capire che l'idrurazione dell'ossigeno è più conveniente dell'idrurazione del tungsteno.
    Oppure si potrebbe veramente fare trasmutazioni nucleari ionizzando con alta tensione l'elio e usando elettrodi di alluminio.
    Non lo so...vedete un pò voi.
    Adesso mi sono anche stancato di ripetere sempre le stesse cose.
    Buonanotte!

  5. #25
    Seguace

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    Per GABRICHAN
    In risposta alla tua per comunicarti che i miei elettrodi non si consumano, essi sono immersi in soluzione alcalina e sul fondo della cella, non sulla parte posteriore pertanto peso che si consumano in quanto su di essi si forma un gas comburente che aumenta la reazione provocando eccessivo calore che fonde gli elettrodi.
    Ciao VULCANO

  6. #26
    Pietra Miliare

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    Grazie Vulcano è come supponevo. Io nella mia cella ho messo dell'diossido di titanio che si depositava sul catodo,diventava incandescente, ma non consumava il catodo. Generando molto calore anche se non sono riuscito a misurararlo.

  7. #27
    Seguace

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    ciao Gabrichan.
    Come ti ho già confermato i nostri elettrodi non sono trattati, non si consumano, perche la reazione non avviene sull'elettrodo ma avviene nel plasma, generando quindi un'alta temperatura ed una forte pressione, a ciò e dovuta la trasmutazione del metallo che abbiamo rilevato prima e dopo le prove, metalli che non facevano parte dell'elettrodo.
    Ciao VULCANO

  8. #28
    Pietra Miliare

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    Misurare il rendimento di uno scaldabagno elettrico è piuttosto facile:
    tu sai che lo scaldabagno elettrico ha una certa capacità in litri supponiamo 50 litri.

    Sai qual'è il numero iniziale indicato dal contatore dei Kwh,... lo guardi e te lo scrivi su un pezzo di carta.

    Poi accendi lo scaldabagno (sapendo che era già spento da un paio di giorni, quindi l'acqua è inizialmente fredda).
    Decidi che vuoi raggiungere (che ne so) 80 gradi celsius, raggiunti gli 80 gradi...
    il termostato si spegne automaticamente e prendi nota del numero indicato dal contatore e scrivi quest'altro numero sul quel pezzo di carta.

    Con la calcolatrice fai la differenza tra il numero preso dopo... e quello preso prima, e sai quanti decimi di kwh ha consumato il tuo scaldabagno elettrico.

    Ora sai che per scaldare una certa quantità di acqua occorre una certa energia.
    -------------------------------
    Rifai tutto il test ma questa volta...invece di usare lo scaldabagno elettrico, uso lo scaldabagno elettrico di tua invenzione, (pardon... usi la tua torcia).

    Con la stessa energia... deve scaldare una quantità di acqua maggiore, oppure con la stessa quantità d'acqua la temperatura finale indicata dal termometro deve essere maggiore.
    Altrimenti non c'è vantaggio.

    E' molto facile misurare l'efficienza degli scaldabagni elettrici, non capisco perchè ancora non ci hai comunicato il numero dei decimi di kwh e la quantità d'acqua.
    Sono forse segreti di Stato ?
    C'è un brevetto in corso ?
    Ma il fatto di sapere il numero dei kwh non mi dice nulla di come costruire quel tipo di scaldabagno, quindi non ci dovrebbero essere problemi di segreti industriali.

    Se non hai un contatore di energia, chiami l'Enel o l'AEM e te lo fai installare.

    Se non hai una calcolatrice, puoi usare la calcolatrice che si vede sul monitor del Pc.

    Se non hai neanche un computer, puoi calcolare la differenza a mano come si faceva in terza elementare.

    Se ipotesi non sei capace di calcolare le differenze, allora ti rivolgi ad un ragioniere o altre persone.

  9. #29
    Novizio/a

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    Ciao Vulcano, sono nuovo del forum , ma da un pò mi interesso di fusione fredda elettrolitica.
    Non trovando una soluzione al consumo del catodo,sarei molto interessato ad ottenere informazioni a riguardo della tua cella "SUNHOME" (tipo e concentrazione elettrolita; materiale ,diametro e disposizione degli elettrodi)
    bye bye

  10. #30
    Pietra Miliare

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    Ciao Massimo da quello che dici suppongo tu abbia gia fatto delle prove, il consiglio che mi sento di darti è di non lavorare con tensione continua, ma sfruttare solo la semionda positiva della continua, mettendo un diodo, o se vuoi raddoppiare la potenza un ponte a diodi, facendo cosi dai il tempo al catodo di raffreddarsi e non si fonde, se poi riesci a parzializzase l'onda tanto meglio. Poi dovresti mettere il catodi in una posizione tale che non accumuli calore e quindi in basso alla cella, non in superfice.
    Sperando di esserti stato utile ti auguro un buon lavoro

  11. #31
    Novizio/a

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    Ciao GabriChan ,sono tutti ottimi consigli ma non capisco che intendi esattamente per parzializzare l' onda .
    bye bye

  12. #32
    Pietra Miliare

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    Ciao massimo intendo dire di procurarti un circuito tale che con un scr puoi parzializzare la semionda positiva della rete.
    Tipo questo..
    The Silicon-Controlled Rectifier (SCR) : THYRISTORS
    Ultima modifica di GabriChan; 26-09-2010 a 17:50

  13. #33
    Moderatore

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    Ciao massimo021187 e benvenuto,

    se vuoi cominciare a studiare i fenomeni relativi al plasma elettrolitico, puoi anche cominciare con unsistema di alimentazione più semplice di quello, certamente interessante, proposto da GabriChan.

    Secondo la mia esperienza non è necessario alimentare il plasma con sistemi di parzializzazione. In svariate prove sono stati testati sistemi in corrente continua, alternata, a semionda, a impulsi variabili in frequenza e duty cycle, ma non sono stati ravvisati cambiamenti di sorta sul comportamento del plasma stesso.

    Oggi conduco tutti i test con alimentazione in corrente continua. Ci pensa poi il plasma, con le su dinamiche, ad alterarne il valore facendolo oscillare attorno a un valor medio.

    Il discorso sul consumo del catodo è invece più complesso. Esso in sostanza avviene per due fenomeni: calore e etching. In parte il catodo si consuma perchè il calore, restando confinato nella regione attorno ad esso, lo porta rapidamente a fusione ed evaporazione. Ma la parte più importante del consumo è data dal bombardamento che subisce ad opera delle specie ioniche presenti in esso.

    Se limiti l'alimentazione del catodo con tecniche varie, potrai avere una riduzione fittizia del suo consumo. E' come se dilazionassi le 'picconate' nel tempo, ma ridurrai anche i fenomeni che esso genera. Se alimenti il plasma con un alimentatore che genera una serie di accensioni e spegnimenti con la frequenza di frazioni di Hertz, certamente ne ridurrai il consumo, ma solo perchè hai risotto i periodi di 'on'. Chiaramente la percentuale di 'consumo' dovuta all'aliquota termica sarà ridotta, ma ripeto, non è quella che determina i consumi più 'importanti'.

    A dimostrazione di ciò sono stati eseguiti alcuni test con catodi forati in cui, forzatamente, veniva fatta passare acqua di raffreddamento. Ma ciò non ne ha impedito il consumo, che si è comunque verificato, seppur più lentamente.

    Dico questo solo per non complicarti la vita nella ricerca di un sistema di alimentazione complesso. Comincia pure alimentando in DC, poi nel proseguo dei tuoi test potrai 'deviare' dove riterrai opportuno.

    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

  14. #34
    Pietra Miliare

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    Cioa Massimo02111987 concordo con QuantumLeap che alimetare in CC sia più facile, anche se parzializzando l'onda si riescie meglio a capire cosa succede quando si innesca il plasma, durante il plasma e quando si spegna.... ma questo è un passo successivo.
    Per il consumo del catodo ho una mia teoria, non credo molto all'erosione chimica visto che da quella parte ci sono gli H+ e gli elettroni escono e vanno verso all'anodo...
    personalmente credo sia un fenomeno di elettroerosione overo nelle piccolisime aree esposte all'eletrolita, quindi senza plasma, passa la maggio parte di corrente e quindi si hanno dei fenomeni di elettroerosione che sublimano il materiale.

    Ma Massimo una domanda cosa vuoi otenere?
    Scaldare l'acqua?
    osservare dei fenomeni di trasmutazione?
    rilevare particelle?

  15. #35
    Novizio/a

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    Ciao GabriChan ,io vorrei perfezionare l' esperimento FF ed accertarmi dell' effettiva overunity nella produzione di idrogeno come detto da Mizuno. Comunque al momento non ho in mente un applicazione pratica .

  16. #36
    Pietra Miliare

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    Ciao Massimo be di tutte le cose potevi cercare hai scielto proprio la più difficile... se vuoi produrre l'idrogeno forse è meglio se ti costruisci una cella elettrolitica.
    Pero è una prova fattibile l'unico dubbio è che la cella dovrebbe essere a chiusura stagna e far passare il gas e i vapori in un gorgoliatore e poi deumidificato e poi misurato il flusso del gas....
    In più dovresti fare una misura molto precisa sulla corrente immessa nella cella, cosa abbastanza difficile.
    Ciao.

  17. RAD
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